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Archive for marzo 2011

Sono stato a Milano presso la fiera di “Fai la cosa giusta”, conoscevo questo evento di nome. Ho girato per gli stand dove si promuovevano prodotti biologici, applicazioni di buon senso e stili di vita coincidenti con la filosofia della decrescita felice. C’erano numerosi produttori di formaggi, salumi, pane, ortaggi, case editrici, alcune tecnologie utili, associazioni, comitati, gruppi di acquisto solidale etc.

Un amico ha voluto “intervistarmi”con la sua videocamera. Mi è parso naturale rispondergli così: i meridionali sono ricchi, anzi ricchissimi ma non lo sanno. E’ normale che nella città  dello spreco, quale Milano è, nasca una Fiera dell’ovvio, è normale perché le buone intenzioni di “Fai la cosa giusta” non sono altro che la tradizione culturale italiana ancora radicata nelle province di Salerno, Avellino, Matera, Potenza, Crotone, Lecce, Taranto, Cagliari, Nuoro, Siracusa, Trapani, Teramo, Campobasso, Macerata, Bari.

Evidenzio che le province sono ricche e non i capoluoghi perché è nei territori contadini che vive questa formidabile ricchezza composta da piccoli borghi sostenibili, per definizione, che resistono con difficoltà al pensiero dominante – progressismo, crescita infinita – diffuso cinicamente da Milano e Roma attraverso l’inutile televisione.

I Sindaci dei piccoli comuni dovrebbero visitare “Fai la cosa giusta” e sorridere di fronte agli stand che gli vendono l’ovvio e la loro tradizione, i Consiglieri ed i cittadini di questi piccoli centri dovrebbero sapere che la “Milano da bere” invidia i loro luoghi, la loro natura e i loro stili di vita, perché i “nordici” hanno tanta voglia di normalità e di buon senso, hanno voglia di quella vita delle nostre tradizioni contadine e di famiglie unite dall’amore per la terra. Il problema è d’identità: chi siamo e dove stiamo. Il lusso e la moneta non creano identità ma distruggono gli esseri umani. Ovvio? Allora perché le comunità non esistono più? Perché i cittadini votano coalizioni politiche che perseguono il dogma religioso della crescita infinità? Perché i cittadini non risvegliano le proprie coscienze e perché non partecipano direttamente alle politiche locali?

Bisogna avvisare i cittadini dei piccoli centri che lo sviluppo propagandato nelle scuole e nelle università, competitività e crescita, sono solo cattive parole e che non bisogna copiare i pessimi esempi finanziari dei capoluoghi di provincia che stanno rubando il bene comune per donarlo alle SpA.

Impedite che l’idea progressista entri nelle nostre menti perché ci sveglieremo nell’incubo nichilista di molti lombardi e piemontesi.

Se vogliamo crescere veramente, allora iniziamo a condividere le esperienze di buon senso in corso d’opera nei piccoli comuni italiani da Sud a Nord, ognuno con la propria creatività e vitalità perché la vera ricchezza è nella biodiversità, anche politica, a tutela del bene comune.

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La sostenibilità in edilizia è determinata dalla progettazione che disegna un involucro dell’edificio capace di garantire il comfort degli spazi interni con l’impiego di materiali a basso impatto ambientale. La progettazione deve tener presente i principi di eco-efficienza e di sufficienza energetica. Negli edifici esistenti si predispone la diagnosi energetica per misurare il reale fabbisogno. Allo stato attuale dei flussi energetici è importante ridurre la domanda di energia da fonte fossile (petrolio e gas) perché esistono sprechi evitabili con l’impiego di diversi “accorgimenti” e l’impiego di nuove tecnologie. L’eco-efficienza e la sufficienza energetica si raggiungono adeguando l’involucro dell’edificio ai nuovi standard che prescrivono la riduzione degli sprechi. Facendo manutenzione degli edifici esistenti è possibile ridurre la domanda di energia impiegando tecnologie che sfruttano le fonti alternative, raggiungendo due obiettivi: migliore comfort abitativo e cancellazione degli sprechi conseguendo un risparmio economico.

Risparmiare energia è così semplice che forse ci lascia davvero perplessi, a volte. Quando siamo andati a scuola il professore di fisica ci ha insegnato anche la trasmissione del calore ed avrà accennato alle capacità termofisiche dei materiali, se non lo ricordiamo è sufficiente rileggere i testi scolastici, comprarne uno o usare internet cercando i termini giusti, riguardanti la termodinamica, l’entropia e la trasmissione del calore.

fonte: Thomas Konigstein, manuale per costruzioni a risparmio energetico

Ricordiamolo, già a scuola si studiava la trasmissione del calore e i comportamenti quali: conduzioneconvezione ed irraggiamento. Tali leggi delle fisica ovviamente riguardano anche gli edifici considerati come sistemi termotecnici. Gli edifici che non disperdono energia (bassa trasmittanza termica), facendoci stare bene anche d’estate, sono i migliori poiché costruiti con determinati materiali capaci di trattenere il calore al proprio interno. Oggi è possibile far certificare i consumi delle nostre case, come indicano anche le etichette degli elettrodomestici, e sapere quanti soldi sprechiamo o risparmiamo.

