Uscire dalla strada totalitaria!

In principio fu la guerra, di solito sono sempre le guerre a cancellare o creare debiti. 1944 nacque l’economia del ricatto per gli italiani e gli europei. Ad esempio il debito pubblico degli americani, o dei cinesi, non ha lo stesso peso politico per i cittadini europei che vivono dell’euro zona (patto di stabilità e crescita). Dal piano Marshall in poi gli italiani poterono costruire un’industria e scegliere come spendere i soldi prestati. Dal 1981 in poi l’intero ceto politico italiano decise di abdicare alla sovranità economica e applicare le teorie monetariste liberali. Il Governo Forlani e il Ministro Andreatta decisero la separazione del Tesoro dalla Banca d’Italia ottenendo due risultati: (1) la privatizzazione della Banca d’Italia che nella sostanza significava togliere il controllo del credito allo Stato e (2) consegnare la Repubblica al ricatto dei mercati internazionali. Sono gli anni in cui i partiti si mischiano col mondo dei banchieri e degli imprenditori, gli anni in cui la sinistra abdica a se stessa per abbracciare la religione monetarista liberale (teoria esogena della moneta). Sono gli anni in cui la classe dirigente politica occidentale annulla la democrazia rappresentativa degli Stati per consentire alle imprese di accumulare ingenti capitali; speculando con gli strumenti finanziari, controllando le risorse del pianeta e localizzando la old economy nei luoghi ove non esistono diritti sindacali e tasse (zone economiche speciali). In Italia, seguirono gli anni ’90 con le cosiddette “riforme strutturali” neoliberali: privatizzazioni e uso del diritto privato in ambito pubblico che significò per i partiti, ma soprattutto per Sindaci e Presidenti gestione delle clientele senza subire le indagini della magistratura inquirente, poiché il voto di scambio diventò “legale”. Anni duemila gli scandali bancari rivelano l’intreccio fra partiti e banche e svelano un progetto politico portato avanti nei decenni: sospendere la democrazia rappresentativa, privare lo Stato del potere di emettere moneta e aumentare l’influenza delle imprese private tramite la finanza ed i paradisi fiscali. Nel dopo guerra i partiti avevano il potere di promuovere una politica industriale e monetaria, avevano il potere di fare la politica, cioè decidere come spendere le tasse degli italiani. Dagli anni ’90 in poi i politici (ingresso nello SME e il cosiddetto vincolo esterno (ricatto esterno), ossia Titoli di Stati acquistati dai mercati) sono stati chiusi in un recinto ben preciso: gestire la spesa pubblica per ridurla. Le borse telematiche, il linguaggio finanziario, sono la maschera e l’inganno psicologico da mostrare a tutti: cittadini ed amministratori. Gli interessi della finanza privata prevalgono sull’azione politica dell’istituzioni.

Mentre la religione liberista cominciò a governare il mondo, erano gli anni di Reagan e della Thatcher, tutti i partiti italiani abbracciarono la religione liberale e noeliberale assorbendo le agende politiche dei think tank americani. La maggior parte delle accademie economiche europee pubblicavano testi a favore delle teorie di von Hayek preferendole a quelle di Keynes, e mettendo da parte la critica sociale ed economica di Marx. Anche in questo modo si creò il pensiero dominante, o pensiero unico; mentre pochi economisti si rifiutarono di ignorare le lezioni di Marx e Keynes, e per questo furono delegittimati e isolati. Col trascorrere del tempo l’ideologia globalista finanziaria riuscì a sedurre anche i “comunisti” italiani, tant’è che in Italia i più efficaci liberisti hanno ricevuto l’energia politica anche dall’ex partito comunista che ha sostenuto i governi di Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi, Giuliano Amato, e Mario Monti. Tutto ciò mentre già negli anni ’70 emerse con estrema lucidità e corretta previsione il disastro ecologico di un’economia fondata sulla crescita continua, ignorando l’entropia e gli effetti negativi degli impatti industriali. Se Marx fu corretto nel criticare il capitale (effetti sociali), Nicholas Georgescu-Roegen fu corretto nel dimostrare la fallacia della teoria economica neoclassica (effetti ambientali).

