La via per l’evoluzione


Una città come Salerno non può permettersi il lusso di attendere un cambiamento calato dal cielo, e tanto meno può permettersi un nuovo “messia” che faccia il proprio tornaconto personale. Gli ultimi vent’anni hanno mostrato e credo dimostrato che il male di Salerno, come spesso accade quando la democrazia sparisce, è rappresentato dall’apatia dei cittadini nei confronti della polis. La maggioranza dei cittadini ha sviluppato una ceca fiducia nella delega a dir poco sconveniente e patologica, poiché quando i cittadini rinunciano alla partecipazione e si affidano al capo accade che emergano regimi feudali, autoritari, favoritismi di ogni genere, corruttele, clientele, sprechi, malversazioni e danni ai servizi pubblici. E’ del tutto difficile, forse è impossibile, trovare un cittadino che sappia esprimere in maniera precisa, chiara ed esaustiva un giudizio politico amministrativo nei confronti del proprio Sindaco che risponda al vero, nel senso obiettivo del giudizio, quello che si può costruire solo leggendo gli atti della pubblica amministrazione, i bilanci del Comune e l’organizzazione della città rispetto ai principi della Costituzione italiana e all’etica politica. Ad essere ancora più espliciti, è difficile per qualsiasi cittadino italiano esprimere una valutazione politica matura e corretta nei confronti del proprio amministratore politico, poiché negli ultimi trent’anni è accresciuta la patologia del nichilismo italiano e la regressione culturale degli individui; pertanto Salerno non è immune, anzi il livello di apatia politica forse è maggiore rispetto ad altri territori. Il rapporto fra gli individui e le istituzioni circa l’attuale società è ascrivibile al vassallaggio feudale.

andamento_spese_cultura_Com_Saleno
Per la cultura, biblioteche e musei il Comune spende €0

Negli ultimi vent’anni i salernitani hanno preferito delegare il destino della città all’uomo che più li ha rappresentati, e quest’aspetto ha le sue radici nella storia della città che per quarant’anni è stata male amministrata, e nell’assenza di un’alternativa politica più valida. L’affermazione più frequente espressa dai sostenitori fedeli al capo è: “meglio Salerno com’è oggi rispetto agli anni precedenti” (ci si riferisce agli anni della DC). Come dare torto a tale convincimento? L’artificio mediatico che ha consolidato un dominio assoluto è fondato sull’immagine e sulla comunicazione ossessiva e pervasiva di una visione politica, indipendentemente se fosse vera o meno, se fosse giusta o meno per i cittadini. Vent’anni senza alcun contraddittorio e con i media a proprio favore, in questo modo si convince qualsiasi cittadino distratto, poco accorto alla cosa pubblica e per nulla partecipe. Un aiuto importante e indiretto, è fornito dall’inconsapevolezza diffusa circa la reale provenienza della visione politica, poi edulcorata, e poi sconfessata e contraddetta dallo stesso “messia”. Una verità storica circa il ciclo ventennale del periodo che si chiude può emergere solo dagli atti della pubblica amministrazione, e dai comportamenti dei protagonisti di un periodo storico determinante, quello che parte dagli anni 70 fino agli anni ’90, poiché è in quel periodo che la Sinistra costruisce la visione politica della città futura, e quella visione sarà premiata dai cittadini. Buona parte di questa verità non è stata comunicata alla cittadinanza e la responsabilità è anche dei protagonisti del mondo culturale politico e professionistico che non ha saputo raccontare quel periodo.

bilancio_comune_Salerno_01

Non esiste altra strada per migliorare la qualità della vita se non quella dell’educazione civica e politica dei cittadini. Spetta alle persone sensibili avviare un percorso genuino che sviluppi conoscenze e sperimentazioni democratiche volte a informare e formare le persone al fine di avviare quel processo democratico che manca, e senza non sarebbe possibile sviluppare una comunità più civica e consapevole delle opportunità virtuose che il territorio può cogliere.

Una nuova visione politica si può costruire con i processi partecipativi e con una corretta selezione dei propri dipendenti eletti che prevede, per la prima volta a Salerno, il far prevale il bene  comune rispetto agli interessi privati, sarebbe un’evoluzione sociale che i cittadini meritano, ma è un’evoluzione dal basso, cioè sono i cittadini stessi che dovrebbero rinunciare alla propria avidità, ed all’invidia sociale di prevaricare gli altri, imparando per la prima volta a giudicare rispetto al merito con altruismo, per sostenere una visione politica forgiata dalla bioeconomia introducendo così valori finora mai messi in pratica.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...