L’alternativa esiste

I diritti universali dell’uomo possono essere tutelati con una volontà politica diffusa. Il capitalismo degenerato nella religione liberista che vediamo negli USA e nell’euro zona è giunto al termine della sua espansione. Nei territori occidentali Stati e Nazioni non hanno più alcun significato. Per la religione predominante non esiste la storia, non esistono le identità dei popoli. Le SpA al vertice del sistema usano l’economia del debito, i servizi segreti, gli eserciti, il WTO e la Nato per presidiare e rubare le fonti energetiche e predare le materie prime del pianeta. Tutto ciò è ormai evidente.

Cambiare sistema, uscire dalla gabbia psicologica di questo potere autoritario è assolutamente prioritario, è in gioco la sopravvivenza dei popoli occidentali stessi. La crescita della disperazione sociale e dell’incertezza sono la testimonianza concreta di un urgente cambiamento radicale.

L’Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA) è un esempio politico concreto di come si possa tutelare l’economia reale in alternativa alla religione liberista dell’UE e degli USA. Secondo i principi sottoscritti ALBA deve combattere gli ostacoli all’integrazione delle sue radici, cioè:

  1. la povertà della maggioranza della popolazione,
  2. le profonde diseguaglianze e asimmetrie tra i paesi,
  3. gli interscambi e relazioni non paritarie nelle relazioni internazionali,
  4. il peso di un debito impossibile da pagare,
  5. l’imposizione della politica di risanamento strutturale del FMI, della Banca Mondiale e le rigide regole dell’OMC insidiano le basi del sostegno politico e sociale,
  6. gli ostacoli all’accesso all’informazione, alla conoscenza ed alla tecnologia che derivano dagli attuali accordi sulla proprietà intellettuale; e,
  7. il prestare attenzione ai problemi che affliggono il consolidamento di una vera democrazia, come la monopolizzazione dei mass media

Portogallo, Spagna, Grecia, Italia, Irlanda, Islanda possono copiare il progetto ALBA e farne parte per uscire dall’economia del debito e assicurarsi un aiuto concreto dal breve contraccolpo dell’uscita dall’usurocrazia imposta dall’euro zona.

Argentina, Ecuador ed Islanda hanno insegnato, in percorsi diversi, come riprendersi la sovranità e la libertà per decidere in autonomia il proprio futuro assicurando una certezza economia alle future generazioni.

Rimanere nell’euro ha un costo elevato. L’esempio visibile si chiama Grecia, e soprattutto l’aumento della disoccupazione, non solo in Italia, ma in tutta l’euro zona. E’ sufficiente leggere il bilancio dello Stato per notare l’immorale interesse e il ricorso ai mercati per coprire il valore dello scambio Titoli e moneta debito. Nella sostanza c’è una zavorra enorme che impedisce la prevenzione primaria, la manutenzione dei nostri beni, la progettazione di servizi, scuole, ospedali etc.

La cassa ci dice che nel 2011 entrano con le tasse 411 miliardi e si spendono 500 miliardi, si ricorre all’indebitamento verso i mercati per 310 miliardi. Nel 2012 entrano con le tasse 449 miliardi e si spendono 527 miliardi, si ricorre all’indebitamento verso i mercati per 324 miliardi. Per il 2013 si prevedono con le tasse 475 miliardi di entrate e si spenderanno 527 miliardi, mentre l’indebitamento dovrà essere di 246 miliardi. Leggiamo chi mantiene lo Stato: nel 2011 i lavoratori pagano 161 miliardi e le imprese 33 miliardi, mentre nel 2012 i primi versano 177 miliardi e le imprese versano 41 miliardi. Nel 2011 lo Stato paga 84 miliardi di interessi sul debito, e nel 2012 gli interessi sono 88 miliardi.

Uscire dall’euro costa. Chi auspica l’uscita dall’euro fa notare una considerazione semplice ed efficace. Col trascorrere del tempo il costo sociale nel rimanere nell’euro è maggiore dell’uscita. Semplificando: far parte dell’euro zona impedisce di applicare la Costituzione che impone il controllo del credito, la cancellazione delle diseguaglianze e lo sviluppo degli esseri umani in armonia con la natura. In sostanza far parte del sistema euro non garantisce i diritti, ma solo a chi può sfruttare tale sistema. L’euro è un sistema che conserva ricchi i paesi “centrali” e mantiene la povertà nei paesi “periferici”, insomma cronicizza le diseguaglianza fra Nazioni, l’opposto dei principi costituzionali.

Annunci