Risveglio etico


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Risveglio etico

L’etica[1] è l’atteggiamento giusto che misura la qualità della nostra vita, e se vale la pena o meno di viverla. La democrazia è – l’agorà – quel metodo condiviso per deliberare scelte collettive dove il singolo individuo può esprimersi liberamente, e in eguaglianza con gli altri. Le scelte sono condizionate dall’etica, dal livello di coscienza, dalla cultura individuale e dal tempo dedicato alla riflessione. In questi frangenti sappiamo se siamo liberi di comprendere e di scegliere per noi e per gli altri, e questo aspetto è direttamente legato all’accesso della conoscenza. Chi controlla la conoscenza e l’informazione determina il livello di democrazia di una comunità ed oggi esiste una forte contraddizione data dal fatto che ognuno può accedere alla conoscenza senza “filtro” (internet e biblioteche), ma pochi lo fanno. In sostanza, la cultura è anche “fondazione” di etica legata alla coscienza umana, alla consapevolezza.

Se definiamo “lettori deboli” coloro che hanno letto al massimo 3 libri nei 12 mesi precedenti l’intervista e “lettori forti” coloro che hanno letto 12 o più libri nello stesso arco temporale, i lettori di libri si confermano fondamentalmente deboli: il 44,9% ha infatti dichiarato di aver letto fino a 3 libri nell’ultimo anno, mentre solo il 15,2% ne ha letti 12 o più.  I lettori deboli sono soprattutto maschi (48,1%), bambini e ragazzi fino a 14 anni (più del 48%), persone con 75 anni e più (49,5%), persone con la licenza media o titolo inferiore (più del 50%), operai (55,3%), persone in cerca di prima occupazione e casalinghe (oltre il 51%), residenti nelle regioni meridionali (57,6%). Le quote maggiori di lettori forti si riscontrano, invece, tra le persone di 65-74 anni (19,8%), tra le donne (16%), con un picco tra quelle di 65-74 anni (22,1%), tra i laureati (24,4%) e tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (19,8%) e i ritirati dal lavoro (18,7%). A livello geografico le quote più alte di lettori forti si riscontrano nel Nord-ovest (19,5%) e nel Nord-est (18,3%). Nel 2009 l’89,2% delle famiglie dichiara di possedere libri in casa: il 62,5% ne possiede al massimo 100 (il 28,9% fino a 25 libri, il 33,6% da 26 a 100 libri), poco più di un quarto dichiara di possederne più di 100 (26,7%), mentre il 10,3% (pari a 2 milioni e 474 mila famiglie) dichiara di non possederne affatto.[1]
Solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare. Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea. Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a questionari: uno, elementarissimo, di accesso, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda indagine anche le capacità di problem solving. I risultati sono interessanti per molti aspetti. Sacche di popolazione a rischio di analfabetismo (persone ferme ai questionari uno e due) si trovano anche in società progredite. Ma non nelle dimensioni italiane (circa l’80 per cento in entrambe le prove). Tra i paesi partecipanti all’indagine l’Italia batte quasi tutti. Solo lo stato del Nuevo Léon, in Messico, ha risultati peggiori. I dati sono stati resi pubblici in Italia nel 2001 e nel 2006. Ma senza reazioni apprezzabili da parte dei mezzi di informazione e dei leader politici.[2]

L’attuale società sembra essere poco inclina alla cultura, all’etica ed alla coscienza, figuriamoci alla democrazia. Secondo uno studio pubblicato in Francia da Pascal Guibert e Christophe Michaud, dell’Università di Nantes, la tendenza ad imbrogliare a scuola culmina con l’università. Una inchiesta retrospettiva condotta presso alcuni studenti ha indicato che quasi il 5% di essi diceva di aver imbrogliato alla scuola primaria, ma all’università questa cifra raggiungeva il 50%. Un terzo delle persone interrogate aveva imbrogliato al ginnasio e un pò di più del 10% al liceo. Tuttavia un altro studio condotto in 42 università di 21 paesi, che includeva 7213 studenti in economia e commercio, ha fornito proporzioni superiori circa l’imbroglio dopo il diploma: il 62% dichiarava di aver imbrogliato all’università. Ci sono però forti variazioni fra le varie nazioni: hanno imbrogliato l’88% degli studenti dell’Europa orientale, il 50% degli africani e meno del 5% nei paesi nordici. Lo stesso studio ha indicato che il livello di disonestà degli studenti è proporzionale agli indicatori di corruzione del paese, riportati da analisti finanziari e imprenditori.

I dati circa la cultura degli italiani e l’imbroglio circa il profitto scolastico dimostrano la regressione culturale della società, e la scarsa capacità di scegliere e valutare i propri dipendenti politici che agevolmente manipolano gli elettori.

Nonostante questa crisi di coscienza, tante comunità nel mondo dimostrano una qualità civica collettiva per mezzo di strumenti efficaci di partecipazione attiva. I cittadini hanno l’opportunità di alzare il livello culturale ed etico delle proprie scelte grazie alla loro capacità di ascolto in democrazia diretta. Il virtuosismo della condivisione di opinioni (pluralismo delle idee) in un contesto ordinato e di uguaglianza aiuta la libera circolazione delle idee e stimola nuove ed importanti energie mentali e creative. Conoscenze mai rilevate possono essere lette e discusse a tutti e fra tutti. I libri ed internet sono strumenti di accesso alla conoscenza e come tali non devono essere censurati, regolati o circoscritti, accadesse il contrario vivremmo in una dittatura che lede i diritti universali dell’uomo.

La scuola, l’università ed i media sono quegli strumenti, controllati dai Governi e dalle SpA, che formano il pensiero delle masse ed, il livello di credibilità che i popoli nutrono verso i Governi influenza le nostre scelte finali. La fiducia riposta nelle istituzioni condiziona la qualità della vita. Anche per queste ragioni il potere circoscrive e censura la conoscenza manipolata che diffonde attraverso la scuola e l’università. Il dogma religioso della moneta e la massimizzazione dei profitti orientano le leggi col fine di censurare il pluralismo delle idee e la conoscenza per questo motivo esistono brevetti, copyright e diritto d’autore. Una volta, la dittatura per vietare la libera conoscenza usava anche la violenza fisica, oggi è sufficiente mettere un prezzo sopra un brevetto.
Quando la conoscenza viene secretata col copyright solo chi possiede ingenti capitali può farne uso.  Queste considerazioni dovrebbero farci riflettere e comprendere che oggi non c’è libertà per tutti e nessuna giustizia e né una sorta di democrazia rappresentativa. Se tutti i cittadini non avranno libero accesso al pluralismo delle idee essi non potranno scegliere ma solo, essere psico-programmati da dogmi imposti dal potere.

Cooperazione, reciprocità e senso civico della comunità sono stimoli positivi che possono aiutarci in un percorso di conoscenza libero e non condizionato. Anche internet, con i social-network, può essere utile. Una curiosità collettiva può aiutarci ad essere critici e costruttivi cogliendo utili informazioni sui nostri consumi e comprendere i fattori che condizionano il nostro stile di vita.

Riassumendo e prendendo bene la mira, possiamo conoscere chi siano i burattinai ed i burattini. I Governi scambiano Titoli di Stato, pezzi di carta, con la moneta della BCE. Le banche che acquistano il debito pubblico italiano sono le SpA burattinaie[3] e chi controlla queste quote azionarie determina le scelte dei popoli non i Parlamenti. Queste informazioni sono pubbliche, non ci sono complotti, le persone operano alla luce del Sole, compreso il potere invisibile. Sono tanti i giornalisti free-lance che hanno previsto la crisi finanziaria globale ma la loro comunicazione non passa tra i media ufficiali controllati dai Governi e dalle stesse multinazionali SpA amiche dei banchieri. Persino la scena di un film spiega il sistema: dal film “The International”: […] Agente dell’Interpol (Clive Owen): “si ma miliardi di dollari investiti solo per fare il broker? Non ci può essere tanto guadagno per loro.” Finanziere-politico (Luca Barbareschi): “No figuriamoci se mirano a guadagnare dalla vendita di armi. Mirano al controllo.” Vice procuratore distrettuale (Naomi Watts): “Controllo del flusso di armi, controllo del conflitto“. Finanziere-politico: “No, no la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto.