Dal dopo guerra in poi, la DC fu l’interlocutore principale delle religione liberale e neoliberale; e dal 1992 in poi si alternavano i Governi Berlusconi, un liberista in pectore, che ha saputo approfittare del suo ruolo da premier sia per sistemare i propri affari personali, e sia per crearne dei nuovi tramite l’ENI e l’ENEL nominando il managment di tali aziende. L’attuale governo democristiano, Letta premier, rappresenta egregiamente l’immagine liberista propugnata dai gruppi élitari quali il club Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E’ noto che le riforme politiche degli ultimi trent’anni hanno spostato i centri decisionali e di potere, da Roma a Bruxelles, e da Bruxellese alle agende dei gruppi sovranazionali, ed è in questi ambiti elitari che i gruppi politici europei ed americani hanno banalmente applicato le priorità delle imprese private che non coincidono con gli interessi generali di uno Stato democratico, ma con quelle delle SpA che si riuniscono nel WTO e che sfruttano le risorse limitate della Terra per il torna conto degli azionisti.

Nel 2011 accade qualcosa di straordinario poiché le democrazie rappresentative sono sospese (accade in Grecia e in Italia) e l’agenda élitaria dei borghesi europei nomina i primi ministri. E’ sempre il vincolo esterno che annulla l’autonomia degli Stati e detta l’agenda politica liberista. L’UE segue l’agenda élitaria, i governi nazionali firmando il Trattato di Lisbona (Italia, luglio 2008) rinunciano alla propria sovranità ed i popoli subiscono le stupide regole contabili del fiscal compact e del MES. E’ buffo leggere le opinioni dei teorici della “terza via” di Blair e Clinton (Policy Nertwork) e dell’Ulivo mondiale, quelli delle speculazioni finanziarie per intenderci (ad esempio, quelli vicini a Goldman Sachs o quelli del caso Mps in Italia), leggerli nel proporre maggiore “democrazia” nell’UE. Com’è buffo leggere che i socialisti francesi giudicano di “destra” la “terza via” inglese. I gruppi politici si muovono su parole d’ordine e slogan per semplificare la realtà, entrambi i gruppi politici si muovono nel piano ideologico della crescita: la “sinistra” intende tornare ad un capitalismo degli anni ’80, mentre la “destra” ignora gli effetti di una “globalizzazione finanziaria” e persegue sullo stessa strada. Nei dibattiti pubblici si possono vedere gli stessi uomini politici che hanno introdotto gli algoritmi matematici che hanno accelerato una crisi del sistema capitalistico e propugnano soluzioni per tutti, questi individui hanno lo stesso grembiulino di oltre oceano. E’ questa la sintesi politica dei gruppi politici europei, entrambi legati a doppio filo dagli immorali paradisi fiscali. Politici ben saldi alle poltrone politiche che muovono le regole dell’immoralità e della stupidità poiché negano il diritto ad un esistenza migliore per chiunque voglia averla.

L’austerità voluta da tutti i Governi dell’UE è stata sostenuta da diversi studi di macro economia. Di recente è accaduto un fatto a dir poco imbarazzante, un giovane dottorando Thomas Herndon stava studiando un rapporto di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, “Growth in a Time of Debt” (2010). In quel testo vi era la “prova scientifica”, secondo gli autori, che se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita. Quella cifra “magica” venne adottata come un dogma, istantaneamente ripresa da organizzazioni internazionali e governi: da Angela Merkel alla Commissione europea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Herndon scoprì due categorie di errori, grossolani e dalle conseguenze disastrose. La coppia di grandi economisti aveva banalmente commesso una svista di “allineamento” nelle colonne delle cifre da addizionare usando il software Excel della Microsoft. Sicché alcuni calcoli erano sbagliati. In più — questo forse è lo sbaglio più imperdonabile — Reinhart-Rogoff avevano omesso di includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia, Nuova Zelanda) in cui la crescita economica non è stata affatto penalizzata da un elevato debito pubblico.

Gli effetti delle politiche liberali e neoliberali sono evidenti: l’Italia è diventata periferia economia e in particolar modo il meridione d’Italia raggiunge tassi di disoccupazione pari ai paesi emergenti, una volta chiamati in via di sviluppo. Applicando il paradigma liberale, competitività e delocalizzazioni, si è consumata una guerra economica contro le famiglie meridionali. La soluzione è politica, ed è semplice: restituire autonomia politica per ristrutturare i debiti e applicare la teoria endogena della moneta. Non c’è alcun bisogno di una guerra per “rimettere” i debiti, lo capiscono tutti i leader europei ed alcuni gruppi politici riflettono su questa opportunità, immaginando una BCE “prestatrice di ultima istanza”, un pò come fa la FED americana. Premi nobel come Krugman e Stiglitz criticano apertamente il sistema euro e mostrano le storture di una moneta a debito, non sovrana, poiché le Nazioni non decidono autonomamente del proprio destino. Krugman e Stiglitz dicono che il problema euro, prioritariamente, è politico per l’assenza di democrazia.

