“Ritorno” ai piccoli centri

Il contesto: entro il 2 agosto gli USA rischiano il default, i greci sono oppressi dalla BCE e dal FMI, le agenzie di rating continuano a ricattare l’Italia, i giovani spagnoli sono in rivolta da mesi, gli islandesi sono tornati liberi cacciando il governo corrotto e gli usurai banchieri, nel nord Africa continuano le manifestazioni…

Quelli appena accennati sono solo gli effetti di un pensiero dominante devastante e immorale, divulgato per decenni nelle università e dai media, in estrema sintesi: espansione monetaria, PIL, petrolio.

I cittadini ben informati hanno la grande opportunità di mostrare modelli sociali etici, sostenibili, e di buon senso grazie a un ritorno all’economia naturale e reale, e alla co-gestione diretta delle comunità. Un modello  applicabile anche grazie al ritorno di giovani coppie, in piccoli centri urbani, negli straordinari piccoli comuni italiani, ricchi di natura e bellezze di “pietra”.

Nel nostro paese vi sono territori naturali abbandonati dalla maggioranza degli italiani a causa dell’inseguimento di un sogno materialista: fenomeno dell’urbanesimo e del produttivismo industriale. Ci troviamo alla fine di un ciclo, di fronte ci sono nuove opportunità e bisogna scegliere fra autoritarismo e democrazia. L’attuale crisi offre spunti di riflessione e può aiutare lo sviluppo, o la nascita di nuove comunità maggiormente consapevoli circa il “picco del petrolio” proponendo stili di vita più consoni agli esseri umani vivendo un consumo critico e in armonia con la natura alzando di molto il livello di qualità della vita.

Le nuove tecnologie sull’uso razionale dell’energia offrono soluzioni ragionevoli per eliminare la dipendenza dagli idrocarburi (petrolio e gas). Applicando un mix-tecnologico (riduzione della domanda energetica, pompe di calore geotermiche, mini eolico, fotovoltaico, “celle a combustibile”) le case diventano fonti attive di energia e possono scambiare i surplus in “smart-grid”. I cittadini diventano produttori e consumatori di energia, padroni delle reti locali. Ricalcando il modello delle reti mesh i cittadini possono gestire diversi servizi essenziali (acqua, rifiuti, energia, mobilità) attraverso internet, scavalcando il potere delle SpA, che influenzano i poteri locali, figlio del modello immorale dei paradisi fiscali, scatole cinesi e società off-share.

Gruppi di cittadini uniti in comunità possono realizzare una rete di orti sinergici e scambiare le eccedenze in una rete sociale. L’agricoltura naturale per autoconsumo, soddisfa pienamente i bisogni primari e consente di avere un notevole risparmio sui consumi mensili familiari riducendo gli sprechi economici (acquisti compulsivi sulla spesa) e soprattutto aumentano la qualità della vita grazie al consumo di cibo sicuro, più buono e controllato.

Facciamo questa semplice considerazione: oggi il prezzo del pesce è condizionato dal costo del carburante per i pescherecci, incide quasi per il 50%. Sostituendo i motori a combustione con i motori elettrici figli della tecnologia di Tesla questo sovra prezzo scompare, si cancella una dipendenza (idrocarburi) e si elimina l’inquinamento ambientale causato dal diesel o dalla nafta. Ricordiamo che la Tesla motor produce un motore che compie ben 300 miglia con una sola ricarica, sviluppando questa tecnologia si può raddoppiare tale risultato. Dimezzando le spese per i pescatori, conseguentemente, diminuiscono anche le battute di pesca e il mare può tornare a “respirare” consentendo un ripopolamento delle specie ittiche (tutela delle biodiversità). In fine, applicando la cultura del gruppo di acquisto e della filiera corta, i cittadini anziché acquistare pesce importato dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) possono tornare a consumare il pescato nostrano a sostegno dell’economia locale.

Applicando queste due strategie: autosufficienza energetica e sovranità alimentare, i popoli sono più liberi e meno condizionati dalla finanza immorale e dagli usurai banchieri.

Per completare questo percorso e applicare meglio i nuovi indicatori (Benessere Equo e Solidale – BES) che migliorano la qualità della vita bisogna introdurre tutti gli  strumenti di democrazia diretta negli Enti locali (peso politico e governante) e usare una moneta “complementare” legata all’economia locale (percorso per ripristinare la sovranità monetaria, artt. 1 e 47 Cost.). In questo modo la felicità dei cittadini è maggiore poiché decidono direttamente sull’organizzazione territoriale e diventano più responsabili sulla spesa pubblica, bene comune.

Con questi “strumenti” i cittadini saranno resilienti e capaci di sopportare “attacchi” esterni prodotti dalle agenzie di rating che ricattano i Governi. Pian piano i cittadini si riappropriano delle capacità produttive e avviano una crescita culturale delle capacità individuali (autostima) e dell’artigianato locale mirando anche, alla creazione di tessuti per soddisfare il bisogno di vestirsi. La storia degli ultimi secoli è ricca di valori artigianali tipici del popolo italiano, una creatività del saper fare che si è distinta per ingegno, efficacia, utilità, valore artistico e duttilità. Il pensiero dominate industriale sta distruggendo queste virtù italiane per motivi di pura avarizia. In diverse aree dell’Italia, soprattutto nei piccoli centri, scopriamo una resistenza virtuosa del saper fare, dal cibo all’artigianato; questi valori non vanno solo tutelati, ma promossi con fermezza e diffusi su tutto il territorio per ridurre o eliminare la dipendenza dalle multinazionali.

I piccoli comuni diventano città autosufficienti creando bisogni primari, in linea coi principi costituzionali, e così nascono società virtuose che potranno vivere in serenità e pace, dove le persone svolgono mestieri appaganti e sostenibili riscoprendo il piacere di stare insieme, dedicando maggiore tempo all’educazione dei figli, alla convivialità e alla reciprocità.

Un’indagine promossa da Demos-Coop mostra che la parola decrescita ha assunto un significato positivo: è interessante, peraltro, osservare come il linguaggio riproduca fedelmente le tendenze in atto nella comunicazione sociale. Per prima, l’ascesa irresistibile della Rete e il parallelo declino della Televisione. Ma il lessico degli italiani rende esplicita anche l’ambivalenza di alcuni sentimenti. L’atteggiamento verso l’economia, ad esempio, fa coesistere la Crescita e la Decrescita. Cioè, il sostegno allo sviluppo economico e finanziario. Ma anche la sobrietà nei consumi, il risparmio energetico e delle risorse (ambientali e territoriali). La domanda, cioè, di allargare il PIL insieme al BIL (dove il Benessere sostituisce il Prodotto).

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