Un discorso di puro buon senso


Mentre il Parlamento è prigioniero di se stesso e dei nominati, l’Italia va avanti, nonostante tutto. La grande percentuale di ricambio dei nuovi dipendenti, circa il 64%, crea un normale rallentamento delle attività. L’assenza di visione pragmatica e l’incomunicabilità fra parlamentari acuisce il danno economico agli italiani, e comunica l’incertezza del momento a tutti i cittadini che hanno votato durante le ultime elezioni politiche.

Cosa dovrebbe fare un politico che ama il proprio paese?

Comunicare la propria visione, le idee ed i progetti concreti per cambiare tutto. I cittadini non comprendono il silenzio e non comprendono la confusione attuale poiché i nuovi dipendenti sembrano impauriti e poco adeguati al ruolo a cui essi stessi si sono candidati, nessuno li ha obbligati, ma sono li a spese degli italiani. Com’è noto l’Italia ha seri problemi che richiedono risposte veloci poiché ogni giorno chiudono imprese a causa dei crediti piuttosto che dei debiti, ci troviamo in un vero paradosso frutto del sistema contabile e fiscale imposto dall’Unione Europea, inventato da PD e PDL. Per cominciare a risolvere i problemi odierni ci vogliono buon senso, umiltà, competenza, conoscenza e coraggio. Dopo un mese sembra che il Parlamento attuale non abbia queste virtù, almeno questa è l’immagine che percepisco, spero di essere in errore e lo capiremo presto, mentre famiglie ed imprese sono abbandonate al sistema europeo per nulla sociale e solidale, ma costruito soprattutto sulle tasse e l’ingiustizia degli stupidi indicatori: debito/PIL, spread, e moneta debito.

Questa Unione Europea va sostituita, l’hanno capito tutti ormai, meno che il nostro Parlamento? Il voto degli italiani ci consegna un Parlamento dove le forze politiche in campo hanno visioni diverse fra loro, dove chi ha distrutto il Paese cerca di sopravvivere a se stesso, e PD e PDL non comprendono che sono fuori dalla storia. Devo ammettere che anche il M5S è prigioniero della propria inesperienza.

Bisogna affrontare la contingenza e pagare i debiti della Pubblica Amministrazione verso i fornitori, le imprese che hanno lavorato stanno aspettando di mettere il piatto a tavola.

Bisogna comunicare che la religione della crescita è stata la rovina dell’Unione Europea poiché l’influenza delle SpA e dei serbatoi di pensiero – think tank – hanno indottrinato e diffuso con successo, un pensiero dominante obsoleto frutto dell’avidità, pertanto, il termine crescita è stato completamente edulcorato, manipolato ed è stato creato un mantra, un dogma ripetitivo ossessivo, dove i politici attuali hanno potuto perseverare nell’obiettivo dell’avidità, cancellando la democrazia rappresentativa e instillando un processo di rifeudalizzazione delle Nazioni sostituite dalla dittatura SpA messa al vertice dell’Unione Europea, fra l’altro l’UE è un’organizzazione non democratica poiché l’organo esecutivo ha maggiori poteri del Parlamento europeo, unico organo eletto dai popoli. Nel corso dei decenni la crescita del PIL ha prodotto maggiore disoccupazione, maggiore precarizzazione, ha ridotto i diritti dei cittadini, ha indotto il fenomeno della delocalizzazione industriale ed ha aumentato le disuguaglianze sociali ed economiche. La crescita ha reso le famiglie più povere e più insicure. Dopo quarant’anni di crescita l’Italia e l’Europa stanno decisamente peggio. Dal dopo guerra ad oggi si è esaurita la spinta della crescita infinita ed il sistema è imploso su stesso, da un capitalismo figlio dell’economia reale – dagli anni ’50 agli anni ’70 – siamo entrati nell’era della finanza – anni ’80 e 2000 – che ha distrutto la democrazia rappresentativa. I Governi non prendono decisioni politiche, ma assecondano i capricci del famigerato “mercato”, che non esiste nel senso proprio del termine, cioè non esiste un luogo dell’equo scambio delle risorse, ma ci sono software ove i broker e le SpA perseguono i propri interessi e basta.

Nel 2013 le decisioni più importanti per la specie umana non sono prese con metodi razionali, scientifici, morali e democratici. Nel 2013 la specie umana, quella che si ritiene migliore di tutte le altre, subisce le decisioni politiche inventate dai capricci di un “mercato” che non esiste, cioè il nulla governa la politica. Nel 2013 tutte le specie viventi di questo pianeta si godono la natura perché essa dona ogni giorno i propri flussi di materia, e nessuna specie spreca risorse, mentre quella umana ha bloccato la propria evoluzione e sta regredendo allo stato infantile poiché amministrata da una religione politica che adopera i propri mantra: crescita, PIL, competitività, avidità, obsolescenza pianificata etc.

