Non fatelo sapere in giro


Una nuova e immensa onda mediatica e manipolatrice invade i pensieri degli italiani e poiché il mantra dei media difficilmente si divulga per migliorare la società, possiamo stare tranquilli che tutto cambierà per non cambiare nulla. Mi riferisco agli impulsi emotivi generati dalla ridondanza degli scandali nella pubblica amministrazione. Non facciamolo sapere in giro ma la corruzione è un fenomeno che riguarda gli individui e non le istituzioni, questa piccola osservazione di carattere culturale ovviamente esprime un linguaggio e una comunicazione di senso molto diversa dal linguaggio dei partiti politici che raccolgono consenso non per merito proprio ma per demerito altrui. I media stessi aumentano i propri introiti pubblicitari e il proprio reddito solo attraverso l’ampliamento e l’enfasi di racconti scandalosi, che parlano alla pancia dei consumatori.

Non fatelo sapere in giro, ma tutta la pubblica amministrazione è stata riformata negli anni ’90 ed il processo di privatizzazione si è completato nei primi anni del nuovo millennio. Non fatelo sapere in giro ma se oggi sembra che ci sia più corruzione è solo una percezione e la rappresentazione di un sistema relazionale presente in tutte le istituzioni pubbliche e private. La corruzione era presente già nel Regno d’Italia, si amplifica col regime fascista e si consolida nel secondo dopo guerra. Fu il regime di Mussolini che coniò il motto: “il fascismo si serve non serve” e fu così che le imprese come Fiat, Ansaldo e molte altre poterono ampliare i propri dividendi occupando direttamente i Ministeri, e dopo la fine della guerra la preoccupazione dei politici era quella di evitare che i nuovi occupanti, le imprese americane, decidessero direttamente del destino degli italiani. I fatti storici raccontano come i gerarchi fascisti agivano nei propri interessi personali, fra i più corrotti ci sono Roberto Farinacci, Giuseppe Volpi, Costanzo Ciano, Leandro Arpinati, Edmondo Rossoni, Edmondo Balbo, Ulisse Igliori, Emilio De Bono. Il regime fascista mostrava come il famoso conflitto di interessi toccava direttamente i vertici delle istituzioni politiche, visto che politici e imprenditori coincidevano, abusando dei propri ruoli per usare i soldi pubblici a fini privati. Lo stesso Mussolini sapeva usare bene il denaro pubblico per mantenere il potere.

La corruzione è stata sfruttata come strumento per chiudere i partiti. In buona sostanza i fascisti rubavano direttamente agli italiani mentre fino all’esistenza dei partiti, i politici rubavano agli italiani per ridistribuire secondo gli interessi dei partiti, oggi rubano per interesse personale e per conto delle multinazionali. Possiamo riassumere secondo tali slogan: “la monarchia e il fascismo si servivano e non servivano al popolo“, “i partiti servivano ai gruppi“, “i politici di oggi sono asserviti alle multinazionali“. Se questa può apparire una semplificazione troppo veloce, in effetti lo è, poiché dal secondo dopo guerra, nonostante tutto, ci sono anche buoni esempi di amministrazione ma l’attenzione vuole essere indirizzata su noi stessi, complici di buone e cattive azioni poiché la nostra apatia ha favorito la trasformazione dei fenomeni corruttivi. L’onda mediatica serve a conservare questa apatia per impedire un risveglio delle coscienze, ed i demagoghi e populisti sono funzionali a processi di trasformazione della società verso i regimi autoritari. Fateci caso, i mass media danno ampia pubblicità proprio ai demagoghi.

Non fatelo sapere in giro, ergo la corruzione è un fenomeno che riguarda gli individui, e tali individui quando ricoprono ruoli istituzionali si comportano di conseguenza, dai sistemi medioevali e feudali, passando per la monarchia ed i sistemi rappresentativi. E’ certo che i sistemi gerarchici: feudi, monarchie e regimi siano sistemi viziosi in quanto tali, poiché le decisioni sono auto referenziali, poiché prive di quel carattere democratico tipico dei sistemi parlamentari ove c’è confronto e dialogo, a meno che non siano governate da uomini illuminati e altruisti, condizioni più uniche che rare. Fateci caso, il nostro Parlamento non decide più niente, si limita a ratificare le proposte del Governo.

