I temi della politica contemporanea


Estratto da “Qualcosa” che non va.

Autoderminazione dei popoli intesa come vera democrazia (diretta[1] e partecipativa), ripristino delle monete libere dal debito[2] e senza interessi (banche controllate dallo Stato e non più SpA private), diritto alla vita, tutela dell’acqua[3] ed autoproduzione energetica sono i temi che nessun partito politico tradizionale farà suo come priorità assoluta.

Il raggiungimento di questi obiettivi passa attraverso la ricostruzione delle comunità locali intese come riorganizzazione degli spazi pubblici, agorà per il dibattito libero, aperto e democratico. Le persone devono poter condividere le idee e le esperienze per il bene comune. L’obiettivo è riscoprire i reali bisogni umani: cibo, riparo sicuro, cultura, sport, amore e passioni.

E’ necessario un cambio di paradigma culturale e transitare dall’inefficiente e immorale cultura degli “economisti” attuali per approdare alla politica delle risorse, la domanda non sarà più quanto costa ma ci sono le risorse per farlo?

La democrazia diretta migliora le persone e le capacità collettive di prendere decisioni migliori, più etiche e più sobrie rispetto a quelle imposte dall’élite degenerata. La felicità dei cittadini aumenta direttamente quando il popolo è parte del processo decisionale. La condivisione di idee, modelli e progetti rappresenta un ottimo punto di partenza per comparare, valutare e scegliere i progetti migliori e adattarli alle comunità locali.

Il presente, futuro della polis è la co-gestione dei beni comuni dove i cittadini sono i primi attori mentre i dipendenti eletti i normali esecutori della volontà popolare, questo processo in Svizzera è sorto nel 1860.

Dal punto di vista della sostenibilità è sufficiente leggere i programmi di numerose comunità: Clean Cities[4] del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti, Energy Cities nell’UE e Solar City sono tutti programmi che incentivano l’uso delle energie alternative rinnovabili e la riduzione dell’inquinamento urbano.

La reale efficacia di tutte queste proposte è data non tanto dalle buone intenzioni, ma dalla loro capacità di adottare strumenti scientifici per misurare l’azione e condividerla ai cittadini poiché essi possano valutare i risultati. La maggioranza dei comuni italiani non adotta tali strategie poiché l’élite sa bene che il potere si conserva soprattutto evitando di misurare il proprio operato nascondendo dati che possono essere interpretati dal popolo. Ad esempio, i comuni non condividono sul proprio sito internet gli impatti sanitari e le emissioni gassose sia perché hanno un ridottissimo numero di centraline sul territorio e sia perché, nella realtà, non rilevano efficacemente l’inquinamento stesso, che può essere facilmente manipolato mettendo le centrali in luoghi poco significativi

 


[1] THOMAS BENEDIKTER,  democrazia diretta, Sonda 2008

[2] come accennato più volte la questione non è economica ma giuridica, il mezzo di scambio di beni e merci, la moneta deve essere di proprietà della Repubblica ed emessa da un ente pubblico come prevede la Costituzione. Applicando questo principio elementare figlio della sovranità popolare si cancella il debito pubblico poiché non ci sarà più nessuno che ti presta pezzi di carta stampati dal nulla caricati persino di interessi e ti ruba la vita, il presente ed il futuro dei tuoi figli.

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Un pensiero riguardo “I temi della politica contemporanea”

  1. […] Tale processo consentirà di predisporre le basi culturali per un processo di piena occupazione rispetto ai reali bisogni del territorio italiano, che abbisogna di un’agricoltura naturale (sovranità alimentare) ed il recupero architettonico di tutti i piccoli centri introducendo le reti intelligenti (smart grid). E’ ormai noto che la cancellazione degli sprechi energetici nell’edilizia produce un indotto economico molto alto. Mentre le attuali forze politiche parlamentari continuano il processo di distruzione dello Stato democratico per mezzo della religione neoliberista (privatizzazioni, precarizzazione cronica, delocalizzazione industriale etc.), un’altra forza politica, genuinamente popolare, può concorrere per ripensare la società partendo dalle fondamenta: etica e relazioni umani. […]

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