“Tagli alla politica” chiacchiere per disinformare

Ancora una volta non ci vuole molto per svelare il clima di ipocrisia e sciatteria dei media che tentano di nascondere i reali motivi della crisi economia, addirittura con atteggiamenti puerili i politici si battono il petto per aver deliberato di non spendere gli spiccioli dei conti pubblici: “tagli alla politica” (La Stampa, Resto del Carlino….), manovra finanziaria: Alle Regioni vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012 (sito web Corriere della Sera, 26 maggio 2010), Forges Davanzati: “manovra lacrime e sangue, imposta dall’Unione europea”. I conti non tornano (finanza pubblica: tecniche di oppressione) e, come potrebbero mai tornare dato che sono gravati da un illecito debito più gli interessi figli dell’usurpazione della sovranità monetaria?

Partiamo dalla fine, dagli interessi che vanno dati alle banche per il prestito monetario: “Abbiamo capito che bisogna tagliare […] Ma il bilancio bisogna farlo quadrare. E come si fa se le necessità di spesa sono sempre superiori a quel che hai in cassa? Da cui devi togliere ogni anno 70 miliardi di interessi sul debito?” (Milena Gabanelli, 11 aprile 2010 in Report)

Tremonti, Ministro dell’Economia (25/10/09) : «tanto per dirvi un dato noi ci abbiamo ogni anno da emettere titoli pubblici per 500 miliardi di euro questo vuol dire che devi avere una domanda, una richiesta per cifre di questo tipo.» (L’era del debito, di Stefania Rimini in Report del 29 ottobre 2009). Ecco quanto scambiamo all’anno con la BCE: 500 miliardi.

Cos’è un debito? Cos’è un credito? Chi riscuote il debito pubblico? L’attuale sistema mondiale usa indici per misurare la crescita, quali il PIL, il deficit ed il rapporto debito/PIL. Tutti questi indicatori non sono etici e stimolano essenzialmente la massimizzazione dei profitti contrapponendosi ai diritti umani e civili dei popoli. E’ questo sistema che adotta la violenza prevaricatrice di una finta competitività ed un finto libero mercato, pure invenzioni di marketing politico figlie della religione capitalismo. Col passaggio dalla moneta debito alla moneta credito tutti questi indicatori non esisterebbero più e soprattutto non ci sarebbero più ricatti da parte di enti sovranazionali non rappresentativi della volontà popolare. Semplici domande e sono semplici anche le risposte ma è notevole l’inganno psicologico che cela la più grande truffa della storia dell’umanità. La questione del debito è giuridica mentre far quadrare i conti è questione contabile.

indice di sviluppo umano (ISU)

