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Archive for giugno 2011

Il mondo sta cambiando e per fortuna sono in discussione gli obsoleti riferimenti culturali della società, sia in ambito globale che locale.

Mentre si dibatte alcuni cittadini hanno cambiato il loro stile di vita e vivono seguendo “nuovi” paradigmi culturali dettati dal buon senso, dalla ragionevolezza, dalle leggi della fisica e soprattutto applicando l’etica nella vita privata e pubblica.

I circoli territoriali del Movimento per la Decrescita Felice (MDF) sono un esempio concreto del cambiamento, “vediamo” di cosa si occupano.

Si dice che per misurare meglio il benessere bisogna considerare anche la “multidimensionalità” perché simultaneamente si considerano diversi fattori: reddito, consumo e ricchezza; salute, istruzione, attività personali, peso politico (governance), legami e rapporti sociali, ambiente e insicurezza di natura economica e fisica. Tutte queste dimensioni determinano il benessere delle persone.

Ebbene, a Parma (19-20 marzo 2011) si è tenuto il raduno nazionale dei circoli MDF dove hanno mostrato le loro attività di promozione sociale, e tutti i circoli intervenuti rientrano in uno o più ambiti tematici su accennati, cioè rientrano nei “nuovi” indicatori del Benessere Equo e Solidale (BES) presi in esame dall’ISTAT e dal CNEL.

I cittadini riuniti nei circoli MDF sono persone attive nell’ambito culturale e politico poiché praticano un consumo critico, autoproduzioni del cibo (ad esempio: pane, yogurt, orto frutta), svolgono corsi del “saper fare” stimolando l’educazione civica e la creatività umana. I circoli propongono alle amministrazioni locali un cambio di paradigma culturale considerando l’uso razionale dell’energia che riduce o cancella l’impatto ambientale e sanitario dell’attività umana grazie all’impiego di tecnologie non inquinanti. Bisogna notare subito che molte di queste attività non sono prese in considerazione dal PIL come la maggioranza delle migliori attività umane creative: lo scambio di conoscenze, camminare, fare l’amore, giocare, riposarsi, prendersi cura dei figli, ad esempio.

Secondo i criteri adottati dal gruppo di lavoro UNECE/OCSE/EUROSTAT volendo avere un “benessere di base” bisogna tener conto delle variazioni in termini di mortalità allo stato di salute e morbilità per fasce di età, bisogna tener conto delle emissioni di gas serra, degli inquinanti che causano smog, della conversione degli habitat naturali in vista di altri utilizzi.

I circoli MDF consigliano la mobilità intelligente: uso della bicicletta e car sharing elettrico quindi tecnologie che prevengono le nocive immissioni di nanoparticelle presenti nei gas di scarico, consigliano il riciclo totale dei rifiuti (zero waste) che non ha emissioni gassose e la diffusione dei “dispenser” negli esercizi commerciali che cancellano inutili imballaggi (spreco di risorse).

I circoli MDF adottano l’approccio olistico e permaculturale valutando il “picco del petrolio” per avviare una doverosa transizione energica anche con gli incentivi per i “prosumer” (produttori e consumatori di energia) con fonti alternative e quindi puntare all’autosufficienza energetica liberi dalla dipendenza degli idrocarburi (petrolio e gas). Su questo argomento vi sono diverse opportunità, una dal basso e una istituzionale. “Dal basso”: i cittadini residenti in uno stesso quartiere possono incaricare tecnici per realizzare una “smart grid” e metterla sul “mercato” per raccogliere i soldi necessari, ove fallisse questo tentativo i cittadini possono far migrare i propri conti correnti verso la banca che intende finanziare l’iniziativa, sapendo che le agenzie senza una riserva minima obbligatoria  (soldi dei risparmiatori) non posso sopravvivere (Esempio di Shonau: i ribelli dell’energia).  Istituzionale: i Consigli comunali hanno l’obbligo di approvare Piani Energetici per incentivare il risparmio energetico e l’uso delle fonti alternative; e il Parlamento europeo e il Consiglio finanziano i comuni, attraverso strumenti finanziari della Banca degli Investimenti, che aderiscono al Patto dei Sindaci per applicare la strategia 20-20-20.

I circoli MDF consigliano l’uso di strumenti di pianificazione partecipata col fine di tutelare l’ambiente costruito, riqualificarlo, riusarlo, ridurre o eliminare l’inutile espansione urbana, introdurre una rete di orti urbani sinergici ed eliminare gli sprechi energetici in edilizia. Alcune amministrazioni (Londra e anche in diversi comuni italiani) concedono l’uso degli spazi per auto-produrre cibo e sostenere la filiera corta. L’approccio permaculturale, dal punto di vista dell’energia e della produzione risulta essere di gran lunga il migliore poiché si risparmiano i soldi della chimica e migliora la qualità della vita con cibo bilogico. Alcune idee e progetti sono denominati fattorie urbane per reintrodurre la pratica agricola nelle città.

Il miglior esempio di partecipazione democratica, oltre alla secolare tradizione Svizzera, è certamente Porto Alegre (Brasile) la città che ha inventato il bilancio partecipativo deliberativo, dove i cittadini deliberano le priorità da inserire nel piano pluriennale dei lavori pubblici.