In un sistema immorale dove alcune SpA private approvano bilanci con profitti monetari almeno 100 volte maggiori degli Stati USA e dell’UE lo capisce anche un bambino che c’è qualcosa che non funziona, perché gli italiani non lo capiscono? Craxi, in sede di tribunale – Milano, processo Enimont, 1993 – era sorpreso di fronte alle domande “ingenue” del Pm Antonio Di Pietro: «perché imprenditori, società, enti e cooperative sentivano il bisogno di pagare i partiti?» Bettino Craxi: «ci sono gruppi industriali che in Italia sono una potenza, che sono più potenti dei partiti, potevano spaventare e non essere spaventati, proprietari di giornali, di banche[…] loro incutevano timore […] ma si può immaginare che un gruppo come la Fiat non abbia mai dato contributi elettorali a partiti, a candidati […] si può credere seriamente che un gruppo come la  Fiat possa essere stato concusso, spaventato?»

In questi anni la pressione delle multinazionali è ben visibile nei media e nelle università, nel luoghi di dibattito politico, c’è un continuo martellamento nel proporre privatizzazioni in tutti gli ambiti, lo scontro è su questi aspetti. Si vuole persuadere l’opinione pubblica sul fatto che “privato sia meglio di pubblico” ed il potere invisibile lavora a questo, anche in Italia, dal dopo guerra in poi ed ha raggiunto questi obiettivi con l’indottrinamento[4] di un pensiero nelle scuole e nelle università. Quasi nessuno fa notare che l’introduzione dell’uso del diritto privato in ambito pubblico è avvenuto con la riforma amministrativa degli anni ’90 e questo non destò fastidio, se oggi vi sono soggetti che rubano a norma di legge la colpa è del Parlamento che aggirò la Costituzione italiana ed, oggi la Corte Costituzionale è tragicamente silente mentre alcuni soggetti privati ricavano milioni con l’acqua.

Il 12 e 13 giugno 2011 c’è stato un risultato politico storico, straordinario, da 16 anni non veniva raggiunto l’antidemocratico quorum di validità per i referendum abrogativi[5]. Ebbene, il 95% dei votanti, 25.216.418 di italiani, ha detto che l’acqua tramite la gestione degli acquedotti non deve recare profitto per i privati, che non bisogna usare la fissione nucleare per “produrre” energia e che il legittimo impedimento è immorale (norma ad hoc per salvare Silvio Berlusconi).

Il 15 ottobre 2011 in tutto il mondo, circa 82 capitali, ci sono state manifestazioni contro il FMI, la Banca Mondiale, contro la finanza e contro l’attuale sistema organizzato e promosso dall’élite. A Roma, una banda di teppisti denominati black bloc, e palesemente inviati dall’élite, ha impedito il naturale svolgimento della manifestazione affinché gli altri italiani assenti non ascoltassero le proposte di cambiamento.

Il pensiero dominante criminale del produttivismo e dello sviluppo sostenibile sono persino parte integrante del processo deliberativo dell’amministrazione pubblica, una conferenza di servizi[6] di fronte a scelte economiche fa pendere l’ago della bilancia su questioni di “efficienza” (profitto) e non su questioni etiche (tutela della vita umana) e di buon senso. Queste persone non ragionano in termini umani ma in termini di bilancio messo al di sopra del diritto alla vita. Quante volte avete sentito dire che il lavoro viene prima di tutto? Credo tante, è il classico ricatto che si pone come ostacolo insormontabile nel caso dell’industria metallurgica e chimica, poiché spesso i datori di lavoro per massimizzare i profitti riducono i costi nella tutela della salute, essi ragionano in termini di costi. Allora, chiariamo un aspetto fondamentale del diritto: la libertà di iniziativa economica privata non è assoluta, ma incontra limiti oggettivi nel fatto che non deve porsi in contrasto con l’utilità sociale e non deve recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.[7] Il pensiero criminale fa parte dei criteri valutativi, ad esempio, gli stessi amministratori stanno concedendo tramite le banche la gestione dei beni demaniali[8] poiché essi misurano i consumi legati al profitto, per cui i cittadini secondo loro devono pagare un costo. Essi non pensano in termini di tutela dei beni comuni ma in termini di consumi e costi, persino sull’acqua, un diritto alla vita considerato una merce di consumo come se qualche SpA l’avesse inventata, creata e prodotta. A tutti dovrebbe essere chiara la distinzione fra ciò che è lecito, in termini legislativi e ciò che è illecito in termini etici, morali e di filosofia del diritto. Oggi, facendo una valutazione etica, vi sono tante leggi approvate che andrebbero cancellate immediatamente, poi vi sono altre leggi che aggirano i principi etici costituzionali e, poi vi sono altre norme incostituzionali ancora non denunciate o non prese in considerazione dalla Corte.

Apriamo una parentesi circa la “questione” meridionale.

Purtroppo, è luogo comune, è consuetudine giornalistica e televisiva usare un linguaggio razzista per denunciare comportamenti illegali. Ci sono ingenti e voluminose inchieste di stampo xenofobo[9] che alimentano e sostengono lo schema mentale divide et impera. Un esempio sono i titoli di questo tipo: ‘ndrangheta a Milano, mafia a Milano, ‘ndrangheta in Emilia-Romagna. E’ un linguaggio puramente razzista perché evoca emozioni contrastanti e convinzioni culturali che sono state psico-programmate nel corso di 150 anni di invasione del Nord contro il Sud, ed oggi persino le forze dell’ordine si sono adeguate ad una consuetudine razzista facendo credere cose verosimili e non vere. Per mezzo di una diseducazione scolastica nell’immaginario collettivo italiano si associa il razzismo solo al fasciamo ed al nazismo dimenticando che prima di Hitler e Mussolini ci furono i piemontesi che realizzarono uno sterminio[10]. Un delinquente che compie il reato di associazione per delinquere è mafioso e l’immagine collettiva associa il mafioso ad un siciliano. Ancora più forti sono i richiami dell’antisistema SpA che raccontano di infiltrazioni mafiose, cioè nell’immaginario collettivo scatta il pensiero che qualcuno si sia spostato da un’area geografica del Sud per rubare al Nord; a pochi viene in mente di credere che siano i cittadini banchieri ed amministratori del Nord che decidono di delinquere con cittadini del Sud (associazione per delinquere).

L’Italia è quel paese dove soggetti politici, Lega Nord, possono crescere grazie alla propaganda xenofoba ed antimeridionalista, governare la nazione come accadeva col fascismo e l’aspetto grottesco è che tale, questo soggetto è giunto al Governo anche con slogan tipici dell’antipolitica contro Silvio Berlusconi per poi cambiare idea ed amministrare con gli amici dei mafiosi. Il co-fondatore di Forza Italia è stato condannato anche in secondo grado di giudizio e l’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni dichiara: «probabilmente Marcello Dell’Utri dovrà andare in carcere, non c’è immunità che tenga di fronte ad una sentenza di condanna»[11]. Per quale ragione i meridionali si sono lasciati ingannare da coalizioni politiche, PDL e Lega, chiaramente xenofobe? Dopo venti anni di razzismo puro contro i meridionali le cronache politiche hanno mostrato il vero volto del fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, e la gestione dei rimborsi elettorali tramite il tesoriere Francesco Belsito: i soldi del partito usati per interessi personali (auto, acquisto di titoli accademici etc.), comportamenti peggiori della cosiddetta “prima Repubblica”. Bossi che mostrava il cappio contro Craxi ha dimostrato coi fatti di fare molto peggio.

