Eternit e “class action”

Che l’amianto fosse pericoloso lo sapevano persino i romani quando notavano che i cavatori si ammalavano e morivano, inspiegabilmente, nelle miniere che contenevano amianto, per tanto decidevano di abbandonare quei luoghi.

La condanna dell’Eternit viene descritta come una sentenza storica, ma sono perplesso, soprattutto quando il mainstrean enfatizza notizie che sembrano positive.

In Italia, le SpA uccidono a norma di legge da decenni. Acciaierie, inceneritori, industrie chimiche, e tutte le industrie insalubri di prima categoria dormono sogli tranquilli sia perché le norme sulla misura dell’inquinamento sono inefficaci, a volte non scientifiche (comparto aria), e sia perché nel nostro Paese esiste una voragine giurisprudenziale sulla fattispecie dei reati ambientali, spesso convertibili in ridicole ammende, e sembra che l’unico modo per gli inquirenti per accertare delle responsabilità sia di accusarli di omicidio, e cercare di dimostrare la connessione fra causa ed effetto, cioè inquinamento e danno biologico.

Negli USA invece esiste un modello preventivo sui reati ambientali e non solo. Si chiama class action e punisce severamente le SpA nel cuore del sistema: i capitali. L’85% delle class action vince contro i colossi. La rivincita dei cittadini funziona perché il modello è banale. La class action è gratis per i danneggiati e sono gli avvocati che diventano imprenditori di se stessi impegnandosi nel cercare le prove del danno. La class action snellisce i Tribunali perché disincentiva le causi civili e stimola le parti a trovare accordi economici. La forza di questa procedura stragiudiziale è incentrata unicamente sul concetto di “danno punitivo” che in Italia non esiste.

Nella sostanza, quando un avvocato trova le prove del danno, le mostra sia al Giudice che alla SpA, non fa altro che presentare una richiesta del danno ed il Giudice si limita a verificare unicamente la serietà della richiesta, cioè che non sia pretestuosa. Dopo di ché la SpA ha un tempo breve per rispondere alla richiesta del danno, e se nega la realtà del comportamento lesivo, certificata da un Giudice, rischia di pagare il doppio del danno per aver innescato un processo civile evitabile a monte.

In Italia potevamo avere uno strumento così forte a tutela degli interessi collettivi, ma il legislatore ed i Governi Prodi e Berlusconi l’hanno impedito. Revisionando l’inutile class action all’italiana un nuovo legislatore può introdurre la vera Class Action.

Circa la vicenda Eternit il legislatore impedì che fosse introdotta una class action retroattiva per evitare che si costituisse una classe, così com’è accaduto per la truffa Parmalat.

Il Parlamento agì come garante degli interessi criminali delle SpA, per questo motivo penso che riconoscere la responsabilità penale è una buona notizia ma si combatte con le armi spuntate accuratamente dal legislatore.

Crack parmalat, ecco i poteri forti: gli usurai

Facciamo un passo indietro quando anni fa, un coordinamento di associazioni e comitati tentarono di introdurre la vera Class action in Italia, in quegli anni vi era il Governo Prodi e il centro sinistra presentò ben 8 disegni di legge (DDL), di cui 4 proponevano una vera class action mentre gli altri 4 erano solo una truffa politica. Quel Governo introdusse il nulla e poi il Governo Berlusconi introdusse uno dei 4 DDL farsa.

Dopo anni, i tribunali italiani assolvono le banche sul crack Parmalat mentre già nel 2008 presso il Tribunale di New York gli azionisti americani truffati dalla Parmalat con l’aiuto delle banche che vendevano bond di un’azienda già fallita, ripeto gli azionisti americani potevano compilare un modulo per ricevere il risarcimento del danno grazie alla class action, quella che Prodi e Berlusconi hanno evitato, accuratamente, di introdurre anche in Italia, cioè la class action col danno punitivo. Quindi per uno stesso comportamento, cioè un reato, le banche coinvolte e la Parmalat SpA hanno risarcito il danno in via stragiudiziale, ammissione di colpa, mentre in Italia le banche sono state assolte e la Parmalat SpA condannata. Ripeto, in Italia, una SpA può truffare con serenità perché nessuno potrà colpire il suo capitale accumulato mentre negli USA grazie alla vera class action i cittadini truffati nel giro di pochi mesi ricevono il rimborso del danno.

Tocca a noi

Il pianeta ed i suoi abitanti stanno mutando i propri pensieri e gli attuali stili di vita. Il default dell’immorale sistema monetario mondiale può accelerare il risveglio delle coscienze addormentate. Intanto, le comunità consapevoli stanno crescendo la propria resilienza e la capacità di reagire e di adattarsi ai cambiamenti che stanno già avvenendo e quelli che verranno. Persino alcune corporation per non sparire hanno cambiato la propria progettualità e stanno proponendo soluzioni tecniche più ragionevoli. Fra queste, l’eccellenza della Tesla motor è sicuramente un modello da imitare poiché applica evoluzioni derivanti da Nikola Tesla padre della free Energy.