Tutte queste scelte virtuose possono essere misurate con una nuova convenzione, una moneta sovrana libera dal debito e dagli interessi,  così come sta accadendo all’estero grazie alla spinta propulsiva dei cittadini, “dal basso”, una convenzione che misura l’economia reale e le scelte etiche. I dipendenti pubblici possono dar vita ad un’economia parallela alla moneta euro. Serve l’uso di una moneta sovrana per applicare la Costituzione (art.1 e 47) e sostenere i diritti umani e la crescita di regioni dove mancano ancora servizi essenziali.

Siamo convinti che applicando la sovranità popolare attraverso una partecipazione diretta (peso politico) ed efficace (democrazia diretta) chiunque possa migliorare il proprio “stato psicofisico” in armonia con le leggi della natura.

Un atteggiamento etico e responsabile dell’uso del territorio è, certamente, una strada politica da perseguire. Ricordiamo che lo “stato psicofisico” e la “partecipazione politica” sono altri due indicatori per misurare la qualità della vita e i circoli intendono prendersi la propria “fetta” di sovranità per migliorare la società introducendo l’etica nella politica. In alcuni ambiti MDF e altre associazioni già producono cambiamenti virtuosi, ove cittadini e amministratori hanno saputo interpretare il cambio di paradigma culturale. L’articolo 8 del supplemento ordinario N.162 del decreto legislativo N.267/200 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) è dedicato alla partecipazione popolare. Tale supplemento invita tutti gli enti locali ad applicare l’articolo 1 della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo. Il supplemento impone: I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. La legge impone modifiche negli statuti degli enti al fine introdurre forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini. Per applicare la Costituzione sarebbe sufficiente copiare gli strumenti ampiamente usati in Svizzera.

Il popolo islandese ha deciso di riprendersi la vita e stanno processando il Governo che ha prodotto la bancarotta, riappropriandosi della moneta e cacciando i banchieri privati. Il popolo ha deciso di riscrivere la Costituzione per tutelare meglio i diritti umani, tutto questo in pace e applicando la democrazia diretta.

L’opinione di MDF: […] Il prodotto interno lordo non è un indicatore insufficiente, è un indicatore sbagliato per misurare il progresso sociale e il benessere. Ogni volta che applicando tecnologie più evolute si aumenta l’efficienza con cui si utilizzano le risorse, si riducono gli sprechi e si allunga la durata degli oggetti, i miglioramenti della qualità della vita che si ottengono comportano una decrescita del pil. Altri miglioramenti derivanti da una decrescita del pil si ottengono sostituendo l’acquisto di alcune merci con l’uso di beni autoprodotti per autoconsumo ogni volta che sia più vantaggioso in termini economici e ambientali. In termini generali, nei paesi industrializzati molti miglioramenti del benessere si possono ottenere esclusivamente con una decrescita selettiva del pil, mentre nei paesi poveri, impropriamente definiti sottosviluppati, molti miglioramenti del benessere si possono ottenere solo se si evita di far crescere il pil mercificando la produzione agricola e si valorizza l’agricoltura di sussistenza. […] Il miglioramento del benessere individuale e sociale passa attraverso una decrescita del pil. Ma una decrescita selettiva, che distingua le merci in base alla loro utilità e al loro impatto ambientale. Se ci si limita a sostituire il segno più col segno meno davanti al pil non si esce dalla logica quantitativa di cui questo indicatore è espressione. Occorre ridurre la produzione e il consumo delle merci che non hanno alcuna utilità (l’energia in più che si spreca in una casa mal coibentata), generano danni superiori ai benefici (le fonti fossili), contribuiscono a consumare le risorse rinnovabili in quantità superiori alla loro capacità di rigenerazione (gli allevamenti animali) e ad accelerare l’esaurimento delle risorse non rinnovabili (i concimi chimici). La scelta della soddisfazione dei bisogni irrinunciabili dei bambini come indicatore di benessere presuppone che la riduzione dei tempi di lavoro dei genitori si traduca nella riduzione della produzione di quel tipo di merci. La misurazione annua della performance di riduzione degli impatti ambientali generati da quel tipo di merci in relazione al valore del pil consentirebbe di completare con una valutazione qualitativa delle attività produttive la valutazione del benessere derivante dal miglioramento delle relazioni umane.

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I giovani europei, tranne quelli italiani, sono nelle piazze per protestare contro il potere. Partiamo dalla domanda più semplice e difficile, perché protestano e contro chi? Da Atene a Madrid, da Barcellona  a Lisbona, Parigi e Berlino fino ad arrivare in Islanda, un Paese interno che ha cacciato i banchieri e sta riscrivendo la Costituzione mentre processa il Governo per i reati commessi.

I giovani e i popoli europei protestano contro la Banca centrale, contro l’euro (la moneta debito), contro il FMI e la Banca Mondiale e contro il Trattato di Lisbona già bocciato anni fa da francesi, olandesi e irlandesi. I giovani chiedono un cosa semplice: democrazia, quella vera, trasparenza, etica e sembra strano ma chiedono di partecipare direttamente al processo decisionale, cioè democrazia, non quella rappresentativa, facciamo attenzione ma integrare il sistema con la democrazia diretta.

