Tasse e conti pubblici


Estratto da “Qualcosa” che non va, pag. 23

E’ consuetudine dell’immaginario collettivo credere che l’obiettivo di un bilancio pubblico sia quello di far pareggiare i conti, oggi si ritiene che sia una pratica virtuosa. Questo obiettivo aritmetico nasconde una triste realtà o una cinica perversione degli economisti ortodossi e addomesticati che hanno modificato l’azione degli Enti locali. L’intero sistema europeo che condiziona la pubblica amministrazione si poggia su convinzioni errate come il Patto di stabilità, l’immorale pareggio di bilancio e il fiscal compact. Questi sciocchi criteri si traducono in tagli alla spesa pubblica e quindi un danno economico concreto ai ceti meno abbienti che fanno aumentare la depressione in Italia. Nella letteratura politica quest’azione viene comunemente valutata come la distruzione dello Stato sociale, il pilastro della nostra Costituzione. Ogni pezzo dello Stato sociale viene trasformato in merce e venduto, un’aberrazione che viola i diritti universali dell’uomo sanciti nel 1948. La conclusione di questa convinzione mentale ragionieristica è solo il frutto di una lenta e ossessiva programmazione mentale che ignora la bioeconomia, l’economia e le esigenze reali dell’umanità. Su questo pianeta le leggi per la sopravvivenza umana si leggono con la fisica, la chimica, la biologia, l’agronomia e la geologia, non con la finanza. Una risposta ragionevole alle regole immorali della finanza pubblica è l’introduzione del principio di “non equilibrio di bilancio” per la spesa sull’istruzione, la cultura e il sociale, cioè fare l’esatto opposto delle politiche di austerità introdotte dai neoliberisti inseriti nei Governi nazionali tramite le organizzazioni sovranazionali. La ragione etica di questa scelta radicale è semplice, nel periodo storico che stiamo attraversando la moneta va percepita come strumento, e non come valore di ricchezza. L’obiettivo è puntare alla piena occupazione e cancellare le disuguaglianze attraverso scelte coraggiose per aiutare i popoli e non per opprimerli con l’austerità.

Da diversi anni il potere invisibile ha diffuso, con successo, il mantra privato meglio del pubblico, dando un forte contributo alla distruzione dello Stato sociale e spostando la sovranità dalle istituzioni alle banche SpA, dagli Stati all’UE. Un grande contributo a sostegno di questa credenza è venuto dai media, pubblicazione ossessiva di scandali, e dal comportamento immorale sia dei dipendenti eletti che dei dirigenti pubblici, e dai sindacati che hanno impedito e rallentato il rinnovamento meritocratico di funzionari e dirigenti nel settore pubblico.

La stesura del bilancio spetta al Governo mentre al Parlamento è attribuito il compito di approvarlo. Il bilancio dello Stato può essere preventivo o consuntivo (rendiconto generale). La differenza tra entrate e spese al termine di un esercizio concretizzerà un avanzo di bilancio, se il saldo è negativo, come avviene di solito, si avrà un disavanzo (o deficit) di bilancio.

L’avanzo o disavanzo del settore pubblico si definisce come: Avanzo/disavanzo = G + TR – TA, dove G = spesa pubblica; TR trasferimento dallo Stato ai privati (pensioni, sussidi alle imprese e alle famiglie e interessi sul debito pubblico); TA trasferimenti dai privati allo Stato (imposte dirette, indirette, contributi sociali)[1].

Entriamo subito nel merito, c’è una voce immorale nel bilancio sopra sintetizzato: interessi sul debito pubblico. Nell’equazione del rendiconto generale la riduzione del debito pubblico è impossibile e tanto meno la cancellazione, per una ragione ovvia a chi ha interesse nel leggersi la storia: guerra persa e accordi di Bretton Woods e per chi ha la curiosità di leggere i Trattati internazionali potrà rendersi conto dell’invenzione del debito, problema giuridico e non economico. La sovranità monetaria è stata ceduta a organi non elettivi sovranazionali violando l’articolo 1 e l’articolo 47 della Costituzione. Il credito è controllato da SpA commerciali e non più dallo Stato. Il sistema finanziario e monetario è subordinato ai capricci di pochi banchieri che usano strumenti per scommettere sulla vita dei popoli. In questo sistema la ricchezza e la povertà non sono più in mano alle istituzioni democratiche rappresentative, ma in mano a individui inumani, tecno-cratici non eletti, che adottano consuetudini e comportamenti immorali dove l’avidità premia gli imbroglioni a scapito dei diritti umani.

Il popolo italiano al pari degli altri popoli, contrariamente a quanto è sancito dalla Costituzione non è libero. L’intero sistema bancario è un’invenzione a servizio dell’élite e il sistema del prestito è un metodo immorale, ma legalizzato, per tenere i popoli in schiavitù.

Dopo il controllo della moneta debito, l’obiettivo dell’élite è semplice, controllare con lo stesso metodo dei “mercati” le società che gestiscono i servizi pubblici locali usando l’arma dell’invenzione del debito pubblico, sono già pronti piani per svendere le SpA locali, dopo aver rubato le infrastrutture nazionali (Banca d’Italia, autostrade, ferrovie e telecomunicazioni). I loro adepti ed emissari sono ampiamente diffusi in tutte le università e nei media, banali ripetitori di volontà decise nel famigerato club Bilderberg nella Commissione Trilaterale e nel CFR.