Qualsiasi essere umano ha la capacità di intuire che vivere in un ambiente sano e sicuro è un’opportunità di crescita e sviluppo. Da diversi anni numerosi centri di ricerca stanno monitorando indicatori più consoni agli esseri umani, come l’alfabetizzazione ed il capitale naturale. Ad esempio, la perdita di suoli coltivabili a vantaggio di nuove case rappresenta un decremento sociale e vitale. I territori comunali sono al collasso poiché nessun amministratore ha iniziato ad applicare un principio etico determinate che rivede i principi di proprietà privata a sostegno dei reali bisogni umani. La maggioranza dei piani urbani rappresenta la volontà speculativa di lobby di potere perché la ricchezza è misurata con la rendita immobiliare e non dai comportamenti virtuosi. Invece, nelle comunità mature e normali attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa i cittadini possono dialogare e proporre soluzioni di buon senso direttamente. Attraverso l’uso della vera democrazia, le comunità possono condividere esperienze e quindi possono far crescere il loro livello culturale e di consapevolezza dei problemi col fine di tutelare il bene comune e non delle SpA.

Anziché laurearsi in titoli accademici obsoleti, quali giurisprudenza ed economia, la società italiana ha bisogno di laureati in fisica, biologia, agraria con approccio olistico e permaculturale poiché mancano risorse umane consapevoli su come usare l’energia in maniera razionale. In Italia esiste il serio rischio di perdere la sovranità alimentare, gioia delle SpA straniere che vivono di sfruttamento ed oppressione del genere umano. Ovviamente lo sviluppo non è perseguire il fine monetario, come accade per le SpA, ma di usare una moneta credito come strumento per far crescere le persone dal punto di vista spirituale, morale e materiale. Il dogma religioso del monetarismo è l’ideologia da mettere da parte per rendersi conto che siamo parte di un unico sistema e che il progresso è anche la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Non è la competitività assoluta lo stile di vita degli esseri umani, non è lo sviluppo fine a se stesso lo stile di vita degli esseri umani.

Una comunità che non ha tempo libero da dedicare al dibattito pubblico, ad esempio in agorà accessibili a tutti ha difficoltà per crescere in armonia con la natura poiché i cittadini non possono condividere le esperienze. Una comunità che non ha biblioteche civiche ben funzionali ed aggiornate non può attingere a tutti i livelli di conoscenza e non può crescere. Enti pubblici che non controllano in maniera efficace l’inquinamento dei suoli, dell’aria e dell’acqua, e poi non condividono i risultati coi cittadini, questi Enti non stanno applicando la Costituzione ma stanno assumendo atteggiamenti delinquenziali per crimini contro l’umanità.

Un Parlamento (è già accaduto Governo Prodi prima, e Governo Berlusconi dopo) che non introduce l’azione collettiva efficace (class action con danno punitivo) è colpevole di proteggere le SpA che inquinano ed uccidono, tutti i giorni, poiché consapevoli di inquinare l’ambiente e di produrre cancro e tumori facendo crescere i fatturati dell’industria farmaceutica e delle parcelle mediche. L’attuale generazione che governa sta, praticamente, distruggendo le risorse delle generazioni presenti e future. L’attuale generazione che governa ha circoscritto i diritti umani e li sta cancellando col fine di completare il processo di rifeudalizzazione e privatizzazione del mondo. Non esiste destra, non esiste sinistra. Esiste un’unica idea di potere e di controllo perseguita da tutti i dipendenti eletti. Esiste un’élite (banche, SpA, gruppi sovranazionali) che sta, in alcuni ambiti, applicando la dittatura ed in altri ambiti sta legittimando l’uso della forza per opprimere i popoli accentrando poteri nelle mani di oligarchi mai eletti dai cittadini e che non rispondono di fronte alle leggi.

E’ tempo di cambiare paradigma culturale, di iniziare a vivere da esseri umani, di introdurre la democrazia diretta, e la sovranità monetaria.

Eternit: se ci fosse la vera class action

Eternit: definito come il processo del secolo per il numero di parti civili coinvolte.  Il miliardario svizzero Stephan Schmidhaeny e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne sono accusati delle morti legate alla lavorazione dell’amianto nelle quattro sedi italiane di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

Secondo l’INAIL “basta il conteggio delle vittime per dare la portata della tragedia: 1.378 a Casale Monferrato (più sedici di una ditta esterna), 118 a Cavagnolo, due a Rubiera e 384 a Bagnoli. A questi si aggiungono 697 operai gravemente malati e i privati cittadini: un deceduto a Cavagnolo, 252 a Casale Monferrato, quattro a Rubiera, tre a Bagnoli. Un vero “disastro”, come si legge nel capo d’accusa, generato dalla dispersione nell’aria delle fibre d’amianto.

E non è dell’amianto che  voglio scrivere perché la stampa ed i media faranno la loro parte. Voglio solo manifestare la mia delusione perché questo processo come tanti altri potevano esser già “vinti”, se così possiamo dire.