I greci, giustamente, prendono in giro gli italiani dicendo: sshhh fate silenzio per non svegliare gli italiani.

Vi è un aspetto positivo, cittadini attivi che sanno dov’e il vero potere e prendono bene la mira: la creazione della moneta dal nulla e i banchieri, manager, dipendenti eletti e l’intero sistema immorale dei paradisi fiscali e l’obsoleta religione neo-liberista. Questa religione nichilista ha trasformato gli uomini in bestie, schiavi.

Nelle piazze i cittadini  – place Bellecour a Lione, piazza Syntagma ad Atene, placa de Catalugna a Barcellona – spagnoli, portoghesi, inglesi, belgi tengono assemblee pubbliche permanenti discutendo dei problemi concreti: il debito pubblico, la partecipazione democratica, i governi corrotti, alcuni scrivono: “Noi siamo contro il sistema, il sistema è contro di noi

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Il mondo cambierà, in un modo o in un altro! Spetta a noi decidere se partecipare o meno, se continuare a subire l’élite degenerata o introdurre l’etica nella politica. Nel mio diario ho scritto più volte circa lo strapotere dei banchieri e dell’inganno psicologico legato alla moneta debito. Le finte democrazie rappresentative sono crollate, l’attuale sistema di controllo è obsoleto, orrendo e immorale e sta crollando sotto gli occhi di tutti.

Burkina Faso, Argentina, Ecuador, Islanda, Irlanda, Grecia, Spagna sono solo alcuni paesi dove i popoli hanno compreso e deciso di riprendersi la vita partendo “dal basso” contro l’immoralità dei dipendenti eletti, contro un sistema di pensiero dominante indottrinato maliziosamente tramite la scuola, l’università e le SpA.

Tutti questi popoli chiedono di introdurre la vera democrazia, puntano l’indice contro i banchieri e la finanza virtuale e soprattutto l’usurpazione della sovranità monetaria. Tutti questi popoli chiedono di partecipare e decidere direttamente secondo un sistema di economia reale consapevoli dei limiti della natura e quindi intendono vivere seguendo aspirazioni umane: vivendo passioni, arte, musica, teatro e tanta creatività sostenibile.

E’ in corso un cambio di paradigma culturale, dall’avaria dei pochi all’approccio olistico.

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La mente è composta di due parti: la parte conscia e la mente inconscia. La prima analizza, critica e pensa in modo logico per tutto il giorno. Si trova là, dove va la nostra attenzione. La seconda controlla le funzioni biologiche, dal battito del cuore al respiro. E’ il luogo in cui sono immagazzinati i ricordi in cui risiedono saggezza, creatività e la capacità di risolvere i problemi in modo creativo. Quando dormi, la mente conscia si riposa, senza fare molto altro. L’inconscio, invece, lavora incessantemente, ti fa sognare e porta avanti il processo di elaborazione di ciò che ti è accaduto durante il giorno.
Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.
Nella maggior parte dei casi, sono proprio le convinzioni a trasformare un problema in una prigione da cui non si riesce più a evadere.
Per rendere possibile un qualsiasi cambiamento, è necessario cambiare le proprie convinzioni e costruirne di nuove: convinzioni che aiutino a mantenere il cambiamento nel futuro. Dobbiamo prima scoprire come le rappresentiamo nella nostra mente.
(RICHARD BANDLER, vivi la vita che desideri vivere con la PNL, Alessio Roberti editore 2009)

Fino ad oggi abbiamo subito una lenta e progressiva “invasione mentale” di non valori propagandati tutti giorni in ogni ambito della società: scuola, università, media, politica. Sono solo tre gli strumenti che hanno usato: misurare la ricchezza con indicatori fuorvianti: il PIL, la moneta debito e il petrolio, usare il linguaggio per psico-programmarci al nichilismo e la televisione come ordigno di distrazione e incentivo all’inutile consumismo compulsivo.

La nostra società è ingabbiata da una serie di credenze (istituzioni monetarie, religiose e politiche) che ci obbligano a stare in un piano dove le persone sono oppresse da paure indotte e appunto false credenze.

Noi siamo i punti che sono all’interno di questo piano insieme alle nostre credenze e li rimarremo a meno ché non facciamo un salto.

Una migliore valutazione circa la qualità della vita tiene conto, innanzitutto, dei consumi reali e del reddito in vista di una sostenibilità economica e bisogna creare riserve di capitale fisico, naturale, umano e sociale attribuendo dei valori corretti. Dunque, al centro della valutazione ci sono le famiglie monitorando anche i servizi forniti dallo Stato, come l’assistenza sanitaria e i servizi educativi. Le informazioni sul reddito, sul consumo e sulla ricchezza dovrebbero essere collegate fra loro ottenendo un’idea sul livello di vita delle famiglie con riferimento alle diverse dimensioni degli standard materiali di vita: il reddito, il consumo e la ricchezza. Infatti, può accadere che un nucleo familiare dal reddito basso che possiede una ricchezza superiore alla media non ha necessariamente un livello di vita inferiore a quello di un nucleo familiare al reddito medio che non possiede alcuna ricchezza. In fine, i servizi che in passato venivano svolti da membri della famiglia oggi vengono acquistati sul mercato; i servizi autoprodotti non sono considerati nelle misurazioni ufficiali del reddito e della produzione.