La Repubblica italiana ha principi e regole per la diffusione a larga scala di semplici tecnologie per auto produrre energia con fonti alternative, per riciclare tutte le materie prime seconde (rifiuti), per spostarsi con mezzi non inquinanti e puntare alla sovranità alimentare. In modo particolare l’Italia deve affrontare, con urgenza, il tema del rischio sismico ed idrogeologico, e la pianificazione della tutela dei beni culturali (art. 9 Cost.), e questo può avvenire solo con una politica industriale pagata con moneta sovrana libera dal debito. L’Italia ha la necessità di avviare un cambio di scala territoriale e pianificare le proprie aree urbane che soffrono di degrado e abbandono. Un piano lungimirante deve puntare alla divulgazione di nuovi paradigmi educativi per sviluppare la creatività, sia per le future generazioni che per quelle attuali, un piano atto a sconfiggere l’ignoranza di ritorno e progettare comunità sostenibili puntando alla piena occupazione, alla riduzione degli orari di lavori conservando uno salario dignitoso e l’aumento del tempo libero da trascorrere con la famiglia e le persone più care (art. 35 e 36 Cost.). E’ banale mostrare che queste politiche non siano praticabili all’interno del piano ideologico liberista del Trattato di Lisbona, e che pertanto bisogna abrogare regole fiscali e contabili stupide per scriverne altre, semplici ed efficaci, partendo dal diritto di battere moneta, questione non economica e neanche contabile, ma problema di diritto costituzionale per restituire sovranità al popolo italiano (art. 1 comma 2 Cost.). Successivamente, è altrettanto banale considerare il fatto che lo Stato debba rivedere il sistema dei controlli sulla spesa pubblica per ridurre gli sprechi e prevenire la corruzione.

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Il Corriere scopre l’acqua calda

Il Corriere della Sera pubblicando l’intera lettera di Trichet, BCE, scopre l’acqua calda.

Quando i popoli sono stati venduti (Trattato di Maastricht e poi di Lisbona) ai banchieri privati è sorta, giustamente, una letteratura sterminata che racconta quanto sia determinante il controllo sulla moneta. Celebre è la frase di Mayer Amschel Rothschild, fondatore della dinastia dei banchieri Rothschild, che disse: “Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e me ne frego di chi fa le leggi“.

Altrettando celebre la frase del premio nobel, Maurice Allais: “la creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari”. Oggi siamo al culmine del lungo e lento processo di rifeudalizzazione della società preconizzato e voluto dall’élite europea. Meno diritti, moneta unica a debito, meno democrazia, meno trasparenza.

Ribadiamo che i burattini italiani della volontà dell’élite sono equamente distribuiti sia a destra come a sinistra. Precisamente, la spinta iniziale sul triste destino, fu quella di Andreatta prima (1981) e di Romano Prodi, poi con Carlo Azeglio Ciampi per l’ingresso nell’euro, la moneta debito. L’idea moderna di società è il frutto di tanti incontri fra intellettuali, il primo ad osare fu Friedrich von Hayek, del noto think tank Mont Palerin Society sostenitore della religione chiamata neoliberismo.

Il problema non è solo la moneta debito ma la cancellazione della Costituzione sostituita dall’antidemocratico Trattato di Lisbona senza il consenso del popolo sovrano, il trattato che fu bocciato – tramite consultazione popolare – da francesi, olandesi e irlandesi ma approvato dai Parlamenti.

Vista l’accelerazione della crisi e la possibilità di un prossimo default, Loretta Napoleoni, economista italiana di fama internazionale dal suo ultimo testo Il contagio è implacabile:

