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Archive for aprile 2011

Rainews24 con le inchieste di Maurizio Torrealta torna ad informare gli italiani sull’opportunità straordinaria offerta dalla fusione fredda.

Già il 20 novembre del 2009, a Milano, ebbi la possibilità di ascoltare il convegno, “eppur si fonde“, promosso da ONNE sullo stato dell’arte circa la fusione fredda.

Nella sostanza, prima tramite le interessanti scoperte di Nikola Tesla sull’energia trasmessa senza fili e poi sull’elettromagnetismo e successivamente, le scoperte scientifiche, di oggi, tramite la fusione nucleare fredda, possiamo affermare che l’uomo ha tutte le conoscenze e le capacità di usare l’energia in maniera razionale. L’uomo può evitare di sprecare energia e sopratutto non produrre trasformazioni che generano inquinati tossici e distruttivi.

L’energia libera e pulita esiste!

L’idea che mi feci allora a Milano, circa la fusione fredda, è la stessa che potrebbe farsi chiunque informandosi su questi temi. Le SpA non hanno alcuna intenzione di consegnare tecnologie innovative che rendono le persone libere; libere di autoprodursi energia necessaria e sufficiente per soddisfare i propri bisogni senza pagare una somma (dipendenza).

Maurizio Torrealta: i tempi sono sempre così lunghi per avere una ingegnerizzazione, di elaborare una teoria che sia in grado di permettere una ingegnerizzazione di questi fenomeni?

Emilio Del Giudice: Bhé, lo stato della teoria non è cattivo, direi, quindi siamo abbastanza a buon punto. L’ostacolo maggiore, ovviamente, non è scientifico, ma è economico, sociale, politico. Cioè è necessario se si vuole passare dagli esperimenti alle applicazioni che ci sia la decisione di coltivare questa forma di energia. Quindi questo è al di fuori del controllo nostro. Per quanto riguarda la comprensione teorica di questi fenomeni, direi che siamo, abbastanza, sulla buona strada e che in capo a pochi anni faremo ulteriori progressi. Ma il problema essenziale questo è scegliere quale strada seguire, se la strada delle mega centrali costose, pericolose e così via, oppure  la strada di un’energia che elimini gli sprechi, che non sia pericolosa e che dia luogo ad una presenza diffusa sul territorio.

Anche il prof. Del Giudice auspica il passaggio dalle grandi centrali alla cosiddetta “generazione distribuita” tramite fonti alternative. Certo, Del Giudice va ben oltre le odierne tecnologie in commercio (fotovoltaico, solare termico etc.) poiché sa bene quali siano le potenzialità della fusione fredda.

Proposte intelligenti e coraggiose:

In Toscana, a Prato un consigliere comunale, Nicola Oliva, ha proposto di costruire un treno maglev che colleghi Firenze allo scalo di Pisa.

Calabria, Riace, l’accoglienza fa anche risparmiare. Si batte moneta locale per gli immigrati. Riace batte Mineo, dove gli italiani convivono con gli stranieri. Nel paese calabrese, per i rifugiati il sindaco Lucano si è inventato banconote con la faccia di Gandhi per sopperire alla lentezza dei fondi per l’asilo e dice: “A Mineo c’è un centro di detenzione che costa, noi con 24 euro a persona copriamo tutte le spese”.

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Dedicato a tutti coloro che hanno il diritto e che non vanno più a votare o che hanno votato, senza coscienza, PDmenoL e PDpiùL. Errare è umano ma perseverare è diabolico.

L’italiano suddito disadattato che non sa più chi è. Il default potrebbe darci lacrime e sangue oppure potremmo sconnettere la mente dal sistema ed iniziare a vivere da esseri umani.

A maggio, dove possiamo scegliere, votiamo per le liste civiche a 5 stelle ma soprattutto smettiamola di sostenere il sistema ideato per opprimerci. E’ tempo di democrazia diretta!

I partiti non esistono! Le banche possiedono i politici! Le SpA governano il sistema!

Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli!

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Il 7 gennaio 2011 ero fermo nel traffico, all’altezza di Roma, in autostrada A1. In un pomeriggio assolato, alle 16:15 un Ford Transit, guidato da un individuo in stato di ebbrezza, si evince dal verbale della polizia stradale, mi tampona distruggendo la mia auto: Ford Fiesta 1.8 TD.

Il destino ha voluto che vivessi ancora, ho riportato danni biologici ma sono vivo.