Con lo strumento della VERA class action tutte le parti lese avrebbero potuto creare una classe di cittadini. Sarebbe bastata una sola squadra di avvocati con un semplice contratto fra lo studio di professionisti e l’intera classe. I professionisti si sarebbero preoccupati di tutto: fare ricerche, analisi con i migliori medici specializzati col fine di quantificare i danni biologici e morali ed i cittadini, i parenti delle vittime non avrebbe speso nulla, perché la class action è gratis. Gli avvocati della classe, in sede stragiudiziale, avrebbero chiesto il risarcimento del danno ipotizzato di 5 miliardi di euro. Insomma i Tribunali non sarebbero stati direttamente coinvolti ma solo nel caso in cui la società avrebbe rifiutato la richiesta correndo il rischio di pagare il doppio in caso di avvio di causa civile, cioè 10 miliardi di euro. Questo è ciò che avviene in Paesi dove esiste tale strumento giuridico e funziona ed, è quello che sarebbe accaduto anche in Italia se negli anni passati il Governo Prodi prima e quello Berlusconi dopo non avessero ostacolato il coordinamento nazionale “Reset Class Action” che raggruppa quasi tutto il Terzo Settore, enti no-profit e comitati di cittadini.

Un piccolo gruppo di cittadini ha lottato per introdurre la vera class action anche in Italia ed i partiti l’hanno osteggiata, manipolata e rinviata. I partiti non rappresentano gli interessi dei cittadini e per questa ragione libere persone dovranno organizzarsi e promuovere idee e strumenti efficaci, come la vera class action, per riportare un minimo di giustizia in Italia.

Gli italiani se non fossero così disinformati e manipolati non dovrebbero sostenere un sistema (banche-partiti-SpA) che di fatto li ha resi schiavi. Il dramma del nostro popolo è in queste cifre (elezioni politiche aprile 2008): PDL Berlusconi coalizione 17.064.506 voti (PDL 13.629.464, Lega Nord 3.024.543, Mpa 410.599) PD Veltroni coalizione 13.689.330 voti (PD 12.095.306, Idv 1.594.024). Tutti questi partiti hanno osteggiato l’introduzione della vera class action, TUTTI.

L’azione preventiva della class action: in un Paese dove esistono strumenti giuridici efficaci di accesso immediato alla giustizia, come la class action, le SpA che hanno l’interesse di massimizzare i profitti difficilmente non rispettano le regole. Infatti una SpA “sotto” class action non intende correre il rischio di vedersi perdere le quote azionarie.

Class action e decrescita

bioeconomiaLa filosofia politica della decrescita poggia le sue basi sul concetto di bioeconomia, cioè una maniera di intendere l’economia che conosce le leggi della natura e precisamente anche dei danni ambientali recati dai processi industriali che producono le merci. Oggi sappiamo che non avviene così. Invece la progettazione industriale che segue regole di ecodesign previene l’immissione di sostanze tossiche nell’ambiente. E’ sufficiente imitare la natura (ciclo chiusi “a cerchio”) che non produce rifiuti invece, i processi industriali lineari che producono spesso scarti e scorie nocive possono indurre anche l’insorgenza di neoplasie, e quindi danni biologici quantificabili. Il concetto di bioeconomia tiene conto di tutti questi danni ed indica una strada alternativa, cambiare i processi industriali dalla progettazione applicando un uso razionale delle risorse, non più mosso dalla massimizzazione dei profitti considerando gli errori progettuali per far diminuire i ricavi.

decrescita-ass-mente-in-paceNel frattempo la logica eversiva ed  irrazionale della massimizzazione dei profitti uccide esseri umani e biosfera. La class action all’americana è lo strumento giuridico più ecologista che si possa pensare di avere perché in un sistema economico degenerato regolato, principalmente, sulla massimizzazione dei profitti previene la ricchezza monetaria prodotta illecitamente dalle SpA ed è l’arma più efficace che i cittadini e la natura stessa potrebbe avere. Non è un caso che nell’Unione Europea ed in Asia non esista, le SpA sarebbero costrette ad emigrare o modificare il modo di produrre merci.

Da diverso tempo liberi cittadini si preoccupano di diffondere consapevolezza ed informare tutti circa le regole immorali del sistema socio-politico. Senza la conoscenza e la corretta informazione non sarebbe possibile progettare una società migliore di questa ma, soprattutto diversa e basata sull’etica fatta per gli esseri umani e non per le SpA.

I cittadini devono esser consapevoli sul fatto che essi detengono il potere supremo e possono cambiare le regole del gioco (Costituzione e Statuti degli Enti Territoriali) attraverso un approccio olistico e pragmatico circa le vicende che ci preoccupano. Tutti sanno che i partiti sono degenerati in comitati di affari ma pochi propongono un cambiamento. Con un risveglio collettivo delle coscienze, con la corretta educazione civica ed informazione libera possiamo coordinarci ed introdurre cambiamenti necessari.classaction La VERA class action mira a quantificare i danni ambientali e biologici per dare un minimo dignità ai cittadini. Le SpA coinvolte cambieranno atteggiamento per non perdere i propri profitti. La VERA class action è gratis perché gli avvocati diventano imprenditori di se stessi pronti ad ingaggiare i migliori specialisti per far quantificare i danni e saranno premiati solo in base al loro operato. La VERA class action aiuta a ridurre i carichi di lavoro per i Tribunali già intasati da cause civili che durano i media dieci anni. Infatti nell’84% dei casi, le cause collettive si avviano e si risolvono in accordi stragiudiziari perché le stesse SpA, che sanno di essere colpevoli, non vogliono rischiare di pagare più del doppio con l’accertamento del danno punitivo conducendo la classe di cittadini in Tribunale con l’evidente rischio di vedersi ridurre anche il valore economico dei titoli azionari quotati in Borsa, sensibili all’immagine della società coinvolta in scandali.

