Cresce la “decrescita felice”


Presentazione circolo MDF Salerno

Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) cresce. Sembra un simpatico ossimoro, ma è la realtà che ruota intorno a noi, 18 circoli attivi e circa 20 in costituzione, in continuo aumento i gruppi di cittadini curiosi che leggono i testi editi da Edizioni per la Decrescita Felice. Sta crescendo la comunità di persone attive in azioni pratiche: autoproduzioni di cibo con orti sinergici, uso di tecnologie della decrescita felice, e attività politica attiva con l’uso di strategie che riducono l’inquinamento, cancellano gli sprechi e migliorano la qualità della vita.

In questo periodo di transizione le amministrazioni locali hanno la straordinaria opportunità di abbandonare la religione della crescita infinita e intraprendere strategie di transizione. Questa consapevolezza, di cambiare paradigma culturale e avviare la “civiltà contadina modernizzata” sta crescendo sempre di più, e gli attori politici tradizionali stanno perdendo i propri consensi poiché scollegati dalla realtà e dalle comunità di cittadini attivi. La creazione di un’economia reale, di sussistenza sembra a portata di mano ed è sicuramente realizzabile con la creazione di comunità umane seguendo i principi di un’economia partecipata e reale.

Il PIL in Italia è cresciuto dal 1960 ad oggi, ma la qualità della vita non sembra esser migliorata, anzi, basti citare i casi Eternit, Ilva, Enel Porto Tolle e la ridotta capacità dei salari nell’acquistare una casa. La popolazione è aumentata, la disoccupazione idem.

E’ evidente che bisogna cambiare gli indicatori di riferimento perché il PIL non misura il benessere. E’ altrettanto evidente che serve una nuova visione politica.

Il cambiamento necessario sta crescendo perché sempre più cittadini si avvicinano ad MDF creando una rete sociale fondata sulla condivisione di valori, delle conoscenze e delle esperienze utili a riprendersi l’esistenza perché consentono di uscire dalla dipendenza delle SpA. Cittadini consapevoli che auto producono il cibo necessario non fanno crescere il PIL, ma aumentano la qualità della vita, lo stesso avviene con l’impiego di tecnologie che auto producono l’energia necessaria a scaldare la casa, si riduce la bolletta energetica e si riduce il PIL. La riduzione degli sprechi sostanzialmente fa aumentare l’occupazione in settori virtuosi e consente ai cittadini di progettare reti intelligenti per scambiarsi i surplus energetici (smart grid).

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