Introduzione di “Qualcosa” che non va


il testo può essere scaricato, letto su scribd, Issuu, calameo

L’anno che verrà [2013] porterà una serie di cambiamenti, anche se continuasse la politica dell’austerità imposta dall’élite attuale. Oltre ai limiti dello sviluppo, siamo giunti ai limiti della pazienza ed ai limiti della sopravvivenza quotidiana. Il 28 agosto 2012 abbiamo superato il limite di risorse non rinnovabili che la Terra riesce a generare entro un anno (overshoot day). In soli otto mesi abbiamo esaurito le scorte, e per i successivi quattro rubiamo risorse al futuro.[1]

La scelta volontaria di vivere diversamente dagli schemi mentali imposti dal potere attuale si fa sempre più diffusa. Aumentano i cittadini sani, quelli che decidono di cambiare stile di vita ed optano ad un ritorno al buon senso. Aumenta la crisi di nervi dei cittadini non sani, quelli che rimangono nell’obsoleto paradigma culturale e che continuano a servire il sistema attuale. Fuori dalla crisi di nervi, accelerata dall’insicurezza economica, gli abitanti riscoprono le opportunità suggerite anche dalle proposte del Movimento per la Decrescita Felice (MDF) che ha la virtù di mettere insieme tutte quelle categorie di persone che ritengono prioritario il benessere delle persone, l’uomo al centro della polis. Aumenta il numero di cittadini consapevoli del fatto che gli indicatori finanziari (debito/PIL, spread) divulgati dai media non rappresentano l’economia reale e soprattutto non misurano il benessere, ed MDF suggerisce di affidarsi ad indicatori e criteri qualitativi per misurare la crescita di una comunità che non dipende esclusivamente dal numero di merci vendute/acquistate, ma prioritariamente dall’accesso alla conoscenza e dall’utilità sociale delle scelte politiche: produrre, trasformare, muoversi, consumare e convivere. Le tecnologie odierne consentono di auto produrre una parte di cibo (orti sinergici) e di energia (abitazioni auto sufficienti) che fanno ridurre il PIL, e aumentano la qualità della vita. In sostanza è possibile ridurre selettivamente il consumo di merci che non sono beni, e produrre autonomamente merci che sono beni.

Le future coalizioni politiche ed i partiti che godono del maggiore consenso elettorale si rifiutano di cambiare rotta, tutti parlano di crescita, ma è dimostrato che questa strada politica si regge su di una mera credenza religiosa e distrugge risorse finite per le future generazioni. Secondo l’OCSE, nei primi mesi del 2012, la disoccupazione giovanile in Spagna e in Grecia ha raggiunto il 51,1% ed il 51,2%, mentre in Italia ha raggiunto il 35,9%[2]. I partiti siedono tutti nel treno del liberismo e della dittatura europea, tutti. I binari conducono questo treno dei partiti nel burrone ed inevitabilmente danneggia la società ed il futuro delle famiglie. Il sistema non democratico dell’UE comincerà a mostrarsi meglio nel 2013, quando il fiscal compact ed il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)[3] avranno riscontro in una serie di provvedimenti che sostanzialmente sono la cancellazione dello Stato sociale, cioè la struttura portante della Costituzione italiana tradita dai parlamentari che hanno votato l’immorale Trattato di Lisbona. Quel crimine consumato nel luglio del 2008 va giudicato come un tradimento alla Repubblica, poiché l’Ue e le sue attuali politiche di austerità violano i diritti umani.

Solo una volontà popolare, che ha la titolarità giuridica della sovranità, può ripristinare la Costituzione e promuovere una politica monetaria e industriale socialmente utile. La nostra Nazione ha l’opportunità di affrontare e risolvere il problema dell’occupazione, dell’istruzione e della ricerca. Le nostre risorse culturali e ambientali richiedono conoscenza, capacità e tecnologie adeguate per essere tutelate, e tali caratteristiche sono presenti nel nostro paese, ma osteggiate dal treno dei partiti che ovviamente include media e mainstream. L’intero territorio nazionale richiede risorse per prevenire dissesti e degrado.

