Il bivio

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L’anno che verrà porterà una serie di cambiamenti, anche se continuasse la politica dell’austerità imposta dall’élite attuale. Oltre ai limiti dello sviluppo, siamo giunti ai limiti della pazienza ed ai limiti della sopravvivenza quotidiana.

La scelta volontaria di vivere diversamente dagli schemi mentali imposti dal potere attuale si fa sempre più diffusa. Aumentano i cittadini sani, quelli che decidono di cambiare stile di vita ed optano ad un ritorno al buon senso. Aumenta la crisi di nervi dei cittadini non sani, quelli che rimangono nell’obsoleto paradigma culturale e che continuano a servire il sistema attuale. Fuori dalla crisi di nervi, accelerata dall’insicurezza economica, gli abitanti riscoprono le opportunità suggerite anche dalle proposte del Movimento per la Decrescita Felice che ha la virtù di mettere insieme tutte quelle categorie di persone che ritengono prioritario il benessere delle persone, l’uomo al centro della polis.

Le future coalizioni politiche ed i partiti che godono del maggiore consenso elettorale si rifiutano di cambiare rotta. Siedono tutti nel treno del liberismo e della dittatura europea, tutti. I binari conducono questo treno dei partiti nel burrone. Il sistema non democratico dell’UE comincerà a mostrarsi meglio nel 2013, quando il fiscal compact ed il meccanismo europeo di stabilità avranno riscontro in una serie di provvedimenti che sostanzialmente sono la cancellazione dello Stato sociale, cioè la struttura portante della Costituzione italiana tradita dai parlamentari che hanno votato l’immorale Trattato di Lisbona. Quel crimine consumato nel luglio del 2008 va giudicato come un tradimento alla Repubblica, poiché l’Ue e le sue attuali politiche di austerità violano i diritti umani.

Solo una volontà popolare, che ha la titolarità giuridica della sovranità, può ripristinare la Costituzione e promuovere una politica monetaria e industriale socialmente utile. La nostra Nazione ha l’opportunità di affrontare e risolvere il problema dell’occupazione, dell’istruzione e della ricerca. Le nostre risorse culturali e ambientali richiedono conoscenza, capacità e tecnologie adeguate per essere tutelate, e tali caratteristiche sono presenti nel nostro paese, ma osteggiate dal treno dei partiti che ovviamente include media e mainstream. L’intero territorio nazionale richiede risorse per prevenire dissesti e degrado.

Il treno dei partiti ha deciso di non occuparsi della Nazione privilegiando il pensiero dell’élite che li retribuisce tramite i paradisi fiscali, l’elusione e la corruzione.

Spetta ai cittadini risvegliarsi e smettere di sostenere un sistema palesemente contrario all’interesse pubblico. Spetta ai cittadini organizzare una proposta politica alternativa e seria, e raccogliere consenso intorno ad essa. Credo sia prioritario diffondere il cambio di paradigma culturale e indirizzare le attuali risorse verso tecnologie intelligenti che cancellano sprechi e migliorano la qualità della vita. Tutto ciò deve avere un’energia popolare.

Priorità politiche:

Cambiare i paradigmi dell’istruzione. Transitare dal modello ideato per addomesticare gli individui (censura di conoscenze) a un modello creativo consentendo il libero accesso a tutti livelli di conoscenza, e lo sviluppo di programmi educativi innovativi per la nascita di idee socialmente utili. Sostituire il modello d’istruzione industriale con l’istruzione creativa ed i “pensieri divergenti”.

Sconfiggere l’ignoranza di ritorno. Stimolare la lettura di saggi e divulgare le conoscenze scientifiche di base. Avviare un programma divulgativo per gli adulti al fine di consentire a tutti i cittadini di elaborare nuovi schemi mentali e valutazioni più mature sui temi legati alla tutela degli ecosistemi e del territorio.

Restituire sovranità alla Repubblica. Nel luglio del 2008 il Parlamento ha tradito la Repubblica ed il popolo sovrano votando l’anti democratico Trattato di Lisbona che viola i principi fondamentali della Costituzione italiana.  La Repubblica ha l’obbligo di tutelare il credito, il risparmio e la sovranità monetaria. I dipendenti eletti hanno l’obbligo di adottare una politica monetaria nazionale e una politica industriale tutelando l’interesse pubblico consentendo ai cittadini di accedere alla proprietà delle infrastrutture strategiche.

Introdurre la democrazia. Sperimentare tutti i sistemi di partecipazione: diretta tramite gli strumenti referendari e assembleare tramite i processi partecipativi. La democrazia migliora la qualità della vita. Sperimentare processi decisionali creativi e partecipativi ove i cittadini possano accedere ai bilanci pubblici e possano pianificare la politica. Introdurre società ad azionariato diffuso popolare per la gestione dei servizi pubblici locali sottraendoli all’avidità delle SpA.

Adottare nuovi indicatori. Adottare il Benessere Equo e Sostenibile (BES) come indicatore principale. Le “dimensioni” usate dal BES aggiungono informazioni importanti per valutare la società e la qualità della vita.

Finanziare la prevenzione primaria. Spostare risorse su attività socialmente utili: l’agricoltura sinergica, il rischio sismico, la tutela del patrimonio storico e culturale, l’efficienza energetica, i parchi naturali e la biodiversità.

Sufficienza energetica. La Repubblica con un piano nazionale di decrescita energetica può raggiungere l’auto sufficienza cancellando gli sprechi e l’adozione di un mix tecnologico con fonti alternative.

