Dittatura, avanti tutta


La dittatura europea avanza con forza. L’innescamento della crisi finanziaria voluta  dal club dei banchieri aumenterà il potere delle SpA e soprattutto ufficializzerà la morte del teatro denominato democrazie rappresentative. E’ noto (trattato di Lisbona) che l’UE non adotti un sistema democratico rappresentativo per deliberare le proprie scelte, poiché è violato il principio cardine della separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario). Nell’UE gli organi esecutivi (Commissione e Consiglio) hanno più poteri di quelli rappresentativi (Parlamento) e soprattutto non esiste alcuna possibilità per i popoli di partecipare direttamente al processo deliberativo della politica. Oltre a questo aspetto gravamente lesivo dei diritti universali, l’UE viola le libertà civili con organizzazioni para militari che tutelano soprattutto l’élite che stabilisce l’agenda politica.

Gli ultimi eventi di cronaca politica sembrano far profilare scenari allucinanti, coincidenti a quelli anticipati da David Icke, lo ricardate? L’ex calciatore deriso e trattato come un cialtrone poiché crede nell’esistenza di extraterrestri. Al di là delle sue teoerie discutibili; egli ha previsto correttamente numerosi eventi politici, le sue ricerche sul potere e le fonti sono note. Le sue pubblicazioni nei capitoli che riguardano, la moneta, le guerre ed i poteri europei sembrano la fotografia della cronaca politica.

Egli disse chiaramente che esiste un’élite che persegue interessi unicamnete monetari violando i diritti umani. Il network del sistema finanziario è stato individuato persino da un’università. Ciò che sta accadendo in Europa, secondo Icke, è solo il tassello di un puzzle più ampio che prevede la realizzazione di un governo unico globale, con un esercito gloable, una moneta elettronica globale e l’impianto di microchip sottocutanei per  controllare le persone. Oltre Icke, ci sono anche Alex Jones che denuncia l’élite degenerata e Daniel Estulin, escludendo la precognizione romanzesca di Orwell.

 

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La dittatura, regime che si oppone alla democrazia, si concretizza anche con l’eliminazione del dialogo e del dissenso per instaurare il pensiero unico.

Il dibattito in Parlamento. Mentre fuori infuriava la protesta, in Parlamento si svolgeva una seduta lunghissima e drammatica sul piano di tagli di austerità e sull’accordo con i creditori privati. Un piano accettato per ricevere il via libera europeo – probabilmente nell’Eurogruppo di mercoledì – alla seconda tranche di aiuti per superare la crisi.
I due partiti che sostengono il governo potevano contare su 236 parlamentari nell’Assemblea composta da 300 membri, ma almeno 13 conservatori e sette socialisti avevano annuciato voto contrario. Prima della cruciale seduta un deputato conservatore si era dimesso, unendosi così ai tre socialisti che avevano lasciato l’incarico questa settimana.
Alla fine i sì si sono fermati a 199, contro 74 no. I parlamentari presenti al voto erano 278. I due partiti di maggioranza hanno espulso 41 deputati che hanno votato no. Ventuno erano iscritti al partito conservatore Nuova Democrazia, mentre 20 erano del socialista Pasok.

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