Sistemi locali e “bio distretti”


E’ indispensabile per favorire l’occupazione utile e sostenere programmi, piani e progetti di territorializzazione poiché aiutano l’economia locale e il recupero di processi identitari. Tutto il meridione soffre di mancanza di collegamenti efficaci fra i nodi (le città) della rete e questo danneggia le relazioni che sono la fonte dello sviluppo umano. E’ determinante non solo favorire politiche bioeconomiche ma costruire le connessioni rispetto a una nuova costruzione sociale che rilocalizza le attività produttive con criteri di sostenibilità e mostra la cultura locale. In tal senso la costruzione culturale della nuova rete meridionale deve migliorare l’accessibilità e la complementarietà rispetto alla disponibilità di risorse naturali e migliorando la qualità di vita degli abitanti.

Da qualche anno si è consolidato l’approccio sistemico nell’analisi dei territori. L’Istat pubblica l’aggiornamento dei sistemi locali del lavoro che forniscono indicazioni territoriali circa le relazioni commerciali, mentre il mondo dell’agricoltura propone i bio distretti, cioè territori legati da relazioni commerciali con specifiche sensibilità culturali per l’economia locale frutto della qualità biologica dei prodotti. Nel campo della pianificazione territoriale si propone la bio regione urbana costituita da comunità rinchiuse in un insieme di relazioni antropiche basate sulle capacità auto rigenerative del territorio. Bio regione urbana, sistemi locali e bio distretti hanno in comune la capacità di individuare uno spazio fisico determinato dalle relazioni umane condizionate dalle risorse del territorio. Questo approccio evolutivo consente di mostrare gli ambienti attraverso le analogie della biologia costituita da relazioni energetiche, pertanto si esce dai vecchi schemi mentali che individuavano il territorio rispetto ai confini politici e si entra nel mondo delle relazioni e degli scambi energetici.

sistemi locali in Provincia di Salerno
Sistemi locali del lavoro nella Provincia di Salerno, ISTAT 2011

Un’economia sostenibile e prosperosa poggia la sua forza proprio sulle capacità energetiche ed auto rigenerative del territorio, e usa razionalmente tali risorse per garantire il medesimo stock di capitale naturale alle future generazioni realizzando scambi, relazioni efficaci e valorizzando il territorio attraverso una conversione ecologica delle imprese.

sistemi locali in Provincia di Salerno auto contenimento offerta di lavoro
Indice di auto contenimento, dell’offerta di lavoro dato dal rapporto fra occupati che risiedono e lavorano e totale occupati all’interno del SLL.

All’interno dell’ideologia della crescita continua, l’economia locale è stata cancellata dal mondo finanziario globalizzato, ma può rinascere creando prosperità per le imprese e gli abitanti del territorio attraverso la rilocalizzazione produttiva e il consumo di prodotti locali generati da processi di qualità. Si tratta di sostituire i prodotti delle multinazionali e di una grande distribuzione organizzata indirizzata solo verso la crescita continua e quindi poco intelligente, con i prodotti trasformati attraverso processi sostenibili, compatibili con la sicurezza alimentare, con prodotti migliori delle sedicenti certificazioni, create ad hoc per favorire le multinazionali. Rilocalizzando le produzioni è possibile aumentare l’auto contenimento dell’offerta di lavoro all’interno dei sistemi locali. Investendo risorse pubbliche e private in questo percorso bioeconomico si riduce la disoccupazione e lo stesso accade investendo nella conservazione e la rigenerazione dei sistemi locali attraverso progetti sostenibili, cioè che coinvolgendo direttamente le comunità nella creazione di politiche abitative, energetiche, sociali e culturali.

sistemi locali in Provincia di Salerno tasso di occupazione

Il cambiamento nasce dalla domanda di qualità frutto di un percorso di consapevolezza culturale circa i reali bisogni umani. Si tratta di uscire delle logiche di profitto, cambiare totalmente il paradigma culturale della società, per consentire l’intera conversione ecologica dei territori sfruttando i modelli biologici che fanno nascere sistemi locali auto sostenibili, di fatto realizzando una piena occupazione e una prosperità duratura della specie umana grazie alla cancellazione dell’inquinamento all’interno dei territori e l’uso razionale delle risorse.

In termini pratici è sufficiente che cittadini ed esercenti la smettano di acquistare prodotti scadenti e “colonizzatori” per consumare i prodotti locali ma trasformati con protocolli sostenibili per l’ambiente e la salute umana. Il consumo consapevole stimola la nascita di una nuova domanda di prodotti e le imprese si adeguano, oppure nascono nuove imprese ma sostenibili che rispondono alla nuova domanda emergente. In tal senso la sensibilità e la cultura dei cittadini è fondamentale per rilocalizzare le produzioni generando nuova occupazione e utile al territorio.

Un’osservazione sulla realtà molto importante per i concetti sopra espressi, dall’analisi dei flussi di materia risulta che l’economia italiana è sostanzialmente autosufficiente solo per i materiali utilizzati soprattutto nelle costruzioni (ISPRA, Uso della risorse e flussi di materia), ciò vuol dire che dipendiamo dall’estero importando materie in altri ambiti, persino quello alimentare generando sprechi evitabili. Osservando la realtà dei reali fabbisogni si comprende che bisogna investire in un’economia più autarchica per generare prosperità sia nell’attività edile nella direzione della conservazione e non più dell’espansione, e sia nella direzione della sovranità alimentare. Nell’ambito edile, non importando materie dall’esterno vuol dire che ogni investimento realizzato genera il 100% dei ricavi per l’economia locale, lo stesso può accadere per l’ambito alimentare, e può accadere anche in altri ambiti come la ricerca e l’innovazione.

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Biodistretto del Cilento
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3 pensieri riguardo “Sistemi locali e “bio distretti””

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