Questo tipo di legge poteva esser costruita ed approvata più efficacemente se in Italia ci fosse stata un procedura di iniziativa popolare (democrazia diretta) altrettanto efficace come quella che c’è in Svizzera o come è stata proposta nella Provincia di Bolzano. Non attendiamoci che TUTTI gli attuali partiti seduti in Parlamento prendano in seria considerazione la VERA class action poiché l’hanno già ignorata ed osteggiata in passato con l’approvazione della FINTA class inserita nella finanziaria 2008.

Quindi la VERA class action è una concreta applicazione del concetto di bioeconomia perché quantifica i danni ambientali e biologici provocati dai processi industriali, toglie gli illeciti profitti per darli alla classe di cittadini.

CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” – IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !

Un Paese civile? Dove?

In questi giorni un Governo piegato agli interessi degli industriali e delle banche millanta l’introduzione della class action in Italia. Nell’era dei conclamati diritti dei cittadini, il Ministro della Funzione Pubblica ha fatto approvare ieri in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che consentirà agli Italiani di promuovere una class action contro la Pubblica Amministrazione e i concessionari di pubblico servizio. Con gli articoli proposti da Brunetta i cittadini danneggiati potranno consorziarsi e promuovere un’azione collettiva verso la P.A. o i concessionari, ma non avranno diritto ad alcun risarcimento.

Ragioniamo per assurdo, esiste un popolo consapevole che sceglie democraticamente i propri dipendenti per far introdurre la vera class action all’americana, cosa accadrebbe?

Immaginiamo questo scenario da Paese civile:

A Taranto, gruppi di cittadini fanno quantificare i danni biologici subiti e chiedono 350 milioni di euro, il giudice acconsente. ilva_tarantoIl Comune di Taranto chiede 780 milioni di euro per i danni ambientali. L’azienda fallisce. Gli Enti Territoriali con i soldi bonificano e convertano l’area da industriale a servizi pubblici, nel processo partecipano gli ex dipendenti e recuperano un lavoro virtuoso e valori umani. La qualità della vita torna ad essere normale.

A Priolo (Sicilia)incendio_priolo, a Salerno, a Porto Marghera accade la stessa cosa, immense aree inquinate vengono bonificate e recuperate.

Un gruppo di cittadini scopre che le aziende telefoniche truffano i clienti attraverso algoritmi matematici, le aziende quotate in borsa vedono la loro immagine calare, pagano ingenti risarcimenti e smettono di truffare per non perdere altri clienti.

Gli Enti Territoriali muovono causa collettiva contro le banche che hanno venduto contratti derivati, vincono, pareggiano i bilanci ed usano i soldi per servizi pubblici e progettazioni ecologiche The-Town-Square-Illustration-Homepage. Le banche rinunciano a truffare gli Enti pubblici.

I cittadini di Napoli muovono causa contro il Comune per l’impropria TARSU.

In Campania, i cittadini del triangolo della morte chiedono alle ditte private 2,8 miliardi di euro per i danni biologici causati dallo sversamento di rifiuti tossici. I comuni chiedono alle stesse altri 1,4 Triangolo_della_morte_Acerra-Nola-Mariglianomiliardi per la bonifica dei suoli. L’area a Nord della Campania dopo 15 anni torna ad essere più verde e più sicura.

In questo scenario del tutto virtuoso accade una cosa molto semplice. Da oggi in poi, le società di profitto sanno che se truffano, rubano, uccidono i cittadini hanno uno strumento efficace per incidere sui loro proventi prodotti illecitamente. Si chiama class action ma non è il provvedimento approvato in Italia. Per avere tale strumento ci vuole un soggetto politico nuovo controllato dai cittadini sovrani attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa e, con l’uso elezioni di primarie vere, non quelle del PDmenoL.

Pericle (discorso sulla democrazia): […] Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita a una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla.

La class action si svolge principalmente in sede extra giudiziaria, non si addiviene subito ad una causa in Tribunale col vantaggio di non pesare economicamente sullo Stato e di snellire il lavoro di giudici e cancellieri. La vera class action è gratis, perché gli avvocati investono i propri soldi nelle indagini e nella ricerca delle prove. In un vera class action le aziende che sanno di aver commesso un illecito o un reato accettano subito di pagare il risarcimento chiesto dalla classe per evitare di pagare il doppio in sede di Tribunale.

