Malati di mente: banchieri, manager e politici.


Gravemente malati e chiusi in un obsoleto schema mentale chiamato: soldi, mancano i soldi, mancano i soldi…

Ma quante bugie dobbiamo ancora ascoltare? Il problema non è far quadrare i conti ma riprendersi la proprietà della moneta che deve essere stampata dalla Repubblica italiana (artt. 1 e 47 Cost.) così si elimina l’inganno del debito pubblico. Nel 1981 il Governo Forlani avvio la privatizzazione della Banca d’Italia, oggi BankItalia poiché la maggioranza delle azioni è in mano a SpA private generando il più grande conflitto d’interessi di un sistema capitalista poiché gli erogatori del credito sono sia controllori che controllati.

Ecco lo “stralcio” di un’inchiesta di Giovanna Boursier, “Lo Stato dei conti”, andata in onda su Report, RAITRE, 11 aprile 2010:
[…] Come si forma il bilancio dello stato?
[Giovanna Boursier]
Quanto entra con le nostre tasse?
[Giovanna Boursier fuori campo]
Lo abbiamo dedotto guardando le tabelle del ministero. I lavoratori dipendenti pagano 121 miliardi di tasse, mentre i lavoratori autonomi e le aziende sparse nel paese pagano 13 miliardi.[…]le entrate complessive del 2009, ce le fornisce l’ISTAT 718 miliardi, il conto generale si chiama Pubblica Amministrazione,[…]
[…]
[Milena Gabanelli in studio]
Abbiamo capito che bisogna tagliare […] Ma il bilancio bisogna farlo quadrare. E come si fa se le necessità di spesa sono sempre superiori a quel che hai in cassa? Da cui devi togliere ogni anno 70 miliardi di interessi sul debito?

Secondo le stime dell’Associazione Italiane Private Banking, sono 20mila gli italiani con un patrimonio finanziario netto fra i 5 e i 10 milioni di euro e 8 mila quelli con patrimonio finanziario netto superiore a 10 milioni di euro (Corriere Sera, 19 agosto 2011). Il 10% di 7,5 milioni dei 20mila produce 15 miliardi di euro. Il 15% di 10 milioni degli 8mila produce 12 miliardi di euro.

Nella sostanza, tassando leggermente i ricchi si hanno 27 miliardi di euro, e raddoppiando le percentuali avvicinandole all’attuale pressione fiscale che varia dal 36% al 46% a seconda se si tratti di una srl o di una persona fisica, si potrebbe persino raddoppiare la percentuale di prelievo (20% – 30%) e il ricavo sarebbe di 54 miliardi di euro. Lo stile di vita dei ricchi non cambierebbe e lo Stato riuscirebbe a mantenere i servizi. Tutto ciò se il vero problema fosse quello di far quadrare i conti. Ragionevolmente, secondo voi non esiste una persona capace di far quadrare i conti? Smettiamo di credere alle favole e usiamo il buon senso.

Inoltre è moralmente doveroso tassare i capitali “scudati” dal 40% al 50% per ricavare i miliardi per far quadrare i conti. Dopo lo scudo fiscale del 2009 con una tassa di appena il 5%, a metà febbraio 2010, secondo le stime governative, sono rientrati solo 80 miliardi di euro, di cui ben 60 miliardi dalla sola Svizzera.

Con questi semplici provvedimenti lo Stato italiano potrebbe ricavare quei 120-180 miliardi di euro senza tassare i soliti dipendenti pubblici e i cittadini che dichiarano 60 mila euro l’anno. Almeno per un anno le tasse le pagano i ricchi e gli evasori. Una parte di questi soldi deve essere investita in ricerca e innovazione per interventi strutturali socialmente utili (prevenzione primaria, energia, risparmio, tutela del territorio), e soprattutto in controlli fiscali seri ed efficaci che possano far emergere altra “economia nera”, stimata in 300 miliardi (Corriere della Sera, 20 settembre 2008). L’economia sommersa in Italia vale da un minimo di 255 ad un massimo di 275 miliardi di euro ed e’ dovuta per il 37% a lavoro non regolare (Rainews 24, 2 giugno 2011).