La difficoltà sta nel fatto che molti si sentono colpiti nell’orgoglio, soprattutto i titolati in economia poiché pisco-programmati e disinformati sul meccanismo della “creazione della moneta dal nulla” (cioè senza alcun controvalore equivalente), può capitare che i docenti non facciano studiare ed approfondire l’effetto devastante del moltiplicatore monetario (formula usata per il sistema di prestito a riserva frazionaria). Anche se a svelarne i trucchi ovviamente sono stati gli economisti informati, chi poteva farlo? Maurice Allais[1] dice: «L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto»
In questi corsi certamente non si insegna etica e neanche il significato giuridico legato al potere di emettere moneta, costituzionalmente di competenza della Repubblica (art. 47) e non degli enti non controllati dai popoli come avviene oggi tramite la Banca Centrale europea tramite la sua filiale Banca d’Italia controllata da banche commerciali SpA e non più dal Governo.
Nella sostanza non esisterebbe alcun debito pubblico grazie all’uso di una moneta pubblica di proprietà del portatore, cioè del popolo sovrano.
Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; JF Kennedy decise di stampare moneta pubblica (ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre ricchezza reale ai popoli.
Report, il 30 maggio 2010, nelle Goodnwes ha usato parole “nuove”: moneta complementare trattando il caso della WIR bank attiva dal 1934, in un’inchiesta passata trattò l’esempio della JAK bank. Mediaset in Mistero, 1 giugno 2010, ha denunciato la truffa del signoraggio bancario, ma non c’è nulla di misterioso è sufficiente cliccare sul sito di BankItalia.
Compreso questo aspetto viene da sorridere leggendo che sia sufficiente tagliare i costi per risolvere la crisi e chi accosta gli argomenti è chiaramente disinformato, alimentando un clima di menzogne e caos.
Per uscire dalla crisi è doveroso informare i cittadini (Genius Seculi) circa la truffa del debito pubblico, inestinguibile per definizione in un sistema intrinsecamente inflazionistico come quello attuale. Il debito esiste perché si è dato potere ad una Banca centrale di prestare denaro privato ai Governi e per restituire il debito i cittadini chiedono altra moneta, un circolo vizioso dove i banchieri rubano economia reale grazie ai servizi resi da consulenti finanziari psico-programmati nelle università vendendo contratti di strumenti finanziari, scommesse sul debito, agli Enti pubblici.
E’ la tecnica della matematica finanziaria la regina di queste truffe, la stessa che si insegna nei corsi universitari e nei master, non si tratta più di economia ma di rubare a norma di legge.
Avete mai visto un pomodoro fallire? Avete mai visto una pianta usare la moneta per ricevere sole? I Governi scambiano Titoli di Stato con le banche centrali e le SpA che acquistano i titoli di debito sono le stesse che finanziano le campagne elettorali dei partiti di governo. I paradisi fiscali sono i luoghi “nascosti” dove spartire i proventi di queste truffe.
Il sistema è un gioco di prestigio con vasi comunicanti, il fluido è la moneta, elettronica e cartacea. La scena del teatro è più o meno questa: democrazie rappresentative ed organizzazioni del commercio con relative produzioni di merci. I proventi sono ricavabili generalmente dalla crescita dei consumi indotti per mezzo della pubblicità (programmazione neuro linguistica) e dal ricatto del debito pubblico utile a ricevere concessioni (sfruttamento delle risorse) in regime di monopolio nei Paesi “occupati”; insomma una forma sottile di dittatura SpA basata sullo scambio: tu (politico) fingi di rappresentare il popolo ed io (banchiere) ti sostengo per mezzo di un moneta che troverai nei paradisi fiscali a cui la polizia (sostenuta da me banchiere) non potrà accedere.

I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”» . (FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354)

Un’ultima considerazione molto banale, ma sapete cosa importa al pescatore africano della crisi globale? Il problema è che se fallisse il sistema a pagarne le conseguenze sarebbero quei pochi onesti risparmiatori italiani disinformati e manipolabili dai media.
La cultura ed il buon senso sono le risposte alla crisi. Il sole c’è, il vento e l’acqua pure…  Tuteliamo i nostri semi ed iniziamo a piantare…

I semi e le sequenze di DNA isolate sono diventati soggetti a brevetto industriale. LA protezione delle varietà vegetali secondo il sistema  mondiale Upov (protezione delle nuove varietà vegetali) è anche stato allargato in modo da comprendere i costi per ripiantare i semi e incorporare i diritti di brevetti industriale sugli OGM. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nell’ambito dell’accordo per i diritti di proprietà intellettuali (DPI) inerenti al commercio obbliga gli stati membri ad introdurre generici sistemi di DPI sulle piante.[2]

Rai educational le parole della Costituzione, il risparmio e il credito: Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale Università di Salerno: “[…]La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese.
Si tratta di una norma ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”.
La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa ed il mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.
[…]”

Come può uno Stato sovrano tutelare il credito quando il potere di emettere moneta è stato abdicato – cessione di sovranità – a favore di un ente sovranazionale, la BCE, non controllato dal popolo sovrano? E come può uno Stato tutelare il credito quando chi agisce è una banca, BankItalia, controllata e di proprietà di banche commerciali SpA? Come può lo Stato tutelare il credito quando BankItalia è controllore e controllato (conflitto di interessi)?
Perché la Corte Costituzionale, come la Corte tedesca ha fatto, non interviene contro il trattato di Lisbona?

Una “curiosità” sull‘iter dell’antidemocratico trattato di Lisbona, a parte i ricatti contro gli irlandesi e le tre bocciature tramite referendum popolari (Francia, Olanda, Irlanda), gli unici parlamenti che hanno votato all’unanimità sono due: Malta ed Italia.


[1]Maurice Allais (Parigi, 31 maggio 1911) è un ingegnere, fisico ed economista francese, Premio Nobel per l’economia 1988 per i suoi contributi determinanti per la teoria dei mercati e l’utilizzo efficiente delle risorse.

[2] Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, manifesto sul futuro dei semi, Firenze, 2006

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