Il treno dei partiti ha deciso di non occuparsi della Nazione privilegiando il pensiero dell’élite che li retribuisce tramite i paradisi fiscali, l’elusione e la corruzione.

Spetta ai cittadini risvegliarsi e smettere di sostenere un sistema palesemente contrario all’interesse pubblico. Spetta ai cittadini organizzare una proposta politica alternativa e seria, e raccogliere consenso intorno ad essa. Credo sia prioritario diffondere il cambio di paradigma culturale e indirizzare le attuali risorse verso tecnologie intelligenti che cancellano sprechi e migliorano la qualità della vita. Tutto ciò deve avere un’energia popolare.

Priorità politiche:

Cambiare i paradigmi dell’istruzione. Transitare dal modello ideato per addomesticare gli individui (censura di conoscenze) a un modello creativo consentendo il libero accesso a tutti livelli di conoscenza, e lo sviluppo di programmi educativi innovativi per la nascita di idee socialmente utili. Sostituire il modello d’istruzione industriale con l’istruzione creativa ed i “pensieri divergenti”.

Sconfiggere l’ignoranza di ritorno. Stimolare la lettura di saggi e divulgare le conoscenze scientifiche di base. Avviare un programma divulgativo per gli adulti al fine di consentire a tutti i cittadini di elaborare nuovi schemi mentali e valutazioni più mature sui temi legati alla tutela degli ecosistemi e del territorio.

Restituire sovranità alla Repubblica. Nel luglio del 2008 il Parlamento ha tradito la Repubblica ed il popolo sovrano votando l’anti democratico Trattato di Lisbona che viola i principi fondamentali della Costituzione italiana.  La Repubblica ha l’obbligo di tutelare il credito, il risparmio e la sovranità monetaria. I dipendenti eletti hanno l’obbligo di adottare una politica monetaria nazionale e una politica industriale tutelando l’interesse pubblico consentendo ai cittadini di accedere alla proprietà delle infrastrutture strategiche.

Introdurre la democrazia. Sperimentare tutti i sistemi di partecipazione: diretta tramite gli strumenti referendari e assembleare tramite i processi partecipativi. La democrazia migliora la qualità della vita. Sperimentare processi decisionali creativi e partecipativi ove i cittadini possano accedere ai bilanci pubblici e possano pianificare la politica. Introdurre società ad azionariato diffuso popolare per la gestione dei servizi pubblici locali sottraendoli all’avidità delle SpA.

Adottare nuovi indicatori. Adottare il Benessere Equo e Sostenibile (BES) come indicatore principale. Le “dimensioni” usate dal BES aggiungono informazioni importanti per valutare la società e la qualità della vita.

Finanziare la prevenzione primaria. Spostare risorse su attività socialmente utili: l’agricoltura sinergica, il rischio sismico, la tutela del patrimonio storico e culturale, l’efficienza energetica, i parchi naturali e la biodiversità.

Sufficienza energetica. La Repubblica con un piano nazionale di decrescita energetica può raggiungere l’auto sufficienza cancellando gli sprechi e l’adozione di un mix tecnologico con fonti alternative.

Sovranità alimentare. La Repubblica deve tutelare la natura ed il paesaggio con la sostituzione dell’obsoleto modello agri-industria, sorto con la chimica-industriale, con il modello virtuoso agricoltura naturale sinergica e progettare una rete di comunità autosufficienti.

Governo del territorio. La Repubblica ha l’obbligo di tutelare la sicurezza, la vita umana, e pertanto è necessario finanziare l’adeguamento e il miglioramento sismico degli edifici esistenti. Cambiare l’estimo introducendo l’analisi del ciclo vita, cambiare la rendita immobiliare ed arrestare i piani urbanistici in espansione per trasformarli in piani di rigenerazione urbana investendo sui suoli costruiti. Avviare piani per introdurre l’agricoltura naturale nelle città.

Introdurre la class action efficace. Il legislatore deve modificare l’attuale legge denominata “class action” con una vera class action introducendo il danno punitivo. E’ necessario consentire a qualsiasi cittadino, tramite un legale, di “istruire” un’azione di classe e porre istanza al giudice.

