Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Campania’

Le ZES sono le zone economiche speciali, cosa sono? Sono un’invenzione politica della cultura neoliberale (è il laissez faire di Smith e Ricardo), sono aree geografiche dotate di un’autonomia giuridica e fiscale, affinché le imprese possano insediare i propri stabilimenti in ambiti dove non hanno valore legale le norme sindacali e la generale tassazione fiscale. Le ZES sono istituite per favorire i capitali privati e sono ampiamente usate dall’immorale mondo offshore, e quindi dalle associazioni criminali per riciclare denaro, di fatto sono un avamposto della globalizzazione targata WTO e del loro mondo offshore con i paradisi fiscali. E’ proprio l’ideologia neoliberista che governa il mondo.

La Giunta regionale della Campania, immagina di istituire due zone speciali presso i porti commerciali di Napoli e Salerno, come se questa prospettiva fosse positiva e avesse un collegamento diretto ai problemi sociali e culturali dei ceti meno abbienti e della povertà in aumento, generata dall’implosione del capitalismo.

Dal 1991, in Italia esiste persino una società, SIMEST, controllata da Cassa Depositi e Prestiti e partecipata da banche private, per favorire le ZES all’estero e gli interessi delle imprese italiane.

Dal 1996, esistono anche le zone franche urbane (ZFU), mentre in Italia approdano dal 2007 e sono state sperimentate col “piano città” del CIPU, ad oggi sono 22 le città dotate di ZFU. Le ZFU possono essere declinate in diversi modi, cioè possono essere quartieri da recuperare oppure aree produttive specializzate, in tal senso si potrebbe favorire il recupero di aree degradate ma è difficile, se non impossibile, che il capitale privato possa trovare un interesse nell’investire se non c’è la garanzia del profitto. Per recuperare un’area degradata di una città c’è bisogno di un altro tipo di interesse: etico e sociale, e le società che si occupano di questo sono quelle non profit. Le zone franche per lo sviluppo sociale e la rigenerazione non esistono, ma si potrebbero inventare. In tal senso si esce dal concetto stesso di zona franca e si entra in quello di coesione e sviluppo umano, e per questo dovrebbero esserci incentivi, programmi e piani ad hoc, con finanziamenti a fondo perduto. Questa è un’altra storia che riguarda le politiche socialiste (sviluppo sociale).

Se nell’immaginario della classe politica la zona speciale è sinonimo di sviluppo allora tutto il meridione dovrebbe essere dichiarato zona speciale, e se ciò non accade allora significa che si sceglie di favorire piccole aree lasciando indietro il resto dei territori. E’ evidente che non è così, ma ahimé le zone speciali servono a favorire altri interessi e non lo sviluppo delle comunità.

Se l’obiettivo è lo sviluppo umano possiamo evitare l’uso di ZES o ZFU  poiché  possono creare danni sociali ed economici. Credere che una ZES possa favorire lo sviluppo umano è un ossimoro poiché il capitalista usa la zona per profitto poiché sceglie quell’area privilegiata dal punto di vista fiscale, non gli interessa la filantropia. Usare i propri profitti per il bene della comunità si può fare senza le ZES, Adriano Olivetti lo dimostrava tutti i giorni. Nei paesi ove sono nate le ZFU, in ambito urbano si sono avuti i famigerati problemi di gentrificazione, poiché si sono venute a creare nuove rendite di posizione, divenute parassitarie, e i ceti meno abbienti sono stati espulsi grazie alle leggi del mercato, distruggendo l’identità e la cultura dei luoghi urbani. In Italia, nelle grandi città come Milano, Roma, Napoli si è avuto un risultato analogo anche senza le ZFU, ma attraverso la deregulation e la perequazione dei privati con lo zoning funzionale. Le ZSE e ZFU sono aree di deregulation.

E’ evidente che i politici, rimanendo nel paradigma culturale che ha distrutto la nostra società, cercano di attrarre capitali privati illudendosi, o mentendo, di indirizzare l’interesse privato verso un “bene comune”. In quasi trecento anni di storia il capitalismo è servito solo a se stesso, e determinati annunci pubblicitari sono finalizzati a manipolare l’opinione pubblica, come spesso accade per i media, altoparlanti del potere. Tali zone, non solo non risolvono i problemi sociali, culturali del meridione ma servono solamente a far girare le merci delle multinazionali e sostenerle nell’elusione fiscale. In Campania ci sono già nove ZFU.

