Sempre i peggiori? Possiamo cambiare!


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Il tema della selezione degli eletti e della loro indipendenza è un argomento tristemente ed irresponsabilmente nascosto da tutti gli attori politici e dai media tradizionali. La cronaca politica è colma di scandali, inchieste giudiziarie che raccontano la corruzione, ma l’abbondanza di queste vicende non è minimamente compensata con proposte per risolvere il notissimo problema, vecchio quanto il mondo. Non c’è dubbio che in letteratura siano state proposte soluzioni efficaci, ma gli italiani condizionati dalle proprie emozioni contrastanti si lasciano guidare da partiti populisti e demagogici e dall’apatia politica.

Un politico colto, altruista, capace ed indipendente è senza dubbio pericoloso per lo status quo, ma soprattutto è una specie estinta. La maggioranza degli italiani affetta dall’analfabetismo funzionale si affida ai demagoghi e non partecipa attivamente alla politica. I partiti preferiscono i modelli sociali feudali alla democrazia. Attualmente stiamo vivendo un periodo feudale ove i pochi non eletti decidono per tutti. Le attuali e future generazioni staranno peggio delle precedenti, ci dicono i dati economici. Gli organi di distrazione di massa accelerano le regressione mentale che possiamo notare nella società. L’immaturità dei politici non è un processo spontaneo, ma un processo indotto sapientemente da chi sa influenzare le masse. Se scegliamo sempre i peggiori per rappresentarci, la colpa è nostra, mi pare evidente. Se ci rifiutiamo di partecipare direttamente la colpa è sempre nostra.

Vedrò

Per fortuna il futuro è comunque incerto, nel senso che non è determinato, e può essere scritto da noi stessi, se riuscissimo a rimuovere schemi mentali obsoleti che ci costringono a regredire piuttosto che maturare, che ci costringono a fare errori piuttosto che sperimentare nuovi modelli e crescere insieme. Prima di tutto dobbiamo affrontare la radice del problema: l’analfabetismo funzionale e di ritorno, altrimenti anche internet può essere una trappola mortale per la democrazia, anzi potrebbe favorire nuovi regimi autoritari.

Curiosità e coraggio per le sperimentazioni sono stimoli importanti, molto più importanti dell’indignazione che viene alimentata dai media poiché spesso si traduce in apatia e sfiducia. La maggioranza dei cittadini vota con la “pancia” come si dice in gergo, è questo il problema enorme della nostra società. Anziché usare la razionalità caratteristica distintiva degli esseri umani, se facciamo caso, siamo piuttosto infantili nelle scelte politiche, siamo predatori, famelici, egoisti, disinteressati, senza dimenticare che la politica è strumento di ascensore sociale e dove la selezione è fatta rispetto alla fedeltà ed ai rapporti amicali. Questo comportamento non è affatto casuale, le SpA hanno speso miliardi di parcelle per psicologi, psichiatri e pubblicitari per raggiungere questo risultato. I Governi hanno fatto di tutto per distruggere la scuola e creare cittadini addomesticabili.

Pertanto, come modificare le regole al processo decisionale della politica per favorire la nascita di questa specie estinta? (Politico colto, altruista, capace ed indipendente) Usare al meglio gli strumenti che abbiamo a disposizione: fare rete fra cittadini liberi e coordinarsi in progetti politici genuini capaci di progettare risposte ideali e concrete per migliorare la nostra vita. Dobbiamo sperimentare la democrazia e favorire gli individui eccellenti applicando il merito, e questo dipende essenzialmente dalla capacità delle masse di riconoscere i talenti, che a sua volta dipende dalla cultura degli individui. Se noi scegliamo sempre i peggiori è evidente che la cultura degli individui non è adeguata, quindi? Bisogna migliorare la cultura degli individui, ruolo tradizionale che spetta alla scuola, distrutta dai governi. Avviamo percorsi autogestiti e sperimentali per sviluppare capacità individuali e collegiali.

In questo modo potremmo imparare a valutare e far crescere le comunità per tendere a società sempre più democratiche, nel senso proprio del termine, dove i molti decidono e non i pochi e lo fanno con processi efficaci come accade in Svizzera ed altre nazioni che da tempo usano metodi partecipativi diretti. La questione morale dipende solo dalla nostra capacità di valutare le persone, non dalle chiacchiere, ma dai fatti e dai percorsi personali. La democrazia è utile a compiere scelte migliori su temi che ci riguardano direttamente, ma la democrazia rappresentativa serve a scegliere le persone, e noi italiani non sappiamo scegliere, bisogna ammetterlo. Dobbiamo riflettere molto su questo aspetto e dobbiamo introdurre criteri selettivi come le primarie, ma non quelle all’americana e non con i partiti aziendali americani dove la corruzione è stata legalizzata. Non è un caso che l’implosione del capitalismo sia partita dagli USA dato che l’industria finanziaria ha saputo farsi scrivere le leggi che desiderava per rubare ai molti ed arricchire i pochi. Consentiamo a tutti i cittadini di poter concorre alle cariche elettive regolando bene il sistema della pubblicità, della propaganda, applicando l’uguaglianza e individuando una corretta misura delle spese. Se favoriamo il confronto vero, cosa che non c’è mai stata altrimenti i galoppini non potrebbero occupare ruoli, sarà più facile valutare i talenti e successivamente giudicarli dai fatti. E’ noto che la televisione ed i giornali dominano la pubblicità politica, come si dice in gergo fanno opinione e quindi costruiscono i personaggi politici, senza quegli strumenti i partiti avrebbero difficoltà nel raggiungere gli elettori. Un caso italiano recente, interessante e controverso è senza dubbio il consenso del M5S, 8,6 milioni di italiani hanno riposto fiducia in un personaggio pubblico, già noto e credibile agli occhi dei cittadini, ma che ha fatto un campagna elettorale tradizionale, riempiendo le piazze e sfruttando l’eco dei media. L’arte teatrale a servizio di un progetto politico ha saputo raccogliere un inaspettato consenso che ha spiazzato i partiti tradizionali che non usano la comunicazione della satira per dire ciò che pensano. Questo partito, attraverso il porcellum, manda in Parlamento 163 cittadini sconosciuti senza alcuna esperienza politica e senza una selezione meritocratica e democratica.

Internet è uno strumento utile se usato correttamente, e le recenti elezioni ci raccontano che questo mezzo potrebbe essere usato meglio, soprattutto per applicare una maggiore condivisione delle idee ma è necessario conservare il processo selettivo dei politici a modelli più tradizionali per evitare facili brogli, poiché attraverso l’informatica è più facile compiere manipolazioni. Regole efficaci potrebbero garantire una corretta pubblicità e promuovere un diritto “nuovo”: l‘auto candidatura, consegnando al popolo un potere finora circoscritto ai partiti che siedono in Parlamento poiché, com’è noto, tutti i partiti si sono arrogati il diritto di selezionare gli eletti, il popolo è sempre stato escluso dalle decisioni, e quando si è espresso tramite un referendum ha dimostrato di pensare diversamente dai propri dipendenti che anziché fare scelte nell’interesse pubblico hanno sempre assecondato il volere dei loro padroni particolari, spesso SpA e gruppi élitari sovranazionali.

I media dicono che il Ministro dell’Economia Saccomanni potrebbe privatizzazione ENI, ENEL, e Finmeccanica. E’ una decisione presa altrove tanto tempo fa. Questi suggerimenti sono stati costruiti nei soliti think tank di ispirazione liberista che mirano a distruggere gli Stati e le Costituzioni socialiste e liberali per affermare la religione delle SpA, ampiamente sostenuta anche dall’Unione Europea.

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