Ripensare la società insieme ai cittadini


E’ giunta l’ora di applicare l’autoderminazione e di ripensare la società applicando l’etica. I dogmi religiosi del pensiero dominante stanno crollando uno dietro l’altro e finalmente stiamo mutando il nostro status da sudditi a cittadini. Quindi ecco alcune idee condivise per un programma politico locale, per il vostro comune, per la vostra comunità, per il vostro territorio. E’ ora di riprendersi ciò che è nostro, quello che colpevolmente abbiamo abbandonato nelle mani di spregevoli banchieri, manager e attori cinematografici (i dipendenti eletti).

Introduzione: Le istituzioni sono organizzazioni inventate dall’uomo e non previste dalla natura, esse sorsero col fine di organizzare la società. Quando un’istituzione non rispetta e, soprattutto, opprime la società stessa è lecito sostituirla con una migliore e ripensarla secondo etica, buon senso e ragionevolezza. Oggi, considerata la crisi di coscienze, politica, economica dipendenti eletti e amministratori di queste istituzioni, quasi certamente, non sono all’altezza della situazione che si presenta.

Secondo una visione olistica la sopravvivenza può essere schematizzata o sintetizzata in questa formula: l’indice di sopravvivenza è uguale alla somma dei prodotti di energia totale meno i costi di crescita più protezione, per la disponibilità delle risorse, per l’efficienza, per la consapevolezza.
Alla luce della crisi globale le attuali istituzioni stanno adottando un pensiero politico ed economico che mette in pericolo la capacità di sopravvivenza ad esempio per l’eccessiva crescita infinità dovuta alla compulsiva produttività figlia dell’avarizia. Le istituzioni attuali non sono in grado di gestire adeguatamente le risorse energetiche vitali e stanno distruggendo la biosfera.
Secondo Lipton l’aumento della consapevolezza attraverso l’informazione collettiva all’interno di una comunità offre impulsi necessari alla sopravvivenza che consente di far crescere le organizzazioni sociali. (Bruce Lipton, Evoluzione spontanea, Macro Edizioni 2010)

Secondo due studiosi svizzeri Frey e Stutzer, in Democrazia dei cittadini di Paolo Michelotto, esiste una relazione concreta fra democrazia diretta e felicità dimostrata grazie a una ricerca condotta nel 2002 in Svizzera.

Secondo i nuovi indicatori di crescita il “peso politico” costituisce una dimensione fondamentale della qualità della vita. A livello intrinseco la capacità di partecipare come cittadini a tutti gli effetti, di avere voce in capitolo nella definizione delle politiche, di dissentire senza timori e di esprimersi apertamente contro ciò che si considera sbagliato sono libertà essenziali. (J. Stiglitz, A. Sen, J.-P. Fitoussi, La misura sbagliata delle nostre vite, Etas 2010)

Secondo Maurizio Pallante gli attuali criteri di valutazione della ricchezza e della povertà sono fuorvianti poiché non misurano quei comportamenti vitali per gli esseri umani. L’autoproduzione dei beni non viene nemmeno presa in considerazione. Un sistema economico fondato sugli scambi di vicinato basati sul dono e la reciprocità, la povertà assoluta consiste nella privazione e nell’impossibilità di procurarsi quanto è necessario a una vita dignitosa: una casa in grado di offrire riparo e comfort; cibo e abiti a sufficienza, i beni immateriali e materiali necessari a soddisfare esigenze generalmente riconosciute come indispensabili. […] Come indicatore di ricchezza sono molto più significativi un orto e un bosco, cioè la possibilità di autoprodurre beni. (Maurizio Pallante, La decrescita felice, Editori riuniti, 2006)

Istruzione. Premessa: un video educativo di Ken Robinson accenna al fatto che la scuola odierna è obsoleta e una ricerca dimostra che distrugge la creatività degli individui. Il nostro sistema educativo è stato progettato per un’epoca diversa ormai passata. L’attuale modello adotta sistemi valutativi sulle persone che non riconoscono le reali capacità e potenzialità umane, causando caos nelle vita delle persone, perché non tiene conto del “pensiero divergente“. Stiamo facendo vivere i nostri figli, la loro istruzione, da “anestetizzati” perdendo il contatto con quello che sta accadendo. La scuola è progettata sul modello della “linea di fabbrica”. Alcuni governi stanno ripensando i paradigmi del sistema educativo e stanno sperimentando nuovi modelli.