Non fatelo sapere in giro, ma le democrazie rappresentative stanno per essere cancellate ed il comportamento di numerose istituzioni, apparentemente democratiche rappresentative, mostrano già il passaggio al neofeudalesimo poiché le decisioni sono prese dagli organi esecutivi (mai elettivi) e le stesse istituzioni portano avanti gli interessi delle multinazionali (“i politici di oggi sono asserviti alle multinazionali“). E’ il tipico caso dei Comuni, ormai organizzazioni feudali ove i cittadini delegano a una sola persona il ruolo di gestire i servizi locali. E’ nei Comuni che si presentano le prime occasioni di clientele. In tutti i livelli istituzionali Comuni, Provincie e Regioni, gli eletti non fanno politica ma si limitano ad approvare scelte preparate da dirigenti e funzionari, e le aziende fornendo le linee guida proprio ai dipendenti pubblici possono facilmente guidare la politica, senza alcun disturbo. Il paradosso è che i dirigenti e i funzionari pubblici ricevono premi monetari proprio sul raggiungimento dei risultati, come in un’azienda privata, e spesso gli obiettivi sono gli interessi delle aziende. Questo processo fu preconizzato e scritto in un testo molto eloquente: Strategia del colpo di Stato; Manuale pratico. Non fatelo sapere in giro ma la corruzione è legale!!!

Non fatelo sapere in giro, ma da quando i processi amministrativi sono stati privatizzati gli organi esecutivi locali deliberano secondo criteri privatistici e di massimizzazione dei profitti, ergo la corruzione è stata legalizzata poiché il finanziamento alle attività politiche provengono da imprese private, spesso imprese che gestiscono i servizi pubblici locali in regime di monopolio di fatto, ergo la corruzione è legale, ma non fatelo sapere in giro.

Tutti coloro i quali parlano di scandali e tutti i coloro i quali raccolgono consensi dall’indignazione dei cittadini, non solo non hanno interesse nel proporre cambiamenti circa la pubblica amministrazione (nei loro programmi non esiste alcun punto su questo argomento), ma fremono nel sostituire i politici corrotti per accedere a uno stipendio fisso, nella migliore delle ipotesi, mentre nella peggiore saranno i servi degli interessi privati di aziende che si occupano di fare impresa come previsto dal proprio programma elettorale. In tal senso non esiste un politico che sia in grado di fare l’interesse generale poiché la formazione e la selezione del politico, come accade negli USA, è frutto di un processo selettivo mediatico guidato direttamente e indirettamente dagli interessi particolari delle aziende. Ergo, non fatelo sapere in giro la corruzione è già stata legalizzata. Non fatelo sapere in giro ma nessun partito si preoccupa e si occupa di applicare processi selettivi interni attraverso il merito e la cultura, la ragione è banale: a nessuna azienda interessa interloquire con persone libere, e soprattutto con persone capaci di interpretare e applicare valori etici universali poiché questo aspetto non rientra nella logica del fare profitto. Non fatelo sapere in giro!!!

Se gli italiani intendono ridurre la corruzione, soprattutto se il primo partito quello del non voto, intende scendere in campo deve creare un soggetto nuovo: un movimento politico culturale che applica il merito e si liberi dell’invidia sociale e dell’avidità, un soggetto che conosca, valorizzi e sperimenti la democrazia interna, un soggetto che formi leaders e che usa la cultura per creare progetti socialmente utili e soprattutto studiare la bioeconomia. In questo modo gli italiani potranno avviare un cambiamento radicale, scevri dalle derive neofeudali e autoritarie che stanno appestando tutti i partiti politici, sempre più simili ai regimi d’inizio secolo Novecento, basti ascoltare il linguaggio, osservare i comportamenti e soprattutto il vuoto culturale che rappresentano. Non fatelo sapere in giro!!!

Mussolini: soldi, sesso, segreti. La grande storia.

La Grande Storia, programma RAI

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