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Archive for marzo 2012


Ci sono almeno due dati importanti, uno aggiornato in tempo reale e l’altro annualmente, che dimostrano una cosa ovvia, il buon senso esiste e viene perseguito nonostante l’élite degenerata tenti di rallentare la reale crescita umana; un buon senso facilmente comprensibile dalla maggioranza dei cittadini molto meno dal “potere invisibile” poiché farebbe ridurre i profitti delle SpA aderenti al dogma della crescita infinita.
Il primo dato è il numero degli Enti locali che aderiscono al “Patto dei Sindaci”, circa 3780 firmatari di cui ben 1856 sono italiani, e l’altro dato è pubblicato da Legambiente circa il rapporto dei “comuni rinnovabili 2012”, il documento rivela che aumenta la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e si riduce la quota parte petrolifera.

Questo buon senso sarebbe potuto crescere più velocemente se noi avessimo avuto un Parlamento e un Governo adeguati alle opportunità che le idee semplici mostrano a tutti. Ad esempio bisognerebbe avere un “conto energia” maggiormente prolungato nel tempo e meglio incentivato, anziché ridurlo progressivamente, inoltre la percentuale delle detrazioni fiscali (55%) andrebbe alzata all’80% o al 90% anziché prevederne una riduzione fino al 36%. Tutti interventi fiscali che non producono debito pubblico perché si autofinanziano, ma incentivano il buon senso, muovono economia reale, e fanno crescere posti di lavoro in settori socialmente utili.

I cittadini possono fare molto in tal senso, basta non delegare le nostre libertà a gruppi politici corrotti e inadeguati e impegnarsi a sviluppare le reali capacità umane. I fatti dimostrano che le idee diffuse ampiamente, persino, negli anni ’70 erano valide, la Terra ha limiti fisici evidenti ed esistono tecnologie che ci consentono di vivere in armonia con la natura, oggi esistono persino programmi politici, metodi e indagini, che ci aiutano a capire come trasformare e produrre le merci per ridurre al minimo gli impatti, in diversi casi possiamo trasformare l’energia senza inquinare.

L’insieme di queste politiche annunciate e intraprese dagli Enti locali condurrà alla riduzione o alla cancellazione degli sprechi perché l’energia sarà impiegata in maniera più razionale e ci sarà come effetto la riduzione del Prodotto Interno Lordo (PIL), ma nello stesso tempo un aumento della qualità vita, quindi una decrescita felice. E’ banale ricordarlo, ma una casa che disperde energia contribuisce a far crescere il PIL, ma peggiora il comfort abitativo, mentre una ristrutturazione adeguata fa decrescere il PIL, ma migliora il comfort. Ricordo anche che è stata confrontata sia la domanda dell’energia che il costo nel ciclo vita di un edificio, secondo la consuetudine costruttiva – 50 anni -, e risulta scoveniente non intervenire per eleminare i costi, poiché è molto maggiore la domanda di energia (edifico in classe D, E, F, G) rispetto a quella impiegata per estrarre le materie prime e smaltire l’edificio stesso, fine ciclo vita.

Dobbiamo far crescere questo buon senso e puntare all’autosufficienza energetica, alla sovranità alimentare e monetaria, la moneta non è ricchezza, ma un mezzo banale per scambiarsi le merci, mentre bisogna far crescere la quota parte di beni autoprodotti e servizi immateriali presi in gestione diretta dalla comunità locale.

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Sono costretto ad usare il virgolettato nel titolo poiché in Italia il concetto di democrazia è stato completamente svuotato di significato grazie al “potere invisibile” (banche, partiti, media). Col termine “democratici” non mi riferisco al sedicente partito democratico e né ad altri soggetti politici.

I democratici veri sono cittadini consapevoli che stanno cercando, senza il potere mediatico ed economico, di introdurre la democrazia anche in Italia, eh già, perché in Italia e non sono l’unico a pensarlo, ma non esiste né la democrazia rappresentativa e né la democrazia diretta.

Il nostro Paese è stato addomesticato nel corso dei decenni dalle potenti SpA che fanno e disfano ciò che vogliono violando diritti considerati inalienabili solo da quei cittadini civili che conoscono la Costituzione, mentre il potere invisibile ruba e uccide a norma di legge tutti i giorni.

I democratici stanno promuovendo una raccolta firma per introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta che consentirebbero al sovrano, cioè a noi, di mettere in pratica la sovranità, oggi inesistente, anche per l’inefficacia sia del referendum che dell’iniziativa. I partiti non sono a servizio dei popoli, ma sono taxi delle SpA per promulgare leggi a servizio dell’élite, tutto ciò è noto, e pertanto è naturale introdurre mezzi efficaci per consentire alla società civile di autogestirsi integrando la democrazia rappresentativa.

Anche grazie a questi cittadini, non militanti, oggi vale la pena lottare per il bene comune: ridare la democrazia agli italiani, che ancora non l’hanno vista!