L’auto è stata demolita ed ho fatto un paio di calcoli su quanto costi possedere un’auto per 10 anni. L’anno 2001 acquisto auto nuova dando in cambio la vecchia Fiesta: ricordo a memoria, spesi circa €9.000. Volete sapere quanto costa l’assicurazione? Dal 2001 al 2010 ho speso €12.000 di premi assicurativi. Nel 2001, il primo anno – in 14 classe –  ho pagato €1.542 annui, poi nel 2010  – 5 classe – pagavo €967 (senza il furto). Ho conservato anche le fatture di tutti i tagliandi di controllo e manutenzione, costo totale €3.724,24. L’auto a diesel aveva percorso 176.581 Km e fatto il calcolo di spesa media dedotta considerando anche la variazione prezzi del diesel ed il “tracciato” risultano €9.530.

Aver avuto un’auto diesel 1.8TD per 10 anni mi è costato: €34.254,24.

Cosa dimostrano questi costi? Possedere un auto è un sacrificio che i cittadini possono evitare se ognuno di noi si rendesse conto di quanto spende per avere un mezzo inquinante.

Lo Stato deve assolutamente intervenire per diminuire l’uso dei mezzi in circolazione e sostituire tutti i motori a combustione con quelli elettrici, obbligando le SpA che inquinano: chi inquina paga.

Una città civile con un serio piano di mobilità sostenibile dovrebbe partire da questa filosofia: prima cammino, poi in bici e poi coi mezzi quindi: chilometri di piste ciclabili, bike e car-sharing elettrico, parcheggi scambiatori e mezzi pubblici ecologici, ecco questa è una proposta pratica per disincentivare l’acquisto di auto nuove poiché si tratta di una mobilità integrata a sostegno del pedone e non dell’obsoleta automobile. Se nel 2001 la mia città fosse stata dotata di mezzi ecologici alternativi, con un abbonamento annuo di €150 avrei potuto risparmiare €2.498/annui per spenderli, magari, in viaggi interessanti, libri o benessere fisico, invece ho prodotto solo danni ambientali. Avrei risparmiato tonnellate di CO2 equivalenti ma soprattutto non avrei immesso nanoparticelle nell’atmosfera che possono far insorgere cancro e neoplasie.

Immaginate le famiglie dove hanno un auto a testa: il padre, la madre ed i due figli.

Da gennaio cammino a piedi o in bicicletta, uso il treno se devo cambiare città o il pullman se piove. Sto pensando di comprare un auto ecologica usata mentre le auto elettriche nuove costano intorno ai €33.000, somma proibitiva, quindi sto pensando ad un’auto a metano. Sto ancora pensando se comprarla o meno poiché i costi di gestione sono alti (premi assicurativi e tagliandi di controllo) mentre il metano è decisamente meno inquinante dei derivati del petrolio (benzina, diesel e GPL) ed anche molto meno costoso, €/kg.

Nel 2011 comprare un’auto nuova non conviene. Se fossimo in un Paese normale il Parlamento introdurrebbe gli incentivi per sostituire i motori a combustione e non per le auto nuove. Ma purtroppo i Governi sono a servizio delle SpA e non dei popoli. E’ tempo di democrazia diretta!

“Estratto” da “Qualcosa che non va“:

Se da duecento anni usiamo ancora automobili a petrolio è perché in questo modo si creano consumi, cioè dipendenza. Se nelle nostre abitazioni si usa scaldare i cibi col gas, la motivazione è la stessa, si diffondono tecnologie che creano consumi e cioè dipendenza da qualcuno.

[…]

Le città moderne sono state progettate per le automobili e non per i cittadini. Ma in realtà, per avere una buona mobilità è efficace il principio cardine: prima cammina, poi vai in bici e poi in macchina.

Moriremo tutti sepolti dalle macchine: di questo passo l’iperbole rischia di avvicinarsi alla realtà perché il nostro parco circolante auto continua a crescere senza fine: +4,92% negli ultimi cinque anni. Un record inaudito non tanto per l’incremento percentuale (che comunque non si può ignorare perché siamo passati dalle 34.636.594 auto del 2005 alle 36.339.405 del 2009…) ma perché in Italia siamo già ampiamente oltre la soglia di guardia con la più alta concentrazione di macchine in Europa grazie all’incredibile rapporto di 59 vetture ogni 100 abitanti. […] Tante tantissime e non solo in rapporto alle strade che sono le stesse dagli anni Sessanta ma anche rispetto alla superficie della nostra nazione le auto iniziano a diventare troppe: se saldassimo insieme tutte le carrozzerie delle macchine in Italia arriveremmo all’incredibile numero di 248 mila ettari, ossia 248 chilometri quadrati: come se Milano e Firenze fossero interamente ricoperte di lamiera. Il fenomeno, forse è questa la cosa più strana, sembra sfuggito ai più. [1]