La cosa più assurda della nostra specie è che ha tutte le conoscenze per cogliere le straordinarie opportunità delle tecnologie odierne, ma non riesce a vedere l’evoluzione poiché non ha occhi per vedere, non ha cervello per vedere. Speriamo che il tempo sia favorevole a questa generazione poiché è necessario transitare da un’epoca ad un’altra, altrimenti la nostra specie rischia l’estinzione mentre la Terra continuerà a vivere senza di noi.

Questa transizione epocale deve avere i suoi piloti, la sua classe dirigente capace di interpretare il momento politico e ci vuole formazione e cultura adeguata per farlo. La cittadinanza deve mobilitarsi per formare nuovi cittadini capaci di interpretare questo periodo denominato “decrescita felice” ed approdare alla “prosperanza“.

Un politico serio e consapevole, cioè un politico italiano normale chiama i colleghi europei e dice una cosa scontata: «l’invenzione dell’economia del debito non può essere il sistema su cui creare un governo politico, le generazioni che stanno subendo questa scelta storica non hanno dichiarato guerra a nessuno, la seconda guerra mondiale è finita, noi non siamo la colonia di nessuno. E’ giunta l’ora di riconoscere politicamente ciò che tutti sanno: l’energia che da vita a noi tutti è gratuita. Italia, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo non potranno mai ripagare il debito pubblico, e questo lo sapete bene tutti voi che pensate di poterci tenere schiavi in un sistema immorale ed innaturale, poiché questo sistema non tiene conto delle leggi della fisica. Così come il sistema è frutto di una convenzione, di un’arbitrarietà, imposta dalla storia dagli eventi bellici, oggi possiamo riconoscere che quella scelta di colonizzare gli Stati fu sbagliata. Oggi possiamo stabilire una nuova convenzione su presupposti molto diversi e possiamo farlo partendo dalle leggi della natura, leggi che abbiamo sempre ignorato dalle valutazioni politiche.

Con questi presupposti le Nazioni potranno riavere uno strumento, una moneta sovrana e non più a debito, e potranno stabilire una propria politica industriale partendo dalle risorse reali e dai principi di bioeconomia per evitare i danni ambientali prodotti dal nichilismo e dalla miopia di politici inadeguati e corrotti dalle SpA tramite il sistema dei paradisi fiscali. Si tratta di un’evoluzione delle teorie politiche, né liberiste e né keynesiane, ma che tengano conto delle risorse limitate e dell’innovazione tecnologica delle fonti energetiche alternative. Si tratta di politiche che riconoscono la concreta opportunità di eliminare le diseguaglianze e di consentire a chiunque volesse farlo di vivere in equilibrio con la natura, gli Stati hanno il dovere di porsi questo obiettivo minimo. Mai più uno Stato condizionato dalle borse telematiche e dall’usura bancaria, mai più uno Stato condizionato dall’invenzione di sciocche regole finanziarie che stanno distruggendo ecosistemi negando l’autoderminazione dei popoli.

Bisogna integrare gli indicatori obsoleti con il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e far decrescere gli sprechi figli di indirizzi politici sbagliati: ridurre le spese militari, sostituire le SpA che gestiscono i servizi locali con società public company (azionariato popolare diffuso) senza scopo di lucro, cancellare gli sprechi dell’inefficienza energetica con un piano di decrescita energetica delle fonti fossili e progettare la diffusione di reti intelligenti (smart-grid) con fonti alternative, sostituire gli inceneritori con gli impianti di riciclo totale, finanziare la prevenzione primaria nell’ambito sismico e idrogeologico, sostituire l’agri-industria con l‘agricoltura naturale, ridurre il numero dei motori a combustione per eliminare l’inquinamento da nanopolveri e ripensare la mobilità privata, spostare i soldi di grande opere inutili verso la ricerca e l’innovazione. Introdurre la vera class action. Bisogna adeguare la scuola e l’università ai nuovi paradigmi dell’educazione che non può essere più di tipo militare-industriale, ma di sviluppo creativo lasciando libero il “pensiero divergente”. E’ tempo di democrazia diretta

3 pensieri riguardo “Un discorso di puro buon senso”

  1. Pensare di fare a meno dell’europa è una sciocchezza grave…si può e si deve tentare di cambiarla in meglio,ma per fare questo e altro è necessario un governo e non continuare ad abbaiare alla luna..

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...