Questi aspetti sono talmente indegni che nella realtà i più grandi crimini sono compiuti proprio dagli organi istituzionali perché in Italia esistono leggi, quindi legali, sul diritto societario che violano le più elementari regole democratiche e di buon senso e consentono a norma di legge di rubare (scatole cinesi, patti di sindacato…). La più grande truffa bancaria e finanziaria, nel mondo, è stata ideata e compiuta da persone nate al Nord, nell’Emilia “rossa”, ed al suo vertice c’era una persona di Collecchio (PR), Callisto Tanzi. Uno dei presidenti del Consiglio più indegni che l’Italia abbia mia visto, si chiama Silvio Berlusconi, un milanese. La presidente di Confindustria è Emma Marcegaglia, nata a Mantova, la succede Giorgio Squinzi di Cisano Bergamasco. La segretaria della CGIL è di Susanna Camusso di Milano. Il presidente del primo gruppo bancario italiano, Banca Intesa SanPaolo è Giovanni Bazoli, nato a Brescia mentre l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni è di Piacenza ed il presidente Dieter Rampl è un tedesco di Monaco di Baviera. L’ex Governatore di Banca d’Italia, Mario Draghi è nato a Roma, ha studiato alla Sapienza, oggi è al capo della BCE. Da circa 20 anni c’è una strana coincidenza geografica, la politica monetaria con la P maiuscola è condotta da uomini e donne del Nord per il Nord.

Persino la satira politica non sfugge ad una comunicazione fuorviante, Antonio Albanese nato nella provincia di Lecco, Olginate, interpreta un immorale personaggio politico, Cetto Laqualunque, che parla con un marcato accento meridionale, somigliante al calabrese. Come possiamo notare la logica del monetarismo condiziona persino la creatività umana e la chiave del successo fa credere che sia meglio cavalcare i luoghi comuni affinché si possa avere una vita agiata. La xenofobia è talmente radicata nel pensiero degli italiani che non ci sono distinzioni geografiche o di titoli conseguiti. Un esempio è lo straordinario successo di un film commerciale, Benvenuti al Sud, dove gli autori napoletani applicano una forma moderna di colonialismo culturale ed un sottile razzismo pur di far soldi. I cittadini nordici che non sono mai stati in Campania non capiranno la manipolazione ed il danno culturale, ma nella realtà il film è ambientato in provincia di Salerno, nel Cilento, dove i cittadini non indossano la maglia del Napoli calcio e non parlano il dialetto napoletano. Ancora una volta il marketing ed il monetarismo sono distruttori degli usi e dei costumi locali perché i produttori e gli autori cinematografici hanno il potere di mutare la percezione dell’opinione pubblica.

Nella realtà la lingua usata dal potere non è meridionale ma fortemente nordica e con una “erre” moscia, si tratta di élitari esperti di finanza. Da 19 anni i Presidenti del Consiglio ed i Ministri del Bilancio provengono da Milano, Sondrio, Torino, Livorno, Belluno, Firenze e Scandiano con l’unica eccezione di Visco (nel 2000) nato a Foggia.  Molti di loro sono frequentatori di gruppi sovranazionali: Bilderberg, Council on Foreign Relations, Aspen Institute, Banca dei Regolamenti Internazionali e Commissione Trilaterale. L’ultimo nominato da Giorgio Napolitano, Mario Monti è nato a Varese psico programmato alla Bocconi ed ex referente per la Trilaterale in Europea.

Si potrebbe continuare, ma nella sostanza i vertici delle principali istituzioni italiane sono presiedute da persone nate e formatesi al Nord, quindi la guida del Paese ha una testa concretamente nordica. La Storia d’Italia, dall’Unità in poi, mostra una violenta contrapposizione del Nord contro il Sud anche con l’aiuto di politici meridionali che hanno alimentato e sostenuto l’invenzione e la creazione della questione meridionale, questo è un caso unico in Europa.

Nemici della crescita del Sud sono soprattutto certi meridionali e la loro élite degenerata poggiata sulle assunzioni clientelari, del resto come accade al Nord, pronti a difendere gli interessi privati di pochi ed impedire un reale sviluppo e, non è un caso che sia ripresa l’emigrazione al Nord e verso l’estero. Una recente inchiesta dimostra il danno economico della rifeudalizzazione della società grazie alla malsana riforma amministrativa degli anni ’90, si chiama “30mila poltronissime” (di Tommaso Cerno) e mostra come gli amministratori locali abbiano usato le SpA locali per nominare amici e parenti e usurpare a norma di legge. Il 57% di queste società è al Nord, il 22% al Sud. La sola Lombardia raccoglie 597 SpA, seguono la Toscana 330, il Piemonte 320, L’Emilia-Romagna 304, il Veneto 275 e la Campania 237. I dati sfatano un luogo comune, le clientele piacciano più al Nord che al Sud.

La vera povertà è la condizione psicologica dei depressi che contagiano le nuove generazioni togliendo speranza ai giovani e l’assenza di stimoli creativi, una scarsa diffusione dei valori umani perché l’élite costantemente corrompe anche le nuove generazioni pronte a giovare dei favori del sistema. Purtroppo sembra raro trovare giovani che lottano per introdurre l’etica nella politica locale o la democrazia diretta. In un clima di incertezza diffusa le persone non trovano pace per iniziare un percorso virtuoso. Solo con un percorso condiviso in ambiti democratici e con l’atteggiamento olistico i cittadini meridionali possono crescere e rendersi liberi ed indipendenti, ci sono le possibilità per farlo. Le opportunità per cambiare ci sono, vanno intraviste, studiate e condivise per progettare comunità sostenibili. I buoni esempi esistono anche nel meridione, anzi ci sono eccellenze tenute nascoste e poco valorizzate dai meridionali stessi. Torraca (SA) la prima “city led” al mondo è in provincia di Salerno. Il luogo della dieta mediterranea è sempre nel Cilento, a Pioppi, Pollica (SA).

Le città medie meridionali per dimensione e territorio hanno maggiori opportunità rispetto a luoghi svantaggiati da un clima più duro. Il cambio di paradigma culturale mostra la visione per redigere piani d’azione proposti dai cittadini. Un approccio consapevole sulla bioeconomia consente di valutare le risorse locali e utilizzare le tecnologie per prosperare tutelando l’ambiente e migliorando la qualità di vita dagli esseri umani. Studiare la transizione significa sviluppare capacità creative verso l’autosufficienza e questo aspetto moralmente intrinseco insegna ai cittadini come vivere in armonia con la natura e non dipendere dai ricatti alimentari ed energetici dell’attuale sistema finanziario mondiale che viola i diritti umani.

Caratteristiche di una comunità  sostenibile[12]
  • Strutture politiche ed economiche locali e bioregionali
  • Fertilizzazione incrociata di tipo biogenetico, razziale, culturale intellettuale
  • Accessibilità
  • Accessibilità e scarsa dipendenza da costose tecnologie centralizzate
  • Possibilità di sviluppo in fasi graduali tramite feed-back e auto-correzioni

Nella realtà, etica alla mano, il sistema culturale e normativo capitalista favorisce le associazioni per delinquere. Il legislatore ha posto un’asticella razzista, una soglia limite, al di sotto della stessa alcuni comportamenti devono essere chiamati mafiosi, camorristi e vanno perseguiti mentre, al di sopra dell’asticella, violare i diritti umani è compito delle SpA sovranazionali e degli organi istituzionali e questi comportamenti non vanno perseguiti per legge, altrimenti la maggioranza dei cittadini potrebbe accorgersi della rappresentazione teatrale delle finte democrazie rappresentative.