Link utili di cittadini che chiedono l’introduzione di una class action efficace, all’americana:

Tutela del diritto alla vita

I cittadini, se vogliono essere trattati da tali in questa società cinica ed egoista, devono controllare l’operato dei dipendenti pubblici eletti e non, per giudicarlo. I cittadini devono valutare fatti e comportamenti oggettivi, fermi nella consapevolezza che il potere supremo risiede solo nel popolo sovrano. Fra i diritti fondamentali dell’uomo c’è quello più importante di tutti: il diritto alla vita. Bisogna riconoscere che tale diritto viene violato sia in caso di guerra che in caso di gravi omissioni e nell’uso di sostanze chimiche inquinanti e dannose per la salute umana. La nostra Costituzione tutela il diritto alla vita, ma il comportamento di politici irresponsabili e di attività imprenditoriali non rispettose delle norme è paragonabile agli effetti di una guerra o di una serie di omicidi, anzi tale atteggiamento è ancor più grave, in un tempo di pace, poiché si compie in maniera subdola venendo meno al rispetto di quelle regole civiche fondamentali per garantire i diritti di tutti. diritto all'ambienteQuale differenza c’è fra un individuo che uccide sparando ed uno che consapevolmente sparge veleni inducendo l’insorgenza di neoplasie, tumori e cancro? E come bisogna giudicare il padre che non allunga la mano al figlio che sta precipitando nel precipizio? Ecco gli esempi calzanti di Luigi Pisano, a.d. delle fonderie Pisano, e Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno. L’esempio del padre calza anche per altre istituzioni che dovevano controllare la condannata azienda Pisano e non l’hanno fatto, e cioè Asl/SA2 ed Arpac. Solo dopo anni di denunce, forse iniziate nel 2003, la Procura della Repubblica di Salerno ha svolto indagini e ne sta svolgendo altre. La qualità della sentenza del marzo 2007 lascia molto perplessi, poiché si è limitata al mero accertamento dei reati ambientali riscontrati dai vigili urbani, non si capisce perché il pm Angelo Frattini non abbia approfondito i reati riscontrati avvalendosi di competenze specifiche nel settore ambientale e non abbia svolto indagini per riscontrare gli eventuali danni biologici. Comparando l’operato di Frattini con altri suoi colleghi, vedasi Felice Casson nel caso Enel Porto Tolle, il cittadino può comprendere la qualità del lavoro svolto dalla Procura di Salerno. Casson, innanzitutto sollecitato dai cittadini, si preoccupò di ricercare specialisti nel settore ambientale e sanitario per cercare prove concrete sui danni ipotizzati e verificare l’esistenza di una relazione di causa-effetto fra l’attività inquinante della centrale Enel e l’ambiente circostante, se vi riuscì è grazie alla volontà sua, dei cittadini e soprattutto alle competenze dei periti. E’ sufficiente recarsi in zona via dei Greci, sempre a Salerno, e parlare con le famiglie residenti per scoprire il segreto di pulcinella. Ed anche zona via S.Giovanni, sempre nei pressi della zona delle fonderie, ci sono famiglie che dichiarano di aver perso molti familiari per cancro. girone-polveriLa domanda sorge spontanea, esiste una relazione di causa-effetto fra le fonderie Pisano e la morte di queste persone? Domanda legittima a cui solo la scienza può rispondere, ed allora perché i medici di base, l’Asl/SA2 ed il Sindaco, consapevoli dell’esistenza di tale attività industriale, presente sin dal 1961, non hanno monitorato adeguatamente l’area? Ad oggi, nel gennaio 2009 non esiste ancora un’indagine epidemiologica e tossicologica adeguata e circoscritta ai luoghi inquinati. Non risulta che la popolazione residente sia stata invitata a compiere analisi del sangue specifiche per ricercare la presenza di diossina e metalli pesanti. Detto questo i cittadini abbandonati a loro stessi possono in qualsiasi momento compiere analisi a loro spese, o recandosi comunque presso gli uffici pubblici dell’Asl/SA2 e chiedere analisi specifiche. I risultati biologia-credenze-2007delle stesse se fossero positivi possono essere una prima base scientifica per richiedere il risarcimento degli eventuali danni biologici, in sede civile, derivanti dalle malattie indotte dall’inquinamento. Se nel mese di luglio, entrerà in vigore l’azione collettiva (class action), i cittadini danneggiati possono creare un gruppo e chiedere collettivamente in un’unica azione legale un risarcimento dei danni molto più consistente. L’attuale class action, introdotta nella finanziaria 2008, non è una vera azione collettiva efficace come quella presente negli USA, ma consente comunque di creare una classe rivolgendosi ad un solo avvocato, così da potere dividere le spese legali e risparmiare. In generale, un gruppo di cittadini è molto più forte ed efficace e, con un contratto fra le parti, cittadini ed avvocati, è possibile stabilire un’efficace “strategia a scalini” per raggiungere l’obiettivo finale: quantificare economicamente il danno biologico e morale. Vista l’irresponsabilità e l’inefficienza diffusa nelle pubbliche istituzioni, i cittadini devono comprendere che solo facendo gruppo possono riuscire ad ottenere qualche risultato concreto al di là delle chiacchiere vergognose dei politici, bisogna togliere ogni tipo di fiducia ai dipendenti pubblici e, spostarla esclusivamente in noi stessi. Già il 7 settembre 2007 il CAAL tracciò una strada ragionevole da seguire. La società civile ha grandi competenze e per esprimerle al meglio bisogna dotarsi di una buona organizzazione di gruppo; dialogo e confronto fra cittadini sono le condizioni essenziali per iniziare. Inoltre, dal punto di vista giuridico i cittadini che ritengono di dover essere risarciti hanno il diritto di costituirsi parte civile nei procedimenti penali in corso, sia come singoli cittadini che come comitati o associazioni, le due indagini sono condotte dai pubblici ministeri Frattini e Lo Mastro. La parte civile nei processi penali svolge un ruolo importante, infatti può attingere e suggerire informazioni utili alle indagini. I cittadini in questo modo possono controllare direttamente lo svolgimento della vicenda e possono rendersi conto meglio se ci sia reale volontà e competenza adeguata in materia di diritto ambientale, anche da parte della Procura della Repubblica.