Sovranità alimentare. La Repubblica deve tutelare la natura ed il paesaggio con la sostituzione dell’obsoleto modello agri-industria, sorto con la chimica-industriale, con il modello virtuoso agricoltura naturale sinergica e progettare una rete di comunità autosufficienti.

Governo del territorio. La Repubblica ha l’obbligo di tutelare la sicurezza, la vita umana, e pertanto è necessario finanziare l’adeguamento e il miglioramento sismico degli edifici esistenti. Cambiare l’estimo introducendo l’analisi del ciclo vita, cambiare la rendita immobiliare ed arrestare i piani urbanistici in espansione per trasformarli in piani di rigenerazione urbana investendo sui suoli costruiti. Avviare piani per introdurre l’agricoltura naturale nelle città.

Introdurre la class action efficace. Il legislatore deve modificare l’attuale legge denominata “class action” con una vera class action introducendo il danno punitivo. E’ necessario consentire a qualsiasi cittadino, tramite un legale, di “istruire” un’azione di classe e porre istanza al giudice.

Ripensare il diritto societario. Il legislatore deve cancellare il sistema delle scatole cinesi e vietare gli accordi denominati patti di sindacato.

Adeguare pene e reati ai comportamenti. Il legislatore deve modernizzare il codice penale cancellando reati socialmente poco pericolosi e dannosi, e introdurre reati nuovi o adeguando le pene attuali ai comportamenti sociali maggiormente dannosi, quelli compiuti dai colletti bianchi, ad esempio, l’evasione e elusione fiscale, il riciclaggio, i comportamenti legati alle società SpA  ed ai danni ambientali.

Capitano, siamo un faro.

«E’ possibile che abbiamo tracciato la nostra rotta grazie a una stella spenta, filosofica? E se il nostro sistema di credenze relativo alla vita fosse sbagliato?» A uno sguardo superficiale sembra una questione stravagante. Dopo tutto oggi generiamo, condividiamo e assorbiamo più informazioni scientifiche di quanto sia mai successo mediante libri, CD, DVD, televisione e Internet. Ma le informazioni da sole non bastano. Un contenuto giusto in un contesto sbagliato in realtà è disinformazione che ci condurrà fuori rotta o su una rotta pericolosa.

Considerate la storia di quel capitano di una nave che aveva richiesto che la luce che vedeva su un orizzonte buio cambiasse rotta. Quando la radio trasmise in risposta la voce che proveniva dall’altra luce, suggerendo che fosse piuttosto la nave a cambiare direzione, il capitano sbraitò il diritto di mantenere la rotta. Allora la voce che proveniva dalla luce distante replicò: «Capitano, siamo un faro».[1]

Le analogie tratte dal testo di Lipton sono pienamente calzanti con la società alla rovescia che stiamo vivendo. Facciamo un elenco di casi quotidiani: gli amministratori locali contraddicendo, le leggi dello Stato, l’elementare buon senso e la scienza stessa, anziché attuare buone pratiche a sostegno del riciclo deliberano di costruire gli obsoleti e tossici inceneritori di rifiuti. L’industria anziché diffondere l’uso di motori magnetici elettrici produce ancora obsoleti motori a combustione rendendosi autrice di omicidi colposi contro l’umanità per la produzione di cancerogene nano-polveri che finiscono negli ecosistemi e quindi nei nostri cibi, nei polmoni, nel sangue e nel nucleo delle cellule umane, lo stesso avviene tramite gli inceneritori. I Governi ancora non hanno deliberato l’obiettivo dell’indipendenza energetica da perseguire con l’eliminazione degli sprechi e la diffusione della micro-trigenerazione creando i cittadini prosumer (produttori e consumatori). In sostanza, il buon senso indica di installare piccole centrali in ambito condominiale e di quartiere per mezzo di tecnologie eco-efficienti – mix tecnologico – quali le pompe di calore geotermiche, il micro eolico, il pico-idraulico, fotovoltaico e solare termico.

I dipendenti eletti sono esattamente come il capitano che sta per schiantarsi contro un faro perché legato a credenze obsolete.

Un solo dato scientifico può descrivere due percezioni completamente differenti. E quando davvero crediamo a una percezione, la vediamo come l’unica e sola realtà e ignoriamo tutte le altre possibili realtà.

Questa è la gabbia mentale della maggioranza degli italiani che hanno subito una psico-programmazione di massa secondo i dogmi obsoleti della non cultura della crescita infinita, della competitività, del Dio denaro creato dal nulla, dell’odio, del nichilismo e della violenza. Tutti programmati dalla religione del capitalismo egoistico: vendere, vendere, vendere.

Poiché il faro non potrà essere rimosso, siamo noi – il capitano – che possiamo cambiare rotta alla nave, evitando il disastro, mutando il nostro modo di pensare. Si tratta di fare un passo molto ragionevole: scoprire chi siamo e dove stiamo.

Noi cittadini possiamo “urlare” ai nostri dipendenti eletti che costruiscono inceneritori: sciocchi state distruggendo noi stessi, non è una questione ideologica o di fede religiosa, ma un problema culturale. Siamo legati a credenze dannose che impediscono di distinguere la luce di un faro con quella di una nave. Certo la questione dei rifiuti è ancora più frustante poiché non ci vuole una specializzazione per comprendere i danni ma serve solo la cultura di base del quarto anno dei licei perché gli allievi studiano il principio di conservazione di massa e dell’energia.


[1] BRUCE LIPTON, STEVE BHAERMAN, evoluzione spontanea, Macro edizioni, 2010, pag. 24