Chiudiamo la parentesi ed evidenziamo gli aspetti politici.

In questo clima di immoralità sconcertante le multinazionali usurpano, rubano e uccidono tutti i giorni. Certe persone, dirigenti di SpA, andrebbero condannate per gravissimi crimini contro l’umanità. Ovviamente questa situazione è delirante ma è ciò che accade tutti i giorni. Facciamo i nomi di chi ha introdotto in Italia alcune di queste perversioni mentali sui beni demaniali: ha iniziato il governo Prodi, con il DDL 772 luglio 2006 a firma di Linda Lanzillotta, Giuliano Amato, Antonio Di Pietro, ed Emma Bonino. Poi il Governo Berlusconi con l’art.15 del Decreto legge 135/09[13] introduce l’obbligo di indire gara di appalto per affidare la gestione dei servizi pubblici locali (anche i beni demaniali); un grande regalo per i privati. I fatti documentano che non c’è alcuna differenza fra “destra” e “sinistra” e che i politici eseguono ordini ricevuti altrove. Vi sono società che senza merito rubano ai cittadini a norma di legge tramite concessioni pubbliche in regime di monopolio.

Le SpA finanziano massicciamente l’invenzione di uno stile di vita sbagliato in tutti gli ambiti della società: cultura, sport, e tempo libero. Ecco i principali gruppi editoriali, giornali e riviste che compriamo in edicola, RCS rimane il primo operatore (21,3% – 2008), seguito dal Gruppo Editoriale L’Espresso (18,6%) e dal gruppo Mondadori (17,7%), che perde pochi decimi percentuali, a vantaggio del Sole 24 Ore (10%), poi c’è Caltagirone (4,9%) ed altri (26,9%)[14].

Inserendo i consigli di amministrazione in un ‘data base‘, di tutte le società quotate in borsa, è possibile creare una rete sociale (social network) e leggere le connessioni, “mappa del potere”, (conflitti o concorsi di interesse) esistenti fra loro. Ad esempio, Enrico Salza siede sia nel cda di Rcs che di Intesa, Carlo Pesenti siede sia in Rcs e sia in Unicredit, Jonella Ligresti siede sia in Rcs e sia in Mediobanca.

Scatole cinesi e altri giochi di società.
Ma come si fa a controllare un’azienda pur possedendo effettivamente una minima parte del capitale? Il diritto e la prassi societaria italiana offrono diversi strumenti che, più di trentenni fa, permettevano a Enrico Cuccia di dire che «le azioni si pesano e non si contano». Il più noto di questi strumenti sono le scatole cinesi espedienti societari che consentono il controllo di un impresa a chi vi ha investito una quantità minima di capitale. Le scatole cinesi borsistiche funzionano così. La società che chiameremo Alfa è controllata al 51% da Gamma, che a sua volta è posseduta al 51% da Omega, a sua volta controllata al 51% da Delta, a sua volta al 51% da Zenit. La scatolina più piccola Zenit si trova così a poter decidere i destini di Alfa pur avendo in mano il 51% del 51% del 51% del 51% del capitale. Basta un rapido calcolo per capire che così con il 6,7% del capitale si ha in mano il 100% dell’azienda. Ancora oggi, tanto per fare l’esempio più grande e illustre, il controllo della Fiat è in mano agli Agnelli grazie a un meccanismo di questo tipo.
Secondo strumento, i «patti di sindacato», vietati in molti Paesi del mondo. Si tratta di accordi tra azionisti che hanno piccole quote e si coalizzano fra loro come fossero un unico grande azionista.
Al terzo posto, sono le «azioni di risparmio», titoli di proprietà di una società che garanti sono un dividendo superiore, ma non danno diritto di votare alle assemblee nelle quali si decide il destino dell’azienda. Le azioni di risparmio sono vendute a piccoli azionisti e a investitori istituzionali (fondi, banche) che, in cambio di un dividendo più alto, non interferiscono nelle gestione, lasciata in mano agli azionisti «di riferimento». Per fare un esempio la famiglia Pesenti controlla l’Italcementi (maggior produttore italiano di cemento, uno dei primi al mondo) pur possedendo una parte minima del suo capitale. [15]

L’immoralità degli strumenti giuridici e finanziari su esposti è chiara a qualunque individuo dotato di buon senso, ma tutto ciò è la pressi italiana. Tele prassi viola sia il principio di uguaglianza che la democrazia economica. I dipendenti presenti in Parlamento potrebbero cancellare tali metodi con una legge di due righe ma non pensano minimante di farlo perché dipendono dall’immoralità.

Pound, dai suoi scritti economici, ci concede un contributo documentato di come iniziò un certo pensiero. C. H. Douglas, Arthur Kitson, Montagu Webb raccontano particolari. Gli Stati Uniti furono venduti ai Rothschild nel 1863. Gli Americani ci hanno messo ottant’anni per scoprire fatti che sono ancora ignorati dal pubblico europeo. Il padre di Lindberg ne rivelò alcuni al Congresso americano, che furono più tardi raccolti dall’Overholser nella sua «History of Money in the U.S.». Una lettera dei Rothschild alla ditta Ikleheiner in data del 26 giugno 1863 contiene le parole di fuoco: «Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprendono saranno occupati nello sfruttarlo, e il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi». [16]

La soluzione è sotto gli occhi di tutti. I soldi non sono ricchezza ma un mezzo. Lo Stato deve auto-governarsi, lo afferma la Costituzione: la sovranità appartiene al popolo e, pure se non lo dicesse dovrebbe intervenire l’etica insita nella ragione per creare un mondo equo, giusto, dignitoso per tutti.

Compreso il ruolo determinante di chi emette moneta, i rappresentanti eletti hanno l’obbligo di applicare i principi costituzionali, cioè tutelare gli interessi pubblici del popolo sovrano e, non possono continuare a recitare la parte degli ignoranti scaricando responsabilità sui banchieri appoggiandosi sul fatto che una legge dello Stato – sul Trattato di Lisbona – ceda la sovranità monetaria alla BCE perché il Parlamento con un’altra legge reintroduce la moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi.