Nel 2001 grazie ai currency-swaps, la Grecia può entrare nell’euro, in ritardo di appena un anno rispetto all’Italia di Prodi, che già fa parte del club grazie agli stessi stratagemmi e ai prodotti venduti alla fine degli anni novanta dalla gemella Goldman, J.P. Morgan. Apparentemente le due nazioni hanno le carte in regola, sia l’Italia che la Grecia presentano un deficit sotto il tetto massimo stabilito da Maastricht. Peccato che tecnicamente parlando si tratti di clamorosi falsi in bilancio. Naturalmente il Tesoro italiano e quello greco ne sono al corrente ma si guardano bene dal dirlo. Il ministro dell’economia e pochi intimi sono i soli ad avere una visione obiettiva del debito, sono infatti loro che tengono il cosiddetto swap book, dove vengono registrate tutte le operazioni di questo tipo. Neppure il Parlamento è a conoscenza di questi retroscena. Non esiste infatti l’obbligo di presentare le operazioni di swap né quello di farle approvare.  […] Se le banche hanno architettato  la falsificazione dei bilanci dello Stato in combutta coi politici di turno, non è giusto che siano loro a pagare le conseguenze piuttosto che il contribuente?” (in Il contagio, Rizzoli, 2011, pag. 65-66).

Cambiando paradigma culturale possiamo riprenderci la nostra esistenza.

P.S. onore e merito a Nando Rossi che nel luglio del 2008 “sganciò la bomba sulla BCE”; tre anni prima che il quotidiano italiano più venduto accendesse la luce su chi governa realmente, grazie alla pubblicazione della lettera di “un” banchiere (Trichet – Draghi) che ordina cosa fare al Governo italiano violando palesemente la democrazia rappresentativa.

Costruire insieme

Il potere supremo appartiene al sovrano, cioè al popolo (art.1 Cost.). Partendo da questa consapevolezza in molte città, almeno 500 nel mondo, i dipendenti eletti usano strumenti partecipativi pratici col fine di pianificare ed organizzare il territorio seguendo le direttive – priorità – dei cittadini.

Le pratiche partecipative vincolanti (e non consultive) stanno diventando ordinaria gestione degli Enti locali, soprattutto nel resto del mondo. In Italia, i partiti politici, ottimi camerieri del reale potere (banche ed SpA), fanno di tutto per scoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini per evitare di perdere il controllo di soldi pubblici.

Invece, i cittadini dovrebbero sapere che, non solo, sono i pieni titolari del potere supremo ma che grazie al loro intervento diretto nel determinare le politiche locali, corruzione e sprechi sono eliminati o ridotti al massimo.

Persino il legislatore italiano (Parlamento) ha previsto l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa ma i partiti si guardano bene dall’introdurli negli Statuti onde evitare che civili informati possano mettere il naso negli affari del potere invisibile.

I cittadini dovrebbero sapere che la democrazia non è delegare tutto ai dipendenti eletti, quella è la democrazia rappresentativa, una forma di potere oggi degenerata anche per mezzo dell’apatia politica dei popoli. Le persone socialmente più pericolose sono proprio quelle che non vogliono occuparsi di politica, ma che conservano il diritto di voto.

La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini. (da Wikipedia)

«Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile.» (Pericle, discorso alla città di Atene V sec. a. C.)

Per cui, occuparsi del bene comune è la più alta e nobile aspirazione che l’essere umano possa compiere, cioè la politica. Il degrado culturale del nostro Paese associa l’idea di politica ai partiti degenerati poiché i cittadini italiani non si sono mai occupati direttamente del bene comune nel corso dei decenni ed a causa di questa incivile consuetudine, nell’immaginario collettivo, si crede che la politica sia una cosa sporca.

Forse questo degrado culturale è la radice dell’apatia politica che consente ai partiti degenerati di conservare il potere. Credo che per risolvere il problema bisognerebbe riformare il pensiero collettivo per stimolare la partecipazione attiva di tutti col fine di tutelare la politica: il bene comune.
Oltre al fatto che i cittadini dovrebbero smetterla di commiserarsi e lamentarsi ci sono altre buone notizie che vengono dalle buone pratiche amministrative. Sono numerosissime le comunità civili che decidono direttamente come spendere le proprie tasse per mezzo di utili metodi e strumenti. Nelle città, anche con milioni di abitanti, si svolgono nell’arco di un anno solare le “assemblee deliberative” dove ogni cittadino può fare la propria proposta. Questi incontri, di solito, sono organizzati e calendarizzati col fine di scegliere le priorità (opere e servizi) da realizzare sul territorio. Questo metodo di scelta consente agli amministratori di conoscere in maniera precisa e puntuale la volontà popolare (bilancio partecipativo). Per alcuni progetti specifici i cittadini dialogano direttamente con gli uffici tecnici che svolgono la progettazione architettonica ed urbanistica (pianificazione partecipata).