[1] Vincenzo Borgomeo, parco auto, crescita infinita siamo oltre i 36 milioni, 12 maggio 2010, http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2010/05/12/news/parco_auto_crescita_infinita_siamo_oltre_i_36_milioni-3999787/

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Conoscere la storia, nel senso più ampio del termine, è determinante per immaginare, progettare presente e futuro.
A causa dell’attuale crisi delle coscienze e per mezzo della crisi materialista figlia della moneta debito sembra che la “moda” di oggi scopra l’acqua calda: vivere in armonia con la natura.
Se un fallimento finanziario consentisse il risveglio delle coscienze, ben venga questo default, anzi, faccia presto, almeno in Argentina le aziende di Stato sono diventate di proprietà dei cittadini.

Già nei secoli passati numerosi esseri umani avevano immaginato e progettato società ideali (1464 Sforzinda), non utopie irrealizzabili, ma esempi veri e tangibili. Dal punto di vista dello spazio architettonico e urbanistico nel periodo medioevale gli architetti hanno ideato e realizzato ambienti a misura d’uomo, ambienti realmente belli e piacevoli. Nei secoli successivi nacque persino l’idea delle città giardino (Garden city, 1898) e dell’architettura organica (1939). Successivamente, la tecnologia prima e l’economia dopo sono degenerate nella moderna matematica finanziaria (Banche centrali e moneta debito) col fine, raggiunto, di scollegare l’uomo dalla natura e renderlo un perfetto schiavo per mezzo del controllo mentale: scuola [Ken Robinson dice che la scuola uccide la creatività], università e televisione; l’uomo schiavo tramite il lavoro e l’invenzione della moneta debito.

Michel Foucault: «Sappiamo bene che l’università e in generale tutto il sistema scolastico, in apparenza fatto per distribuire il sapere, è fatto per mantenere al potere un certa classe sociale e per escludere dagli strumenti del potere tutte le altri classi.»[1];
[1] estratto dal video condiviso in youtube: Foucault – Chomsky: PARTE I – Potere e Società Futura (ita)
http://www.youtube.com/watch?v=8dgtXCTmAoI

La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda  tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.

Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia.[2]

[2] http://www.delaservitudemoderne.org/testo.html

La Storia insegna come l’essere umano sapeva autogestirsi, lo sapeva fare anche nel periodo neolitico, senza l’invenzione delle attuali strutture istituzionali (Presidenti, Sindaci, parlamenti) poiché egli sapeva coltivare la terra, conosceva l’universo (Sumeri) e sapeva costruire edifici idonei.

Nel 2011 la maggioranza degli individui bipedi che camminano non sembrano persone ma soggetti psico-programmati, illusi di vivere liberamente; e oggi questi individui sembra che ragionino unicamente in termini di costi monetari (nichilisti), e sembrano schiavi del lavoro che magari non vogliono fare, ma devono farlo per pagare il mutuo alla banca, le bollette energetiche, le tasse etc (dipendenze virtuali).

Prima dell’invenzione della moneta e prima delle istituzioni gli uomini cooperavano fra loro per la ricerca del cibo, per la gestione del territorio e dei villaggi (dipendenza dalla natura). Prima degli imperi, gli uomini non facevano neanche le guerre e le stesse sorsero per la paura del diverso e per volontà dei capi spinti dall’avidità (dipendenza virtuale) e dalla stupida competitività di rubare risorse ed accentrarle nelle mani di pochi.
Successivamente ed ancora oggi le guerre si compiono sempre per controllare le masse e soprattutto accentrare ricchezze nelle mani di pochi e tenere le masse in schiavitù, ad esempio in Europa e negli USA la maggioranza degli individui è impegnata-schiava in lavori socialmente inutili o davanti alla televisione (dipendenza virtuale) mentre i militari presidiano risorse che interessano alle SpA, quelle che possiedono Governi e media.

Oggi, sembra che l’energia per tenere in piedi l’impero SpA sia maggiore rispetto a quella che ci vuole, dunque, un disequilibrio e potrebbe accadere che tale impero possa cedere per implosione del sistema stesso. L’analisi, può sembrare assurda ma è semplice: le banche centrali misurano tre cose: il petrolio, il PIL, e l’espansione monetaria.