Introdurre l’etica nella politica

L’assenza di etica e morale nelle regole scritte e l’apatia politica dei cittadini aiutano banchieri e rappresentanti eletti ad usurpare i diritti di tutti.

Una presa di coscienza, di conoscenza e di consapevolezza possono aiutare il popolo nel riappropriarsi della vera democrazia. futuro della democraziaLo scambio di corrette informazioni e, comparare le buone pratiche sparse nel mondo possono far creare una ”nuova” conoscenza della democrazia e risvegliare le coscienze addormentate chiuse nell’egoismo e nel cinismo di una società manipolata e programmata. Se i cittadini lo volessero realmente, l’ingiustizia sociale può diventare un problema marginale e fuori delle mani del potere invisibile. Partendo dagli Enti Territoriali (Regione, Provincia, Comune) è necessario sapere che esiste un “nuovo” modello di gestione del territorio, un modello etico. Con un approccio olistico (multidisciplinare) per avere una migliore valutazione e scelta strategica, è possibile raccogliere informazioni sui modelli amministrativi esistenti nel mondo ed unirli in un modello concreto e praticabile per cambiare l’attuale gestione malavitosa della cosa pubblica. Il risultato di questa ricerca ci consente di applicare meglio principi costituzionali: sovranità ed uguaglianza. Ad esempio, i Comuni pianificano il territorio ed affidano servizi pubblici locali. Oggi queste funzioni sono asservite agli interessi di pochi speculatori per usurpare i diritti di tutti. Dunque, i partiti organizzano comitati di affari per spartirsi i proventi derivati dagli illeciti, mentre i cittadini, detentori del potere supremo, invece di allontanarsi dalla politica attiva, lasciano banche e partiti indisturbati, ed anzi dovrebbero organizzarsi e competere alle gare elettorali per introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa volti a praticare il semplice principio di sovranità. Comparando i modelli esistenti in altri Paesi con i nostri (iniziativa popolare, referendum propositivo/facoltativo/abrogativo, bilancio partecipavo deliberativo), i cittadini possono accorgersi come in realtà la democrazia in Italia non esiste. Il potere invisibile nel corso degli anni ha trasformato la democrazia rappresentativa figlia delle banche private (accordi di Bretton Woods, violazione della sovranità monetaria) in una sviluppata oligarchia a sostegno delle società amiche banchieri. Per rendersene conto è molto semplice, in quanti Paesi è consentito ad un Consigliere di una società SpA quotata in borsa di sedere anche in altre SpA quotate e di avere concessioni governative per gestire pubblici servizi? In sostanza è in Italia non esiste ne il capitalismo e ne il comunismo ma una vera dittatura di banchieri e corporations SpA. corporationL’Italia è un paradiso per le corporations SpA ed esse possono uccidere e truffare, ai loro dirigenti non accadrà nulla. Infatti il Governo, di “sinistra” (R. Prodi-Goldman Sachs) prima e di “destra” (S. Berlusconi-P2) poi, ha subito impedito l’introduzione della vera class action (potente strumento giuridico nato per togliere soldi alle corporations per darlo ai cittadini danneggiati) approvando un emendamento inefficace e non ancora entrato in vigore. Come tutti noi sappiamo, democrazia significa governo del popolo ed è rappresentativa quando un gruppo eletto (dipendenti) amministra in nome del sovrano. Ma quando il popolo non ha strumenti di controllo e di revoca (democrazia diretta), il suo reale potere viene svilito ed i dipendenti eletti passano sotto il controllo dei corruttori: i banchieri. La nostra carta Costituzionale figlia della storia è un compromesso che oggi non sta più in piedi (accordi di Bretton Woods). I potenti vorrebbero eliminare anche quei principi democratici scritti nella prima parte (primi dodici articoli) per continuare a cedere altri pezzi di sovranità ad un governo estraneo ai popoli (l’Unione Europea) verso una dittatura meno celata e più esplicita, più operativa. Gli Enti Territoriali sono vere “monarchie parlamentari” dove Sindaci e Presidenti possono nominare, senza merito, loro amici per gestire i servizi pubblici locali in regime di monopolio. Questa palese usurpazione è scritta negli Statuti degli Enti, figlia di un accordo politico degli anni ‘90 che consente alle persone giuridiche, corporations SpA, di rubare a norma di legge e di calpestare i principi Costituzionali. I banchieri ci hanno messo molti anni per rubare la sovranità monetaria al popolo italiano e ci sono riusciti formalmente solo in questi anni (Trattato di Maastricth (1992) e nuovo Statuto della Banca d’Italia). Oggi, attraverso le società ex-municipalizzate sono riusciti a rubare anche diritti inalienabili come l’acqua, fonte di vita. Il potere invisibile con la menzogna, divulgata dai media e sui banchi di scuola, neuro-schiavi-macroha raccontato a tutti che far gestire la cosa pubblica ai privati sarebbe stato più efficiente, era ovvio sin dal principio che questo inganno serviva ai banchieri per aumentare i loro profitti e regalare maggiore potere ai soliti amici. Una corretta risposta ad un’amministrazione inefficiente può essere quella di applicare principi già esistenti: trasparenza, partecipazione democrazia e meritocrazia. Per cui, per applicare tali principi bisogna andare nella direzione opposta oggi praticata ed introdurre vera democrazia anche con società ad azionariato diffuso (public company) dove i cittadini e gli Enti pubblici siano i gestori dei servizi pubblici locali e non più gli amici del Sindaco. Il Presidente ed il Consiglio