Identità


Colosseo analisi grafici proporzionamento
Il linguaggio classico dell’architettura.

E’ sufficiente uscire dalle nostre case per osservare e cominciare a riflettere su chi siamo e da dove veniamo. Dai luoghi della Magna Grecia, ampiamente visitabili presso gli scavi archeologici dei primi popoli italici e delle colonie greche, fino a Roma (museo a cielo aperto) e passeggiando per i centri urbani dello straordinario millennio chiamato Medioevo. Policleto descrisse il primo canone sulla bellezza basandosi sulle proporzioni, cioè sulla geometria; si tratta delle proporzioni del corpo umano interpretate come misura dell’armonia. Questo modulo (l’uomo vitruviano) derivante dall’uomo venne utilizzato per progettare la bellezza. Fu il Rinascimento a scoprire nuovamente il linguaggio classico dell’architettura che ha colonizzato l’intero Occidente, attingendo a Vitruvio (De Architectura) per far rinascere la lingua dei greci e dei romani. Nel Cinquecento venne persino istituita un’associazione denominata Accademia Vitruviana per studiare e conoscere l’architettura. Enorme influenza sulla cultura artistica e il gusto architettonico ebbero le figure di Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati. Questa straordinaria bellezza è ben visibile ovunque, Parigi, Londra, Madrid, Berlino, l’est europeo e persino negli USA. I trattati di Vitruvio, Leon Battista Alberti De re aedificatoria (1450 circa) e soprattutto quelli di Serlio (1537); Vignola (1562); Palladio (1570) e Scamozzi (1615) determinarono l’architettura e la bellezza delle città occidentali rivisitando il linguaggio classico dell’antichità, ben visibile nella nostra Magna Grecia, basti ricordare il sito archeologico Paestum fra i meglio conservati al mondo, e la più famosa Pompei. Solo dopo molti studi si scoprirà che la natura riproduce forme che corrispondono a regole matematiche e queste si ripetono coniugando bellezza e geometria, come la sezione/proporzione aurea e la serie di Fibonacci. Secondo le neuroscienze sia la bellezza matematica (l’analisi di formule matematiche) e sia la bellezza estetica percettiva (arti figurative, architettura …) attivano la corteccia orbitofrontale mediale del cervello. Sembra che il giudizio estetico che ognuno di noi elabora o lo studio delle funzioni matematiche attivano la medesima area cerebrale del cervello. I neuroni specchio dovrebbero avere un ruolo attivo nelle esperienze che facciamo sulla bellezza. Infine, l’idea di bellezza che abbiamo è sicuramente un concetto astratto che dipende da molti fattori: la nostra percezione, la cultura e l’influenza dell’ambiente. La storia dell’arte e dell’architettura con una propria concezione estetica indicheranno sempre l’idea di bellezza figlia della proporzione. Un cambiamento radicale in tal senso, è noto, avviene col Movimento Moderno che rielabora la teoria dell’architettura e quindi anche la concezione estetica rinnegando i canoni classici. Spartiacque fu Adolf Loos con la casa sul Michaelerplatz, precursore del razionalismo. Se nelle intenzioni del Movimento Moderno vi erano altri scopi (funzionalismo, creazione di nuove tipologie, nuove forme e nuovi spazi …), alcuni anche raggiunti dai cosiddetti grandi maestri (Walter Gropius, Louis Kahn, Frank Lloyd Right, Alvar Aalto, Erich Mendelsohn, Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe …), accadrà che durante il Novecento e all’inizio del nuovo millennio, prima l’urbanistica e poi l’architettura, saranno travolte dallo spirito del tempo, e percorreranno un lento declino fino a scomparire quasi del tutto, ormai divenute merce.

Per secoli la specie umana si è espressa attraverso l’architettura rappresentando sentimenti, credenze, potere, bellezza, e luoghi di senso. Quando, intorno al Settecento, la nascente borghesia capitalista si appropria della scienza e della tecnica, una parte di essa lo fa per giungere al potere e controllare le masse. Attraverso la lotta politica e le guerre questa borghesia degenera e programma la regressione della specie umana (la propaganda, la pubblicità, il cripto potere e il sotto potere) sostituendola con individui, e stimolando costantemente il nichilismo, attraverso la psico programmazione della religione capitalista in ogni ambiente, riuscendo a far credere ai popoli che il denaro regoli la nostra esistenza, anziché la fotosintesi clorofilliana e le leggi della fisica. Dopo secoli di capitalismo, osserviamo che viviamo in un’epoca dove mediocri e degenerati usurpano le risorse finite del pianeta e controllano le istituzioni politiche.

Architettura e urbanistica devono tornare ad avere senso per la specie umana. E’ necessario che le istituzioni politiche tornino ad applicare la Costituzione per valorizzare la nostra identità territoriale che possiede il patrimonio architettonico e archeologico che ha posto le basi culturali dell’Occidente: bellezza, arte, cibo. Le istituzioni dovrebbero esser più consapevoli dell’eredità culturale e delle nuove città italiane inserite in 611 Sistemi Locali del Lavoro, da amministrare con politiche bioeconomiche. E’ fondamentale che i cittadini stessi riconoscano il valore determinante dell’architettura che crea identità e bellezza, caratteristiche necessarie per la qualità della vita. Architettura e urbanistica spariscono quando sono assorbite dal nichilismo urbano che le assimila alle merci. Le città di oggi sono piene di costruzioni simboliche espressione dello spirito del tempo capitalista e di prodotti edilizi. L’ignoranza funzionale che angustia buona parte della popolazione favorisce lo status quo e così una piccola élite riesce a orientare le istituzioni al fine di auto conservarsi. Un cambiamento è possibile attraverso sperimentazioni di democrazia partecipativa, ove i cittadini diventano i committenti di piani regolatori generali bioeconomici volti a recuperare i centri storici e ristrutturare i quartieri moderni arrivati a fine ciclo vita, suggerendo una corretta morfologia urbana e introducendo innovazioni tecnologiche per tendere all’auto sufficienza energetica.

Pantheon
Pantheon, schizzo per analisi grafica.

creative-commons

 

 

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