Oggi, stiamo vivendo sul picco del petrolio che produce una crisi energetica ed economica. Il PIL è un indicatore fuorviante e le SpA delocalizzano le sedi costruttive facendo decrescere la produzione degli Stati misurata proprio col PIL. Quando dal 1971 la moneta viene creata dal nulla (non esiste più l’obbligo di stampare moneta secondo un equivalente controvalore in oro – misura di riferimento massa, cioè il peso in kg) e regolata dalla riserva frazionaria col moltiplicatore monetario accade che l’inflazione colpisce prioritariamente i salari pubblici e, in più quando sono stati diffusi gli strumenti finanziari (derivati) accade che la teoria del costo di produzione diventa una mera credenza poiché il valore delle scommesse (derivati) è immensamente maggiore del PIL produttivo mondiale.
I tre elementi dell’impero SpA stanno cedendo tutti e contemporaneamente. Un nuovo ordine mondiale ci sarà: potrà essere un dittatura come preconizzò Orwell e molte SpA stanno spingendo verso questa direzione oppure ci sarà un risveglio delle coscienze addormentate ed i cittadini capiranno che possono essere felici senza governi centrali e senza l’invenzione della matematica finanziaria, ma compiendo un passo evolutivo nella direzione olistica riappropriandosi della vera democrazia: sovranità monetaria, sovranità alimentare e sovranità energetica con fonti alternative.

Noi viviamo perché c’è il Sole, le altre specie non si scambiano una moneta debito per vivere.

Possiamo avere la tecnica al servizio dell’uomo e non come accade oggi, il contrario: noi schiavi della tecnica.
Possiamo realizzare città ideali (luoghi privi di sprechi) che vivono autonomamente (democrazia diretta) tramite applicazioni intelligenti: case che hanno bisogno di, appena, 10 kWh/mq/anno e che producono energia, auto elettriche, orti urbani sinergici, treni a levitazione magnetica, biblioteche civiche di quartiere etc. I costi? Non ci sono costi perché i progetti si realizzano solo se ci sono le risorse, quelle vere: uomini e materie prime. Uno Stato libero stampa moneta sovrana per scambiarsi merci e beni in maniera proporzionata alla domanda e all’offerta.

C’è stato un periodo in cui gli individui erano liberi poiché essi erano intimamente collegati alla Terra. Non esisteva la violenta pretesa della proprietà privata, gli individui non riconoscevano la ricchezza nella moneta, ma nella capacità creativa degli uomini come saper tessere (artigianato), costruire case, arare la terra e gestirla. Lentamente, nel corso dei secoli, prima la tecnica ha sostituito l’uomo sul posto di lavoro  e poi l’informatica ha scambiato gli Stati con le banche. Questo è accaduto perché l’incoscienza ha consentito questa sostituzione tramite l’avidità e la competitività cancellando i diritti umani e rifeudalizzando il pianeta.

La ricchezza e il suo valore erano convenzionalmente riconosciuti nei beni figli della creatività umana. Agli uomini non interessava possedere oro, argento, o banconote. Agli uomini interessava gestire la terra poiché dava frutti e potevano costruirci la casa per la famiglia, per il villaggio.
L’attuale degenerazione è figlia dell’invenzione della matematica finanziaria e delle borse telematiche: luoghi virtuali, non ricchezza reale, dove alcuni giovani di fronte ad un computer si scambiano scommesse, promesse di pagamento e vere truffe finanziarie col fine di rubare economia reale: risorse minerarie, terreni e Stati interi.

Oggi vi sono corporazioni SpA che possiedono gli Stati e le borse telematiche sono i luoghi dove i truffatori concretizzando le loro vincite. Oggi gli eserciti proteggono le SpA nei territori che hanno risorse per la produzione di merci inutili mentre media e scuole manipolano i cittadini americani ed europei per formarli come consumatori degli acquisiti compulsivi.

Possiamo decidere di vivere in armonia con la natura studiando la vera Storia e scoprire che abbiamo tutte le capacità creative di realizzare luoghi per trascorre il tempo che vogliamo con le persone che amiamo poiché in questo periodo, le tecnologie (creatività) possono agevolare questo processo. La vera crescita è non ripetere gli errori del passato, smetterla di dare fiducia alle attuali istituzioni e riporla in noi stessi pronti a cambiare modo di pensare, uscire dal cinismo e vivere cooperando.

Nonostante i nostri vizi e la nostra viltà, ci sono italiani che stanno vivendo il cambiamento nei piccoli comuni. Ecco alcuni esempi: Slow food nacque nel 1986 ed oggi esiste una rete di piccoli comuni che ha aderito andando verso la sovranità alimentare e la riscoperta del saper auto-produrre cibo. Paolo Soleri è l’architetto italiano emigrato negli USA per costruire la prima città moderna sostenibile (1970 Arcosanti).

