Civiltà e sostituzione edilizia delle scuole


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Hangzhou Haishu School of Future Sci-Tech City, strada Haishu, distretto Yuhang, Hangzhou, Zhejiang, China.

Nel 2013, il Miur pubblica le nuove linee guida per le scuole italiane, si tratta di un vero e proprio aggiornamento per la progettazione architettonica al fine di stimolare un miglioramento dei nostri edifici sotto tutti i punti di vista: dalla sicurezza sismica ovviamente ma soprattutto per le attività della didattica e per l’integrazione degli edifici con la comunità, attraverso funzioni e attività “aperte”.

Miur: “Oggi emerge la necessità di vedere la scuola come uno spazio unico integrato in cui i microambienti finalizzati ad attività diversificate hanno la stessa dignità e presentano caratteri di abitabilità e flessibilità in grado di accogliere in ogni momento persone e attività della scuola offrendo caratteristiche di funzionalità, comfort e benessere. La scuola diventa il risultato del sovrapporsi di diversi tessuti ambientali: quello delle informazioni, delle relazioni, degli spazi e dei componenti architettonici, dei materiali, che a volte interagiscono generando stati emergenti significativi. La struttura spaziale è interpretabile anche come una matrice con alcuni punti di maggiore specializzazione, cioè gli atelier e i laboratori, alcuni di media specializzazione e alta flessibilità, cioè le sezioni / classi e gli spazi tra la sezione e gli ambienti limitrofi (solo a volte annessi alla sezione) e altri generici, cioè gli spazi connettivi che diventano relazionali e offrono diverse modalità di attività informali individuali, in piccoli gruppi, in gruppo. La sequenzialità di momenti didattici diversi che richiedono setting e configurazioni diverse alunni-docente o alunni-alunni sta alla base di una diversa idea di edificio scolastico, che deve essere in grado di garantire l’integrazione, la complementarietà e l’interoperabilità dei suoi spazi”.

La sfida richiede impegno nel tempo ma è una grande opportunità perché, in generale la maggioranza degli edifici italiani sta arrivando a fine ciclo vita, e le scuole, molte di queste, non passerebbero l’esame circa la verifica di vulnerabilità sismica. Consapevoli dell’età e del ciclo vita, le Amministrazioni comunali possono valutare la sostituzione per costruire scuole innovative o l’adeguamento degli edifici esistenti. Osservando il patrimonio edilizio esistente, l’adeguamento funzionale e spaziale secondo le linee guida del Miur è difficile da realizzare perché le norme prevedono un’adeguata accessibilità urbanistica, spazi flessibili, laboratori, atelier, auditorium, agorà, civic center, cucine e mense, attrezzature sportive. Si tratta di funzioni e attività impossibili da realizzare in taluni edifici esistenti, difficili da realizzare nelle zone consolidate urbane (a meno che non esista un piano di rigenerazione urbana) ma facilmente realizzabili per le scuole periferiche periurbane e rururbane.

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Woodland scuola elementare, Milford, MA, United States

