Eternit e “class action”


Che l’amianto fosse pericoloso lo sapevano persino i romani quando notavano che i cavatori si ammalavano e morivano, inspiegabilmente, nelle miniere che contenevano amianto, per tanto decidevano di abbandonare quei luoghi.

La condanna dell’Eternit viene descritta come una sentenza storica, ma sono perplesso, soprattutto quando il mainstrean enfatizza notizie che sembrano positive.

In Italia, le SpA uccidono a norma di legge da decenni. Acciaierie, inceneritori, industrie chimiche, e tutte le industrie insalubri di prima categoria dormono sogli tranquilli sia perché le norme sulla misura dell’inquinamento sono inefficaci, a volte non scientifiche (comparto aria), e sia perché nel nostro Paese esiste una voragine giurisprudenziale sulla fattispecie dei reati ambientali, spesso convertibili in ridicole ammende, e sembra che l’unico modo per gli inquirenti per accertare delle responsabilità sia di accusarli di omicidio, e cercare di dimostrare la connessione fra causa ed effetto, cioè inquinamento e danno biologico.

Negli USA invece esiste un modello preventivo sui reati ambientali e non solo. Si chiama class action e punisce severamente le SpA nel cuore del sistema: i capitali. L’85% delle class action vince contro i colossi. La rivincita dei cittadini funziona perché il modello è banale. La class action è gratis per i danneggiati e sono gli avvocati che diventano imprenditori di se stessi impegnandosi nel cercare le prove del danno. La class action snellisce i Tribunali perché disincentiva le causi civili e stimola le parti a trovare accordi economici. La forza di questa procedura stragiudiziale è incentrata unicamente sul concetto di “danno punitivo” che in Italia non esiste.

Nella sostanza, quando un avvocato trova le prove del danno, le mostra sia al Giudice che alla SpA, non fa altro che presentare una richiesta del danno ed il Giudice si limita a verificare unicamente la serietà della richiesta, cioè che non sia pretestuosa. Dopo di ché la SpA ha un tempo breve per rispondere alla richiesta del danno, e se nega la realtà del comportamento lesivo, certificata da un Giudice, rischia di pagare il doppio del danno per aver innescato un processo civile evitabile a monte.

In Italia potevamo avere uno strumento così forte a tutela degli interessi collettivi, ma il legislatore ed i Governi Prodi e Berlusconi l’hanno impedito. Revisionando l’inutile class action all’italiana un nuovo legislatore può introdurre la vera Class Action.

Circa la vicenda Eternit il legislatore impedì che fosse introdotta una class action retroattiva per evitare che si costituisse una classe, così com’è accaduto per la truffa Parmalat.

Il Parlamento agì come garante degli interessi criminali delle SpA, per questo motivo penso che riconoscere la responsabilità penale è una buona notizia ma si combatte con le armi spuntate accuratamente dal legislatore.

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