Obiettivi: Bisogna puntare ad un cambio di paradigma culturale. Avviare corsi sulla “decrescita felice” e sulla “permacultura”.
Individuare un percorso scolastico per formare giovani pronti a costruire, cucinare, riparare, curare un orto e fare lavori di ristrutturazione. Stabilire piani di studio basati sulla sostenibilità e sulla ricostruzione della resilienza. Alcuni argomenti possono essere: giardinaggio, cucina, e lavorazione del legno nella formazione scolastica a partire dalle elementari.
I cortili di istituto possono essere trasformati in orti.
Alle scuole medie gli studenti possono imparare le tecniche di costruzione oltre a quelle per la creazione, l’installazione e il mantenimento di sistemi di energie rinnovabili e possono apprendere “abilità sociali”, ad esempio come risolvere conflitti e assumere la guida della comunità.

Economia. Premessa: secondo numerosi economisti, premi Nobel, e fondazioni culturali l’attuale sistema bancario non è più a servizio delle comunità e il sistema di creazione della moneta viola i diritti umani alimentando e accentuando le disuguaglianze, accentrando ricchezze virtuali nelle mani di pochi oligarchi. Il sistema euro è una moneta virtuale creata dal nulla che sostiene la finanza e non l’economia reale. I Governi dovrebbero ripristinare la sovranità monetaria per tutelare i diritti dei popoli, in Italia la Costituzione obbliga i dipendenti a farlo.
Per tutelare i cittadini e l’economia reale numerose comunità locali stanno adottando sistemi autonomi per misurare il valore, liberandosi dal debito e dagli interessi, e liberandosi dalle fluttuazioni virtuali delle borse telematiche. In Svizzera esiste la WIR Bank, in Svezia la JAK Bank, in Inghilterra vi sono diverse valute locali complementari (Totnes Pound, Brixton Pound…), esiste il sistema LETS, lo stroud Pound, esistono altri esperimenti di valute come i SHARE, Deli Dollars, Farm Preserve, Notes e BerkShares (Great Barrington in Massachusetts). Esistono anche valute regionali tedesche come il Regiogeld, il Chiemgauer e l’Urstromtaler. (Peter North, Moneta locale, Arianna editrice, 2010 – Nino Galloni, Marco Della Luna, La moneta copernicana, Nexus)
In Italia esiste un’associazione l’Arcipelago Scec che promuove uno sconto “agganciato” ai beni e alle merci locali.

Obiettivi: Bisogna puntare a nuove forme di commercio e stampare moneta locale per progetti che rafforzino la comunità e organizzare il denaro solo in base alle esigenze della comunità stessa.
Ricreare il senso di comunità locale in ambito di quartiere tramite un mercato di economia locale valorizzando le trasformazioni realizzate dai cittadini: l’artigianato e la produzione agricola.

Cibo e agricoltura. Premessa: I massicci cambiamenti ambientali e sociali che ci troviamo ad affrontare colpiranno non solo i metodi di produzione, raccolta, condivisione e vendita dei prodotti alimentari, ma anche quello che mangiamo e come lo mangiamo. Se le comunità si vogliono riscattare dal danneggiamento ambientale e dallo sconsiderato sistema nutrizionale odierno proponendo una produttività alimentare e una catena di approvvigionamento rinnovate, le persone che vi partecipano devono riqualificarsi: noi dobbiamo riapprendere tutte le tecniche e i mestieri, che rendevano fiorente l’economia alimentare locale della società prima dell’avvento del petrolio. (Rob Hopkins, Tamzin Pinkerton, Cibo locale, Arianna editrice, 2010, pag. 30)