Ecco, invece, alcuni indicatori per misurare la qualità della vita:

a) Salute, valutazione sulla mortalità e la morbilità e il rischio
b) Istruzione, misurare le competenze e le abilità intese come capacità personali
c) Attività personali: il modo in cui le persone impiegano il proprio tempo e la natura delle loro attività personali incidono sulla qualità della vita, indipendentemente dal guadagno generato.

Inoltre misurare:

il lavoro retribuito e la qualità del lavoro
lavoro domestico non retribuito, fare acquisti e prendersi cura dei figli

Attività personali prese in considerazione: camminare, fare l’amore, l’esercizio fisico, giocare, leggere (non per lavoro), mangiare, pregare, guardare la TV, riposarsi, cucinare, parlare (non per lavoro), prendersi cura del proprio corpo, altro, lavori domestici, dormire, altri viaggi/spostamenti, fare acquisti, usare il computer (non per lavoro), prendersi cura dei figli, compiere spostamenti da/verso il lavoro, lavorare
d) Peso politico e governance: capacità di partecipare come cittadini a tutti gli effetti, di avere voce in capitolo nella definizione delle politiche
e) Rapporti sociali: i rapporti sociali incidono positivamente sulla qualità della vita sotto vari aspetti. (associazionismo, network di persone, sicurezza, protezione, sviluppo di scambi, attività economiche)
f) Condizioni ambientali
g) Insicurezza economica

Possiamo ribaltare il sistema di potere piramidale partendo dal cambio di paradigma culturale. Partiamo dai noi stessi e rispetto alle convinzioni che ci hanno indottrinato prendiamo bene la mira per progettare una società umana. Come preannunciato dai nuovi indicatori possiamo sviluppare maggiore autostima collettiva partendo dai rapporti sociali e dalla costruzione di nuove reti sociali che possono farci attingere a nuove conoscenze e nuovi stili di vita in armonia con la natura proponendo modelli virtuosi.

Liberandoci dalla condizione psicologica della moneta debito figlia dell’usurpazione della sovranità monetaria e inventata per schiavizzare i popoli potremmo subito riappropriarci di una risorsa determinante: il tempo. Dobbiamo avere maggiore tempo libero da dedicare alle attività umane creative e ai rapporti sociali, determinanti per l’educazione civica e per stabilire nuovi affetti o conservare quelli presenti.

Una società normale e tecnologicamente intelligente può usufruire delle comodità che la tecnica presenta: uso razionale dell’energia e investire il tempo recuperato in attività umane soddisfacenti in linea con l’etica e coi bisogni primari.

Agendo direttamente in ambito locale possiamo progettare la comunità che desideriamo, numerosi gruppi sono riusciti a svincolarsi dal ricatto del lavoro e della moneta debito realizzando comunità efficienti partendo proprio dai valori umani e riconoscendo l’importanza di fare squadra, sviluppando la risilienza, uniti da esigenze comuni: vivere in armonia e serenità e non condizionati dalle SpA.

Questi esempi sono sparsi in tutto il mondo e poco dibattuti dai media per evitare una contaminazione virtuosa che possa risvegliare l’autoderminazione dei popoli. La crisi finanziaria, invece, ha risvegliato molti popoli (Islanda, Irlanda, Grecia, Spagna – PIIGS) sul tema della moneta e sulla reale capacità delle banche private nel condurre l’economia degli Stati.

Molte comunità stanno chiedendo agli Stati di applicare tutte le sovranità affinché i diritti non siamo più marginalizzati come, purtroppo sta accadendo in Italia e in tutto l’Occidente ed anche nel resto del mondo dove i diritti umani sono abitualmente violati per sostenere un’obsoleta produzione finalizzata alla crescita per la crescita per scopi puramente monetari, insomma nulla di etico e di intelligente.

Ricordiamo: “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.

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Non accadeva da 16 anni, circa 28.839.074 di italiani sono andati a votare (57%) per applicare il governo del popolo ed hanno espresso una volontà inequivocabile. Il 95% dei votanti (25.216.418 di italiani) ha detto che l’acqua tramite la gestione degli acquedotti non deve recare profitto per i privati. Ora, bisogna fare attenzione e prendere bene la mira perché l’idea di privatizzare i servizi pubblici è stata introdotta dal Governo di “sinistra” nel luglio 2006:

Linda Lanzillotta, Ministro per gli Affari Regionali del Governo Prodi (allora quota Margherita, oggi PD) presenta il Disegno di Legge n° 772 per il riordino dei servizi pubblici locali. L’atto, collegato alla Finanziaria 2007, è cofirmato da Pier Luigi Bersani (oggi Segretario nazionale del PD), di concerto con i ministri: Giuliano Amato (PD); Antonio Di Pietro (IdV); Emma Bonino (Radicali). Il testo presenta il progetto embrionale per l’affidamento ai privati di servizi fondamentali per la collettività, compresa la gestione delle reti idriche.