La sovranità appartiene al popolo, solo che non lo sa!!!

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E’ possibile produrre reddito cambiando paradigma culturale? Si! Persino una parte dell’élite ha compreso l’errore concettuale del pensiero dominante e alcune aziende hanno predisposto conoscenze e tecnologie per affrontare questo periodo storico che vede la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova. Uno studio del CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociologiche e di Mercato) rivela: “Boom per gli impianti trainati dall’energy technology, tengono le finiture sostenute dalla riqualificazione, mentre è profondo rosso per strutture e opere murari affossate dalla nuova costruzione.”

In realtà una cultura diversa dal pensiero dominate già esisteva, ma è stata appositamente messa da parte per cavalcare fino alla fine le opportunità monetarie del petrol-dollaro.

Prima di tutto, come spesso ho scritto è necessario cambiare gli schemi ed i modi di pensare. Se la religione neoliberista poggiava la sua forza sull’avidità e l’usurpazione dei diritti è giunto il momento di uscire dallo schema obsoleto per entrare nella cooperazione e nella reciprocità riconoscendo cose ovvie, i limiti fisici della natura e il rispetto di noi stessi: gli ecosistemi.

La ricchezza, quella vera, è insita nella consapevolezza, nelle nostre capacità creative, nel rispetto e nella gestione ragionevole delle risorse. Oggi esistono metodi e criteri che misurano l’analisi del ciclo vita dando indicazioni più precise circa i metodi che trasformano le materie ed i relativi impatti sull’ambiente.

E’ noto che gli interventi sull’uso razionale dell’energia si autofinanziano. Cosa significa? I fondi necessari per ristrutturare e recuperare un edificio sono ricavati dagli sprechi energetici e dagli incentivi. Sommando i soldi degli incentivi per le fonti alternative con gli sprechi delle bollette energetiche è possibile rivalutare il proprio patrimonio edilizio. Il risultato di questa strategia ha un impatto virtuoso sulla società così ampio e vistoso che produce un cambio sociale radicale. Non esiste debito pubblico e non c’è possibilità che il “mercato” ricatti tale strategia, anzi è vero il contrario, cioè una cittadinanza consapevole può condizionare le strategie politiche dei banchieri perché le banche senza conti correnti e depositi non vivono.

Nel blog zerosette ho già scritto che in Italia ci sono circa 17,5 milioni di edifici costruiti prima del 1976, poi 6 milioni costruiti fra il 1976 e il 1991 e 3 milioni costruiti dopo il 1991. Ben il 68% dell’energia assorbita dagli edifici è per il riscaldamento, con un calcolo empirico sappiamo che questa energia è sprecata poiché se facessimo una diagnosi ai volumi costruiti sarebbero classificati in categorie G, F o D, e cioè tutti questi volumi costruiti sforerebbero i limiti soglia di consumo consentiti per legge. Questi sprechi fanno aumentare il Prodotto Interno Lordo (PIL) e diminuire la qualità della vita perché la fonte primaria utilizzata è, solitamente, un idrocarburo o peggio ancora l’incenerimento di rifiuti urbani.

I vantaggi: a fine strategia cancellazione delle bollette energetiche e autosufficienza con le fonti alternative. Rivalutazione del proprio alloggio e migliore qualità del comfort abitativo. Nuova occupazione socialmente utile: avvio della filiera dei materiali biocompatibili, progettisti, impiantisti, installatori, operai specializzati e semplici, elettrotecnici, periti, muratori etc.

Smart grid: partendo dal basso il quartiere può rappresentare l’isola energetica, 1 MW, è il centro di consumo di energia che diventerà anche il produttore poiché appartiene a una rete che può scambiare bi-direzionalmente energia, ciascuna isola è connessa a isole adiacenti. A livello superiore c’è il distretto energetico, celle (nodi secondari) da 10 MW, che ha la funzione di regolare il distretto e di metterlo in collegamento col nodo primario, e poi appunto c’è il nodo primario – cabina di trasformazione di alta tensione da 100 MW.

L’opportunità di realizzare la “generazione distribuita” rappresenta probabilmente la più importante e concreta occasione di tendere alla piena occupazione poiché l’indotto culturale dell’uso razionale dell’energia coinvolge anche l’agricoltura naturale, ci aggiungiamo sia a cambiare stile vita e sia a promuove la mobilità sostenibile.

C’è ancora qualcuno che vive nella credenza illusoria di dover vendere automobili nuove quando nella realtà c’è l’opportunità di sostituire tutti i motori combustibili esistenti con motori elettrici e questo significa nuova formazione e nuove opportunità per tutti gli artigiani meccanici ed elettrici.

Riducendo notevolmente le emissioni inquinati grazie alle auto elettriche e all’efficienza energetica degli edifici sarà più conveniente e più facile riportare l’agricoltura naturale nelle città per soddisfare parte della domanda ortofrutticola.

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