In generale, il capitalismo e le imprese hanno deciso, da diverso tempo, di investire i propri capitali nei paesi emergenti, ed è questa la ragione della recessione europea, oltre all’evidente idiozia del sistema monetario e fiscale che favorisce aree geografiche come la Germania mentre distrugge altre aree come i paesi “periferici”. L’UE sta funzionando come un sistema di vasi comunicanti ove si accumula ricchezza in un’area mentre in altre diminuisce. L’unico modo per arrestare la recessione è riscrivere i Trattati cancellando l’austerità e ripristinando la sovranità, sinonimo di libertà e auto determinazione.

Se l’obiettivo è favorire l’occupazione bisogna osservare, che la classe dirigente meridionale, anziché inseguire obsoleti paradigmi finanziari, dovrebbe semplicemente investire nelle ricchezze che possiedono con politiche bioeconomiche, ma che non riescono a vedere per limiti culturali. Per creare occupazione utile è necessario uscire dall’ossessione della crescita e programmare piani di conservazione e recupero. E’ la crescita che ha distrutto paesaggio e benessere in diverse città meridionali, da Napoli a Taranto, passando per Priolo e le puglie. E’ la crescita che mira a distruggere le risorse naturali del meridione, basti vedere il recente caso degli ulivi pugliesi. Se la classe dirigente continua a puntare all’aumento dei volumi di vendita per generare profitto, dimenticando degli evidenti limiti naturali e del mercato, commetteranno gli stessi errori del mondo immobiliare più offerta rispetto alla domanda.

Se l’obiettivo è favorire l’occupazione basta osservare i dati: non è la globalizzazione neoliberista che produce lavoro, ma lo Stato e la cooperazione. Negli anni recenti le SpA che hanno aumentato i propri profitti senza lavorare sono quelle informatiche e cioè Apple, Google, Microsoft attraverso il valore di capitalizzazione, l’elusione e l’evasione fiscale concessa dal mondo offshore. Il capitalismo neoliberista sta mostrando che attraverso la finanza e le borse telematiche non serve lavorare per accumulare ricchezza. In questo modo si segna la fine del lavoro e si realizza una nuova trasformazione del rapporto capitale/lavoro e cioè uno scollegamento. Wal-Mart che vale molto meno di Apple, è la più grande multinazionale in termini di lavoro, ha circa 2,2 milioni di occupati. Se l’obiettivo è favorire l’occupazione basta osservare i dati di Legacoop: attraverso l’Alleanza delle coop raccolgono circa 12 milioni di soci e danno lavoro a circa 1,2 milioni di persone, con un fatturato di circa 127 miliardi di euro. Se raffrontiamo Facebook con Legacoop ci rendiamo che il software di Mark Zuckerberg, utilizzato per spiare e commercializzare i gusti delle persone, da lavoro a circa 5 mila persone. Lo Stato italiano, secondo i dati raccolti dal Commissario Cottarelli ha circa 3,4 milioni di dipendenti. Ergo, la cooperazione e lo Stato creano più lavoro delle SpA. In Italia gli occupati totali sono circa 22.566.000 su una popolazione di 60.795.612 di abitanti, nel 1968 gli occupati erano circa 20 milioni e gli abitanti circa 50 milioni, e questo cosa dimostra? Una classe dirigente che si concentra sulla crescita del PIL non crea più occupati. Se l’obiettivo è favorire l’occupazione, i dati dicono chiaramente che la strada giusta è quella della cooperazione e non della competitività o della crescita attraverso il neoliberismo, poiché la crescita crea disoccupati mentre le zone economiche speciali possono aprire nuove opportunità alla criminalità dei colletti bianchi.

Read Full Post »

Che gli italiani fossero incapaci sulla gestione dei rifiuti lo sapevamo già, e che un organo sovranazionale accerti quanto il popolo già sapesse è un esercizio di ripetizione che può tornare utile. Il Corriere on-line titola: l’accusa è di «non aver creato una rete adeguata di recupero e smaltimento» Rifiuti in Campania, Italia condannata «Messi in pericolo l’uomo e l’ambiente» La Corte di giustizia Ue accoglie il ricorso presentato dalla Commissione nel 2008: congelati 500 milioni.