Durante la campagna referendaria questi signori di “sinistra” non si sono smentiti e personaggi come Renzi (Sindaco di Firenze), Chiamparino, Fassino (Sindaco di Torino) hanno votato NO, non abrogare norme palesemente immorali mentre Berlusconi ha sperato che il quorum non fosse raggiunto.

Alcune voci, però, si sono levate (nel PD) in questi giorni per sostenere – quantomeno – il No al secondo quesito sull’acqua: quello che vorrebbe eliminare la remunerazione del capitale investito. Tra gli altri, Chiamparino, Renzi, Enrico Letta, Enrico Morando.

Sul tema del nucleare il 94% degli italiani ha detto che non vuole la fissione nucleare mentre il Parlamento europeo dove siedono anche gli italiani hanno votato a favore dell’obsoleta tecnologie nucleare.

I cittadini devono prendere bene la mira e informarsi sul fatto che i dipendenti eletti non rispondono alla volontà popolare ma a quella di lobby immorali che agiscono secondo un unico pensiero dominante che unisce “destra” e ”sinistra” tramite i paradisi fiscali: massimizzare i profitti assecondando il Dio Denaro e le SpA loro amiche.

L’Unione europea è un’organizzazione anti-democratica dove persone non elette dai popoli assecondano la volontà dell’élite mentre “destra” e “sinistra” sono gemelli siamesi utili al divide et impera.

Il risultato, una combinazione di Costituzione e Trattato, è stato denominato “Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa” e presentato all’opinione pubblica come “La Costituzione europea”. Ha una consistenza di circa 500 pagine che lo rende di difficile lettura . Questa “costituzione” è stata respinta da due dei quattro referendum tenuti nel 2005. Il popolo sovrano di Francia e Olanda si è espresso per il no. Nel Lussemburgo, dove il 98% dei parlamentari aveva votato a favore, più del 40% dell’elettorato si è espresso per il No. In Francia, il 98% dei parlamentari aveva votato Sì, in Olanda l’85%. Il divario tra il popolo sovrano e i suoi “rappresentanti” non è mai stato così profondo. […] Il Trattato di Lisbona non istituisce la separazione dei poteri che è un requisito minimo della democrazia . Gli esecutivi nazionali, attraverso il Consiglio europeo, rimangono il legislatore più potente a livello UE. Il più debole resta la sola istituzione eletta a suffragio diretto, il Parlamento europeo (PE). Il Trattato di Lisbona estende il suo diritto alla co-decisione ma non in tutti i campi: sono escluse la politica estera e di sicurezza, la politica monetaria e il controllo valutario, le restrizioni al movimento di capitali, le tariffe; Euratom e, in parte, il mercato interno e la politica agricola.

Nel luglio del 2008 l’attuale Parlamento, mai eletto ma nominato dai segretari di partito, ha venduto il popolo italiano alla dittatura europea grazie al Trattato di Lisbona che alimenta leggi ed emendamenti illiberali e che contraddicono l’autoderminazione dei popoli, infatti le norme appena cancellate sono il frutto di direttive che privatizzano i servizi pubblici e soprattutto rispondono agli ordini della BCE, della Commissione e del Consiglio d’Europa istituzioni mai elette dai popoli ma addomesticate da tecnocrati moralmente corrotti che rispondono al desiderio del WTO, del club Bilderberg, della Commissione Trilaterale e altri gruppi elitari.

Secondo gli immorali Trattati internazionali le direttive europee sono prioritarie alle leggi del Parlamento italiano e quindi ci troviamo in un sistema ibrido dove la volontà popolare italiana non dovrebbe contare poiché la privatizzazione è imposta dall’UE.

La soluzione pratica e morale è una sola: sospensione biennale del calcio italiano (doppia soluzione psicologica) e usare gli stadi come agorà per avviare un dibattito pubblico aperto sull’Unione Europea ma prima di farlo i dipendenti italiani, nel Parlamento europeo devono spiegare le ragioni e proporre di introdurre la democrazia in Europa lasciando una proposta di riforma cancellando articoli, nel Trattato, palesemente immorali e contraddittori che consentono alle SpA di violare i diritti umani.

Una volta che gli italiani saranno liberi potranno applicare la Costituzione italiana oggi scavalcata dal Trattato di Lisbona e quindi introdurre moneta sovrana a credito e far ripartire il Paese finanziando i diritti umani e i comportamenti virtuosi.

Questi pagliacci e cialtroni figuranti nei partiti (i partiti in realtà non esistono poiché sostituiti da fondazioni politiche che bevono direttamente dalle banche e dalle SpA locali, i feudi) diranno che hanno vinto loro, mentre i comitati sono sorti dal basso, dai cittadini come noi che da anni dibattevano su questi temi forum 280 – 27-feb-2007. Andiamo avanti!!!

