Novità a Salerno


Dopo più di vent’anni, una novità politica a Salerno c’è: per la prima volta De Luca perde un confronto politico elettorale. Il Presidente della Regione, ormai noto in ambito nazionale non per meriti politici ma per le sue deliranti esternazioni, è sceso nella contesa politica referendaria attivandosi in prima persona. La sua campagna e i suoi metodi non hanno convinto i cittadini campani e salernitani, che in massa hanno espresso il NO alla proposta di riforma costituzionale. Nel cercare argomenti di persuasione sugli elettori, De Luca ha propagandato un nuovo modello istituzionale da preferire a quello odierno, secondo cui la vittoria del SI avrebbe favorito l’accentramento dei poteri, e in generale ha diffuso l’idea che «la democrazia è il governo della minoranza più forte, l’idea che ogni cittadino deve avere la sua rappresentanza è un’imbecillità».

Nella Provincia di Salerno ci sono 875.299 elettori, i votanti sono stati 545.507 cioè il 62,32%, di questi il 64,69% (349.746) ha votato NO e il 35,31% (190.901) ha votato SI. A Salerno città gli elettori sono 110.052 e i votanti sono stati 73.635 cioè il 66,90%, di cui il 60,07% (43.934) ha votato NO e il 39,93% (29.205) ha votato SI. Nel comune di Agropoli dove Alfieri “avrebbe dovuto organizzare una clientela come Cristo comanda”, il 67,78% (7.309) ha votato NO e il 32,22% (3.475) ha votato SI.

Alle precedenti elezioni regionali del 31 maggio 2015 gli elettori in Provincia di Salerno erano 986.005, i votanti 547.617 cioè il 55,54%; a Salerno città gli elettori erano 115.468, e i votanti 69.283 cioè il 60,00%. Possiamo anche osservare che in Provincia di Salerno dal 2015 al 2016, gli elettori sono diminuiti di 110.706 unità.

Possiamo osservare il dato della partecipazione al voto. A Salerno la Costituzione ha mobilitato un numero di votanti maggiore rispetto alle elezioni regionali (73.635 contro i 69.283 del maggio 2015), mentre è calato rispetto alle recenti elezioni comunali del 5 giugno 2016, ove i votanti sono stati 78.554 su 114.830 elettori.

Interpretare il voto referendario è difficile, e sembra che De Luca abbia rimosso la lezione di Berlinguer: «molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti».

Lo stesso errore è commesso dai politicanti che oggi vogliono intestarsi la vittoria del comitato del NO, ignorando che non c’è collegamento diretto fra un referendum e il voto a un partito.

Ora, affermare o credere che i voti sopra esposti possano indurre a far pensare che De Luca abbia perso consensi elettorali, ritengo sia un errore marchiano, un’ingenuità politica.

Leggere oltre i numeri. Il signor De Luca per invitare gli elettori a votare SI ha usato la leva psicologica, stimolando gli istinti più beceri degli individui, non si è “limitato” a parlare di clientelismo ma ha mobilitato i suoi accoliti a fare di più, poi ha strumentalizzato i gravi problemi sociali e occupazionali affermando che un voto per il SI avrebbe favorito percorsi per la soluzione dei problemi stessi. Ammettiamolo pure, il paese è spaccato, e molti beceri razzisti hanno scommesso sul fatto che i meridionali avrebbero ascoltato le immorali fandonie di De Luca. Il risultato elettorale mostra che il meridione depredato da decenni di politiche neoliberali ha salvato la Costituzione repubblicana.

Per mandare a casa i politicastri che hanno cercato di cambiare in peggio la Costituzione esiste una sola soluzione: i cittadini dovranno attivarsi in prima persona per fare politica con capacità, spirito altruistico e metodo democratico per valorizzare i talenti e presentare una nuova visione della società, poiché questa attuale mostra dati economici e socio-demografici inquietanti soprattutto nel meridione d’Italia.

Istat tasso di disoccupazione giovanile per Regione 2015

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