Anno zero


Credo che questa campagna elettorale sia fra le più brutte che sto osservando, sia per la pochezza morale, culturale e sia per l’assenza di visione politica dei contendenti in gara. L’Italia è un paese diviso in due, un Nord che ha pochi problemi, mentre il mio meridione sprofonda per l’inconsistenza della classe dirigente e per l’egoismo di una parte del Paese. Anziché restare fermi e osservare la decadenza intorno a noi, sarebbe saggio agire per cambiare i paradigmi culturali di una società drammaticamente auto implosa su se stessa. Noi cittadini abbiamo le nostre responsabilità. Lo spirito capitalista ci ha reso inutili e dannosi al Pianeta. Da molti anni svolgendo volontariato politico, ho maturato l’idea che prima di tutto dobbiamo affrontare la nostra ignoranza funzionale e di ritorno, perché da noi stessi dobbiamo ripartire con serietà ed onestà intellettuale. Per questo motivo sperimento percorsi di auto formazione politica partendo dalla volontà dei singoli nello spendere tempo per conoscere, capire e proporre. Non credo nei demagoghi presenti in questa gara elettorale, che mostra pubblicamente il peggio degli individui evidenziando egoismo, arroganza, stupidità, avidità e anche la criminalità organizzata dietro alcuni soggetti politici.

Noi dovremmo vivere eticamente e avere la curiosità di conoscere l’Italia. Dovremmo attivarci per immaginare percorsi politici al fine di affrontare i problemi del territorio e del Paese. La politica è altruismo, mentre la buona politica si sviluppa solo conoscendo e favorendo i meritevoli, e non la massa. Si tratta di fare l’opposto di quello che fanno Forza Italia, Lega, PD e M5S.

La democrazia rappresentativa non c’è più, sostituita da un’oligarchia della classe borghese europea, mentre noi cittadini, in buona parte apatici, favoriamo le divisioni sociali e scegliamo i nostri carnefici di turno. Per ribaltare il tavolo della politica neoliberista e ripristinare un minimo di controllo democratico è necessario un percorso lungo e impegnativo. Partendo dal presupposto che i partiti in gara sono strumenti dell’élite degenerata, oggi la politica vera si può svolgere solo osservando la complessità e proponendo programmi seri ed efficaci grazie all’approccio bioeconomico. Per un’analisi efficace, ovviamente servono professionalità, e indirizzarle verso la visione bioeconomica al fine di elaborare piani industriali. Tali piani devono avere l’ambizione di stimolare l’interesse delle comunità locali, e devono saper comunicare una nuova visione politica. Per restituire dignità agli ultimi e attaccare le disuguaglianze crescenti è necessario un nuovo soggetto politico.

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