La notizia straordinaria è che l’istituzionalizzazione di queste pratiche è stata spinta dai movimenti civici e non dai partiti; i cittadini hanno realizzato questa rivoluzione democratica. Il popolo ha dimostrato che con più democrazia si affrontano e risolvono i problemi concreti e non al contrario com’è avvenuto in Italia.

Con la riforma amministrativa degli anni ’90 l’Italia ha ridotto la democrazia interna negli Enti locali accentrando nelle mani di Sindaci e Presidenti eletti poteri di gestione enormi. Infatti tali dipendenti eletti nominano, a loro discrezione e quindi senza merito, i gestori dei servizi pubblici locali;         quindi meno etica, meno trasparenza, meno democrazia.

Mentre nell’Unione europea diversi parlamentari chiedono l’introduzione dell’uso di referendum per deliberare le scelte di tutti, in Italia si torna indietro di secoli ripristinando il sistema feudale. Mentre in Sud-America i popoli e persino alcuni dipendenti eletti chiedono il ripristino della sovranità popolare, della sovranità monetaria e della tutela dell’acqua contro le SpA, in Italia il reale potere siede nella Banca centrale europea che manda direttive ai dipendenti eletti su come tassare gli schiavi:

“Data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni”, per la Bce nei paesi dell’eurozona “l’incremento dell’imposizione indiretta e dei prezzi amministrati potrebbe essere superiore alle aspettative correnti” (Fonte: sito web de “La Repubblica”, 21 genniao 2010)

“La disoccupazione nell’area dell’euro dovrebbe continuare ad aumentare, attenuando la crescita dei consumi”. Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di gennaio, aggiungendo che si prevedono “dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell’area dell’euro e fuori dai suoi confini” (Fonte: sito web de “ilsole24ore”, 21 gennaio 2010)

Jean Claude Trichet, sottolinea che frena l’andamento dei prestiti bancari a imprese e famiglie nell’area euro. «L’inasprimento delle condizioni di finanziamento, dovuto all’acuirsi delle tensioni finanziarie, ha contribuito al rallentamento del flusso dei prestiti delle istituzioni
finanziarie monetarie al settore privato non finanziario».  (Fonte: sito web de “ilsole24ore”, 22 gennaio 2009)

Difficilmente siamo curiosi di capire e conoscere chi siano questi signori che ordinano ai Governi e quindi ai popoli gli stili di vita da seguire. Eppure tutti i giorni, attraverso i media sentiamo parlare e citare personaggi eletti da nessuno. Ma queste persone non riconosciute dal popolo sovrano governano la nostre vite, il nostro modo di fare la spesa, la qualità dei servizi sanitari ed istruttivi dei nostri figli.

Banchieri contro l’umanità

Fonte: Jennifer Millmann NBC: Hundreds of people trying to save their homes from foreclosure flocked to Connecticut’s wealthy Gold Coast this weekend to give financial kingpins a piece of their mind.  Stamford sits in the midst of one of the nation’s wealthiest areas, and among the regions particularly hard-hit by the housing market collapse. Nearby Greenwich and other suburbs are home to many of Wall Street’s wealthiest executives and financial managers. Homeowners are fed up – and many are frustrated that those who lead the companies that gave them their subprime mortgages live in luxury while they struggle so hard to meet their loan payments and not fall behind.

Fonte: traduzione di Debora Billi in crisisblogosfere:  Migliaia di persone sbattute fuori di casa o in procinto di, a causa della crisi dei mutui. Sentono parlare di bailout, salvataggi di banche, superstipendi di managers. A un certo punto si stufano. E cosa fanno? Si riversano in massa nelle zone di lusso e vanno a piantare un casino davanti alle ville degli amministratori delegati, dei finanzieri di Wall Street, dei banchieri. Succede nel Connecticut, e l’articolo di NCBC titola proprio “Torce e forconi”. Per il momento i cittadini esasperati si sono limitati a brandire cartelli, ma non è detto che in futuro non passino appunto ad altri e più consistenti utensili. 

In questo regime socio-politico, privo di una vera democrazia, si possono leggere pesanti affermazioni che rafforzano le logiche del massimo profitto contro i più elementari diritti umani.

Infatti dal giornale degli industriali, ilsole24ore, si legge: Le spinte protezionistiche «tendono a intensificarsi» a livello globale sebbene «ad oggi non si rilevino evidenze importanti di un aumento delle misure concrete». Lo afferma la Bce nel suo bollettino mensile. «Il sostegno alla globalizzazione – sostiene l’Eurotower – si indebolisce in diverse regioni del mondo. Un fenomeno prevedibile, dal momento che le spinte protezionistiche tendono a rafforzarsi nei momenti di tensione economica e finanziaria». È importante tuttavia «arginare le richieste di misure» di questo tipo perché la Storia insegna che «l’impatto del protezionismo sulla crescita e sul benessere delle persone è sostanzialmente negativo».