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. L’egoismo ed il materialismo sono i non valori che “uniscono” le coppie di “innamorati” e trasmettono i non valori ai loro figli. I giovani sono programmati dai genitori e dalla società (televisione, amicizie) per scegliere presunti percorsi produttivi e non secondo le proprie capacità creative. I genitori non sono più un modello per i propri figli ma sono sostituiti dalla televisione e, soprattutto dal pensiero dominante della competitività presente a scuola, nel tempo libero ed nel lavoro. In maniera persuasiva i bambini e gli adolescenti non hanno modelli diversi intorno a loro e, soprattutto i non valori (competizione) sono imposti  con una violenza psicologica. La maggioranza dei ragazzi non può scegliere o valutare poiché o, i genitori o, l’ambiente (televisione, amicizie) non mostrano loro pensieri diversi e comportamenti diversi, “nuovi”. Ad esempio, quando si presenta una nuova tecnologia per produrre qualcosa gli addetti ai lavori possono compiere una valutazione poiché hanno due modi diversi di produrre. Questo semplice esempio suggerisce come sia possibile un’evoluzione, un cambiamento perché qualcuno può scegliere fra due modelli differenti. Oggi, sui comportamenti e sugli stili di vita la maggioranza dei giovani non può evolversi poiché non ha modelli diversi da scegliere. E quindi, sui percorsi di studio è sufficiente verificare il grande numero di iscritti a corsi socialmente inutili come economia e giurisprudenza rispetto a quelli più rilevanti come fisica e matematica. Tale affermazione non intende svilire gli studi economici e di diritto, ma prende atto del fatto che da diversi decenni l’offerta didattica di questi corsi è volta a creare perfetti servitori delle multinazionali e non esseri umani liberi. Gli studi economici si stanno trasformando in operatori di finanza e gli studi giurisprudenziali in avvocati a tutela dei criminali. Solo per citare un esempio, gli avvocati hanno studiato il diritto così com’è e non come dovrebbe essere. Oggi, per la piega che ha preso la professione sembra esser sufficiente avere un “software data base” sui codici e sulle sentenze per “risolvere il caso” dei clienti, non c’è nulla di creativo e di umano in questo aspetto. Anche le altre libere professioni si sono disumanizzate e rese servili alle multinazionali, un triste aspetto riguarda l’aggiornamento culturale dei medici proveniente soprattutto dall’industria farmaceutica[17]. Nel mondo della progettazione e delle costruzioni la professione del progettista, l’architetto, è stata completamente svuotata del suo valore umanista per mezzo di riforme amministrative e di spostamenti di competenze ad altri soggetti senza prevedere un’adeguata formazione. Non è raro vedere Sindaci che si permettono il lusso di entrare nel merito di scelte tecniche. In generale tutte le professioni sono state coinvolte da logiche devastanti di profitto ed i comportamenti etici sono rimasti come baluardo fra la minoranza di alcuni cittadini sensibili. La degenerazione è così grande che la società intera giudica le persone non per quello che sono realmente ma per i titoli che hanno conseguito, la società vede medici, ingegneri e non persone.

Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[18].

Nel romanzo 1984 è la neolingua che programma le persone, oggi accade la stessa cosa. Il Partito usa slogan come questi: La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza. In 1984 esiste il Ministero della Verità, che si occupa dell’informazione, dei divertimenti, dell’istruzione e delle belle arti; il Ministero dell’Amore, che mantiene la legge e l’ordine pubblico, il Ministero dell’Abbondanza, responsabile degli affari economici.

La neolingua è un mezzo espressivo che sostituisce la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali per rendere impossibile ogni altra forma di pensiero se non quella del Partito. Questo accade grazie alla cancellazione di parole e l’introduzione di altre, più brevi, aggregate per impedire un corretto funzionamento della razionalità.

Nel romanzo Fahrenheit 451 il vigili del fuoco anziché spegnere incendi vanno in giro a bruciare libri affinché le persone non possano crescere culturalmente.

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[19].
Le corporation e gli esperti merchandising inseguono consapevolmente una fascia di consumatori con il portafoglio pieno a tal punto da costruire un mercato molto interessante, ma al tempo stesso immaturi quanto basta nei gusti per poter essere manipolati a dovere attraverso la pubblicità, il marketing e il branding. Allo stesso tempo, questi avatar del capitalismo consumistico cercano di incoraggiare la regressione degli adulti, sperando di riabituarli ai gusti e alle consuetudini dei bambini e di riuscire a vendere loro quell’inutile miriade di giochi, gadget e beni di consumo di cui nessuno ha realmente bisogno, ma che tutti acquistano per obbedire all’imperativo categorico del capitalismo: vendere, vendere, vendere. Come sottolinea la psichiatra infantile Susan Linn nel suo studio critico di quella che definisce «l’acquisizione ostile dell’infanzia», le aziende sono in gara tra loro «in modo sempre più aggressivo, per conquistare il favore del consumatori più giovani», mentre la cultura popolare «è sempre più soffocato dal cultura commerciale propinata senza sosta ai bambini, che vengono tenuti in considerazioni solo in quanto consumatori».[20]

La crescita di un uomo è soprattutto culturale e non materiale. Attribuiamo valore ai nostri laureati specializzati quando essi non sanno nulla del resto del mondo, a causa di una programmata formazione finalizzata alla massimizzazione dei profitti di qualcuno, che non coincide con l’utilità sociale. Un esempio? L’arroganza di certi ingegneri si misura dai danni sanitari causati dai loro progetti, sottaciuti da medici corrotti[21] poiché finanziati dalle stesse multinazionali. I soldi ricevuti per mezzo dei paradisi fiscali trasformano Sindaci, Assessori e tecnici in attori da premi Oscar. In Italia abbiamo ascoltato sconcezze di ogni genere poi verificate con semplici domande ben documentate. L’ignoranza diffusa sulle conoscenze scientifiche dimostra l’incapacità di valutare di fronte ad evidenze sconcertanti come il caso dei rifiuti. E la maggioranza del popolo non è in grado di valutare neanche le scelte energetiche.

Valutare è uno sforzo di riflessione orientato a riconoscere il valore di oggetti e azioni: valori propri, in sé, e valori relazionati a contesti e processi. In questo sforzo un ruolo importante è svolto dalla comparazione. Comparare significa esercitare il giudizio personale, seguire convenzioni, applicare norme, testare ipotesi in modo libero o vincolato.[22]

Per questa ragione è doveroso un percorso di conoscenza condivisa affinché si possano riprendere le elementari basi civili dettate dalla Costituzione e da un cultura figlia di un approccio olistico[23], libero e non condizionato dal potere invisibile. Vi sono strumenti efficaci come l’open space technology[24]per raggiungere obiettivi che hanno permesso di avviare progetti creativi con ampia partecipazione. La scienza dell’organizzazione sembra essere il tallone di Achille dei popoli ma internet è lo strumento che può aiutare le comunità per condividere esperienze e conoscenze altrui. La rete di internet è più di un semplice specchio della società, è una realtà virtuale che può dare una visione futura del mondo poi, saranno i cittadini a scegliere in che società vivere, continuare con l’attuale: immorale e nichilista, o una diversa poggiata sullo scambio, sul dono, sulla cooperazione e sulla reciprocità?

E’ doveroso un cambio di paradigma culturale e questo può avvenire con una diffusa presa di coscienza sulle reali capacità e potenzialità umane. Ciò che per decenni è stato chiamato “sviluppo, crescita, progresso, produttività, sviluppo sostenibile” in realtà era una maschera per nascondere obiettivi tesi per cancellare la democrazia ed accentrare ricchezze artificiali nelle mani di pochi. Ormai il re è nudo. Conoscenza e coscienza useranno risorse e tecnica nella giusta misura per il benessere collettivo. L’intelligenza umana, nel corso degli anni, è dinamica. Il potenziale intellettivo dei giovani, spesso, è più alto dei docenti ed è difficile capire se contino di più i geni o l’ambiente. Possiamo intuire che l’ambiente aiuti i talenti. La mente funziona secondo schemi che si ripetono (imitazione) e la consuetudine errata può cambiare; questo dipende da diversi fattori: umiltà, coraggio, sperimentazione, ricerca, studio, sacrificio, conoscenza, valutare, scegliere.