Enrico Berlinguer, questione morale (1981) […] Debbo riconoscere, signor Segretario, che in gran parte è un quadro realistico. Ma vorrei chiederle: se gli italiani sopportano questo stato di cose è segno che lo accettano o che non se ne accorgono. Altrimenti voi avreste conquistato la guida del paese da un pezzo.
La domanda è complessa. Mi consentirà di risponderle ordinatamente. Anzitutto: molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel ’74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell’81 per l’aborto, gli italiani hanno fornito l’immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.

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L’Italia è il paese ri-feudalizzato dove esiste un quorum di validità antidemocratico: 50%+1 degli aventi diritto al voto. In Italia può decidere anche chi non partecipa, assurdo? La democrazia ha regole aritmetiche banali: maggioranza e minoranza di chi partecipa, mai il contrario. Democrazia vuol dire governo del popolo, lo sanno tutti.

Ebbene il 12 e 13 giugno 2011 gli italiani che non andranno a votare, grazie all’anti-democratico quorum di validità, potranno decidere per conto di chi, invece, va a votare ed esercita il proprio diritto.

Un esempio pratico? L’Italia è una repubblica parlamentare, quindi una democrazia rappresentativa. Alle elezioni politiche, 13 aprile 2008, della Camera dei Deputati hanno votato 37.874.569 di cittadini su 47.041.814 elettori (gli aventi diritto al voto). La coalizione che ha vinto, il centro destra, ha ricevuto 17.064.506 voti.

Per questo referendum vi sono 47.357.878 votanti e per la circoscrizione estero vi sono 3.236.990 votanti per un totale di 50.594.868 quindi il quorum è di 25.297.435.

Invece, per un referendum abrogativo contiamo quanti voti servono per deliberare una maggioranza, secondo l’antidemocratico quorum calcoliamo (sugli aventi diritto del 2008) che dovrebbero esprimersi 23.520.907 di abitanti più un cittadino affinché le proposte avessero la validità: cancellare leggi o parti di leggi oppure lasciarle come sono. Lo capisce anche un bambino che si tratta di una regola idiota che viola le elementari regole del buon senso e della ragionevolezza prima che della democrazia.

Accettereste il fatto che i 9.167.245 di abitanti – quelli rimasti a casa nel 2008 – potessero eleggere il Parlamento? No, ovviamente ma quando si tratta della democrazia, cioè della volontà popolare questo accade sistematicamente: dal 1997 fino al 2005 nessun referendum ha raggiunto il quorum di validità. E’ sbagliato il diritto il voto o il quorum? Ovviamente il quorum! Sarebbe stato sufficiente aver avuto un quorum di validità del 21%, cioè 9.878.780 di voti che rappresentano, oggi, un terzo partito nazionale ma senza partito (struttura) ovviamente.

Queste regole (quorum al 50%+1) sono l’evidente prova di un Paese amministrato contro la volontà popolare e per sostenere il teatrino dell’élite. Dobbiamo svegliarci e restituire la democrazia al popolo eliminando l’immorale quorum di validità.

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La più grave crisi di coscienze che la città di Salerno abbia mai vissuto grazie al nichilismo imperante. Il mainstream locale elogia e acclama il potere locale come i servi più fedeli fanno coi padroni sicuri della loro ricompensa e del tozzo di pane. Il sistema feudale si reggeva su rapporti personali frutto di scambi mercantili e interessi di potere, ma per l’assenza di tecnologie i padroni avevano cura della salute dei contadini altrimenti non potevano sopravvivere. Dopo la riforma amministrativa (anni ’90) che introdusse l’uso del diritto privato in ambito pubblico (avvio processo di privatizzazione dei servizi pubblici) e l’accentramento di poteri nelle mani dei Sindaci, il voto di scambio è divenuto “prassi legale” per gestire il consenso (assunzioni clientelari nelle SpA monopoliste locali), come accadeva nel X secolo tramite la violenza. L’immoralità salernitana è peggiore del medioevo, infatti il disprezzo per la vita umana è talmente elevato che oggi si muore a norma di legge e la maggioranza dei sudditi continua a servire un padrone incoscienze e irresponsabile.

I Sindaci italiani sono l’organo responsabile dell’amministrazione e hanno il potere per tutelare l’incolumità dei cittadini ma fanno poco o nulla per la salute umana e nulla per la prevenzione primaria. Oltre i Sindaci anche le strutture sanitarie e soprattutto i medici consigliano ancora poca prevenzione primaria e i cittadini continuano a morire a norma di legge. Nell’ambito medico vi è un dibattito aperto e dopo gli scandali legati alla corruzione morale della professione medica formata anche dalle case farmaceutiche, finalmente vi sono alcuni medici (ISDE) che stanno risvegliando le coscienze e puntano alla prevenzione grazie a uno stile di vita migliore e sulla corretta informazione scientifica.