Tali affermazioni sono ovviamente di parte, non hanno alcun significato per i cittadini che vivono nell’economia reale se non, appunto per i banchieri che tutelano esclusivamente i loro interessi. E’ del tutto oltraggioso per la dignità umana lasciar il reale potere, insito nel batter moneta nell’attuale sistema monetario che misura la ricchezza anche col PIL, alle banche centrali controllate da società private SpA usurpando il diritto dei popoli. o-banca-o-vitaGli organi che controllano il sistema monetario accentrando questo enorme potere, dittatura, nelle mani di persone non elette dai popoli, si chiamano Banca dei regolamenti internazionali (BIS) [Banca d’Italia membro della BIS, Mario Draghi], Banca Mondiale (BM) [Robert Zoellick] e Fondo Monetario Internazionale (FMI) [Dominique Strauss-Khan]. Questi enti controllano le banche centrali, Federal Reserve (FED) e Banca Centrale europea (BCE) [Jean-Claude Trichet], e prestano danaro privato ai popoli caricandolo di interessi illegittimi. Si tratta di persone i cui volti quasi nessuno vedrà nei telegiornali, se non raramente, e nessuno farà caso alle scelte di questi personaggi che in realtà hanno il reale potere di controllare le vite dei popoli e, non i Governi o i parlamenti come ci lasciano credere; sempre se accettiamo questo sistema monetario e, purtroppo esso è ancora accettato da tutti i partiti presenti sia nel parlamento europeo che italiano. euflazioneFino a quando esisterà una moneta debito privata creata dal nulla non ci sarà alcuna democrazia rappresentativa, ma si tratta solo di un teatro per far credere alle persone di contare qualcosa quando ogni tanto firmano un contratto in bianco, alla cieca, partecipando alle elezioni politiche. In realtà, in un vera democrazia i popoli, anche attraverso gli strumenti di democrazia diretta, hanno maggiori poteri di controllo sul mandato elettorale e sugli eletti e, hanno il diritto di elaborare proposte di legge per gli Enti istituzionali. Nel mondo ci sono molti esempi di pratiche democratiche vere, ma quasi mai il potere invisibile consente di incidere sulla moneta, e questo accade soprattutto per l’assenza di consapevolezza collettiva sul rapporto società-moneta. Solo una piccola percentuale di cittadini ha la reale percezione del sistema monetario. Ci si lamenta, giustamente, dell’esistenza delle guerre e dell’ingiustizia sociale? Quale crimine più grande al mondo se non quello di accentrare il potere monetario nelle mani di poche persone non rappresentative del popolo, ma solo di se stessi e di società di profitto (banche, corporations)? I partiti parlano di democrazia? Ma di cosa parlano? I rappresentati eletti sono “liberi” di decidere come spendere moneta debito privata e di tassare i popoli per ripagare gli illegittimi interessi figli dell’inganno creato dal sistema bancario che produce moneta dal nulla per mezzo del sistema a ‘riserva frazionaria’. Tale sistema è stato  creato per consentire ai banchieri di inventare una ricchezza che non esiste, l’economia stessa è immaginazione dell’uomo, essa non ha nulla a che fare con la natura e con la Terra. L’economia è il metodo più scorretto per rubare risorse alla natura recando danni irreversibili alle specie viventi, ma la contraddizione è che l’uomo è parte della natura. Avete mai visto una pianta usare una moneta per alimentarsi? Perché l’uomo, parte della natura come le piante, usa una moneta? Economisti e  banchieri hanno inventato un paradosso, cioè il sistema del debito pubblico, ed hanno avuto successo perché i politici, ovviamente corrotti, hanno taciuto; i media, controllati direttamente o indirettamente da banche e corporations, hanno taciuto; la maggioranza gli economisti  ha taciuto. Come qualsiasi associazione per delinquere il loro successo è basato sul segreto, sulla menzogna e sulla manipolazione. Tutte queste persone producono ricchezza dal nulla ed i loro fedeli non devono lavorare per garantirsi merci, beni e servizi. Tutto il resto del mondo deve lavorare almeno 8 ore al giorno per mettere il piatto a tavola.

