Conoscere e cambiare


Attraverso le pubblicazioni dell’ISTAT siamo in grado di conoscere una quantità di informazioni più che sufficiente ed avere un’idea del nostro Paese. Se avessimo un’adeguata cultura politica, e una sufficiente cultura tecnologica, potremmo anche immaginare proposte e soluzioni per migliorare la società. La cultura dominante, com’è noto, è sostenuta dalla chiesa capitalista che crea disuguaglianze, e così le forze politiche presenti in Governi e Parlamento sono lo specchio di questa teologia, lo dimostra la realtà fotografata annualmente dall’ISTAT che non migliora, anzi è peggiorata nel corso degli anni rendendo le persone sempre più fragili economicamente e psicologicamente.

La realtà virtuale capitalista di oggi è scadenzata dal tempo della schiavitù, coincidente con la dittatura del consumismo, e così la maggioranza degli individui nasce per competere, per conseguire un titolo e accedere al lavoro, poi spendere il reddito in consumi inutili, e infine giungere alla morte senza aver mai vissuto. L’élite capitalista privilegiata sfrutta questa condizione di schiavitù per assecondare i propri capricci. In un mondo immorale costruito sulla disuguaglianza: quali sarebbero le azioni politiche da mettere in campo? “Ragionando per assurdo”: esiste un ceto politico dominante formatosi sulla cultura politica socialista ed ecologista, ed intende applicare la bioeconomia. La prima azione politica da mettere in campo è costruire la civiltà umana, e così è fondamentale rimuovere i problemi di ignoranza funzionale delle persone, in che modo? Sappiamo che esistono milioni di individui che leggono ma non capiscono ciò che leggono, consegnando le proprie scelte agli altri, cioè ai media. Una società civile costruisce strutture e istituzioni culturali per ospitare milioni di individui di ogni età, e li invita a studiare nuovamente partendo dalla cultura di base sino alle specializzazioni. Mentre accade ciò, la popolazione attiva immagina, programma e costruisce la trasformazione della società: sia quella produttiva e sia quella relazionale ampliando il mondo comunitario e riducendo lo spazio del famigerato libero mercato. Ci vorranno molti anni per riparare i danni della chiesa capitalista, e questo percorso abbisogna di nuovi impieghi, di nuove soluzioni tecnologiche e di nuove relazioni sociali ed economiche.

Nella società esistono sia gli strumenti giuridici societari per realizzare questo cambiamento e sia la creatività umana per farlo, manca il soggetto politico e mancano i politici. Lo status quo permane poiché la maggior parte degli individui ha perso valori democratici veri, cioè si impedisce ai talenti di emergere e di coordinare azioni politiche evoluzionistiche che possano aiutare le comunità a compiere un salto, lasciando il piano ideologico sbagliato, ed approdare sul piano bioeconomico. Questo non è solo un conflitto politico dell’élite degenerata contro gli ultimi, ma è un conflitto culturale condizionato dalla prevaricazione perpetrata dalle generazioni più anziane, quelle che detengono il controllo economico e sociale, che limitano le possibilità dei propri figli, cioè delle generazioni più recenti che non possono sperimentare nuovi modelli o fare investimenti innovativi. Nell’assenza di uno Stato sociale forte, poiché controllato dall’élite liberale/liberista mancano programmi di investimento a fondo perduto per sperimentare nuovi modelli sociali ed economici importanti per costruire l’auto sufficienza delle comunità. In generale le istituzioni pubbliche, psico-programmate dalla chiesa capitalista, sono sfruttate per garantire privilegi alle grandi aziende e alle imprese vicine al ceto politico dominante.

Un serio programma di sviluppo umano coinvolge tutta la popolazione che può studiare e lavorare, cioè anche e soprattutto gli inattivi (13 mil. di persone), e non solo i disoccupati o chi attualmente lavora ma è in difficoltà. I Paesi con sistemi di welfare migliori, non solo hanno strumenti di sussidio ma sono in grado di soddisfare le richieste delle persone, avviando sia percorsi di sviluppo umano personalizzati, e sia programmi per far incontrare domanda e offerta di lavoro. E’ altrettanto noto che il nostro Paese, essendo liberista in pectore, ha volutamente trascurato le politiche socialiste pubbliche, e l’ha fatto anche per la sanità pubblica danneggiandola gravemente e lasciando metà del Paese privo di strutture e personale medico.

Quando nasceranno gruppi di persone organizzate e consapevoli (formate sulla bioeconomia) allora potremmo assistere a modelli sociali più evoluti, cioè democratici e auto sufficienti, non più condizionati dal mercato. Il campo di lavoro sono le aree urbane estese e le aree rurali, sono questi gli ambiti degli insediamenti umani da rigenerare affinché le persone possano iniziare a vivere da esseri umani. Nel nostro meridione è determinante ripensare le agglomerazioni industriali, costruire infrastrutture ancora inesistenti e servizi indispensabili dentro le aree urbane estese. Esistono più strategie intelligenti, percorribili e possibili che possono favorire lo sviluppo umano e civile interpretando la bioeconomia che crea nuovi impieghi utili.

partecipazione al mercato del lavoro ISTAT 2019
ISTAT, Annuario Statistico 2019

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