Ripensare il diritto societario. Il legislatore deve cancellare il sistema delle scatole cinesi e vietare gli accordi denominati patti di sindacato.

Adeguare pene e reati ai comportamenti. Il legislatore deve modernizzare il codice penale cancellando reati socialmente poco pericolosi e dannosi, e introdurre reati nuovi o adeguando le pene attuali ai comportamenti sociali maggiormente dannosi, quelli compiuti dai colletti bianchi, ad esempio, l’evasione e elusione fiscale, il riciclaggio, i comportamenti legati alle società SpA  ed ai danni ambientali.

“Vecchia” introduzione al testo.

Le persone percepiscono che c’è qualcosa che non va, lo sentono e lo vedono nel quotidiano, sentono che i politici sono dei bugiardi, ma difficilmente si spingono verso la ricerca di una verità. Le persone sono continuamente minacciate e ricattate sul lavoro, non si fidano di nessuno e cresce l’apatia politica. Paure ed insicurezza vengono indotte sin dai tempi scolastici attraverso una diseducazione decisa dai Governi ed, i docenti si limitano ad applicare i programmi calati dall’alto. «Nella realtà, i nostri diritti di apprendere sono già circoscritti», afferma il premio nobel Robert B. Laughlin[4].

Michel Foucault: «Sappiamo bene che l’università e in generale tutto il sistema scolastico, in apparenza fatto per distribuire il sapere, è fatto per mantenere al potere un certa classe sociale e per escludere dagli strumenti del potere tutte le altri classi.»[5]

Può capitare di reagire e svegliare la propria coscienza quando siamo coinvolti in prima persona, e questo può avvenire se percepiamo un abuso di potere da parte di un’autorità o di un Ente. Alcuni esempi possono essere: una multa contestata, un furto subito, un’ingiustizia subita ad un concorso pubblico ed altri ancora. In questi casi sentiamo la nostra indignazione ancora più forte perché un nostro interesse personale è osteggiato da quello altrui.

Non riusciamo a comprendere pienamente dove sia il collegamento fra un’amministrazione ingiusta ed i nostri disagi quotidiani circa il costo della vita, per cui spesso torniamo ad essere egoisti e cinici: domani è un altro giorno.

La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda  tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.

Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia.[6]

L’attuale società è governata da un insieme di consuetudini obsolete (democrazia rappresentativa), da credenze (neoliberismo) e regole immorali (economia del debito, PIL, petrolio, riserva frazionaria), i popoli non sono affatto consapevoli di ciò che ruota intorno a loro, e questa ignoranza collettiva è il cemento che salda una società profondamente sbagliata in ogni ambiente.

Nonostante il processo deliberativo del Parlamento italiano sia condiviso interamente nella rete di internet ancora non esiste una massa critica che abbia la forza per cambiare la società odierna, ma si tratta di una questione di tempo. Cittadini informati sulle procedure possono cercare e trovare i responsabili dei provvedimenti incostituzionali, illegittimi e privi di etica. Alcuni giornalisti indipendenti fanno ampio uso della rete per cercare atti pubblici e commentarli col fine di spiegare gli emendamenti non corretti.

Altri cittadini ben informati conoscono l’influenza politica di riunioni “segrete” circa gruppi sovranazionali e non rappresentativi degli interessi pubblici quali, il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale[7], ed il Council on Foreign Relations (CFR). Giornalisti ed investigatori cercano di raccontare le decisioni prese in queste riunioni che determinano le linee politiche nel mondo, considerato che vi partecipano le più influenti corporazioni, SpA, ministri, banchieri, giornalisti e tanti politici. In questi incontri è stato deciso di imporre la religione neoliberista, volgarmente chiamata globalizzazione e, stiamo parlando di incontri i cui contenuti non vengono divulgati ufficialmente – Bilderberg – perché i promotori non vogliono far conoscere all’opinione pubblica quali interessi siano in gioco. Il semplice fatto che i popoli siano tenuti all’oscuro di tutto ciò è una chiara violazione dell’etica e della democrazia rappresentativa, soprattutto se pensiamo alle persone che ricoprono incarichi pubblici.