Quello che tutti non sanno però è che pochi giornalisti fanno, è chiarire come sia stato possibile arrivare a questi danni sanitari ed ambientali. “Ignoranti si ma stupidi no”, potremmo sintetizzare.

La Campania è stata oggetto di un particolare laboratorio politico, ampiamente usato all’estero e denominato economica dello shock. La magistratura inquirente ha dimostrato quello che una stretta minoranza della cittadinanza ha ben compreso e cioè la cattiva fede dei dipendenti eletti per rubare le casse dello Stato. Nella sostanza, per favorire gli interessi delle SpA si erano adottate misure politiche molto particolari, partendo dalla struttura del Commissariato che prendeva decisioni in deroga alle norme vigenti per impedire un’efficace trasparenza che poteva infastidire la spartizione degli appalti e degli incarichi. Analogie di questo tipo si possono notare nelle inchieste di oggi sui lavori affidati per il G8, la Maddalena e l’Aquila. Il primo diktat per rubare a norma di legge è cancellare la democrazia. Insomma, i disastri producono profitti per pochi se vengono gestiti con estrema celerità e con procedure speciali per l’affidamento dei lavori “necessari” da eseguire.

Per il caso Campania sono emerse le prove di un disastro pianificato in quanto esistevano e ci sono ancora tutti gli impianti necessari per riciclare e trattare i rifiuti urbani. Partendo dalla base, i Comuni sono responsabili della raccolta dei rifiuti, e vi sono da molti anni le direttive per eseguire una raccolta differenziata “porta a porta” a regola d’arte e non è un caso che in Campania vi siano territori senza problemi ed altri, come la città di Napoli, abbandonati all’inciviltà. Gli amministratori sono politicamente e penalmente responsabili. La soluzione più idonea, a tutela della salute umana è conosciuta ed applicata un po’ ovunque: ridurre, riusare e riciclare. Oltre il 90% dei rifiuti prodotti dall’industria è riciclabile, il restante non è pericoloso e diventerà illegale progettarlo poiché non compatibile con la natura. Il concetto stesso di rifiuto non esisterà più. Quindi non esisteranno più le discariche e neanche gli obsoleti e pericolosissimi inceneritori.

Non ci vuole una Corte europea per individuare i responsabili ma solo cittadini informati, civili e consapevoli.

Per la prima volta in Campania, forse, le cose sono ben chiare: il Commissariamento alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Prodi-Berlusconi) ha pianificato il disastro che ha portato profitti ai vari soggetti politici ed imprenditoriali interessati a rubare, di vario colore politico, il dogma era ed è: opprimere il popolo per aumentare i profitti.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che gli attuali soggetti politici nominati in Parlamento non curano gli interessi del popolo sovrano ma eseguono scelte deliberate altrove (club Bilderberg, Commissione Trilaterale e “BCE+SpA”), il legislatore è una solo una camera di registrazione e non più di dibattito politico.

Read Full Post »

Convegno e manifestazione promosso, a Napoli, dalla rete nazionale rifiuti zero.

La “Storia” contro gli inceneritori

Read Full Post »

Non è accettabile per un Paese che pretende di definirsi democratico e civile, ascolare in televisione dipendenti che fanno un uso sfrenato della propria ignoranza, con arroganza e presunzione inaudite coprendo di ridicolo una comunità intera, Salerno, agli occhi di tutti. Al di là della buona fede o della mala fede, un Sindaco disinformato deve avere la dignità di tacere.

In questo video ci sono interventi di Lorenzo Tomatis, Gennaro Valerio, Stefano Montanari, e Patrizia Gentilini.

