Visione politica


Per uscire dalla crisi, o meglio per sperare di vivere meglio il passaggio di un’epoca, da quella industriale a quella della prosperanza, i popoli possono avviare un processo di autoformazione culturale mirato a sviluppare la resilienza. I Governi, se fossero veri dipendenti del popolo, dovrebbero approntare programmi culturali per tutte le fasce di età carenti su materie e discipline importanti come la biologia, la chimica, la matematica e la fisica, tutti in chiave puramente ecologica al fine di tutelare e progettare meglio il governo del territorio.

I dati ci informano di una grave sproporzione poiché gli italiani leggono poco e sono stati maggiormente indirizzati su materie socialmente inutili come la finanza e la giurisprudenza, basti guardare il bassissimo numero di iscritti ai corsi di laurea in fisica e l’elevato numero ai corsi di economia e di giurisprudenza o le lauree deboli (scienze politiche etc.). Il danno culturale diventa quasi irrecuperabile se notiamo l’assenza di ricambio generazionale nelle aziende agricole. L’Italia famosa nel mondo per l’arte e il cibo non forma abbastanza cittadini in questi settori, perché siamo stati psico-programmati (avidità, false illusioni, ambiente e cinema) e indirizzati verso un’istruzione socialmente inutile e pericolosa.

E’ possibile invertire la tendenza negativa? Certamente! Prima di tutto, bisogna avviare un processo di scolarizzazione popolare, indirizzato al popolo intero, col chiaro intento di formare una sensibilità ecologica e bioeconomica mirata a tutte le generazioni poiché è pesante il fenomeno dell’ignoranza di ritorno, bisogna proporre un esame o una verifica per “dare l’idoneità al voto politico” e reintrodurre l’educazione civica in ambito scolastico. Citiamo due esempi banali per intenderci meglio: pochi italiani si rendono conto di quanta energia sprecano nelle case – difficoltà nel fare conversioni energetiche –  e pochi si preoccupano di leggere le etichette sui cibi che comprano col fine di comprende cosa mangiano; due “gesti” quotidiani che se fossero compiuti con maggiore consapevolezza potrebbero far cambiare i nostri stili di vita, in meglio. L’intento della verifica è quello di risvegliare una coscienza civica collettiva e combattere la regressione mentale programmata dall’élite in questi ultimi trent’anni attraverso la programmazione mentale che ha diffuso schemi mentali obsoleti. Si tratta di avviare un piano nazionale di informazione e formazione, di educazione civica e risvegliare il patrimonio comune di un popolo: Costituzione e valori etici. Se nel corso dei decenni i Governi hanno saputo distruggere l’identità dei popoli e renderli schiavi con obsoleti programmi scolastici, adesso è necessario fare l’opposto e formare i popoli partendo dalla Costituzione e da una rinnovata cultura scientifica e umanistica scoprendo la bioeconomia.

Tale processo consentirà di predisporre le basi culturali per un processo di piena occupazione rispetto ai reali bisogni del territorio italiano, che abbisogna di un’agricoltura naturale (sovranità alimentare) ed il recupero architettonico di tutti i centri urbani introducendo le reti intelligenti (smart grid). E’ ormai noto che la cancellazione degli sprechi energetici nell’edilizia produce un indotto economico molto alto. Mentre le attuali forze politiche parlamentari continuano il processo di distruzione dello Stato democratico per mezzo della religione neoliberista (privatizzazioni, precarizzazione cronica, delocalizzazione industriale etc.), un’altra forza politica, genuinamente popolare, può concorrere per ripensare la società partendo dalle fondamenta: etica e relazioni umane.

L‘autosufficienza energetica è tecnicamente possibile, realizzabile in tempi ragionevoli e lo stesso vale per la sovranità alimentare grazie all’agricoltura naturale o sinergica. Le migliori tecnologie mostrano enormi possibilità: dalla mobilità intelligente alla prevenzione primaria in ambito sanitario. L’Italia ha l’opportunità di bonificare tutti i siti inquinati (Taranto, Porto Marghera, Priolo, Terni etc.) trasformando l‘intero territorio in un’oasi ecologica per mezzo dell’innovazione tecnologica e della sostituzione dei motori a combustione con quelli elettrici, si tratta della fine delle emissioni nocive che evita la morte di milioni di persone ed evita la formazione di tante malattie cardiovascolari, ed evita i parti di bambini morti e malformati.

Parallelamente al processo di formazione culturale è doveroso introdurre tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa col fine di autogestire gli Enti locali.

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