Esistono altri gruppi internazionali che influenzano le scelte, alcuni sono ufficiali ed altri meno. Pochi cittadini sono informati sul fatto che esistono banche internazionali come la BIS, Banca dei regolamenti internazionali, che è al vertice della Banca Mondiale (BM) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è tramite di tutte le Banche centrali[8]. I membri esecutivi di queste banche partecipano ad incontri più o meno ufficiali e determinano ricchezza e povertà dei popoli. Queste persone non rispondono alla democrazia, ma ad interessi particolari di varie SpA multinazionali.

Nel corso dell’ultimo discorso tenuto a Montreal per il Consiglio per le Relazioni Estere, Zbigniew Brzezinski, co-fondatore della Commissione Trilaterale e membro stabile del gruppo Bilderberg, ha ammesso che “un risveglio globale”, unitamente ad alcune lotte intestine alla élite, minacciano di far deragliare il processo di instaurazione di un unico governo mondiale. «Il mondo intero sembra essere diventato consapevole – ha proseguito Brzezinski – delle ingiustizie globali, le disuguaglianze, la mancanza di rispetto, lo sfruttamento. Questo elemento, in combinazione con le fratture in seno alla élite rende la situazione molto complicata per ogni grande potenza, tra cui gli stessi Stati Uniti, prima potenza mondiale.»[9]

Nella scena teatrale della democrazia rappresentativa i candidati si mostrano interessati e discutono a volte dei problemi dei popoli, ma nessun media nazionale italiano ha mai approfondito l’influenza delle società segrete e dei gruppi internazionali che ricattano i Governi. Mai nessun programma televisivo, in prima serata, e per lunghi periodi ha investigato sul ruolo e sulla funzione di persone non elette dai popoli, ma che determinano la vita dei cittadini.

La privatizzazione del mondo è stata decisa da queste persone ed indicata ai Governi col fine di usurpare i beni demaniali dei popoli, ed ancora, i diritti di copyright ed i brevetti sulla ricerca scientifica. La privatizzazione della salute e la privatizzazione delle guerre sono tutte linee politiche non ideate dai Parlamenti, ma avviate da gruppi sovranazionali come il Bilderberg e la Trilaterale dove alcuni banchieri ed imprenditori si dividono il mondo. Dove nacquero queste idee? Nei think tank[10], serbatoi di pensiero, che hanno influenzato e formato generazioni di economisti, giuristi, politici e giornalisti adepti alla religione neo-liberista. Ovviamente non tutti i think tank propongono soluzioni ispirate dal pensiero liberista di Friedrich Von Hayek e Ludwig von Mises.

La dittatura SpA finirà quando i cittadini smetteranno di lasciarsi dividere fra “destra” e “sinistra” e quando adotteranno un approccio pragmatico dei problemi. Non dare più fiducia alla televisione, smettere di sostenere il sistema, cancellare l’invidia, l’avidità e l’insicurezza indotta dal potere invisibile può essere un buon inizio. Partecipare attivamente alla vita della propria comunità entrando nel merito delle questioni e documentarsi da fonti indipendenti è un modo corretto per orientarsi e farsi un’idea. Discutere, confrontarsi e cooperare per il bene comune può aiutare chiunque di noi ad ottimizzare i tempi in un percorso di conoscenza non condizionata dai dogmi del potere.

Le organizzazioni sovranazionali hanno un’evidente influenza psicologica sugli stili di vita di tutti i cittadini eppure non rispondono di fronte alle legge circa le loro scelte, poiché i media più influenti hanno costruito una maschera nel corso degli anni, ed i Parlamenti hanno introdotto leggi che tutelano gli affari, e non l’ambiente, non la salute e la vita degli esseri umani. Un esempio è la mancata introduzione della vera class action[11], voluta solo da liberi cittadini ed osteggiata sia da Romano Prodi, noto manager banchiere ed amico dei massoni[12], e sia da Silvio Berlusconi noto imprenditore legato alla massoneria e vicino all’Opus Dei[13]. A novembre 2011, la nomina di Mario Monti, uomo della Commissione Trilaterale, come primo ministro è stato l’atto politico più chiaro dell’élite autoritaria per tutelare le SpA, e non i popoli.