Lorenzo Tomatis: Di origine triestina e laureato a Torino nel 1953, dopo periodi di tirocinio in igiene e anatomia patologica a Torino e in cancerogenesi sperimentale a Chicago, iniziò a lavorare alla Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro dell’OMS (IARC) di Lione alla fine degli anni 60. Dirigeva l’Unità di Cancerogenesi e si pose subito il problema della socializzazione delle osservazioni scientifiche sui rischi di cancro ambientale, per lo più sepolte nelle biblioteche universitarie. Nacquero cosi le autorevoli Monografie IARC per la valutazione dei rischi cancerogeni. Nella produzione delle monografie Renzo – avant la lettre – seppe introdurre due grosse novità: l’approccio multidisciplinare e la coesistenza del rigore con trasparenza e comunicazione ai non addetti ai lavori di certezze e incertezze scientifiche. Renzo divenne successivamente direttore della IARC, e la sua direzione segnò una vera e propria esplosione (anche in istituzioni che collaboravano con la IARC, tra cui diverse italiane) di ricerche per produrre nuove conoscenze per la prevenzione primaria dei tumori e per convertire le nozioni acquisite in intervento operativo. La produzione letteraria di Renzo – a cavallo tra la saggistica e il romanzo – descrive le contraddizioni, le debolezze e i vizi del milieu scientifico. I contenuti si evolvono linearmente da Il Laboratorio (Einaudi 1965) a Il fuoriuscito (Sironi 2005). Il primo è centrato sulle contraddizioni del giovane scienziato schiacciato tra la melmosa pigrizia culturale dell’accademia italiana e le ambigue lusinghe del sistema scientifico americano. I libri più recenti raccontano le pressioni del potere economico sulla ricerca nel mondo della tossicologia e della epidemiologia e gli irrisolti conflitti di interesse dei ricercatori.

Read Full Post »

Leggi, Statuti e norme mutate nel tempo hanno cancellato lo Stato di diritto, opprimono il popolo sovrano. L’assenza di etica e morale nelle nuove regole scritte è la caratteristica di queste norme.

la pubblica amministrazioneMASSIMO VILLONE- Senatore DS
Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema. Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l’amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un’altra area. Le cose che mi interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio. Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti. Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente. Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un pò di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

Dalle dichiarazioni fuorvianti e ricche di informazioni errate, e dalle denunce (“non c’è nessuno che controlla le emissioni“) del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca emerge uno sconcertante atteggiamento di impunità e di scarica a barile; egli crede di non essere responsabile dell’ambiente e che non debba essere il Comune a controllare il territorio, ma qualcun altro. Ricordiamoci tutti che il sig. De Luca comanda a Salerno sin dalla riforma degli statuti e dalle elezione diretta del Sindaco, con una parentesi del suo “braccio destro” Mario De Biase, malamente liquidato prima delle ultime elezioni amministrative che hanno fatto vincere nuovamente l’attuale Sindaco del PD, insomma una sorta di feudo incontrastato.

Le ragioni per la revoca del mandato ci sono tutte…

Tutti ricorderete, spero, del “terremoto politico” del dicembre 2005, allora vi era la Giunta De Biase, seguace di De Luca, dove ci fu uno scossone “forte” da parte della magistratura e vi ricordate come chi indagava ed indaga era controllato dai colleghi, con violazioni nel computer del Pubblico Ministero, per spiare le attività investigative ed avvisare gli amici politici circa le mosse dell’accusa.

Read Full Post »

La tragedia campana aiuta il PIL.

I disastri creati dalla Impregilo SpA sta facendo aumentare il prodotto interno lordo, lo Stato pagherà i danni creati e poche aziende SpA dovranno fornire il servizio di bonifica.

Le “ecoballe” aiutano il PIL.

Lo “smaltimento” delle “ecoballe” create dalla Impregilo SpA aiuteranno le casse di qualche azienda che dovrà risolvere il problema e quindi il prodotto interno lordo salirà.

Il triangolo della morte aiuta il PIL.

italia-sotto-rifiutiLo sversamento illecito delle imprese del Nord in aree agricole, fra Nola, Acerra e Marigliano, ha prodotto danni ambientali e biologici. Nello specifico la nascita di neoplasie, cancri, tumori e morte; tutto ciò sta facendo aumentare il prodotto interno lordo delle aziende farmaceutiche che vendono la “cura” contro queste malattie.

La stampa vende la tragedia e sale il PIL.

La stampa ed i media parlando della tragedia aumenta le vendite e sale il prodotto interno lordo. Gli editori sono collegati alle aziende che trattano il business dei rifiuti e quindi guadagnano doppio.

Lo smaltimento illecito nelle discariche aiuta le aziende del Nord.

