Il Corriere scopre l’acqua calda


Il Corriere della Sera pubblicando l’intera lettera di Trichet, BCE, scopre l’acqua calda.

Quando i popoli sono stati venduti (Trattato di Maastricht e poi di Lisbona) ai banchieri privati è sorta, giustamente, una letteratura sterminata che racconta quanto sia determinante il controllo sulla moneta. Celebre è la frase di Mayer Amschel Rothschild, fondatore della dinastia dei banchieri Rothschild, che disse: “Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e me ne frego di chi fa le leggi“.

Altrettando celebre la frase del premio nobel, Maurice Allais: “la creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari”. Oggi siamo al culmine del lungo e lento processo di rifeudalizzazione della società preconizzato e voluto dall’élite europea. Meno diritti, moneta unica a debito, meno democrazia, meno trasparenza.

Ribadiamo che i burattini italiani della volontà dell’élite sono equamente distribuiti sia a destra come a sinistra. Precisamente, la spinta iniziale sul triste destino, fu quella di Andreatta prima (1981) e di Romano Prodi, poi con Carlo Azeglio Ciampi per l’ingresso nell’euro, la moneta debito. L’idea moderna di società è il frutto di tanti incontri fra intellettuali, il primo ad osare fu Friedrich von Hayek, del noto think tank Mont Palerin Society sostenitore della religione chiamata neoliberismo.

Il problema non è solo la moneta debito ma la cancellazione della Costituzione sostituita dall’antidemocratico Trattato di Lisbona senza il consenso del popolo sovrano, il trattato che fu bocciato – tramite consultazione popolare – da francesi, olandesi e irlandesi ma approvato dai Parlamenti.

Vista l’accelerazione della crisi e la possibilità di un prossimo default, Loretta Napoleoni, economista italiana di fama internazionale dal suo ultimo testo Il contagio è implacabile:

Nel 2001 grazie ai currency-swaps, la Grecia può entrare nell’euro, in ritardo di appena un anno rispetto all’Italia di Prodi, che già fa parte del club grazie agli stessi stratagemmi e ai prodotti venduti alla fine degli anni novanta dalla gemella Goldman, J.P. Morgan. Apparentemente le due nazioni hanno le carte in regola, sia l’Italia che la Grecia presentano un deficit sotto il tetto massimo stabilito da Maastricht. Peccato che tecnicamente parlando si tratti di clamorosi falsi in bilancio. Naturalmente il Tesoro italiano e quello greco ne sono al corrente ma si guardano bene dal dirlo. Il ministro dell’economia e pochi intimi sono i soli ad avere una visione obiettiva del debito, sono infatti loro che tengono il cosiddetto swap book, dove vengono registrate tutte le operazioni di questo tipo. Neppure il Parlamento è a conoscenza di questi retroscena. Non esiste infatti l’obbligo di presentare le operazioni di swap né quello di farle approvare.  […] Se le banche hanno architettato  la falsificazione dei bilanci dello Stato in combutta coi politici di turno, non è giusto che siano loro a pagare le conseguenze piuttosto che il contribuente?” (in Il contagio, Rizzoli, 2011, pag. 65-66).

Cambiando paradigma culturale possiamo riprenderci la nostra esistenza.

P.S. onore e merito a Nando Rossi che nel luglio del 2008 “sganciò la bomba sulla BCE”; tre anni prima che il quotidiano italiano più venduto accendesse la luce su chi governa realmente, grazie alla pubblicazione della lettera di “un” banchiere (Trichet – Draghi) che ordina cosa fare al Governo italiano violando palesemente la democrazia rappresentativa.

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