Inoltre, la maggioranza dei cittadini non è minimamente a conoscenza del reale concetto di ricchezza e di economia, non conosce il meccanismo di creazione della moneta e neanche i principi elementari della Costituzione. La nostra ignoranza è questo enorme muro di gomma che il potere ha saputo costruire nel tempo con programmi scolastici diseducativi.

In questi anni di movimenti di civici (dal 2005 nei social network “meetup”-“incontrarsi”[14]) ho potuto incontrare, conoscere, ascoltare e condividere numerose problematiche sociali con cittadini di tutta Italia, entusiasti, vogliosi di agire e fare qualcosa di concreto per cambiare la politica. Spesso ci mancava la competenza, la conoscenza e l’organizzazione. L’improvvisazione e l’inesperienza ed il deficit culturale non ci consentiva di avere una visione di insieme sui problemi e si guardava in una sola direzione. La determinazione e la voglia di cooperare, può far sorgere ragionevoli dubbi sul sistema attuale. Siamo completamente immersi in credenze obsolete e bisogna trasformare la crisi in opportunità e per farlo bisogna mutare alcune percezioni-mito sull’economia.

Non importa se una stretta minoranza sia informata sui meccanismi criminali che tengono in schiavitù i popoli, ciò che conta per il potere è avere il controllo delle masse per mezzo di strumenti persuasivi[15] (scuola, televisione, cinema) che incidono sugli stili di vita e, così in tutte le città vi sono piccoli vassalli, Sindaci e Presidenti, che sono parte di una casta auto-conservatrice che sfrutta la maggioranza dei propri concittadini e, che ogni tanto include nei club nuove forze per continuare a rubare a norma di legge. E’ sufficiente comparare le organizzazioni (Statuti) degli Enti territoriali[16] di oggi con quelle medioevali per comprendere in che società viviamo.

Assistiamo a una ri-feudalizzazione del mondo. E il nuovo potere feudale ha il volto delle società transnazionali private. Ricordiamolo: le cinquecento più grandi società capitaliste transcontinentali del mondo controllano oggi il 52% del prodotto interno lordo del pianeta. Il 58% di queste società è originario degli Stati Uniti. Insieme danno lavoro all’1,8% della manodopera mondiale. Queste cinquecento società controllano ricchezze superiori a tutti i beni dei centotrentatre paesi più poveri del mondo messi insieme.

Essendo depositarie delle più avanzate conoscenze tecnologiche, elettroniche e scientifiche, e controllando i principali laboratori e centri di ricerca del mondo, le società transcontinentali indirizzano il processo di sviluppo materiali della condizione umana. E i vantaggi che offrono a coloro che possono assicurarsi i loro prodotti e servizi è indiscutibile. Ma il controllo privato che esercitano su prodotti e scoperte scientifiche per natura destinate al bene comune ha conseguenze disastrose, perché l’unico motore di questi nuovi feudatari è l’accumulo del massimo guadagno nel minor tempo possibile, la continua estensione del loro potere e l’eliminazione di qualsiasi ostacolo sociale che si opponga alle loro decisioni.[17]

Il 10% della popolazione detiene il 44% della ricchezza. Anche se Gesualdi osserva come la povertà assoluta in altre parti del mondo assuma i caratteri di estrema drammaticità e si manifesta come “condizione di chi non riesce a soddisfare nemmeno i bisogni fondamentali: il cibo, l’acqua potabile, il vestiario, l’alloggio, l’istruzione di base. Le statistiche al riguardo sono impressionanti: 840 milioni di persone soffrono la fame e 25 mila muoiono ogni giorno per inedia. Più di un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile. Due miliardi e mezzo non dispongono di servizi fognari. Due miliardi non usufruiscono di corrente elettrica. Circa un miliardo non sa né leggere né scrivere. Pensare che sarebbero sufficiente 40 miliardi di dollari per rendere accessibili a tutti i servizi sociali essenziali. Quest’anno se ne spenderanno, in Europa e negli USA, almeno 20 per alimentare cani e gatti: con appena il doppio si otterrebbe la somma necessaria per annullare una delle più gravi patologie a livello planetario. [18]