Oggi, nel solco dei buoni esempi, proseguono queste strade anche altri cittadini, gruppi ed associazioni, in Italia si sono aggiunti la rete dei Comuni Virtuosi ed il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) che rappresentano un modello concreto di operatività sul territorio “dall’alto” e “dal basso”. Esiste un’energia attiva di cittadini pronti a cambiare paradigma culturale conservando i buoni esempi del passato (Storia) unendoli alla tecnologia socialmente utile (innovazione) con la migliore tradizione culturale italiana: cibo, arte e cultura.

La scienza dell’organizzazione è quel tassello che mancava a cittadini motivati e prossimamente MDF con Arcipelago Scec e Transition Italia viaggeranno per l’Italia mostrando buone pratiche, innovazione e cambiamenti permanenti col fine di risvegliare le coscienze umane ed agire uniti dall’etica.

Persino la scena di un film spiega il sistema: dal film “The International”: […] Agente dell’Interpol (Clive Owen): “si ma miliardi di dollari investiti solo per fare il broker? Non ci può essere tanto guadagno per loro.” Finanziere-politico (Luca Barbareschi): “No figuriamoci se mirano a guadagnare dalla vendita di armi. Mirano al controllo.” Vice procuratore distrettuale (Naomi Watts): “Controllo del flusso di armi, controllo del conflitto“. Finanziere-politico: “No, no la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto.“In un sistema immorale dove alcune SpA private approvano bilanci con profitti monetari almeno 100 volte maggiori degli Stati USA e dell’UE lo capisce anche un bambino che c’è qualcosa che non funziona, perché gli italiani non lo capiscono? Craxi, in sede di tribunale – Milano, processo Enimont, 1993 – era sorpreso di fronte alle domande “ingenue” del Pm Antonio Di Pietro: «perché imprenditori, società, enti e cooperative sentivano il bisogno di pagare i partiti?» Bettino Craxi: «ci sono gruppi industriali che in Italia sono una potenza, che sono più potenti dei partiti, potevano spaventare e non essere spaventati, proprietari di giornali, di banche[…] loro incutevano timore […] ma si può immaginare che un gruppo come la Fiat non abbia mai dato contributi elettorali a partiti, a candidati […] si può credere seriamente che un gruppo come la  Fiat possa essere stato concusso, spaventato?»

In questi anni la pressione delle multinazionali è ben visibile nei media e nelle università, nel luoghi di dibattito politico, c’è un continuo martellamento nel proporre privatizzazioni in tutti gli ambiti, lo scontro è su questi aspetti. Si vuole persuadere l’opinione pubblica sul fatto che “privato sia meglio di pubblico” ed il potere invisibile lavora a questo, anche in Italia, dal dopo guerra in poi ed ha raggiunto questi obiettivi con l’indottrinamento[1] di un pensiero nelle scuole e nelle università. Quasi nessuno fa notare che l’introduzione dell’uso del diritto privato in ambito pubblico è avvenuto con la riforma amministrativa degli anni ’90 e questo non destò fastidio, se oggi vi sono soggetti che rubano a norma di legge la colpa è del Parlamento che aggirò la Costituzione italiana ed, oggi la Corte Costituzionale è tragicamente silente mentre alcuni soggetti privati ricavano milioni con l’acqua. Il pensiero dominante criminale del produttivismo e dello sviluppo sostenibile sono persino parte integrante del processo deliberativo dell’amministrazione pubblica, una conferenza di servizi[2] di fronte a scelte economiche fa pendere l’ago della bilancia su questioni di “efficienza” (profitto) e non su questioni etiche (tutela della vita umana) e di buon senso. Queste persone non ragionano in termini umani ma in termini di bilancio messo al di sopra del diritto alla vita.


[1] LEWIS F. POWELL, The Powell Memo, Powell Manifesto, 23 ago 1971, http://reclaimdemocracy.org/corporate_accountability/powell_memo_lewis.html

[2] La Conferenza di Servizi è un istituto della legislazione italiana di semplificazione amministrativa dell’attività della pubblica amministrazione, volta ad acquisire autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta comunque denominati mediante convocazione di apposite riunioni collegiali, i cui termini sono espressamente disposti dalla normativa vigente (Legge 241/90 e s.m.i.). Le determinazioni della Conferenza di Servizi si sostituiscono alle autorizzazioni finali ed hanno lo scopo di velocizzare la conclusione di un procedimento amministrativo, ad esclusione di concessioni edilizie, permessi di costruire e DIA.

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