Queste semplici considerazioni e i conti della serva dovrebbero indurre a riflessioni etiche che fanno intendere un aspetto banale sull’invenzione della crisi e sulla disputa chiamata riduzione del deficit e cancellazione del debito. Secondo voi perché in gergo si chiama economia del debito? La differenza fra tasse e spesa pubblica viene colmata da un debito (scambio fra Titoli di Stato ed euro), una moneta presa in prestito dai mercati, prima non era così. Se la moneta fosse stampata dalla Repubblica italiana, non più Banca d’Italia e non più Banca centrale europea, allora sapremo che i soldi tassati (120-180 miliardi di lire italiane) serviranno a coprire le spese poiché saremo liberi dal debito e dagli interessi (usura). Non dimentichiamo l’assurdità di questi malati di mente che tramite i media, a volte dicono: meno sprechi, meno debito, fatevi una domanda banale: dove saltano i fuori i soldi per pagare gli interessi? Dal lavoro? Con quale moneta pagare? L’euro? Bene, ma se la moneta è debito? Come? Non avete capito? Il debito è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni – esclusi gli strumenti finanziari derivati – e prestiti, secondo le definizioni del SEC 95. (Fonte: Dipartimento del Tesoro) Ancora non avevate capito che la moneta è debito? Perché la moneta è debito? La questione è di natura giuridica poiché nel Trattato di Lisbona c’è scritto che la moneta è emessa e controllata dalla BCE e non dallo Stato, violando la Costituzione italiana che impone di mantenere il controllo del credito in mano alle Istituzioni che hanno legittimità politica.

Se la soluzione è così semplice, ed è evidente anche a un bambino, significa che il potere non vuole affrontare e risolvere alcun problema di equità e giustizia, perché se così fosse cadrebbe l’enorme muro illusorio inventato nel corso dei decenni, costruito con enormi mattoni di menzogne e manipolazioni diffuse dai media e nelle università per tutelare l’élite e trasformare i cittadini in sudditi. L’élite c’è riuscita.

Abbiamo una via di uscita: condividere con tutti, nella maniera più semplice ed efficace e il più velocemente possibile la radice dell’inganno psicologico del debito e come funziona il sistema illusorio del potere invisibile. Dobbiamo sgretolare la maschera costruita nel corso dei secoli, un teatro chiamato democrazia rappresentativa, facendo credere all’umanità che noi dipendiamo da presidenti, sindaci, leader. Se fossimo consapevoli degli strumenti del potere (menzogne e manipolazioni) potremmo vivere in pace, serenità, armonia con la natura e prosperità.

Durante questa tempesta di disinformazione, l’Italia e soprattutto gli italiani hanno bisogno di vivere in luoghi sani e sicuri. Le cose da fare sono tante: risvegliare le coscienze, costruire biblioteche civiche, educare alla corretta alimentazione (dieta mediterranea), bonificare siti inquinati e arrestare i criminali inquinatori, manutenere i fiumi e le foreste, verificare la sicurezza statica degli edifici, stimolare la nascita di cooperative agricole, puntare all’autosufficienza energetica, sviluppare le energie pulite e ridurre quelle inquinanti, riciclare tutti i rifiuti e vietare di produrne altri, conservare i beni architettonici e archeologici, etc.

Domani sorge il Sole, avverrà per altri millenni, e la totalità delle specie viventi di questo pianeta troverà regolarmente il cibo di cui necessita. La quantità di energia che arriva ogni secondo sulla Terra è uguale al prodotto della costante solare per l’area di un disco che ha raggio eguale a quello della Terra (6370 km = 6,37×106m): 1350W/m2π(6,37×106m)2=170×109MW. La potenza solare intercettata dalla Terra è 170 miliardi di megawatt. Ergo? Non abbiamo bisogno di più energia, noi siamo energia, abbiamo bisogno di usarla meglio con tecnologie che non prevedano la combustione.