Uno studio dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo ha analizzato le relazioni tra 43 mila aziende e ha identificato un gruppo relativamente piccolo di 147 compagnie, in prevalenza banche, che formano una sorta di super-entità in grado di controllare il 40 per cento della ricchezza globale.[19]

Il sistema di governo politico feudale ha una forma piramidale ed al suo vertice vi è un capo barbaro circondato da fedeli. I vassalli del signore portavano in dono i benefici del feudo, il vassallaggio è un rapporto di tipo personale. Il Parlamento italiano ha attuato una “riforma” amministrativa negli anni ’90 che ha introdotto l’uso del diritto privato in ambito pubblico ed applica pedissequamente tale sistema feudale. Presidenti e Sindaci sono il signore e le nomine discrezionali nelle SpA gestrici, tramite concessione, dei beni demaniali sono i vassalli, siamo tornati nel X secolo.

Dunque se il potere è un’idea che ha sedotto le maggioranze tramite il nichilismo, oggi bisogna svegliare le coscienze addormentate cambiando paradigma culturale e mostrando la reale natura umana fatta di cooperazione, relazione, creatività, reciprocità, passioni, amore e saper fare.

Stiamo vivendo la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova. E’ finita la rivoluzione industriale figlia della termodinamica mentre la finanza ha accelerato il processo di distruzione degli ecosistemi a danni dell’umanità intera. La rete di internet, accesso gratuito alle conoscenze, sta ribaltando la piramide di potere perché le comunità diventano consapevoli circa gli inganni dello status quo, grazie a nuove forme di condivisione delle esperienze e di partecipazione politica.

La bioeconomia e le nuove tecnologie legate a trasformazioni energetiche non inquinanti rendono le comunità autonome. La riscoperta della democrazia diretta aiuta i popoli a prendere decisioni migliori delle finte democrazie rappresentative, poiché gli eletti spesso sono solo burattini di lobbies avide e senza scrupoli.

Oggi, abbiamo gli strumenti per riconoscere questi errori e per progredire verso una reale crescita passando per una fase storica chiamata “decrescita felice”, sviluppando la resilienza necessaria e approdare ad una società della “prosperanza”.[20]


