Mobilità e accessibilità


Breve estratto dalla tesi di laurea magistrale in Architettura (Uni Parma, DIA) “Rigenerazione a Salerno. La rigenerazione urbana attraverso la bioeconomia”:

1.5.6.2.4       Mobilità e accessibilità

Il tema della mobilità è ovviamente legato al sistema viario. Secondo Clarence Parry (1929) la viabilità stradale residenziale deve essere provvista di un particolare sistema, ove ogni strada è proporzionata al carico di traffico previsto, mentre l’intera rete è pensata come un tutto, per facilitare la circolazione interna[1].

Duany rete viaria
La rete viaria, organizzare le strade in una rete più semplice (Fonte: Andres Duany, The smart growth manual, 2010, Mc Graw-Hill).

Oggi una priorità progettuale è quella di ridurre drasticamente il traffico veicolare motorizzato poiché produce un dannoso e inutile inquinamento ambientale che contribuisce ad aumentare i rischi sanitari[2]. Numerose amministrazioni locali stanno adottando misure di moderazione del traffico. Ad esempio, secondo Paolo Ventura è possibile un’attenzione prioritaria «sugli spostamenti a piedi, la costruzione di una gerarchia degli spazi pubblici non solo sulla specializzazione totale ma su una complessa commistione di veicoli e di pedoni garantita da particolari dispositivi di “moderazione” del traffico»[3].

Movimenti culturali e pratiche amministrative hanno sintetizzato progettualità e modelli per favorire una migliore accessibilità e mobilità dando priorità a pedoni e biciclette, sia il New Urbanism e sia la National Association of City Transportation Officials offrono soluzioni progettuali da inserire nei regolamenti urbanistici locali. Il limite dei processi standardizzati è quello di non essere compatibili con le specificità del territorio e del tessuto urbano preesistente, poiché spesso le città europee presentano caratteristiche geometriche non tipizzate – altezze e distanze fra gli edifici – che non consentono la riprogettazione delle strade secondo i criteri proposti, a meno che non si demoliscano interi quartieri ma con l’aggravio di un consumo di risorse. Per evitare interventi radicali è preferibile suggerire la riclassificazione delle strade favorendo l’uso del traffico limitato.

Gabellini Ristrutturazione di una strada di quartiere
Ristrutturazione di una strada di quartiere (Fonte: P. Gabellini, Tecniche urbanistiche, Carocci, 2002).

Collegamenti ai paragrafi:

Collegamenti ai capitoli:

[1] Giorgieri & Ventura, Strada strade. Teorie e tecniche di progettazione urbanistica, 2007.
[2] Buffoli, Op. cit. , 2014.
[3] Giorgieri & Ventura,  Op. cit. , pag. 83.

creative-commons