SI può fare, il 17 aprile


batti quorum

Il 17 aprile il popolo italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio potere sovrano, direttamente, per abrogare una parte di una legge inserita nel famigerato sblocca Italia. L’azione referendaria è partita da 9 Consigli regionali che ci chiedono di dire SI per fermare l’estrazione di idrocarburi presso alcune piattaforme poste entro le 12 miglia marine delle nostre coste. Il quesito è finalizzato a rivedere la concessione estrattiva per evitare che le piattaforme svolgano la propria attività senza limiti di tempo, caso unico al mondo, dove uno Stato concede le proprie risorse illimitatamente, pertanto se si raggiunge il quorum e vince il SI viene abolito questo privilegio. Oltre all’aspetto delle concessioni, c’è il problema ambientale dello smaltimento, se vince il SI a fine concessione le imprese dovranno smaltirle correttamente le piattaforme, se vince il NO c’è il rischio del danno ambientale per il mancato smaltimento, in quanto le imprese difficilmente dichiareranno la fine vita del giacimento.

Gli idrocarburi estratti diventano di proprietà delle compagnie private. Il gas estratto all’interno delle 12 miglia è poco meno del 3% del gas necessario al fabbisogno nazionale e il petrolio è solo lo 0,95%. Questo significa che la sostituzione di questo piccolo quantitativo di idrocarburi si copre con l’efficienza energetica negli edifici e l’innovazione tecnologica dei mezzi di trasporto privati e l’uso del trasporto pubblico.

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Fonte immagine, Lavagna, LCA in edilizia, Hoepli.

 

Il referendum ha una valenza politica e culturale straordinaria poiché sancisce l’opportunità di esprimere un giudizio politico sull’azione di Governo, e mostra una guerra politica interna al Partito democratico che alle ultima elezioni europee è stato il partito più votato nella sua coalizione europea, guida la Repubblica italiana, guida quasi tutte le Regioni d’Italia e la maggioranza dei comuni italiani.

Il primo enorme scoglio è il raggiungimento dell’anti democratico quorum, e se questo fosse raggiunto il popolo boccerà la posizione politica di Renzi, che non solo sostiene le lobbies degli idrocarburi ma è contro l’uso del referendum. Un giudizio anticipato circa l’azione di Governo, che potrà subire un’ulteriore bocciatura circa il successivo referendum consultivo costituzionale. Renzi è premier senza esser passato dalle urne, come tutti sanno, ma soprattutto è colui che ha scalato il PD con la promessa di rottamare la vecchia politica, ma sta dimostrando di esser in linea con la vecchia direzione facendo gli interessi dell’élite europea e accelerando riforme costituzionali feudali per consentire alle imprese di tutelare adeguatamente i propri interessi privati a danno dell’interesse generale del Paese e dei cittadini (il referendum contro gli idrocarburi e gli scandali circa le dimissioni del Ministro Guidi sono la prova di tutto ciò, senza dimenticare i favori fatti alle banche). Il PD è il partito che non solo è il potere in Italia, ma dimostra tutta la sua contraddizione nell’epoca che volge al termine. La cronaca politica mostra che il suo segretario nazionale e primo ministro preferisce farsi scrivere gli atti politici da imprese obsolete, piuttosto che favorire un cambiamento epocale. In sostanza il PD non esprime una propria opinione politica, è l’antitesi di un partito. In molti evidenziamo che l’immagine di questo Governo è quella di Renzi, furbo, arrogante, autoritario, come i precedenti Governi degli ultimi vent’anni, in perfetta continuità verso il progetto europeo che si priva della democrazia e della trasparenza per rifeudalizzare la società.

Il PD non è l’unico “partito” a soffrire d’identità politica, poiché i movimenti d’opposizione prendono voti per non avere una propria identità e soffiano sull’apatia per raggiungere ruoli istituzionali. La fine degli ideali politici ha inventato i finti partiti e favorito la società capitalista dove il profitto è il fine e le democrazia liberali sono l’ambito entro il quale gli interessi privati prevalgono sull’interesse generale.

Questo referendum è molto più potente e importante di quanto i media, sostenitori di Renzi, vogliono far credere poiché parlare di energia significa fare politica con la P maiuscola.

L’Italia può diventare realmente auto sufficiente!!! Le città possono diventare reti intelligenti dove gli edifici si scambiano energia attraverso l’impiego di un mix di tecnologie che sfruttano le fonti alternative. Non è utopia, SI può fare, esistono le tecniche costruttive per realizzare quest’obiettivo.

L’Italia può transitare da un sistema centralizzato a un sistema decentralizzato controllato e di proprietà dei cittadini.

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