Povertà e opportunità?!


Secondo l’ultimo rapporto di Banca d’Italia la distribuzione della ricchezza monetaria è sempre più diseguale, buona parte delle famiglie è più povera di prima, mentre i pochi sono sempre ricchi: «Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% delle ricchezza netta familiare totale (45,7% nel 2010)»[1]. In termini di opportunità e visone futura siamo praticamente disperati poiché i programmi politici non sono adeguati alla realtà che ruota intorno a noi. Fino agli ’70 e ’80 noi italiani avevamo la certezza di crescere in famiglie monoreddito che potevano soddisfare i bisogni primari, oggi viviamo in famiglie doppio reddito che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, sostanzialmente negli ultimi trent’anni la qualità delle vita è peggiorata. Le cause di questo peggioramento sono molteplici: il paradigma culturale delle istituzioni che persegue la crescita materiale all’infinito, il sistema fiscale globale che incentiva la delocalizzazione industriale, il sistema del credito che incentiva l’avidità e la concentrazione dei capitali nelle mani di pochi, l’assenza di democrazia rappresentativa nel sistema istituzionale dell’Unione europea, e l’apatia dei cittadini.

La situazione è alquanto grottesca e contraddittoria poiché i cittadini, uniti in un progetto di reciprocità, potrebbero sfruttare le tecnologie consentendo loro di vivere meglio di prima. La continua distruzione del potere salariale svantaggia gli italiani che desiderano migliorare la propria condizione di vita, poiché più tempo si trascorre all’interno della recessione e più si intacca il risparmio dei cittadini. Questo significa che la concentrazione dei capitali nella mani dei pochi distrugge la democrazia come noi la conosciamo e riafferma il sistema feudale ove un’oligarchia di pochi riesce a promuovere istanze politiche poiché ha forza monetaria per farlo. La rapina sta nel fatto che questa forza è stata costruita sul nulla – sistema bancario – e sull’usurpazione dei beni, e le risorse limitate del pianeta tramite guerre e forze militari.

Nel 1998 un signore di nome Sandy Weill, sconosciuto ai cittadini italiani, riuscì a far cambiare una legge americana per introdurre il Gramm-Leach-Bliley Act del 1999 sostenuto prima da un senatore repubblicano, Gramm, che ricevette sostanziosi aiuti dal settore finanziario. La legge ebbe sostegni politici anche dal democratico Rubin, già co-chairman di Goldman Sachs. La norma consentì la nascita di Citigroup col fine di estendere le proprie attività finanziarie che precedentemente costituivano illeciti. Questa storia insegna come sia stato facile far nascere le regole che hanno fatto crescere l’industria finanziaria, quell’industria che ha distrutto migliaia di posti di lavoro per l’avidità di pochi individui. La deregolamentazione ha consentito la diffusione di strumenti come le auction rate securities che svolgono la stessa funzione del credito ordinario senza essere assoggettate alle regole tradizionali, sono gli strumenti usati anche dalla Lehman Brothers. La recessione che stiamo vivendo nasce, cresce e si sviluppa per l’effetto di questa deregolamentazione finanziaria che ha consentito di truffare risparmiatori e investitori per accentrare ricchezze nelle mani di pochi. Nel 2007 il “sistema bancario ombra”[2] diventa molto più grande e pesante del sistema tradizionale, e condiziona le scelte politiche globali e nazionali.

I cittadini possono dare indirizzi politici ai propri dipendenti selezionati attraverso strumenti democratici, oggi inesistenti, e indicare priorità nell’alveo culturale della bioeconomia, questo richiede un cambiamento radicale di rotta per tornare all’economia reale e sviluppare la resilienza. I cittadini possono agire direttamente condizionando il sistema del credito e indirizzarlo su progetti virtuosi. All’interno di sistemi bioeconomici possiamo progettare sistemi sostenibili e consentirci un futuro di prosperità. Possiamo realizzare comunità dirette dai cittadini attraverso il controllo dell’energia, delle materie prime seconde (rifiuti), e dell’acqua.

Annunci

Un pensiero riguardo “Povertà e opportunità?!”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...