d’Amministrazione della public company viene eletto su base meritocratica dai soci. I cittadini devono avere la maggioranza delle azioni (ad esempio il 70%) e possono avere al massimo una quota, deve valere il principio un cittadino, una quota, un voto. Ad esempio: l’utente, famiglia, che paga la bolletta dell’acqua, elettricità, rifiuti può essere un socio della società gestrice. Oggi l’interesse della SpA figlia dell’usurpazione ha l’interesse di massimizzare i profitti per “regalarli” agli amici di pochi, al contrario l’utente famiglia ha l’interesse primario di bere acqua realmente pulita, di risparmiare sul consumo elettrico e dei rifiuti, inquinando meno il proprio territorio. Inoltre, i proventi della pubblic company dei cittadini devono essere re-investiti nel territorio locale o meglio nel territorio dove i proventi vengono ricavati. Questo tipo di modello è sorto ed esiste negli USA, ma non solo, e consente una più equa ridistribuzione della ricchezza aiutando l’economia locale e responsabilizzando i cittadini ad essere più attivi e consapevoli verso la  propria comunità. democrazia-direttaInoltre copiando i modelli democratici diretti presenti in Svizzera, in Brasile, ed in 23 Stati degli USA i cittadini possono scegliere amministratori più responsabili e decidere direttamente come gestire il proprio territorio (Regione, Provincia, Comune). Uno o più Presidenti e/o Sindaci eletti potrebbero introdurre una moneta complementare (applicando semplicemente l’art. 47 della Costituzione), consentendo alla Repubblica di controllare l’emissione di una moneta di proprietà popolare in questo modo da sostenere un “mercato chiuso” (filiera corta) ed evitando di far aumentare il debito pubblico delle Ente locale che chiede in prestito moneta debito privata e facendo diminuire le tasse dei cittadini. Nonostante il Governo (destra o sinistra non cambia) sia al servizio dei banchieri ed ignori volutamente l’applicazione della nostra Costituzione, i cittadini consapevoli possono eleggere soggetti politici non corrotti usando metodi trasparenti come le primarie vere (diritto di autocandidatura e mandato vincolato) per scegliere i propri dipendi che portino avanti valori etici e morali, e valori ecologici figli di una visione politica umana della vita e non più materialista e consumistica come quella propinata da “destra e sinistra” attraverso l’insensato paradigma della crescita per la crescita figlio dello stupido Prodotto Interno Lordo (PIL). La vera svolta politica della nostra società non è nel teatro esistente ma nei metodi concreti adottati dai soggetti che concorrono alla gestione della pubblica amministrazione. La maggioranza degli italiani oggi non riesce a scegliere perché non può scegliere. Ma gli italiani stessi, sono comunque responsabili poiché continuano a delegare ad altri scelte che potrebbe fare direttamente, semplicemente, copiando i modelli adottati altrove (Brasile, USA, Svizzera, ma oggi presenti anche in Spagna e Germania). Così com’è vero che la classe dirigente italiana è corrotta, dovremmo ammettere che è anche vero che siamo noi, che glielo consentiamo di fare. Cosa facciamo noi, come singoli e come comunità, per cambiare le cose? Nella letteratura politica è possibile leggere che ogni cambiamento, piccolo o grande, è partito sempre ‘dal basso’. In Brasile, prima del 1989 furono i movimenti cittadini a proporre l’introduzione del bilancio partecipativo. In Svizzera sin dal 1860 sono stati sempre i cittadini a voler decidere direttamente, così come negli USA dove le pratiche assembleari popolari sono una tradizione di circa 300 anni. La crisi che viviamo è innanzitutto di coscienze. E’ necessario cambiare il nostro atteggiamento verso la cosa pubblica, è necessario riprendersi ciò che ci è stato rubato anche con il nostro consenso: la dignità umana di vivere un presente sereno in armonia con la Terra. Concludendo i cittadini possono organizzare i propri voti intorno ad un progetto politico concreto: cambiare le regole (Statuti) introducendo l’etica per mezzo di strumenti e modelli sociali quali la vera democrazia pratica con, primarie vere per scegliere i candidati e l’inizia legislativa popolare (iniziativa, referendum, bilancio partecipativo deliberativo) e modelli societari gestionali popolari come le società ad azionariato diffuso che possono essere anche delle ESCO (Energy Saving COmpany) che traggono profitti dal risparmio energetico e non più dai consumi come le attuali corporations SpA locali concessionarie di contratti pubblici. per un futuro equoUna banca del popolo che stampa moneta di proprietà popolare può essere il soggetto finanziatore di una ESCO dei cittadini per ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistente. L’ESCO, calcolando il reale fabbisogno energetico riduce la domanda di energia eliminando gli sprechi e rende indipendenti i cittadini dall’uso di fonti energetiche fossili usando quelle rinnovabili (sole, vento, geotermia). La banale applicazione di tale pratica politica apre una nuova opportunità lavorativa, di qualità ed etica. E’ evidente che tale pratica è antitetica all’attuale modello di sviluppo di banchieri e partiti politici. Cambiamo i nostri modelli culturali e studiamo la decrescita felice, cambiamo modelli governativi, cambiamo i rappresentati politici, facciamo tutto questo ed avremo un presente più umano, riscoprendo i reali bisogni ed i valori, nel farlo costruiremo un futuro più tranquillo per le future generazioni che dovranno comunque continuare a correggere gli orrori degli attuali politici.