Il cosiddetto partito dei Sindaci, assimilabile all’ANCI, potremmo anche definirlo come il partito degli utili idioti, perché? Le forze politiche che hanno “sistemato” questi utili idioti sono le stesse forze che fanno le leggi a servizio delle SpA, e queste leggi non tutelano la salute umana ma i soldi delle banche, le stesse che finanziano i “partiti” anche tramite i paradisi fiscali e il sistema delle fondazioni.
Gli utili idioti protestarono in due manifestazioni nazionali, la prima a Milano (8 aprile 2010) e dicevano: “il patto di stabilità ci ostacola” e la seconda a Firenze, sempre contro l’immoralità del patto di stabilità imposto dalla dittatura europea. Com’è possibile che non si fossero accorti prima che le regole contabili non finanziano i diritti? Eppure gli stessi utili idioti hanno firmato contratti con le banche per usare strumenti finanziari, scommesse che non vinceranno mai. Sempre gli stessi utili idioti uniti con gli idioti seduti in Parlamento incostituzionale che nessuno ha eletto.
Spendere parole per cercare alibi a sostegno di questi soggetti socialmente pericolosi è inutile perché hanno costruito nel tempo una vera prigione fingendo di non sapere, evitando di parlare pubblicamente dell’usurpazione dei diritti umani noti a chiunque abbia la capacità di leggere, e mi riferisco all’usurpazione della sovranità monetaria, pensata e preparata con cura per opprimere i popoli privandoli di uno strumento tanto semplice quanto necessario a scambiare merci e beni prodotti. Poi, ogni tanto, c’è qualcuno che si ricorda del problema e pone domande al Governo (interrogazione parlamentare).

In Italia esiste un buco giurisprudenzionale, voluto, nel diritto ambientale perché le pene non sono adeguatamente commisurate ai comportamenti criminali delle SpA e non esiste un’efficace class action appositamente evitata dal Parlamento per tutelare i capitali e negare i diritti umani.
Le attuali norme sul comparto aria non hanno alcun fondamento scientifico utile alla prevenzione della salute poiché l’immissione dell’inquinamento viene misurato col peso mentre la medicina dice chiaramente che le nanopolveri entrano nel corpo umano per mezzo delle loro dimensioni. Se volessimo misurare l’inquinamento atmosferico dovremmo contare le polveri non pesarle.

Nessuno partito di utili idioti ha fatto leggi per punire gli industriali delle automobili che sono una delle cause di morte (nonostante il principio di precauzione e il principio chi inquina paga), omicidi colposi e disastri ambientali evitabili perché da circa un secolo esistono i progetti per motori elettrici che hanno rendimenti energetici migliori e soprattutto non immettono polveri che uccidono. In questi due anni assistiamo ad alcune inversioni di marcia grazie alla Tesla motor ma le resistenze sono ancora forti in attesa di nuove dipendenze, dal petrolio a qualcos’altro.
La scienza è consapevole che una buona parte delle morti è evitabile con un cambio di paradigma culturale mentre il sistema (società, scuola e università) incentiva le persone ad esser nichiliste e competitive perché l’avarizia è il motore di una società immorale.

Uno strumento che il sistema di potere usa per manipolare l’opinione pubblica è il silenzio. Dunque, è semplice condizionare le persone, è sufficiente tenerle ignoranti sullo stato collettivo di salute e non fornire dati sufficienti per comprendere le condizioni di vita. Nell’ambito dei controlli della qualità di quanto respiriamo, infatti, il Cria, centro regionale per l’inquinamento atmosferico, ha installato tre centraline a Salerno una a Pastena, una in via Vernieri, una a Fratte presso la scuola Osvaldo Conti (Fonte: Il Mattino ediz. Salerno, 8 gennaio 2009). Questo è ciò che accade in Italia, in Campania e in special modo a Salerno dove non esistono sistemi efficienti per monitorare l’aria, l’acqua e i suoli e se non esistono strumenti permanenti allora è impossibile dimostrare il nesso di causa effetto fra l’inquinamento e la morte, nonostante tutti possono intuire che si muore se l’ambiente non è sicuro. L’assenza di dati è l’arma politica per deresponsabilizzare controllori e controllati e assolvere i dipendenti eletti da cause civili e penali.
Chiunque di noi può capire questi aspetti ma la maggioranza dei cittadini non interviene per cambiare le cose e tutelare il diritto alla vita.

A Salerno, il mare è inquinato, i corsi d’acqua sono inquinati, vi sono le fonderie Pisano condannate nel 2007 per inquinamento e tuttora sono oggetto di continue chiusure con i sigilli ma il Comune non chiede il risarcimento del danno ambientale mentre i cittadini tramite una class action dovrebbero chiedere il risarcimento del danno biologico. Vi sono “morti sospette” di cancro nell’area delle fonderie? Perché i residenti non muovono azioni legali dirette?

Il traffico cittadino è causa di enormi disagi e danni biologici e la Carta geomichica ambientale del prof. Benedetto De Vivo ha rilevato il superamento dei limiti soglia dei platinoidi (uscenti dalle marmitte catalitiche)  nei quartieri Pastena e Torrione, la stessa carta mostra il superamento dei limiti soglia nell’area delle fonderie Pisano, copia del testo fu inviato anche al Comune di Salerno e quindi conosce l’inquinamento dei suoli.

A Salerno manca una seria indagine tossicologica e manca la cultura della prevenzione primaria per queste ragioni è impossibile pensare a una qualità della vita proprio dove il valore della vita stessa non è preso in considerazione dalla politica e dai cittadini nichilisti.
Solo il risveglio delle coscienze può cambiare la qualità della vita e i cittadini dovrebbero usare l’arma più potente che hanno: cervello, cuore e consapevolezza.