Ma la cosa più assurda fra tutte, e la maggioranza degli italiani ignora, non bisogna fare nessuna rivoluzione, nessuno sforzo. E’ sufficiente applicare la nostra Costituzione (art. 1 e 47). Noi italiani non abbiamo alcun debito pubblico poiché il presunto “debito” è frutto di un’usurpazione che viola i nostri principi costituzionali. Nessuno può prestare un pezzo di carta di proprietà privato ad uno Stato sovrano e caricarlo di interessi. E gli stessi, tanto meno possono essere saldati con gli stessi pezzi di carta (paradosso). Dal punto di vista dell’etica, le tasse possono essere accettate  solo per pagare i servizi pubblici. La pesante ed oltraggiosa contraddizione è che questo presunto debito pubblico vincola tutte le deliberazioni politiche. Si dice: per impedire l’inflazione, ma è una bugia figlia dell’ignoranza o della mala fede, poiché il sistema bancario a ‘riserva frazionaria’ è intrinsecamente inflazionistico. Cioè ci sarà sempre inflazione se si consente alle banche commerciali private di creare moneta dal nulla, ovunque e sempre. Invece, in un sistema senza una banca centrale privata, è possibile stampare moneta in maniera proporzionata alla produzione di merci, beni e servizi immateriali, cioè evitando l’inflazione della moneta stessa.

Fatto l’inganno approvata la legge (art. 105/A Trattato di Maastricht)

Fonte Zeitgeist addendum: La società oggi è composta da una serie di istituzioni. Dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche, a quelle religiose. Fino alle istituzioni delle classi sociali, dei valori familiari e della specializzazione professionale. E’ ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali in cui siamo nati, diretti e condizionati…non sembra esser alcun sistema dato per scontato, e così poco compreso, come quello monetario. Dopo aver raggiunto proporzioni quasi religiose, le istituzioni monetarie riconosciute esistono come una sorta di dogma, fra i più forti mai esistiti. Come viene creato il danaro, le politiche che vengono perseguite e quali sono i veri effetti sulla società, sono però argomenti trascurati dalla maggior parte della popolazione. In un mondo in cui l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza planetaria, in un mondo in cui 34.000 mila bambini muoiono ogni giorno per povertà e malattie che si possono prevenire, e dove il 50% della popolazione mondiale vive con meno di 2 dollari al giorno… una cosa è chiara: c’è qualcosa di profondamente sbagliato. E consapevoli o no, il sangue che da vita a tutte le nostre istituzioni, e quindi alla nostra società stessa, è il danaro. Quindi comprendere le istituzioni del sistema monetario è fondamentale per comprendere perché il nostro stile di vita è così. Sfortunatamente, l’economia è spesso considerata caotica e noiosa. E lo scorrere di notizie in gergo economico, insieme a grafici e calcoli matematici che spaventano, è un ottimo deterrente per il suo studio. Comunque, la realtà è che: la complessità associata con il sistema finanziario è soltanto una maschera progettata per nascondere uno dei meccanismi socialmente più paralizzanti che l’umanità abbia mai introdotto.

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Rossi (PBC): sulla BCE SpA e signoraggio

Il nuovo ordine mondiale è un tema molto diffuso in internet, ma cosa significa realmente?

persino wikipedia ha una voce nuovo ordine mondiale. latooscuroordinemondiale

le citazioni di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica:

  • Per fronteggiare le nuove, potenziali crisi che si affacciano all’orizzonte, ha aggiunto Napolitano, si richiede un nuovo sforzo di coesione nazionale e un concreto impegno per garantire la pace anche al di fuori dei confini della stessa Europa e contribuire alla costruzione di un nuovo ordine mondiale.[…]. L’Italia deve fare la sua parte, deve contribuire a garantire la sicurezza internazionale, prevenire e superare crisi e conflitti in aree vicine e lontane. Questa è una responsabilità a cui non possiamo sottrarci, che come italiani e come europei non possiamo delegare ad altri. (7 novembre 2004)
  • C’è sintonia tra me e il Papa Bendetto XVI nel sostenere un nuovo ordine mondiale. (Discorso di fine anno a reti unificate del 31 dicembre 2006)
  • Oggi e’ un giorno di grande speranza e di grande rinnovamento, di fiducia per la causa della liberta’, della pace, per un nuovo ordine mondiale. (Dichiarazione rilasciata in merito all’elezione di Barack Obama, 5 novembre 2008)

dittatureGeroge Bush senior: “Non si tratta soltanto di una piccola nazione, ma di una grande idea: un Nuovo Ordine Mondiale, nel quale nazioni diverse l’una dall’altra si uniscono in un impegno comune per raggiungere un traguardo universale dell’umanità: pace e sicurezza, libertà, e Stato di diritto.” (George Bush senior, 29 gennaio 1991, discorso davanti al Congresso).

