Il coraggio di uscire dal capitalismo


I recentissimi movimenti politici – Podemos e Syriza – stanno facendo riemergere con forza la questione culturale della Sinistra in Europa.

Se osserviamo la struttura istituzionale dell’UE e le politiche adottate possiamo riconoscere numerosi problemi sociali ed economici e persino democratici (il problema della separazione dei poteri), visto che gli Stati aderenti all’euro zona (1) abdicano alla sovranità monetaria, (2) aderiscono a regole contabili particolari (patto di stabilità e crescita, fiscal compact e MES) e (3) rinunciano persino a promuovere proprie politiche industriali nazionali (i Governi non elaborano più piani industriali). Chi aderisce all’euro zona entra in un’area geografica di disuguaglianze economiche programmate dai paesi centrali a danno di quelli periferici. Si tratta di un’area neoliberale che sostiene l’ideologia del libero mercato delle imprese private sottovalutando le conseguenze sociali ed economiche. I Trattati europei professano la visione neoliberista negando l’opportunità dell’azione di Stato, quindi si tratta della versione più schietta e sincera del capitalismo, nato e sorto nell’Occidente verso il XVI secolo (laissez faire). Il capitalismo si trasforma in varie forme e quella del XX secolo è solo l’evoluzione più vera di questo paradigma totalmente avverso alla natura, di cui l’uomo è solo una parte. Il capitalismo è una religione distruttiva e stupida poiché si nutre di disuguaglianza a danno dei diritti e degli ecosistemi, forgiato dal piano ideologico dell’economia neoclassica.

Ad oggi manca ancora un movimento culturale politico capace di dire con coraggio che l’uomo occidentalizzato, se vuole sopravvivere a se stesso, deve disfarsi del capitalismo, senza se e senza ma. L’organizzazione UE è solo la recente ed ultima invenzione più stupida ed inefficace che i partiti politici siano stati capaci di mettere in piedi, ed i recenti movimenti di sinistra, Podemos e Syriza, anziché chiedere l’uscita dal capitalismo per approdare in una società fondata sulla bioeconomia, per il momento si limitano ad esprimere una preghiera affinché si possa controllare la bestia neoliberista. E’ la storia a smentire queste velleità legittime, ma del tutto ingenue e immature.

Podemos e Syriza hanno il merito e la virtù di voler ricostruire una vera sinistra (in Italia è sparita all’inizio degli anni ’80) che riesce a raccogliere un largo consenso popolare, ma se dovessimo giudicare la politica dal consenso e non da ciò che esprime, commetteremo un errore. Il capitalismo sarebbe diventato instabile, fu preconizzato dagli economisti stessi (Keynes, Marshall, Schumpeter), ed oggi è nella sua fase di delirio più acuta, grazie all’informatica e agli strumenti finanziari. Nel contesto attuale, i cittadini possono cominciare a ragionare su come riprendersi la libertà di decidere per se stessi, ma in armonia con la natura e transitare in comunità prosperose, all’interno di un piano culturale ove l’interesse generale prevale sull’interesse privato, e questa è un’evoluzione sociale ed antropologica.

Non c’è dubbio che anche in Italia sia necessario un movimento di Sinistra, ma che sappia realizzare un consenso partendo dalla bioeconomia, poiché è l’unica offerta concreta per uscire dal piano ideologico obsoleto e creare nuova occupazione utile, l’unica; le altre sono “aggiustamenti” nel piano ideologico del capitalismo. La questione fondamentale verte proprio sui paradigmi culturali della nostra società, e su questo aspetto nei programmi di Podemos e Syriza c’è poco o nulla, in Italia il nulla assoluto, e tale argomento [bioeconomia] è stato, finora, sviscerato in ristretti ambiti della sinistra che non c’è più. I media stessi censurano la bioeconomia affinché i cittadini rimangono nel piano mentale della dipendenza psicologica dal capitalismo neoliberista. Podemos e Syriza mostrano una sensibilità verso l’ecologia ma viene declinata nel versione dello sviluppo sostenibile, cioè un ossimoro, e fra l’altro è una versione già declinata dall’UE.

E’ rilevante l’attenzione di Podemos  e Syriza sulla questione della sovranità, ma su questo i movimenti si distinguono: Podemos sembra più intransigente verso il sistema euro, mentre Tsipras sogna di cambiare l’euro rimanendo nell’euro, mettendo da parte la questione giuridica della sovranità monetaria. Questo argomento, solo in Europa, viene “assegnato” ai movimenti di destra (divide et impera), mentre nel Sud America, da diversi anni, gli Stati con maggioranze comuniste hanno saputo e voluto contrastare il FMI e la Banca Mondiale che usano l’economia del debito come strumento di controllo, di predominio e di guerra valutaria; com’è noto dal secondo dopo guerra in poi l’UE è colonia degli USA, e l’introduzione dell’euro fu un primo passo per costruire gli Stati Uniti d’Europa, attraverso una valuta controllata e prestata ai Governi, dal sistema bancario Occidentale. Nella sostanza le sinistre europee, a differenza delle sinistre presenti nel resto del mondo, accettano l’imperialismo monetario americano (le teorie liberali di Smith [la destra] per sostituire gli Stati col governo delle multinazionali), e accettano l’immorale sistema bancario forgiato sull’economia del debito, e non propongono l’uscita dal capitalismo, quindi da questo punto di vista le sinistre europee hanno la stessa visione delle destre, anzi le sinistre hanno diffuso programmi ed obiettivi che rientrano nelle logiche neoliberiste (la cosiddetta “terza via“: creare all’interno dei partiti, politici “di sinistra” portatori delle teorie liberali). Esempi concreti e visibili riguardano: il sistema del credito ove banche speculative possono usare il risparmio dei contribuenti, il sistema delle società offshore che consentono varie truffe grazie all’opacità dei finanziatori e dei beneficiari, la privatizzazione della Banca d’Italia e la rinuncia alla sovranità monetaria; il governo del territorio, cioè la crescita urbana e la mercificazione dei suoli, il consolidamento delle rendite di posizione e la creazione di nuove rendite; il sistema maggioritario e l’introduzione del diritto privato in ambito pubblico che privatizza i processi decisionali (neofeudalesimo) e le recenti speculazione edilizie pianificate attraverso l’economia del debito e la finanziarizzazione di piani e progetti. Ad esempio, l’UE è il tempio dei liberali, e di fatto un’organizzazione feudale che viola palesemente i principi di qualsiasi forma di democrazia rappresentativa. L’UE è palesemente contro i valori della Costituzione, e la stessa carta costituzionale è stata di recente stuprata introducendo l’obbligo del pareggio di bilancio che producono la conseguenza di violare i diritti dell’uomo

O i futuri movimenti di sinistra hanno il coraggio di porsi obiettivi e percorsi che costruiscono una società al di fuori del capitalismo, di fatto risolvendo l’origine dei problemi ambientali, democratici ed occupazionali, oppure continuano a fare il gioco delle destre.

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