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Archive for luglio 2016

loro diranno noi diciamoSto leggendo Loro diranno,noi diciamo. Vademecum sulle riforme costituzionali di G. Zagrebelsky e F. Pallante, e devo riconoscere che la proposta di riforma costituzionale del Governo Renzi è peggiore di quello che ci raccontano i media. Consiglio tutti di informarsi adeguatamente poiché il disegno reazionario va oltre la nostra immaginazione. Un aspetto positivo che vedo in questo periodo è che forse le persone saranno costrette a studiare la Costituzione. La carta costituzionale, nei suoi principi posti nella prima parte non è mai entrata in vigore; mentre la seconda parte dove ci sono tutti gli obblighi contabili legati all’antidemocratica Unione europea, a mio modesto parere, vanno rimossi, poiché le regole neoliberali impediscono concretamente l’applicazione dei principi costituzionali e ostacolano i nostri diritti, tutti tutelati dalla prima parte della Costituzione.

La proposta governativa mira a legittimare una società feudale e neoliberale. Con la riforma reazionaria, la democrazia come noi la sogniamo, non potrà più esistere. Il NO alla riforma è utile alla nostra libertà, ma sarebbe saggio studiare la nostra Costituzione per apprezzarne le virtù, i valori e cogliere gli aspetti controversi fra due visioni opposte: socialista e liberale, ma entrambe schiacciate dal capitalismo che ha prodotto la società che oggi subiamo, e soprattutto la regressione infantile e sociale di tutto l’Occidente. L’attuale lotta politica può essere occasione di riflessione per scoprire e conoscere i propri diritti, e per porci una domanda: che genere di individuo ha creato il capitalismo?

E’ vero la Costituzione andrebbe cambiata, ma per ampliare i diritti di cittadinanza e rendere più efficaci i sistemi e le forme di democrazia diretta e partecipativa; cioè ci vorrebbe una riforma democratica per disegnare una società migliore, non più materialista e cinica, e dove la ricchezza non si misura coi soldi. Per realizzare questo sogno è necessario un popolo con un’adeguata formazione civica, e così si rende necessario affrontare il noto problema di ignoranza funzionale e di ritorno degli italiani, che rischiano una forte regressione sociale affidando la guida delle istituzioni a soggetti politici reazionari e/o incapaci.

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