La mente, in realtà, è dotata di capacità: flessibilità, adattabilità e neuroplasticità che ci consente di riformulare e rimodellare le nostre connessioni neurali per produrre le forme di comportamento che desideriamo. Possiamo alterare comportamento, personalità e la nostra realtà. Possiamo modificare il nostro cervello in modo da non ricadere più in quelle reazioni ripetitive, abituali e insane che non sono il risultato della nostra eredità genetica e delle nostre esperienze passate.[25]

Il successo nella vita (e dunque della razionalità) di uomini e donne post-moderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne acquisiscono di nuove. La cosa migliore è non preoccuparsi di costruire modelli; il tipo di abitudine acquisito con l’apprendimento terziario[26] consiste nel fare a meno delle abitudini.[27]

Estratto dal film La belle verte, scena iniziale: racconto di Osam circa il pianeta Terra: «[…] la legge del più forte, donne sottomesse, violenza, massacri, sentivamo che ci avrebbero messo dei secoli ad uscirne, avevano persino ancora il sistema della moneta, prima di partire nascondemmo dell’oro per ogni eventualità.» «Che cos’è la moneta?» chiede un cittadino del pianeta verde (dialogo nella comunità). «Per esempio se tu vuoi qualcosa non lo puoi avere se non hai una moneta.» «Nemmeno da mangiare?» Chiede un altro cittadino. «Soprattutto», risponde Osam. «Magiare è una necessita, si muore se non si mangia». interviene un giovane. Osam risponde: «Se ne infischiavano, se non avevi moneta niente». Domanda: «E credi che ce l’abbiamo ancora la moneta?» Osam: «O no, penso di no ma quando siamo venuti via era l’inizio dell’era industriale.» «E che cos’è?» Chiede un alto giovane. «Sembra che ci siamo passati anche noi circa tremila anni fa. E’ la competizione, la contabilità, la produzione in massa di oggetti inutili, le guerre, il nucleare, la distruzione della natura…»[28]

E’ necessario ripartire dalle comunità a piccola scala, riallacciare rapporti e relazioni nel quartiere su interessi condivisi, coinvolgere la scuola e le attività di base: autoproduzione del cibo, gruppi di acquisto e ricostruzione dei mercati con prodotti locali, autoproduzione energetica. Le comunità con un percorso di conoscenza e condivisione empatica possono sviluppare la resilienza necessaria per i periodi di crisi come quella attuale. La resilienza è la capacità di reagire a momenti difficili, alle avversità della vita, è la capacità di resistere o la capacità di ripararsi da un danno.

Le persone percepiscono che c’è qualcosa che non va, lo sentono ma dovrebbero porsi domande semplici: se i soldi sono nostri perché ce li prestano? Ed andare fino in fondo nella ricerca delle risposte ai mali che ci affliggono tutti i giorni. Ricordiamoci che la questione monetaria non è un problema di natura economica ma di natura giuridica e l’inganno della moneta debito è una consuetudine psicologica, mentale, un’abitudine legata ai tempi odierni. Le persone sono state programmate nel pensare che il lavoro (produttività) nobilita l’uomo e la moneta (salario) sia ricchezza, questo è il passaggio-sistema mentale che realizza l’attuale schiavitù. Robot-schiavitù che non sanno più immaginarsi un mondo migliore, cioè un mondo dove ci sia libertà e creatività umana. La soluzione è semplice: autoderminazione (sinonimo di sovranità popolare e quindi libertà), moneta credito (reddito di cittadinanza) su principi etici di sussistenza, autoconsumo, autoproduzione e reciprocità.

Le persone percepiscono che c’è qualcosa che non va, lo sentono e per questa ragione dovrebbero riappropriarsi della vita e rifiutare di essere schiavizzati in stupidi mestieri pre-confezionati dalle SpA ma riscoprire il piacere di vivere realmente, riscoprire chi siamo e dove stiamo. Noi abbiamo bisogno di alimentarci con cibi sani e quindi dovremmo tutelare i nostri territori ed i nostri luoghi partecipando direttamente[29], dovremmo sapere che la Terra ha limiti fisici ben definiti. Siamo il Paese del Sole e del mare e non sappiamo curare tali risorse poiché abbiamo delegato tutto ai nostri amministratori impegnati a servire contratti ad un banchiere o per un costruttore. La Natura è già interconnessa; banchieri, finanzieri ed amministratori non sono connessi con la Natura ma solo con l’avarizia e da troppo tempo sfruttano l’umanità. Oggi, la reale contrapposizione politica non è fra “destra” e “sinistra” ma, fra totalitarismo e democrazia e, libertà. Vi è un’élite che governa e controlla i popoli e vi sono alcuni cittadini che tentano di condividere informazioni vitali per la sopravvivenza e la libertà di tutti.

Comunicazione: editore puro. Forse pochi lo pensano, ma esiste la più grande opportunità per risvegliare le coscienze addormentate degli italiani: RAI ad azionariato diffuso. Gli abbonati RAI che pagano il canone dovranno essere gli azionisti, proprietari, della RAI e potranno eleggere a mezzo internet, con l’uso della PEC il Presidente ed il consiglio di amministrazione valutando curriculameritocratici. L’intera propaganda per l’elezione del cda potrà svilupparsi, a costo zero, a mezzo internet con i video dei candidati e testi scritti, si potrà prevedere il diritto di autocandidatura ed un mandato a termine e non rinnovabile. Una riforma a costo zero che libera la più grande azienda di Stato di comunicazione pubblica dalle mani dei Governi per consegnarla al legittimo proprietario, il popolo sovrano.Tutte le forme di governo, dalle dittature alle democrazie rappresentative, sanno bene che la comunicazione è la base indispensabile e determinante per gestire il consenso e manipolare l’opinione pubblica.I paganti del canone, proprietari della RAI, potranno indicare ai dipendenti eletti la linea editoriale da seguire a mezzo internet con strumenti di democrazia partecipativa, potranno consigliare inchieste da svolgere ed indirizzare gli argomenti e gli approfondimenti circa i programmi televisivi da promuovere.

Impieghiamo diversamente le nostre energie mentali ed il nostro tempo: la curiosità nel vivere da esseri umani è determinante. Uno dei perni centrali per massimizzare la manipolazione emotiva dei membri è che devono essere sempre tenuti occupati a fare qualcosa, senza avere abbastanza tempo per organizzarsi diversamente. Quindi, se vogliamo un certo livello di libertà, dobbiamo impegnarci a favorire degli stili di vita in cui viene garantito un sufficiente spazio a qualsiasi attività non pianificata, anche quelle non produttive. Nel mondo moderno si vive di corsa nella paura di perdere il modello di vita imposto dalla propaganda.[30] Ascoltiamo la nostra coscienza e cerchiamo le risposte alle nostre domande anche riusando un semplice dizionario della lingua italiana e passando poi a dizionari tecnici di economia, linguistica ed altro ancora utili ad approfondire e spiegare le informazioni che riceviamo, potremmo anche comprare i libri del vecchio liceo. Possiamo comprendere meglio i vari punti di vista leggendo libri (saggistica) sugli argomenti che ci interessano. Una volta ben informati sarà più difficile farci prendere in giro dai media. Dopo questo piccolo passo, culturale, sorgerà spontanea l’esigenza di confrontarsi e proporre soluzioni creative che sempre sognavamo ma non sapevamo a chi proporre e come proporle. In questo frangente, sia i social network, che associazioni, comitati possono rappresentare quella piccola comunità dove poter condividere i nostri sogni e le nostre aspettative. In queste comunità possiamo apprendere altri punti di vista ed esperienze crescendo ed arricchendo il nostro modo di percepire la realtà.

Cambiare l’attuale società per democratizzarla ed umanizzarla è un progetto politico di ampio respiro e, senza dubbio può avvenire se e solo se esiste un soggetto politico creato e progettato dai cittadini per i cittadini su valori etici e veramente democratici.

L’immaginazione e l’intuizione sono peculiarità essenziali affinché tale progetto possa nascere, crescere e trovare riscontro nella realtà. Molte piccole comunità nel mondo hanno già avviato tale progetto – transizione energetica e politica – in modalità creative e vincenti, ed è bastato che alcuni cittadini iniziassero a coinvolgere altri cittadini su obiettivi semplici, e condivisibili a tutela del bene comune. Nella realtà non esistono obiettivi impossibili, difficili o facili. Tutto è possibile ma per trasformare i bei sogni in realtà è importante comunicare e capire come gli altri percepiscono la realtà.

