Utopia concreta


Piano delle identità
Piano delle identità, fonte Ptcp 2012.

L’utopia è la forza creativa che stimola la costruzione di una società migliore, per rimuovere le disuguaglianze, favorire lo sviluppo umano e tutelare l’ambiente. Nel corso dei secoli si sono avuti numerosi esempi di utopie, alcune realizzate, talune costruite parzialmente e molte altre rimaste inattuate. Lo sviluppo più acuto dell’utopia concreta si ebbe nel secolo Ottocento, poiché il capitalismo mostrava a tutti, non solo le enormi disuguaglianze economiche e sociali, ma anche i danni ambientali ed i gravi problemi d’igiene urbana. Da quel periodo in poi nascono numerose soluzioni tecnologiche per rimuovere i problemi di insalubrità nelle città inquinate, mentre si realizzano numerose contraddizioni per le disuguaglianze economiche e sociali. Nel nuovo millennio restano i problemi economici, sociali, ambientali con un aumento delle disuguaglianze per la prevalenza della religione capitalista, e per l’assenza di una corretta programmazione economica indirizzata e coordinata dallo Stato, che rinuncia ai propri poteri per favorire il disordine sociale creato dal famigerato libero mercato.

All’interno della periferia economica europea, cioè il Mezzogiorno d’Italia, la complessa struttura urbana salernitana (da M. S. Severino-valle dell’Irno, Salerno comune centroide, fino a Battipaglia) ha tutti i sintomi di un corpo malato che sta morendo lentamente sotto l’inedia e l’inerzia della propria classe dirigente. Questi alcuni fenomeni: la contrazione demografica del comune centroide (Salerno), l’inquinamento, l’inquietudine urbana, la dispersione (sprawl), il consumo di suolo agricolo, la carenza di standard minimi e il disordine urbano (disomogeneità degli agglomerati edilizi), e infine: l’assenza di un adeguato piano intercomunale. Dal punto di vista socio-economico: emigrazione verso il Nord e l’estero, alto tasso di disoccupazione (17,2%), alto numero di inattivi (330.000, dato provinciale) e disuguaglianze economiche e di riconoscimento. Il quadro di conoscenza del territorio e le patologie innescate dall’ideologia liberista rappresentano i temi di partenza per rigenerare il territorio; un’analisi dello stesso è anticipata nel Ptcp 2012. Per avviare un piano ispirato all’utopia concreta, il comune centroide può legittimamente stimolare la nascita di un piano bioeconomico intercomunale rispetto alla struttura urbana estesa (11 comuni) perché questa è la nuova città consolidatasi da almeno due decenni. Sono tutti salernitani gli abitanti di questa struttura urbana estesa dove si consumano, si sviluppano e si mobilitano due stili di vita contrapposti: l’individualismo e il comunitarismo; ed è questa l’area dei flussi fisici e dei flussi virtuali. La realtà delle relazioni (i flussi), ripeto: consolidatesi da almeno due decenni, rende del tutto obsoleto l’attuale livello delle amministrazioni comunali perché questi confini sono fuorvianti, inutili e persino dannosi rispetto all’intensità dei flussi e delle relazioni degli abitanti che vivono e consumo un suolo di area vasta. La realtà urbana dovrebbe essere amministrata da un unico comune, ma nell’attesa che avvenga il cambio di scala, le attuali amministrazioni possono avviare lo studio del piano intercomunale con approccio bieconomico per offrire occasioni di sviluppo umano applicando la sostenibilità forte.

Pianificazionearchitettura e design urbano sono gli strumenti culturali per rigenerare l’area urbana estesa. Ad esempio, nel campo della pianificazione, l’area urbana estesa necessita di nuovi sistemi di mobilità per trasformare lo spazio fisico in funzione dei flussi (autobus, taxi, metropolitana, biciclette, percorsi pedonali, isole pedonali) e unire scuole, cura dei bambini, parchi, tempo libero, istituzioni e posti di lavoro. Le relazioni determinano flussi fisici e flussi virtuali, e queste si sviluppano a prescindere dallo specifico contesto di riferimento. Un corretto disegno urbano tiene conto di queste apparenti contraddizioni tipiche della società delle reti, e progetta un efficiente sistema di mobilità intelligente integrato ai servizi, al lavoro e al tempo libero. Nel campo dell’architettura è necessario progettare edifici di senso e non più merci edilizie, non più simboli del consumismo, e nel campo del design urbano è altrettanto necessario progettare luoghi di senso (lo spazio pubblico) facendo recuperare i legami tipici delle comunità. Lo spazio è l’elemento chiave della connessione fra persone, che si contrappone alla città dei consumi (i centri commerciali). Particolare attenzione bisogna porre proprio alla dimensione umana realizzando luoghi vivaci, sicuri, sostenibili e sani, tutto ciò aumentando l’interesse per i pedoni, i ciclisti e la convivialità cittadina. Questa vivacità aumenta quando più persone sono invitate a camminare, a usare la bicicletta e stare negli spazi urbani. La sensazione di sicurezza aumenta quando gli spazi pubblici sono attrattivi e sono datati di una variazione di funzioni urbane. La sostenibilità si ottiene integrando la bicicletta col trasporto pubblico, e quando l’uso della bici è una parte naturale quotidiana.

SLL Salerno istat 2017

creative-commons

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