Sicurezza e gestione urbana


Breve estratto dalla tesi di laurea magistrale in Architettura (Uni Parma, DIA) “Rigenerazione a Salerno. La rigenerazione urbana attraverso la bioeconomia”:

1.5.6.2.8       Sicurezza e gestione urbana

Secondo indagini e ricerche europee e nordamericane, la sorveglianza delle forze dell’ordine non è l’unica arma per sorvegliare le città ma è fondamentale il controllo spontaneo della popolazione[1].

In Italia, nel 2010, come norma UNI viene recepito il cosiddetto “rapporto tecnico”[2] da considerarsi come raccolta di raccomandazioni di buone pratiche nella progettazione e si basa su due concetti fondamentali: 1) la progettazione urbana ha impatto sulla criminalità e sulla paura; 2) i criteri di prevenzione della criminalità devono essere applicati ai diversi livelli e scale della progettazione: la città nel suo insieme, le infrastrutture, il disegno urbano, gli spazi pubblici, la gestione. L’appendice D di tale “rapporto” è dedicata alla valutazione di sicurezza dei progetti urbani, dove sono presentati i principi fondamentali[3] e una lista finalizzata a guidare le attività di progettisti e decisori per migliorare la sicurezza nelle città.

Dal punto di vista della pianificazione urbana è necessaria l’integrazione morfologica di nuove tipologie di edifici nel contesto affinché siano correttamente percepiti dagli abitanti; inoltre garantire continuità con la struttura urbana esistente in modo da facilitare gli spostamenti che incidono sulla vitalità e dunque sulla sorveglianza spontanea.

Collegamenti ai paragrafi:

Collegamenti ai capitoli:

[1] Cardia & Bottigelli, Progettare la città sicura. Pianificazione, disegno urbano, gestione degli spazi pubblici, Milano, 2011.
[2] UNI CEN/TR 14383-2.
[3] Il senso di appartenenza e l’identificazione con il luogo; la vitalità delle strade e degli spazi pubblici; ogni proposta è materia di sicurezza; bisogna evitare modelli di sviluppo urbano basati sulla creazione di zone più sicure; i luoghi frequentati principalmente da utenti temporanei (stazioni, centri di interscambio ecc.); per migliorare la sicurezza evitare di creare spazi senza vitalità, indefiniti o nascosti; una maglia urbana continua e un chiaro disegno degli spazi pubblici; una chiara delimitazione tra spazi pubblici e spazi privati; la progettazione dei percorsi che conducono a residenze e servizi; le aree e gli edifici degradati e abbandonati; in alcuni casi, per migliorare la prevenzione di criminalità  disordine, è necessario rinforzare la sorveglianza spontanea (utilizzo diversificato, vitalità ecc.) con sorveglianza organizzata; la sorveglianza tecnologica non è una risposta; le sistemazioni temporanee.

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