Questo libro ha mostrato, in maniera documentale, come e perché la società sia iniqua ed immorale. Umilmente ho provato ad esporre alcune idee e fare proposte per cambiarla su principi etici partendo da noi stessi, dalla nostra cultura e dalla capacità di decodificare la comunicazione che subiamo, scomporla e distinguere menzogne da verità e mezze verità. Il popolo deve evolvere le proprie capacità intellettive, di discernimento, e potrà realizzare qualsiasi sogno per il bene comune.

Possiamo iniziare da fatti incontrovertibili: gli attuali dipendenti eletti non risolveranno mai i problemi della società, non hanno capacità e volontà. Il PIL ha i giorni contati: gli economisti e i governi sono in cerca di nuovi indicatori per valutare lo stato di salute di Paesi.[31] Non bisogna attendere le autorità per cambiare modo di pensare, cambiare stile di vita e ri-progettare comuni, province e regioni, il popolo sovrano è l’autorità. Ogni azione politica deve nascere da un paradigma culturale figlio delle leggi della fisica, cioè della natura biologica e quindi deve tener conto delle conseguenze di scelte sbagliate prima che le stesse siano deliberate (principio di precauzione). La natura non può fallire perché non conosce la moneta e l’economia ma solo scambi energetici utili a far crescere e/o modificare le specie viventi. La vita umana esiste perché noi siamo energia e la felicità è una complessità che non ha nulla a che vedere con la schiavitù delle borse telematiche, del lavoro e della moneta. La felicità probabilmente risiede nella consapevolezza di chi siamo e questo percorso non è possibile nell’attuale società di schiavitù che alimenta nichilismo, invidia e odio “nascosti” dallo squallido teatro di finte democrazie rappresentative prezzolate dall’immorale ed ingannevole sistema bancario, che genera e trasmette la competitività contro qualcuno sin dalle scuole elementari (avarizia, lussuria). Un essere umano consapevole non si lascia ingannare dai segnali mediatici e vive in armonia con la natura, in comunità veramente libere di agire in qualsiasi modo per sviluppare le creatività umane utili a sostenere i propri simili.

Chi siamo? Secondo Sitchin … La storia degli dèi, degli Anunnaki (“Coloro che dal cielo scesero sulla Terra”), come li chiamavano i Sumeri, inizia con la loro venuta sulla Terra dal pianeta Nibiru in cerca di oro. La storia del loro pianeta è stata narrata nell’antichità nell’Epica della creazione, un lungo testo redatto su sette tavolette, è opinione comune che si tratti di un mito allegorico, il prodotto di menti primitive che parlavano di pianeti come se fossero stati dèi viventi in lotta l’uno contro l’altro. Ma, come ho dimostrato nel mio libro Il pianeta degli dèi, questo antico testo è, in realtà, una sofisticata cosmogonia che narra di come un pianeta vagante, transitando nel nostro sistema solare, entrò in collisione con un pianeta chiamato Tiamat, dando vita alla Terra e alla sua Luna, alla Fascia degli asteroidi e alle comete, e alla cattura dello stesso invasore in una grande orbita ellittica, orbita che ha durata di circa 3600 anni terrestri. [32]

E’ stato ampiamente dimostrato e verificato che l’invenzione del concetto competitività, soprattutto in ambito lavorativo e fra le aziende, non raggiunge l’obiettivo prefigurato della maggiore e/o migliore produttività, anzi è accaduto il contrario. All’interno di un’azienda, i reparti messi in competizione fra loro hanno iniziato a non comunicare più e diffidare dei colleghi perché l’obiettivo non era più far crescere l’azienda ma prendersi il premio remunerativo, spesso monetario, e questo anziché produrre un utile all’azienda ha causato l’indebolimento della motivazione (caso Ericsson). Al contrario, chi ha adottato la cooperazione ha visto crescere la motivazione dei singoli e quindi migliorato la produzione (caso Nokia).[33]

Una facile soluzione economica: applicare la Costituzione.

Ricordiamoci che: Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale Università di Salerno: “[…] La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese. Si tratta di una norma ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”. La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa ed il mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.[…]“

Ed anche che: “[…] lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria […]“ (Suprema Corte di Cassazione SS.UU civili, sentenza 21 luglio 2006 con n. 16751)

Domani mattina il Governo, Regioni, Province e Comuni possono “stampare” moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi di proprietà della Repubblica per consentire alle famiglie povere indicate dall’ISTAT di poter usufruire dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione: casa, cibo, vestiti, istruzione, sanità. Più in generale, il Governo ed il Parlamento hanno il diritto dovere di deliberare l’uso di uno strumento di misura e di scambio che consenta al popolo sovrano di accedere ai servizi essenziali senza sottostare all’inganno del debito e, quindi chi governa ed amministra ha l’obbligo di stampare moneta a deficit, perché lo stesso non è un problema, il debito è un problema. In una fase di transizione possono coesistere la moneta debito (euro) ad uso delle SpA e dei mercati internazionali ed una moneta credito (nuova lira) per i diritti costituzionali e per le famiglie povere. Pagare gli stipendi pubblici non deve esser visto come debito ma come deficit. Ad esempio la moneta credito può essere lo strumento di un’economica dell’autosufficienza e dell’autoconsumo a sostegno dell’economia locale. I consumi del cibo, per la maggior auto-prodotto in Italia, possono essere scambiati con moneta credito. Il debito può esser ridotto unicamente non usando più l’euro. In una vera economia, giusta ed equa, l’attuale invenzione del debito viene cancellata e gli ideatori di tale crimine condannati.

L’euro potrebbe rimanere la moneta per le transazioni internazionali, ad esempio l’acquisto di computer prodotti in Asia non potrebbe, teoricamente, esser pagato con moneta credito. Solo la consapevolezza collettiva circa il valore e, di cosa misuri la moneta potrebbe far diffondere la giusta convenzione e, quindi ogni transazione potrebbe attuarsi al momento, come accadeva nelle fiere medioevali in cui barattavano merci e beni ed il valore dello scambio veniva momentaneamente stabilito per convenzione fra i due attori (produttori ed utilizzatori). Dalle fiere nacque la nota di banco, banconota, che registrava gli scambi, poi furono introdotte, forzatamente, le monete che sostituirono le banconote. I banchieri impiegarono circa mille anni per convincere le persone ad usare le monete perché la ricchezza non era rappresentata dai soldi ma dall’economia reale, cioè la capacità di produrre cibo, costruire case, oggetti e saperli manutenere. La ricchezza era ed è rappresentata dai boschi, dal verde, dalla natura e dalla capacità umana di saperla gestire e condividere. Se fosse letta attentamente la storia monetaria, in maniera del tutto inequivocabile si potrebbe vedere come nel corso dei secoli prima e dopo una guerra il controllo delle banche sia aumentato. E’ accaduto per la storia degli USA, ed in tutta la storia degli stati europei. Singolare la nascita della Banca d’Italia.

Per “puro caso” l’èlite propone la creazione di un’unica moneta mondiale a corso forzoso (dittatura globale) così che i popoli non potranno esser più liberi di autoderminarsi. Il WTO e le SpA sono libere di adottare qualsiasi mezzo di scambio ma non è tollerabile che questi strumenti siano mezzi di oppressione per la dignità umana, non è più tollerabile che i Governi si rifiutino di stampare moneta credito. Tali comportamenti andrebbero regolati in sedi giudiziarie e chiedere la condanna di banchieri, politici ed imprenditori per gravi crimini contro l’umanità. Ricordiamoci che l’obiettivo non è tanto avere una moneta, l’èlite sa bene che la moneta non è ricchezza, ma quanto essa sia un’efficace strumento di controllo degli stili di vita, prevenzione del dissenso politico (ricatto del lavoro) e quindi delle persone stesse.