Sosteniamo la vera Class Action (azione collettiva risarcitoria)

Nella finanziaria del 2008 è stato introdotto un provvedimento dal titolo “azione collettiva”. Nonostante il titolo la lettura di tale provvedimento ci consente di comprende che non ha nulla a che fare con l’azione collettiva (class action) sorta negli USA, anzi è una vera trappola e perdita di tempo, in definitiva è inefficace poiché non raggiunge alcun obiettivo. L’azione collettiva è nata per tutelare gli interessi di un gruppo danneggiato e truffato. Il film Erin Brockovich tratto da una vera storia di class action mostra cosa sia una vera azione collettiva. Uno studio di avvocati segue i casi di truffa e danni biologici e propone a sue spese di affrontare la corporation (società SpA o srl, o Ente pubblico) che ha causato il danno collettivo, in America la legge scoraggia pesantemente le corporations che non intendono pagare la richiesta del danno facendola rischiare di pagare anche il doppio se la vicenda entra nei Tribunali invece di usare la strada stragiudiziale. Quindi tendenzialmente negli USA non si fanno processi, meno carico di lavoro e meno spese per lo Stato, ma accordi fra la classe e la corporation, il giudice si limita a verificare la veridicità e la fondatezza della richiesta degli avvocati della classe. La corporation ha la possibilità di verificare la richiesta della classe e decide se pagare o meno, se rifiuta di pagare rischia di fare un battaglia legale in Tribunale ed il giudice accertato il danno può sentenziare di far pagare anche il doppio. Questo è il meccanismo virtuoso della class action americana, infatti le potenti lobby americane e G. Bush tentano continuamente di cambiare tale legge per renderla inefficace. Il provvedimento introdotto in Italia, ed ancora non in vigore, non somiglia minimamente a quanto raccontato. Anzi consente alla corporation di non rispondere alla richiesta del danno ed il giudice si limita a rinviare le parti – classe e società SpA – ad una camera conciliatoria fra gli avvocati con la probabile conseguenza dello scioglimento della classe, accordi ‘sotto banco’ e col ritorno al sistema tradizionale, 100 danneggiati 100 avvocati = nulla di fatto. Di fatto traggo da Finanziaria 2008 (Legge 24 Dicembre 2007 n. 244) Art.140-bis il comma 6: se l’impresa (corporation) non comunica la proposta entro il termine di cui al comma 4 o non vi è stata accettazione entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, il presidente del Tribunale competente ai sensi del comma 1 costituisce un’unica camera di conciliazione per determinazione per le somme da corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che hanno aderite all’azione collettiva o sono intervenuti ai sensi della comma 2 e che ne fanno domanda.

Il virtuosismo della class action all’americana si intuisce subito poiché gli avvocati tutelano realmente il diritto dei clienti e sono imprenditori di se stessi rischiando con i propri soldi e solo i più bravi guadagnano, l’opposto di quello che accade in Italia dove il meccanismo è vizioso e le cause civili durano in media circa 10 anni poiché gli avvocati guadagnano sulla durata della causa e non sulla qualità e sui risultati ottenuti a vantaggio del cliente.

Letto tutto ciò dobbiamo intuire che la vera class action è il più potente strumento giuridico che il popolo italiano può avere in mano per prevenire omicidi colposi, truffe e danni di ogni genere. Immaginate i casi di crack finanziari e di danni biologici ed ambientali causati dalle numerose corporations presenti in Italia. In assenza di tale provvedimento efficace il nostro Paese è territorio di conquista e di usurpazioni continue. Siamo sprovvisti di uno strumento di difesa indispensabile per tutelare la nostra vita. In un sistema economico-finanziario dove la ricchezza è misurata con la moneta quale strumento migliore se non quello che toglie ingenti somme a chi uccide e truffa?

Attraverso il Coordinamento Reset Class Action siamo riusciti almeno a far riconscere il diritto ad adire alla class falsa a tutti poiché il Governo Prodi intendeva concedere tale dirito solo alle 16 CNCU riconosciute dal Governo stesso, cioè creare cittadini di serie A e di serie B. In quel periodo, col quel Parlamento la “destra” ha semplicemente ignorato il tema class action, mentre la “sinistra” si era divisa fra i quattro provvedimenti filo governo e fra i quattro provvedimenti che volevano introdurre la vera class action. Ovviamente ha vinto il potere con l’aiuto della disinformazione e la censura più totale dei media e dei potenti opinion makers.