Etica e valori prima di tutto


La recessione innescata dalle ideologie obsolete e le buone pratiche sono esempi per capire che bisogna cambiare i paradigmi culturali delle nostre istituzioni e nella società. Non è più accettabile leggere notizie “sportive” ove un club di calcio spende 109 milioni per acquistare un calciatore, mentre servono 104 milioni per conservare un patrimonio dell’umanità come Pompei. Il Governo italiano compra caccia bombardieri, e durante l’estate protezione civile e vigili compiono sforzi per spegnere roghi dolosi, che distruggono ecosistemi, privi dei mezzi necessari a prevenire tali danni. E’ evidente che siamo di fronte a patologie molto gravi.

Ci sono tecnologie (fonti alternative e smart grid) e indicatori maturi (Benessere Equo e Sostenibile) che ci consentono di compiere un passo evolutivo nella giusta direzione: una società più equa, più civile e più responsabile, che consenta di usare razionalmente le risorse limitate e sfruttare al meglio l’energia disponibile. Progettisti, piccole imprese e piccole comunità sono in grado di cogliere questa opportunità ed alcuni di questi soggetti stanno già vivendo questo periodo di transizione.

Tramite il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) è possibile realizzare comunità sostenibili che producono beni che non sono merci, e ricostruiscono una rete sociale fondata su valori umani consentendo un adeguato sviluppo umano e creativo necessario per ricostruire un’economia reale. MDF coniuga alta tecnologia con tradizioni e identità locali per tendere alla cultura della “civiltà contadina modernizzata”.

In ambito locale famiglie ed imprese sono libere di realizzare interventi di riduzione della domanda di energia costruendo reti con fonti alternative per autoprodurre l’energia necessaria e scambiarsi gratuitamente i surplus, questo intervento elimina l’attuale dipendenza energetica e cancella sprechi e costi delle bollette. Famiglie ed imprese, per realizzare queste isole energetiche, possono creare una massa critica e innescare un clima di concorrenza fra le banche per orientare il credito su interventi virtuosi spostando i propri conti correnti verso la banca più sensibile e che offra garanzie più vantaggiose. I cittadini consapevoli del fatto che possono cancellare sprechi e dipendenza dagli idrocarburi, possono rivalutare il proprio immobile migliorando il comfort ambientale, quindi migliorando la propria vita, sulla base di progetti che migliorano l’efficienza energetica e valutando un contratto di energy performance possono raccogliere il credito necessario per raggiungere l’obiettivo virtuoso.

La recessione evidenzia le difficoltà di città grandi e medie per ragioni politiche e storiche. Puntando sull’aggiornamento culturale di politici e dirigenti pubblici è possibile ridurre i rischi della recessione e progettare città adeguate ai tempi. Prendendosi cura delle proprie città si possono creare migliaia di nuovi posti di lavoro per conservare il patrimonio esistenze, realizzare le isole energetiche con fonti alternative, ridurre la presenza delle automobili a favore delle “bici pedelec” ed introdurre l’agricoltura naturale.

Ripensando nuovi criteri fiscali e contabili che tutelino i diritti umani dalla finanza (MES e pareggio di bilancio) è possibile rimettere la polis al centro delle scelte politiche. Il legislatore deve cambiare il Tuel e consigliare gli amministratori di pensare alla felicità degli abitanti (BES) ed introdurre strumenti democrazia diretta, e di revoca del mandato. E’ noto che gli indicatori attuali, debito/PIL, spread, e l’avidità del WTO non siano compatibili con gli esseri umani e la natura del pianeta. Siamo sempre l’unica specie di questo pianeta che si lascia condizionare  dall’invenzione della moneta, mentre tutte le altre specie vivono grazie al Sole. In tal senso la recessione consente di far crescere una maggiore consapevolezza popolare sulle scelte da fare, riflettere sui propri stili di vita, spesso meccanici, compulsivi e meramente consumistici privi di valori ed identità.

BES_indicatori_paesaggio_e_patrimonio_culturale

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2 pensieri riguardo “Etica e valori prima di tutto”

  1. […] Il secondo motivo ritengo sia da cercarsi fuori dai partiti, cioè oltre oceano. Negli USA e nelle organizzazioni sovranazionali si diffondeva la religione liberista e fra i suoi obiettivi c’era la distruzione dei partiti politici tradizionali e delle organizzazioni sindacali poiché erano un ostacolo al progetto di una nuova economia mondiale. WTO, Banca dei regolamenti internazionali e Banca Mondiale pongono le corporation e le multinazionali ai vertici del governo mondiale, com’è noto. Nella sostanza bisognava distruggere il pensiero politico prerogativa di intellettuali e dei partiti, cioè dei cittadini, e consentire che le SpA si appropriassero anche del fare politico ed economico nel senso stretto: gestione delle risorse, moneta e industria, e media. Possiamo anche semplificare affermando che oggi le SpA possiedono i politici, negli USA sono facilmente formati e candidati tramite un sistema consolidato ed efficace, che fa persino credere a cittadini disinformati ed ingenui che gli eletti siano scelti dal basso. Nel mondo occidentale il pensiero politico viene promosso dai think tank, spesso finanziati dal sistema bancario privato, e quindi la selezione delle idee dei politici, che ripetono concetti come i pappagalli, emergono nell’ambito di interessi particolari, quasi mai si tratta di idee che abbiano un fondamento nel diritto o nell’etica. […]

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