Se avessimo ben compreso la diffusione della povertà, allora dovremmo immediatamente usare un mezzo (moneta credito) che consenta a tutti di poter avere garantiti i diritti umani: istruzione, prevenzione dalle malattie e corretta alimentazione (sovranità alimentare), perché non esiste alcun problema stampando moneta pubblica, della Repubblica (libera dal debito), per pagare il lavoro di insegnanti, medici, progettisti e, tutti coloro i quali sono impegnati in lavori socialmente utili.

Il debito è un inganno giuridico perché si usa una moneta privata imposta a corso forzoso conveniente solo a chi mercifica ogni cosa per pura avidità, ma la reale ricchezza come abbiamo capito non è quantificabile, come possiamo misurare l’amore, il dono e la passione? Eppure, esistono le “banche del tempo” dove persone donano il proprio tempo a qualcosa di utile, è sufficiente avere una convenzione che dia una misura alla qualità. I cittadini, tramite internet, possono creare reti sociali dove la fiducia, l’accordo reciproco e la condivisione di valori sono la misura del valore, quindi una nuova moneta che si adatta ai comportamenti virtuosi. Le istituzioni possono farlo domani mattina e dare valore a chi risparmia energia, auto produce cibo, condivide conoscenza. Quindi la soluzione è nel salto antropologico dell’umanità e le recenti manifestazioni dimostrano una seria presa di coscienza dei popoli pronti a co-progettare la società, pronti a diventare co-gestori dei beni comuni togliendoli dalle mani dell’élite generata. Gli Enti pubblici possono creare moneta credito per circuiti virtuosi come la creazione di reti ecologiche verdi e per la mobilità (Maglev, bike scharing), la creazione di orti sinergici, la ristrutturazione degli edifici e la messa in sicurezza del territorio (rischio idrogeologico).  Invece la finanza misura soprattutto ciò che è inutile allo sviluppo umano. Oggi, la politica monetaria condiziona, negandoli, i diritti umani. E intrinsecamente, è una guerra invisibile contro il popolo. Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere schiava la società, e l’interesse è il suo sparo. Immanuel Kant (1797) diceva che il diritto non deve mai essere adeguato alla politica, ma la politica che deve essere sempre adeguata al diritto.


[1] dal dizionario Treccani su internet: s. f. [dal lat. ethĭca, gr. ἠϑικά, neutro pl. dell’agg. ἠϑικός: v. etico1]. – Nel linguaggio filos., ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane.

[1] ISTAT, famiglia e società, la lettura di libri in Italia, anno 2009, 12 maggio 2010 http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100512_00/testointegrale20100512.pdf

[2] TULLIO DE MAURO, ANALFABETI D’ITALIA, Internazionale 734, 6 marzo 2008 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=0&sid=4403

[4] LEWIS F. POWELL, The Powell Memo, Powell Manifesto, 23 ago 1971, http://reclaimdemocracy.org/corporate_accountability/powell_memo_lewis.html

[6] La Conferenza di Servizi è un istituto della legislazione italiana di semplificazione amministrativa dell’attività della pubblica amministrazione, volta ad acquisire autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta comunque denominati mediante convocazione di apposite riunioni collegiali, i cui termini sono espressamente disposti dalla normativa vigente (Legge 241/90 e s.m.i.). Le determinazioni della Conferenza di Servizi si sostituiscono alle autorizzazioni finali ed hanno lo scopo di velocizzare la conclusione di un procedimento amministrativo, ad esclusione di concessioni edilizie, permessi di costruire e DIA.

[7] GIANGIULIO AMBROSINI, la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi, in ET Saggi [1306], Torino 2004, pag.50

[8] “In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione. I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione.Il demanio necessario include quei beni che essendo idonei a soddisfare un interesse di cui è esclusiva titolarità la collettività nazionale, non possono appartenere ad altri che allo Stato e di conseguenza sono sempre demaniali” http://www.scribd.com/doc/22721251/diritto-acqua

[9] dizionario Treccani, xenofobia: Sentimento di avversione generica e indiscriminata per gli stranieri e per ciò che è straniero, che si manifesta in atteggiamenti e azioni di insofferenza e ostilità verso le usanze, la cultura e gli abitanti stessi di altri paesi, senza peraltro comportare una valutazione positiva della propria cultura, come è invece proprio dell’etnocentrismo; si accompagna tuttavia spesso a un’atteggiamento di tipo nazionalistico, con la funzione di rafforzare il consenso verso i modelli sociali, politici e culturali del proprio paese attraverso il disprezzo per quelli dei paesi nemici, ed è perciò incoraggiata soprattutto dai regimi totalitarî. Il termine è usato, per estens., anche in etologia, per indicare l’avversione di popolazioni animali legate a un territorio verso le popolazioni esterne.

[10] CARMINE COLACINO,  la storia proibita, edizioni Controcorrente, 2001

[12] DAVID HOLMGREN, permacultura, Arianna editrice 2010, pag. 187

[14] Agcom, relazione annuale 2009

[15] FILIPPO ASTONE, il partito dei padroni, Longanesi 2010, pag. 321

[17] MAURO DI LEO, malati di farmaci, Edizioni per la Decrescita Felice, 2010 http://www.librigei.com/product_info.php?products_id=401&osCsid=83210e6e94ef8635519d57e9908e6b5e

[18] MARCO DELLA LUNA  e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67

[19] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81

[20] BENJAMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 11

[21] RENZO TOMATIS, il fuoriuscito, Sironi editore 2005

[22] DOMENICO PATASSINI, in Valutazione dell’impatto ambientale, a cura di VIRGINIO BETTINI, UTET 2002, pag. 22

[23] La posizione filosofica dell’Olismo (dal greco “holon”, cioè tutto) è basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Relativamente a ciò che può essere chiamato olistico, per definizione, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è l’organismo biologico, perché un essere vivente dato, in quanto tale, va considerato sempre come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono.

[24] L’Open Space Technology è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare workshop e meeting particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate.

[25] JOE DISPENZA, evolvi il tuo cervello, Macro edizioni 2008, pag. 20

[26] L’apprendimento terziario costituisce un processo di cambiamento del «deuteroapprendimento»: le premesse di quest’ultimo divengono soggette ad esame e modifica. In altre parole, l’individuo impara a cambiare le proprie credenze/abitudini pervenendo nello stesso tempo ad una «maggiore flessibilità nelle premesse acquisite mediante il processo dell’apprendimento, a una liberazione della loro tirannia». Così le nuove credenze/abitudini sarebbero prive della rigidità e della normatività di                quelle sostituite: sarebbero più consapevoli, più flessibili, meno cogenti.  (in A. DE SIMONE, F. D’ANDREA (a cura di) La vita che c’è vol. 2,  Modalità del cambiamento del senso comune pedagogico, Franco Angeli, pag. 133)

[27] ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, in biblioteca paperbacks [20] il Mulino, 2010, pag. 160

[28] COLINE SERREAU, il pianeta verde, (film) La belle verte Francia, 1996

[29] PAOLO MICHELOTTO, democrazia dei cittadini, Troll edizioni 2008

[31] JON GERTNER, The New York Times Magazine, USA, la ricchezza delle nazioni, in Internazionale N.850, 11 giugno 2010, pag. 36

[32] ZECHARIA SITCHIN, Il giorno degli dèi, Piemme, 2009, pag. 10

[33] RICHARD SENNETT, l’uomo artigiano, quinta edizione, Feltrinelli 2010, pag. 39

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