Henry Kissinger: “Quello che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere assicurata dal Governo Mondiale” (Henry Kissinger, Evian, Francia, 1991).

Mayer Amschel Rothschild: “mi si consenta di battere e controllare la moneta di un Paese e dopo non mi importerà chi siano i suoi governanti” (banchiere)

Paul Warburg: “avremo un governo mondiale che vi piaccia o no. Si tratta soltanto di sapere se verrà creato con la conquista o col consenso.” (banchiere, al senato americano, 1950)

Henry Ford: “meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse credo che meno di domani mattina scoppierebbe la rivoluzione“.

alcune voci che riguardano il tema NWO:

Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo
La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo o BIRS (meglio nota come Banca Mondiale o World Bank nella dizione inglese) è un organismo internazionale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, istituito il 27 dicembre 1945, insieme con il Fondo Monetario Internazionale, a seguito dell’entrata in vigore degli accordi della conferenza di Bretton Woods (tenutasi tra il 1º ed il 22 luglio del 1944) club-bilderberg-ariannacon sede a Washington (USA), il cui scopo originario era quello di finanziare la ricostruzione e lo sviluppo nei paesi coinvolti nella seconda guerra mondiale. Successivamente lo scopo è stato allargato al finanziamento dei paesi in via di sviluppo tra gli stati membri, solitamente in cambio dell’adozione di politiche liberiste.

Fondo Monetario Internazionale
Il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, di solito abbreviato in FMI in italiano e in IMF in inglese) è, insieme al Gruppo della Banca Mondiale, una delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dalla sede della Conferenza che ne sancì la creazione. L’Accordo Istitutivo acquisì efficacia nel 1945 e l’organizzazione nacque nel maggio 1946. Attualmente gli Stati membri sono 185. L’FMI si configura anche come un Istituto specializzato delle Nazioni Unite

Società finanziaria internazionale

Progetto MKULTRA
Il progetto MKULTRA (conosciuto anche come MK-ULTRA) si riferisce ad una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta che aveva come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone (cosiddetto controllo mentale).
Il progetto non è mai stato reso ufficialmente pubblico dalla CIA, ma vi sono varie testimonianze dirette che riferiscono di esperimenti condotti da personale dell’intelligence. Tali esperimenti prevedevano la somministrazione dell’ipnosi, sieri della verità, messaggi subliminali, LSD ed altri tipi di violenze psicologiche su cavie umane.

Neoconservatorismo
Il termine Neoconservatorismo si riferisce al movimento politico, all’ideologia, agli scopi politici dei “nuovi conservatori” negli Stati Uniti d’America. Riguardo alle tematiche sociali, i neoconservatori (detti anche neocon, sia dagli ammiratori che dai critici) non si oppongono più di tanto ai principi del “big government” e propongono solo limitate restrizioni alla spesa sociale.
Dal punto di vista della politica estera, il movimento sostiene l’utilizzo della forza militare, se necessario in maniera unilaterale, per sostituire regimi dittatoriali avversi con democrazie o dittature amiche.
Questa visione è contraria all’internazionalismo, al realismo e all’isolazionismo.

IL SIMBOLISMO ESOTERICO DEL DOLLARO

David Icke – I Segreti del Controllo Globale.avi

Montecitorio SpA, stop alla dittatura delle corporations.

Il nostro Paese non è libero.

club-bilderberg-ariannaL’Europa non è libera.

La BCE SpA governa l’economia europea poiché stampa e presta i soldi agli Stati, rendendoli schiavi.

I Comuni non sono liberi poiché devono sottostare alle decisione della borsa italiana, i Sindaci vengono nominati dalle banche.

Abbiamo bisogno di strumenti semplici, come la vera class action che toglie soldi alle corporations SpA, quelle che uccidono, truffano tutti i giorni, e darli ai cittadini. E strumenti semplici come la democrazia diretta.

I cittadini possono usare il potere supremo insito nella sovranità e liberarsi, ma prima devono informarsi. Gli italiani credono di essere liberi perché le multinazionali li ingannano ogni giorno.