Qual è la situazione delle scuole primarie di Salerno? Un adeguamento sismico e funzionale delle scuole è doveroso, ma taluni edifici esistenti, a causa della densità urbana e per la carenza di spazi, non consentono di realizzare quel progetto di “scuole innovative” promesso dal Miur, pertanto sarebbe ragionevole programmare un’attenta sostituzione edilizia per offrire ai bambini salernitani le scuole innovative. Le Amministrazioni locali dovranno occuparsi di garantire luoghi rispondenti alle nuove norme. Si tratta di applicare la Costituzione e favorire la costruzione di edifici aperti alla comunità perché aiutano un adeguato sviluppo umano, un’opportunità per ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire luoghi più sicuri a insegnanti e bambini. Secondo i dati raccolti, fra il 2016 e il 2018 l’Amministrazione ha realizzato interventi di adeguamento funzionale e manutenzione straordinaria per 9 plessi scolastici (A. Pirro, M. Luciani, C. Tafuri, G. Barra, G. Rodari, Mons. g. Prione, C A Alemagna, Sala Abbagnano, N. Abbagnao), poi ha programmato l’adeguamento sismico per altri quattro edifici: M. Mari costruita nel 1958, Medaglie d’Oro del 1955, Abbagnano del 1960, Mariconda del 1965, infine l’adeguamento funzionale per altri quattro edifici: Luciani del 1960, Barra del 1920, Montevergine del 1960, Rodari del 1968. Esistono altri 13 edifici costruiti fra il 1913 e il 1978 che necessitano di interventi di adeguamento strutturale, funzionale e tecnologico. A giugno 2018 l’Amministrazione ha chiesto finanziamenti per realizzare la verifica di vulnerabilità sismica per circa 29 plessi scolastici, e ciò riguarda gli edifici antecedenti al 1970, solo alla fine di tale ricognizione sarà possibile ragionare sulla convenienza economica di un’eventuale sostituzione edilizia di edifici ormai obsoleti. In generale, l’Amministrazione ha programmato l’adeguamento sismico per tutti gli edifici arrivati a fine ciclo vita, per l’appunto l’ha programmato e non l’ha fatto, e intanto bambini, insegnanti e famiglie sono costretti a utilizzare edifici inadeguati. Gli edifici periferici sono in condizioni peggiori, abbandonati e obsoleti, ma la localizzazione offre le migliori opportunità per l’esistenza di spazi capaci di ospitare nuovi edifici a norma, secondo le regole del Miur (accessibilità urbanistica, spazi flessibili, laboratori, atelier, auditorium, agorà, civic center, cucine e mense, attrezzature sportive). Sfogliando la pubblicazione del Miur circa le scuole innovative, e pesando alla periferia rurale salernitana è interessante l’esempio del Comune di Crespano del Grappa (TV) che realizza una scuola primaria in area naturalistica con l’obiettivo di creare un campus per favorire la partecipazione dei cittadini alle attività promosse in orario extrascolastico. Nella pubblicazione del Miur ci sono altri esempi interessanti per il caso salernitano, che andrebbero copiati e imitati, ad esempio vi sono altre sostituzioni edilizie per le scuole primarie, e progetti di numerosi poli scolastici di eccellenza, anche unendo scuole primarie e secondarie.

L’indagine svolta a Salerno mostra una grave carenza culturale dell’Amministrazione che trascura la centralità strategica del concetto di “scuole innovative”, sia come luoghi di sviluppo umano e sia come edifici per sviluppare la comunità. Il Comune non ha un’idea generale circa il rinnovo dell’edilizia scolastica, ed è in grave ritardo sulla normale manutenzione, allora si limita a svolgere un compitino programmando interventi di adeguamento funzionale, e tal volta programmando l’adeguamento sismico. Nel 2019, il Comune di Salerno non sa ancora quali edifici abbattere o meno, ma afferma che gli stessi sono sicuri (deve ancora realizzare la verifica di vulnerabilità sismica per circa 29 plessi scolastici antecedenti al 1970); alla luce degli indirizzi progettuali del Miur ritengo ci sia una evidente contraddizione politica. In generale, sarebbe normale e saggio da parte del Comune realizzare un censimento degli immobili introducendo il fascicolo del fabbricato (idoneità statica, prestazione tecnologica e funzionale/spaziale), e dopo aver inserito i dati in un sistema territoriale informatico (GIS), sarebbe altrettanto normale e scontato aumentare la spesa pubblica per la sostituzione edilizia degli edifici scolastici: scuole materne, primarie e secondarie per tendere verso i più alti livelli di qualità architettonica e urbana dei servizi educativi. E’ noto che avere ottime scuole consente buoni livelli di qualità della vita degli abitanti, mentre una carenza di servizi educativi, un’assenza di manutenzione, un’assenza di adeguamento agli standard e persino l’abbandono, negano opportunità di sviluppo ai bambini e quindi agli abitanti, che vivono in condizioni di degrado e di sottosviluppo nei confronti di territori più attrezzati.

Alcuni esempi di scuole primarie: Hangzhou Haishu School of Future Sci-Tech City / LYCS Architecture; Lishin Elementary School Library / TALI DESIGN; Woodland Elementary School / HMFH Architects ; Primary School Gartenhof / BUR Architekten; il Comune di Melzo (MI) spende 5 milioni per costruire un eccellente edificio di 3600 mq (Istituto comprensivo Giuseppe Ungaretti).

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Istituto comprensivo G. Ungaretti, Melzo (MI), fonte immagine Tecnicaer engineering srl.
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Istituto comprensivo G. Ungaretti, Melzo (MI), fonte immagine Tecnicaer engineering srl.

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elenco scuole primarie Salerno

3 pensieri riguardo “Civiltà e sostituzione edilizia delle scuole”

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