Obiettivi: Bisogna progettare un sistema agricolo pensato per alimentare le persone e per esser pronto alle sfide del futuro basato su una varietà di settori commerciali e sulla produzione locale e quindi essere autoresiliente, cioè la comunità produce il cibo basilare autonomamente.
Realizzare una rete di orti comunitari urbani sinergici, si possono coltivare orti-giardino e distribuire lotti di terreno per giardini di orto frutta ai gruppi di cittadinanza che lo richiedano con l’obiettivo di tutelare le biodiversità, educare alla permacultura.
La sperimentazione del circolo territoriale MDF Parma dimostra che l’approccio permaculturale sia più produttivo dell’impiego della chimica e renda un cibo più sicuro e di alta qualità.

Energia. Premessa: Nel marzo 2007 il Piano d’Azione del Consiglio europeo denominato “Una politica energetica per l’Europa” ha fissato nel 2020 la data verso la quale proiettare gli scenari della previsione energetica europea (ridurre del 20% le emissioni di CO2, migliorare del 20% l’efficienza energetica dell’UE, incrementare la percentuale dell’energia ricavata da fonti rinnovabili fino al 20%).

Dal 1 gennaio 2009 anche la Regione Emilia-Romagna ha dato il via all’obbligo di certificazione energetica degli edifici.
I Comuni devono prevedere interventi che assicurino il contenimento dei consumi energetici, mediante l’adeguamento dei propri strumenti territoriali ed urbanistici per i nuovi edifici e per quelli esistenti. I Comuni devono valorizzare l’uso delle fonti rinnovabili, gli impianti di cogenerazione, le pompe di calore, i sistemi centralizzati di riscaldamento e di raffreddamento.
I Comuni hanno l’obbligo di far rispettare il fabbisogno – contenimento – energetico mediante fonti rinnovabili per tutti gli edifici pubblici. (Legge regionale 26/2004)
I Comuni, nel caso di ristrutturazioni edilizie hanno l’obbligo di chiedere un miglioramento del rendimento energetico degli edifici soddisfacendo requisiti minimi e chiedendo l’introduzione di sistemi di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare. (Legge regionale 26/2004)
I requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici sono chiesti alla progettazione e realizzazione di edifici nuovi con superficie utile superiore a 1000 mq o agli ampliamenti superiori a 80 mq. (Regione Emilia Romagna – deliberazione assemblea legislativa 156/2008)

L’elemento determinante per accelerare un processo di sostenibilità applicata è l’informazione. La certificazione energetica ha evidenziato qualità degli edifici poco visibili e la certificazione ambientale evidenzierà non solo l’aspetto energetico, ma anche gli altri elementi della sostenibilità, come ad esempio la qualità dei materiali o le scelte relative agli spazi esterni. Se un cittadino è messo nelle condizioni di decidere, ed è informato in modo semplice anche sui temi di non facile comprensione – e l’energia è uno di questi – orienterà le proprie scelte in modo corretto e il mercato lo seguirà. (G. Dall’O’, A. Galante, Abitare sostenibile, Il Mulino, 2010, pag. 133)

Obiettivi: Puntare all’autosufficienza energetica attraverso l’eliminazione degli sprechi e la riduzione dei consumi con l’incremento di tecnologie di fonti alternative. Informare la popolazione sul problema del “picco del petrolio” attraverso i media e le assemblee popolari. Migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni e incentivare l’uso di materiali bio-compatibili in edilizia. Incentivare l’avvio di Esco (Energy Service Company) ad azionariato diffuso popolare.
Realizzare quartieri sostenibili con smart grid, cioè una rete intelligente dove i cittadini sono produttori e consumatori di energia e scambiano i surplus energetici, non utilizzati.

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