La qualità della vita misura lo stato psicofisico delle persone, la conoscenza, i rapporti interpersonali e la partecipazione alla vita della società, questi sono solo alcuni dei nuovi indicatori che CNEL e ISTAT inizieranno a valutare, ma questi aspetti sono stati sempre indice di qualità, adesso anche lo Stato li studierà.

La partecipazione alla vita politica, indicatore di qualità, è facilmente rilevabile leggendo gli Statuti degli Enti locali. In Italia la vera democrazia è osteggiata e scoraggiata, infatti non esistono adeguati strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Statuti e il potere nega la trasparenza degli atti pubblici e non condivide adeguatamente i bilanci dei comuni e delle relative SpA locali monopoliste affinché i cittadini non capiscano quanti milioni produce l’usurpazione dei beni pubblici.

La scienza e il buon governo hanno sempre indicato l’approccio olistico quale atteggiamento positivo per creare il vero sviluppo umano, ora i cittadini hanno l’opportunità di cambiare schema mentale e avviare un percorso di crescita reale. Nei Paesi dove c’è questa consapevolezza i cittadini, grazie alla maggiore democrazia, al governo del popolo, hanno potuto condividere le opinioni e sviluppare metodi, conoscenze e pratiche di buona amministrazione. Infatti vi è maggiore prevenzione e tutela del territorio, la vera ricchezza.

Una prova di quanto affermo esiste persino a Salerno: la raccolta differenziata è svolta dai cittadini non dall’immoralità degli amministratori locali. Vincenzo De Luca, che governerà la città più della dittatura di Mussolini, tramite la rete locale televisiva che lo sostiene da 16 anni millantava che sarebbe stato impossibile raggiungere alte percentuali di raccolta in breve termine e che l’inceneritore sarebbe stato la fabbrica più sicura e controllata d’Italia. Quando ha saputo che le banche non avrebbero sostenuto il prestito senza la garanzia di bruciare rifiuti utili a calcolare l’immorale sovvenzione dei Cip6 ha dichiarato che avrebbe cambiato idea. De Luca quale commissario ai rifiuti corse anche il rischio di perdere il mandato se non avesse iniziato un’efficace raccolta. Le priorità sulla gestione dei rifiuti, i principi e i modi più ecologici per trattarli sono noti e la legge risale al 1997. E’ documentato che Comitati cittadini molto più informati dell’Amministrazione sulla corretta gestione avevano chiesto la strategia “Rifiuti Zero”. De Luca ha colpevolmente ritardato la messa in opera della raccolta differenziata “porta a porta” e in ritardo ha realizzato un impianto di compostaggio causando l’aumento della TIA e oggi i salernitani pagano la tassa rifiuti più alta d’Italia. Per la corretta gestione dei rifiuti manca ancora un impianto di riciclo e manca la “squadra di ricerca” del poco “residuato” non riciclabile che sarà reso illegale dalle norme di prevenzione dei rifiuti.
Ci rendiamo conto che quando conviene al potere bisogna fare leva sul razzismo contro i meridionali e additarli di esser incapaci persino di differenziare i rifiuti per poi scoprire il contrario quando i risultati sono maggiori rispetto al Nord.
L’esempio di Salerno è la prova certa che i cittadini sono più avanti dei loro dipendenti e che hanno la capacità di autogestirsi mentre gli amministratori sono un ostacolo concreto alla sviluppo di comunità civili e sostenibili.

La speranza di un cambiamento civile è oggi concreta poiché alla gara elettorale ha partecipato una “lista a 5 stelle” figlia della società civile che ha speso appena € 2500 e svolto azioni pratiche di educazione civica come la pulitura della città mentre gli altri la inquinavano con manifesti affissi ovunque ci fosse spazio per farlo, nell’illegalità totale. Il voto ha detto che esistono almeno 1676 cittadini e non sudditi. Alla gara hanno partecipato ben 19 liste di cui 17 hanno indicato Vincenzo De Luca con tutta la potenza economica e mediatica locale, nel Consiglio comunale non vi sarà alcuna opposizione perché De Luca è sostenuto sia dalla “destra” che dalla “sinistra”, alle precedenti elezioni del 2006, al ballottaggio, ci fu la più grande truffa elettorale perché i componenti della lista di “Centro sinistra”, avversaria di “Progressisti per Salerno” (De Luca), dopo la sconfitta furono nominati nella “Giunta De Luca” con l’evidente tradimento del mandato elettorale. Questo è il livello immorale dell’ambiente politico salernitano ove di solito buona parte dei candidati risponde solo al prezzo del loro ego e, sembra che la maggioranza di essi vada in giro con un cartellino e sia sufficiente pagare quel prezzo per comprare il loro consenso.

Nonostante tutto sembra che ci siano 1676 persone stanche del nichilismo e che siano pronte a produrre un cambio di paradigma culturale dove finalmente l’etica entra nella politica. Salerno cambia se noi cambiamo.

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