C’è una specie che invece di preoccuparsi di come migliorare la propria crescita spirituale e conviviale, si preoccupa inutilmente di comunicazioni terroristiche legate ai comportamenti di numerosi malati di mente presenti nelle borse telematiche. Nel frattempo le più belle ricchezze d’Italia presenti nei medi e piccoli comuni sono messe a rischio da altre minacce politiche che hanno l’obiettivo finale di rubare altra sovranità popolare (servizi pubblici locali).

Dimenticavo, siete ancora nell’illusione che il salario produce denaro e che questo serva a pagare le tasse e mantenere lo Stato? Sveglia perché con la segretezza e l’informatica il crimine si è evoluto in un dittatura efficiente. State ancora pensando che la ricchezza si produca col lavoro? Sveglia:

tra il dicembre 2007 e il giugno 2010, senza che nessuno sapesse niente, cioè segretamente, la Federal Reserve ha tolto dal brago banche, corporations, governi sotto diverse latitudini e longitudini, dalla Francia alla Scozia, e chissà fin dove è arrivata la sua “beneficenza”, con la non modica cifra di 16 mila miliardi di dollari, cioè sedici trilioni di dollari. Tutto questo ben di Dio sarebbe stato collocato sotto la vocina di bilancio di un “programma onnicomprensivo di prestiti”. Ma nessuno, nemmeno il Congresso americano ne è stato informato. Di quei 16 trilioni non un dollaro è ritornato indietro. Eppure sono stati prestati – pensate o lettori ignari – a tasso zero, cioè gratis et amore dei. Per avere un’idea della cifra, se ancora non avete avuto il capogiro, basti pensare che il prodotto interno lordo annuale degli USA si aggira attorno a 14,2 trilioni e che il debito complessivo degli Stati Uniti viaggia sui 14,5 trilioni.

Avete letto bene. Nel “libero mercato”, i lavoratori precari muoiono per costruire infrastrutture e le SpA ricevono capitali gratuitamente. Una giovane coppia paga un mutuo per avere una casa e le SpA ricevono capitali gratuitamente per fare i comodi propri.

Secondo uno studio congiunto di Censis e Unipol il 60% delle giovani coppie resta a secco alla fine del mese e un 5% finisce con l’indebitarsi. Causa: l’indebolimento economico dei lavoratori più giovani. Non solo: il 42,6% non ha nessun patrimonio immobiliare e vive in case in affitto da privati.

Inoltre, dentro Montecitorio c’è uno sportello del Banco di Napoli, diventato famoso perché il consigliere Marco Milanese ha movimentato, su un conto dell’agenzia di Montecitorio, qualcosa come 1,8 milioni di euro in pochi anni. Non è il solo ad averlo aperto li, visto che gli onorevoli possono approfittare di tassi agevolati per mutui e prestiti. […] Per un mutuo di 150 mila euro a 5 anni il tasso è appena del 2,99%, uno o due punti sotto quello di mercato. (Fonte Emiliano Fittipaldi, in L’Espresso, 28 luglio 2011)

Poi questi commedianti fanno gli offesi quando sono chiamati camerieri dei banchieri. E non dimentichiamo che dal 1992 al 2001, i Governi: Amato, Ciampi (Governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993), Dini, Prodi, D’Alema hanno venduto beni pubblici alle SpA per il totale di 194.358 miliardi di lire. Accadde tutto col terrorismo del debito pubblico che consigliò di privatizzare col fine nobile di ridurre il deficit; col senno di poi sappiamo con certezza che privatizzare significa rubare a norme di legge e aumentare il peso delle SpA nella vita dei cittadini, oggi la strategia è la stessa col fine di rubare i servizi locali. Noi dobbiamo solo copiare gli islandesi e saremo liberi.

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