[1] http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/world_footprint/
[2] http://www.repubblica.it/economia/2012/05/15/news/ocse_disoccupazione_record-35180370/
[3][3] Fonte Wikipedia: Il Meccanismo europeo di stabilità (MES) ha assunto la veste di vera e propria organizzazione intergovernativa (sul modello dell’FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.
in Rivoluzione non autorizzata di Marco Pizzuti, pag. 125. Dall’art. 32 del Trattato i beni, le sedi e i membri del MES godono di privilegi e immunità da ogni forma di giurisdizione. I locali del MES sono definiti “inviolabili”. L’art. 35 conferisce l’immunità di giurisdizione del personale del MES per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e dell’inviolabilitò per tutti gli atti scritti e i documenti ufficiali redatti.
[4] ROBERT B. LAUGHLIN, crimini della ragione, Bruno Mondatori, 2009
[5] estratto dal video condiviso in youtube: Foucault – Chomsky: PARTE I – Potere e Società Futura (ita)
http://www.youtube.com/watch?v=8dgtXCTmAoI
[6] http://www.delaservitudemoderne.org/testo.html
[7] da wikipedia: La Trilateral Commission (Commissione Trilaterale) è un’organizzazione fondata il 23 giugno del 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. La Trilaterale conta come membri più di 300 influenti privati cittadini (uomini d’affari, politici, intellettuali) dall’Europa, dal Giappone e dal Nord America, con l’obiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree. Ha sede sociale a New York. Come il gruppo Bilderberg, si tratta di un’organizzazione dall’ideologia mondialista, a cui alcuni attribuiscono l’orchestrazione della mondializzazione economica[senza fonte]. La ragione della sua creazione è stato il declino temporaneo dell’influenza del think tank americano Council on Foreign Relations a causa della sua politica sulla guerra del Vietnam che scontentò molti americani.
[8] MARCO SABA, o la banca o la vita, Arianna editrice 2008
[9] JOSEPH P. WATSON http://www.prisonplanet.com/brzezinski-decries-global-political-awakening-during-cfr-speech.html 19 maggio 2010; video sotto titolato in italiano http://www.youtube.com/watch?v=jm6ouAh646g
[10] Nel mondo sono 6.305 i think tank. Ben 428 operano in Cina, secondo paese sul pianeta per numero di istituzioni. Un think tank su tre ha sede nel Nord America (con 1.815 enti negli Usa), il 28% in Europa, il 19% in Asia, il 10% in Sud America. In vetta alla classifica mondiale la Brookings Institution di Washington. Di ispirazione liberal, concentra l’attività su welfare, sanità, sviluppo della democrazia. Delle 88 istituzioni che lavorano in Italia (il nostro paese è all’undicesimo posto per numero di fondazioni) ben quattro sono menzionate dalla classifica che nasce dal giudizio di tutti i presidenti degli enti considerati: al 36° posto in Europa si trova l’Istituto Bruno Leoni di Torino, al 33° della graduatoria dei centri non americani l’Istituto affari internazionali di Roma (Iai). Gli altri due think tank italiani considerati sono l’Aspen Institute e il Centre for Economic and International Studies (Ceis). Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/27-gennaio-2010/cina-think-tank.shtml?uuid=3eb24252-0b11-11df-8e59-6b66dae07f89&DocRulesView=Libero
[11] Un’azione collettiva (negli Stati Uniti d’America conosciuta come class action), è un’azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti super partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe. Gli altri soggetti della medesima possono chiedere di non avvantaggiarsi dell’azione altrui (esperendone una propria) esercitando l’opt-out right, oppure possono rimanere inerti avvantaggiandosi dell’attività processuale altrui che avviene sulla base del modello rappresentativo.
[12] RITA PENNAROLA, Massoni? No problem, in La Voce delle Voci, gennaio 2008, pag. 3
[13] RITA PENNAROLA, vademecum dell’elettore, allegato de La Voce delle Voci, marzo 2008
[14] Mi sono iscritto al forum meetup il 27 dicembre 2005 ma già nei mesi precedenti iniziai a partecipare ad alcuni incontri del gruppo denominato “Amici di Beppe Grillo di Salerno” avviato da un mio vecchio amico del quartiere. Nel giugno 2006 invitai a Salerno il ricercatore Stefano Montanari per acquisire conoscenze sui temi ambientali. In quell’ occasione insieme al forum promuovemmo la scienza in piazza, ideata da Beppe Grillo, per raccogliere fondi a sostegno della libera ricerca. A Salerno, il 3 settembre 2006, ho potuto promuovere un’assemblea popolare di Zona per condividere informazioni sull’inquinamento causato anche dalle vicine fonderie. Sempre a Salerno il 7 settembre 2007 tramite il comitato CAAL ho potuto condividere altre informazioni legate ai rifiuti, all’inquinamento ed alla class action. Vivendo soprattutto a Parma ho partecipato maggiormente alle attività svolte al Nord.
[15] MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni 2008
[16] MARCO CAMMELLI, la pubblica amministrazione, in farsi un’idea [104], il Mulino, 2004
[17] JEAN ZIEGLER, l’impero della vergogna, Marco Tropea editore, 2005, pag. 177
[18] GIAMPAOLO FABRIS, la società post-crescita, Egea 2010, pag. 49
[19] Emanuela Di Pasqua, in Corriere della Sera on-line, 22 ottobre 2011, Individuato il network capitalista che fa «funzionare» il mondohttp://www.corriere.it/economia/11_ottobre_22/network-capitalista-banche-di-pasqua_59331d88-fca3-11e0-92e3-d0ce15270601.shtml
[20] https://peppecarpentieri.wordpress.com/2011/10/19/decrescita-e-architettura/

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