Priorità per cambiare veramente


La buona politica è figlia dell’etica e della formazione culturale degli individui che la praticano. Ovvio? Non sembra affatto. La profonda crisi che attraversa l’Occidente mostra i limiti delle rappresentanze politiche, poco preparate, e forse poco consapevoli dei rischi che  stanno correndo per mezzo di scelte poco ragionevoli, poco partecipate e molto autoritarie. Il sistema euro è una prova di questo ragionamento, visto che finora ha aumentato le diseguaglianze economiche e sta conducendo i paesi “periferici” verso la miseria. L’obbligo del pareggio di bilancio è solo l’ultimo atto immorale. In Italia, il Parlamento dei nominati ha l’enorme responsabilità di affrontare problemi quotidiani che richiedono una velocità di decisione, ed ha la responsabilità di cambiare l’antidemocratica legge elettorale – il famigerato porcellum – affinché i cittadini possano tornare a scegliere gli eletti. Dal punto di vista della democrazia rappresentativa i cittadini italiani non hanno mai scelto i propri eletti, lo hanno sempre fatto i partiti per conto loro, e poiché i partiti hanno perso la credibilità ed il consenso popolare è moralmente doveroso introdurre una novità storica per selezionare i futuri dipendenti. Il Parlamento può introdurre una legge denominata “elezione primaria” ove i cittadini, e non solo i partiti, possono proporre direttamente i candidati “dal basso”, come si dice in gergo, che dovranno essere sottoposti al voto di tutti i cittadini. Nella sostanza la classe dirigente politica non verrebbe più selezionata esclusivamente dai partiti, ma direttamente dalla cittadinanza non militante, e le tecnologie di oggi consentono di farlo a costi vicini allo zero.

Oltre a questa novità, il Parlamento, può proporre un altro cambiamento: la creazione di una scuola politica pubblica, accessibile a tutti, ovviamente. I partiti, oltre ad avere la prerogativa di scegliere gli eletti hanno avuto anche la prerogativa di formare la classe dirigente. Se l’intenzione è quella di cambiare il sistema è doveroso proporre un percorso formativo innovativo per i futuri amministratori e politici con un programma formativo figlio del cambio di paradigma culturale. Non una scuola tradizionale, ma più un laboratorio con un approccio completamente diverso, persino opposto a quella che si vede nelle scuole e nelle università italiane. L’obiettivo è di stimolare la creatività, pertanto non si tratta di indottrinare, ma di mostrare e lasciar creare nuovi modelli. Questo laboratorio non formerà burocrati, ma politici creativi utili all’interesse pubblico per la soluzione di problemi pratici: energia, agricoltura, arte, storia, patrimonio culturale ed architettonico, e paesaggio.

Il Parlamento ha il dovere morale e politico di restituire sovranità alla Repubblica (politica monetaria ed industriale) e consegnare al popolo strumenti efficaci per partecipare al processo decisionale della politica. Il compito del Parlamento non si limita solamente ad applicare la Costituzione, finora disattesa, ma deve destinare risorse a quei Comuni italiani (residui passivi) amministrati male, e che oggi risultano insolvibili alimentando la povertà delle famiglie poiché numerose imprese falliscono a “causa” di crediti non riscossi dalla pubblica amministrazione (P.A.), un paradosso immorale. I Comuni non riescono a pagare chi ha lavorato e bisogna trovare subito circa 70 miliardi. Dove prendere i soldi? E’ banale, è sufficiente cancellare l’usura che i cittadini pagano tramite il sistema, “economia del debito”. Non bisogna pagare gli immorali interessi sul debito pubblico (circa 88 mld), ma spostare quei miliardi verso imprese e famiglie per ripagare il debito della P.A. a chi ha già lavorato.

Mentre le imprese chiudono per l‘implosione del sistema immorale, quindi è necessario proporre un nuovo modello, ed il legislatore deve indicare il Benessere Equo e Sostenibile (BES) come indicatore principale per conoscere la società e capire come prendere decisioni migliori rispetto al passato.

La ricchezza è la capacità creativa dell’uomo che progetta e trasforma le merci usando l’energia in maniera razionale, compatibilmente coi limiti della natura e delle leggi che determinano la vita su questo pianeta. La ricerca scientifica ci mostra quali tecnologie usare per evitare danni ambientali e biologici. Nella sostanza non sono i politici che risolvono i problemi, e tanto meno sono pagati per farlo, essi devono solo servire il popolo e fare in modo che cittadini, famiglie ed imprese abbiamo leggi e regole per realizzare la transizione tecnologica. Abbiamo una democrazia rappresentativa pagata col sudore dei lavoratori affinché i dipendenti in Parlamento diano risposte concrete ai problemi della Nazione, nulla di più e nulla di meno. I cittadini hanno il dovere di pensare nuove forme di partecipazione e riprendersi spazi decisionali per incidere direttamente poiché i partiti non hanno svolto il loro ruolo, i danni si vedono, inutile fare l’elenco. I cittadini stessi sono responsabili della crisi poiché l’apatia politica è servita ad alimentare feudi di potere che oggi vanno cancellati.

Un’intera classe dirigente ha inseguito un paradigma obsoleto: l’avidità e la stupidità, il liberismo dell’Unione Europea e la sostituzione dello Stato con le SpA. Oggi bisogna studiare e applicare il nuovo paradigma culturale attraversando un periodo denominato “decrescita felice” per arrivare alla prosperanza” per tutti. In questo percorso e nei progetti pratici della “decrescita felice” esistono tante opportunità di ricollocazione nella formazione e nel lavoro, nuovi impieghi utili saranno inventati per l’interesse pubblico. In diversi settori l’innovazione tecnologica consentirà la crescita di nuove professioni, nuove abilità per costruire la comunità, nuove abilità nell’artigianato e nella manifattura, e l’aumento dei salari consentirà una migliore distribuzione delle ore giornaliere da dedicare alla famiglia, ai figli ed alla costruzione di un futuro più bello, più sereno.

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4 pensieri riguardo “Priorità per cambiare veramente”

  1. […] Buone esempi e progetti concreti possono essere avviati nonostante l’incapacità di chi ci amministra, poiché i buoni progetti hanno la grande forza di creare opportunità dalla nostra capacità di valutare, e di credere in noi stessi, i buoni progetti stanno in piedi per la loro efficacia tecnica e la loro sostenibilità economica. Infatti cooperative agricole e di privati stanno sfruttando l’opportunità delle nuove tecnologie per migliorare l’efficienza delle proprie attività cancellando gli sprechi in ambito energetico. Cittadini consapevoli possono creare società ad hoc, ed agendo come una massa critica possono orientare il credito, e godere dei vantaggi economici dell’installazione d’impianti che sfruttano le fonti alternative, e ristrutturare il proprio alloggio eliminando gli sprechi. […]

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