Cosa significa rigenerare attraverso la bioeconomia?


Breve estratto dalla tesi di laurea magistrale in Architettura (Uni Parma, DIA) “Rigenerazione a Salerno. La rigenerazione urbana attraverso la bioeconomia”:

1.1.4.1.1       Cosa significa rigenerare attraverso la bioeconomia?

La bioeconomia nasce con Nicholas Georgescu-Roegen che trasforma la funzione della produzione economica in un modello di fondi-flussi. Il modello bioeconomico propone un sistema circolare che considera l’entropia e l’equilibrio con la natura, subordinando le scelte agli impatti ambientali e sociali per stimolare lo sviluppo umano. Cosa significa questo per le città? Le aree urbane possono essere viste come modelli metabolici di flussi con ingressi e uscite[1]. In questi flussi possiamo individuare sia gli sprechi evitabili e sia gli impatti ambientali e sociali. Un modello utilizzato per indicare i flussi è proposto da Torricelli, che individua ed elenca le funzioni d’uso del territorio (prodotti primari, fornitura dei servizi, dotazione di insediamenti e infrastrutture, dotazione di risorse naturali abiotiche …), le attività (agricoltura, turismo, costruzioni …) e i processi dei carichi ambientali attraverso l’analisi del ciclo vita (processi a monte, processi di produzione, lavoratori, consumatori …). I flussi di materia ed energia, e questi si congiungono con i tradizionali indicatori per la qualità urbana che misurano la morfologia attraverso gli indici urbanistici.

La scuola territorialista di Alberto Magnaghi ha maturato un adeguato paradigma culturale in ambito territoriale declinando il sistema di flussi e il progetto paesistico di area vasta, manca l’ambito attuativo, cioè il livello che costruisce o trasforma le città, manca lo strumento tecnico-giuridico che consente di rigenerare l’ambiente costruito (le zone consolidate) secondo il paradigma bioeconomico, questo studio ha l’ambizione di colmare il vuoto.

Torricelli flussi territorio

metabolismo urbano

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[1] Il metabolismo urbano è un approccio ampiamente conosciuto in letteratura e trova alcune applicazioni concrete, forse la più famosa è Hong Kong nel 1970. Le origini di questo approccio risalgono al secolo Settecento (Sanctorius) e continuano nell’Ottocento (Schwann, Marx, Moleschott, Justus von Liebig). Nel Novecento si sviluppano tre scuole che si contaminano reciprocamente: l’ecologia marxista, l’industria ecologica, e l’ecologia urbana. Un’efficace teoria per studiare la città è proposta dalla scuola di sociologia di Chicago, successivamente si aggiunge la scuola di Vienna che approfondisce i flussi di energia. Nel corso degli anni l’approccio marxista ecologico è stato integrato con quello tecnologico scientifico grazie all’analisi di flusso dei materiali e al concetto di ciclo di vita. (Newell J.P., Cousins J., “The Bounders of urban metabolism: Towards a political-industrial ecology”, in Progress in human geography, dic. 2014).