Alcune aziende con l’aiuto della criminalità organizzata, proprietaria di suoli destinati al disastro, trattenendo miliardi di euro dal risparmio del lecito smaltimento dei rifiuti tossici hanno visto lievitare notevolmente le loro casse.

Insomma il PIL sale ed i cittadini stanno peggio!

dal blog di Beppe Grillo

Ho parlato con Walter Ganapini, presidente di Greenpeace e consulente a Napoli per l’emergenza rifiuti.
Ganapini ha scoperto una discarica realizzata nel 2003 (con vasche di sfogo per il percolato, argille in regola e tutto quanto) e mai utilizzata a Parco Saurino presso Santa Maria La Fossa (Caserta) della capacità di 400.000 metri cubi pari a 800.000 tonnellate (con pochi lavori estendibile ad un milione di tonnellate) in pratica il quantitativo prodotto dalla Campania in 5 mesi (differenziata inclusa). E’ la terza vasca di due già usate.
Se utilizzata in questi anni in un sistema funzionante al “minimo” con differenziata non si sarebbe mai avuta un’emergenza rifiuti. A regime, con un sistema di differenziata può durare diversi anni per tutta la Campania.
Se questa discarica esiste perché non viene usata? Perché nessuno ne parla? Chi ha interesse a coprire Monnezzopoli con il silenzio dei magistrati e l’intervento dell’esercito? Se questa discarica esiste perchè utilizzare Chiaiano?

Paul Krugman non ha portato a Trento un tipico messaggio di ottimismo americano: “Non è scritto da nessuna parte che il progresso economico porti necessariamente alla democrazia. E dunque il futuro non sta tanto nel Pil pro capite del mondo, quanto nel tipo di persone che vivono in questo mondo“.

Intanto è De Mita che ha bloccato i siti alternativi già indicati da tempo

Read Full Post »

età dei dirittiLa dittatura stile sud-america continua, cambia il Governo da Prodi a Berlusconi e continua l’oppressione contro i cittadini sovrani.

Berlusconi viola palesemente i diritti fondamentali dell’uomo sanciti dalla Costituzione, totale assenza di democrazia e rispetto per regole

Stato di polizia 1 Serre (SA)Stato di polizia 2 Savignano Irpino

Questa è la ragione per cui il Governo usa la violenza su cittadini inermi e perché intende aprire discariche più del necessario.

Abbiamo spiegato e “tradotto” l’allucinante decreto che decide di uccidere i Campani; segnalato da Fabio il decreto, poi è stato “tradotto”

DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008, n. 90. Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile. testo in vigore dal: 23-5-2008

per tradurre la classificazione dei rifiuti (CER): Paola Ficco Maurizio Santoloci, diritto all’ambiente parte 02

in biblioteca on-line

catalogo europeo rifiuti Cer

Nuovo CER

  • i rifiuti che vanno inceneriti…

entrando nel merito si legge negli articoli 8 e 9 […]e’ autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l’esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.
3. E’ prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonchè il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo. […]

tradotto col Nuovo Cer

19 12 10 rifiuti combustibili (CDR: combustibile derivato da rifiuti)
19 12 12 altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11
19 12 11 * altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose
19 05 01 parte di rifiuti urbani e simili non compostata
19 05 03 compost fuori specifica
20 03 01 rifiuti urbani non differenziati

  • secondo il decreto rifiuti che vanno nelle discariche…

dei siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Sant’Arcangelo Trimonte (BN) – localita’ Nocecchie; Savignano Irpino (AV) – localita’ Postarza; Serre (SA) – localita’ Macchia Soprana; nonche’ presso i seguenti comuni: Andretta (AV) – localita’ Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) – localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitiello; Napoli localita’ Chiaiano (Cava del Poligono – Cupa del cane); Caserta localita’ Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE) – localita’ Ferrandelle; Serre (SA) – localita’ Valle della Masseria.

nei siti su citati possono essere conferiti rifiuti tossici
[…]2. Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti è inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonchè 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all’articolo 18.[…]

tradotto col Nuovo Cer

19 01 12 ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 11
19 01 11 * ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose
19 01 13 * ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose
19 02 05 * fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti sostanze pericolose

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: