Prevenzione e sicurezza

Di frequente, quando si manifestano le calamità naturali nei media si apre il dibattito sui rischi, sulla sicurezza e sulla prevenzione, poi accade poco o nulla nel mondo dei politici e spesso si interviene solo dopo danni materiali e dopo la morte delle persone.

Il Governo Monti intende introdurre l’obbligo di assicurare i beni immobili contro le calamità naturali, come avviene per le RCA auto per intenderci. L’ennesimo regalo alle SpA. La sua scusa è che non ci sono soldi pubblici per intervenire. Con la sovranità monetaria questo problema non esiste.

Bene, non ci vuole un mago per trasformare questa provocazione del Governo in una scommessa positiva. Regioni, Province e Comuni possono fare una cosa semplice: fare un bando di gara rivolto a tutte le SpA con un vincolo contrattuale: l’obbligo di spendere l’80% del premio assicurativo per mettere in sicurezza l’intero patrimonio edilizio esistente. I Comuni possono essere i controllori ed i promotori dell’iniziativa mentre le assicurazioni dovrebbero garantire la messa in sicurezza degli edifici e dei territori. Poniamo un esempio aritmetico banale: un Comune con 60 mila alloggi e con un premio di €500 all’anno può prevedere in 10 anni la ricaduta positiva sul territorio di 240 milioni di euro. Sicuramente bisogna prevedere premi più bassi per le famiglie meno abbienti o premi a zero euro per chi non ha un reddito, ma il ragionamento è semplice, se si intende trovare subito i soldi per investire in piani virtuosi per tutti, il modo si trova.

In fine, un governo autonomo se lo volesse, può trovare non i milioni, ma i miliardi semplicemente negoziando il debito estero, e soprattutto bloccando gli immorali interessi che si pagano sul debito pubblico.

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