[1] STEFANO AMICABILE, Corso di economia ed estimo, Hoepli, 4 ediz. 2010, pag 159

Annunci

7 pensieri riguardo “Tasse e conti pubblici”

  1. Caro Beppe, questa volta non sono d’accordo con te, o meglio con il testo che hai scelto di sottoporci.

    In linea di principio se uno Stato contrae un debito non può che farlo con qualcuno che ha i soldi da prestargli: ebbene sostanzialmente il tema è che se qualcuno ha soldi da prestare allo stato vuol dire che lo stato gliene ha tolti troppo pochi! Ed uno Stato dovrebbe essere sempre in condizione di prendere i soldi da chi ne ha in eccesso. Ha senso lasciare a qualcuno dei soldi se questi con quei soldi può fare investimenti produttivi utili al bene comune, ma se qualcuno non ha di meglio da fare con i suoi soldi che prestarli allo Stato vuol dire che lo Stato, ripeto, gliene ha tolti troppo pochi con le tasse!!

    Certo il mio modello è troppo semplicistico perchè capita (ed in questo momento questo è molto vero) che chi presta i soldi allo Stato è qualcuno che non appartiene a quello stato (vedi gli investitori cinesi che hanno nelle loro mani buona parte del debito pubblico degli USA), ma questa è una situazione che, in linea di principio non si dovrebbe generare. E se si genera, al limite, vuol dire che il creditore ha fatto un’investimento rischioso, con il rischio di non vedere rimborsato il suo credito (il che si traduce in azzeramento del debito): del resto in questo modo l’Italia -svalutando- ha fregato più volte i suoi creditori esteri.

    Accettare il non pareggio di bilancio significa accettare l’aumento del debito e l’incremento di questo meccanismo che crolla non appena la crescita non sostiene almeno il pagamento degli interessi.

    Insomma, per quanto confusamente, credo di aver chiarito perchè mi pare che questo pezzo che ci hai proposto non tenga.

    Mi piacerebbe avere un tuo parere in merito.

    A presto, Nello

    1. Ciao Nello grazie del commento. Quando uno Stato è sovrano non esiste più debito pubblico poiché non chiede più moneta in prestito, ma solo deficit (avanzo o disavanzo).

      1. ….e allora i titoli di stato in lire cosa erano. A me pare che fossero titoli di debito. Certo si poteva svalutare, ma chi li comprava, sapendolo, pretendeva tassi di interesse adeguati.

        Se sbaglio ti prego di spiegarmene il perche’.
        Segavano i rami sui quali erano seduti. E si scambiavano a gran voce le loro esperienze, di come segare piu’ in fretta. E precipitarono con uno schianto. E quelli che li videro scossero la testa e continuarono a segare [Bertolt Brecht]

        Buona Decrescita Felice (www.dePILiamoci.it)

      2. Il problema dell’euro zona è che 17 Stati chiedono in prestito una moneta a debito alle borse telematiche e pertanto il “debito pubblico estero” rappresenta un potere di ricatto importante che segue i capricci di quelle SpA che acquistano, o sarebbe meglio dire, che coprono il valore della moneta euro poiché dalla fine del gold standard il metro di misura della moneta è solo la fiducia (problema spread). Prima dell’euro zona il debito pubblico non era così importante poiché il sistema era completamente diverso, non esisteva il patto di stabilità, si veda oggi come si comportano USA, Giappone e Cina, gli Stati erano autonomi nelle politiche monetarie. Prima ancora della guerra, com’è noto l’Italia possiede una delle maggiori riserve auree, si stampava moneta sovrana, dopo la guerra nasce il debito pubblico nei confronti di paesi terzi, com’è noto, quindi nella torta del debito pubblico aumenta “debito pubblico estero”. Cosa intendo dire? Il debito è una convenzione, così come la moneta. Per USA e Giappone il debito non è importante poiché nessuno intende ripagarlo, esso rappresenta un’asticella, un limite in rapporto alla quantità di moneta circolante onde evitare un’alta inflazione, la BCE ambisce a conservarla sotto il 2% tramite le regole contabili, patto di stabilità ed adesso col fiscal compact. USA e Giappone hanno la libertà di alzare l’asticella quando ritengono opportuno secondo un interesse pubblico, nell’UE non funziona così.
        Il problema del sistema euro è che le regole sono sbagliate poiché ignorano la realtà. Le imprese delocalizzano le produzioni da circa 20 anni e quindi progressivamente il PIL cala in ogni stato membro, tranne in quegli stati emergenti ove il costo del lavoro è più basso rispetto a Italia, Francia e Germania, e quindi aumenta la disoccupazione. Se l’indicatore di riferimento è il rapporto debito/PIL mi pare evidente che l’unica arma sia aumentare le tasse, ma è un cane che si morde la coda, poiché contemporaneamente cala il gettito fiscale per l’aumento della disoccupazione innescata proprio dalla delocalizzazione delle imprese.
        Per questa ragione stabile che l’euro diventi moneta sovrana a credito serve a riempiere quel vuoto che oggi viene occupato dal ricatto della moneta debito coperta dalle SpA che acquistano Titoli di Stato. Si tratta di cambiare tutto il sistema, si blocca il mercato attuale e convenzionalmente si stabiliscono nuovi valori, si potrebbe stabilire che la produzione segue i cicli della natura anziché l’avidità del mercati, si può fermare la finanza criminale, si può ripristinare la separazione fra banche di risparmio e banche commerciali e garantire l’accesso al credito a progetti virtuosi, etc.

      3. Non mi pare che questa sia una risposta alla mia domanda
        Segavano i rami sui quali erano seduti. E si scambiavano a gran voce le loro esperienze, di come segare piu’ in fretta. E precipitarono con uno schianto. E quelli che li videro scossero la testa e continuarono a segare [Bertolt Brecht]

        Buona Decrescita Felice (www.dePILiamoci.it)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...