Anche se in grande ritardo, oggi il risparmio energetico è argomento quotidiano, spesso amici e conoscenti mi pongono quesiti, legittimi, per capire come applicare il risparmio. Mi preme sottolineare che le cose sono molto più semplici e banali di quanto si possa immaginare. Prima di tutto non c’è alcun bisogno di inventarsi tecnici specializzati perché i progettisti sono pagati per risolvere problemi.

fonte: Norbert Lantschner, la mia CasaClima, Raetia

Dunque, consiglio banalmente di rispolverare la cultura di base che il liceo ci ha dato. I materiali hanno caratteristiche termofisiche e per farsi un’idea corretta è sufficiente comprendere queste misure. Vediamo se questo ragionamento può aiutare tutti: un edificio che disperde energia termica produce un costo/spreco e questo può rappresentare la base economica per finanziare la ristrutturazione edilizia. E’ il tipico ragionamento economico-finanziario delle ESCo (Energy Service Company) che realizzano profitti tramite progetti finalizzati all’efficienza energetica e l’uso degli incentivi delle fonti alternative. I cittadini potrebbero avviare una ESCo, tramite la banca locale, e finanziare la ristrutturazione edilizia dei volumi esistenti con l’obiettivo di realizzare una “smart grid“. In questo modo diventeranno produttori e consumatori (prosumer) di energia ma soprattutto liberi e indipendenti dalle SpA. L’atteggiamento appena descritto si può tradurre concretamente promuovendo cooperative edilizie ad hoc (iniziativa privata), e già esistono esempi progettuali di questo tipo che stanno rigenerando interi quartieri migliorando la qualità di vita. Esistono anche iniziative pubbliche, ma gli esempi più efficaci sono presenti fuori l’euro zona, o nei Paesi che hanno dato priorità agli aspetti energetici: USA, Canada, Finlandia, Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Germania, Austria e Svizzera. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno provveduto, tramite la Banca degli investimenti europei, a deliberare diverse direttive per incentivare l’efficienza energetica e ridurre l’uso degli idrocarburi (petrolio e gas), ma l’azione più efficace rimane l’iniziativa privata attraverso una banca locale capace di investire in progetti di qualità. Più in generale, oggi i cittadini hanno l’opportunità di puntare all’auto sufficienza energetica, ma per realizzare questo importante obiettivo è determinante sviluppare la capacità di valutare i progetti e coordinare un’azione popolare, “dal basso”, per programmare ristrutturazioni edilizie e urbanistiche. Persino le normative tecniche sono mature e prefigurano la realizzazione di edifici a energia quasi zero (nZEB), cioè edifici che mediamente nell’arco di un anno solare pareggino i flussi energetici in entrata e in uscita (“nell’arco di un anno solare una somma algebrica dei flussi energetici in ingresso e in uscita pari a zero”).

Le nostre case devono raggiungere l’obiettivo del comfort, cioè percepire la sensazione soggettiva di non sentire freddo d’inverno e non sentire caldo d’estate: benessere. Il comfort è figlio della progettazione architettonica e dei materiali impiegati. Se la vostra casa è progettata male, senza dubbio, raggiungere il comfort ideale richiede, rispetto agli errori del passato, un determinato esborso economico (rilievo e computo metrico estimativo). Per generare un risparmio sulla bolletta riducendo la domanda di energia, generalmente è possibile intervenire coibentando (“cappotto termico” dell’edificio) i muri perimetrali esterni e sostituendo gli infissi con quelli più efficienti. La ristrutturazione finalizzata all’efficienza energetica è detraibile. L’acquisto e l’impiego di impianti tecnologici che sfruttano le risorse rinnovabili presentano numerose soluzioni (solare termico, fotovoltaico, micro eolico, geotermico). In aree vicino al mare, ove la temperatura più fredda arriva a 5 gradi centigradi, è sufficiente coibentare e sfruttare i cosiddetti sistemi solari passivi, senza l’impiego di sistemi energetici attivi (ulteriore risparmio). Ed è la soluzione più diffusa per le aree urbane costiere centro meridionali.

Conducibilità termica di alcuni materiali, fonte: Yunus Cengel, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, pag.474

Prima di tutto bisogna prendere familiarità con la conducibilità termica λ [W/mk] (capacità di un materiale a condurre calore) e questa caratteristica deve essere ben evidenziata. Più la conducibilità di un materiale è bassa e maggiore sarà il vostro risparmio. La resistenza termica s/λ [m2K/W] e in fine bisogna conoscere la trasmittanza termica U=1/RT [W/m2K]. Ad esempio, le case certificate come CasaClima Oro hanno U < 0,15 W/ m2K sia per la parete esterna, sia per il tetto e Uw ≤ 0,80 W/ m2K per i serramenti. Solitamente, dopo una diagnosi energetica utile a rilevare dispersioni lungo i “ponti termici” (nodi strutturali, finestre …) i progettisti intervengono con materiale coibente e con infissi migliori per ridurre la domanda di energia termica (gas metano) e poi integrano la domanda di energia elettrica con l’impiego di un mix tecnologico rispetto alle risorse locali (sole, vento, acqua, geotermico).

Un buon progettista, considerando attentamente le opportunità del luogo, riesce a far captare la luce solare (sistemi passivi) invernale, utile fonte di calore e conservare un buon equilibrio termoigrometrico estivo evitando di consumare fonti attive di energia (termosifoni o condizionatori). Oggi, vi sono pompe di calore che riescono a scaldare e raffrescare (micro-trigenerazione) usando, l’aria esterna, la temperatura del sottosuolo, o la temperatura dell’acqua di falda (sistemi attivi).

I committenti dovrebbero sapere che oggi si può vivere in ambienti interni più sani e salubri per mezzo di materiali naturali e controllo dell’aria aumentando la qualità della propria vita, ed essi possono rivalutare il valore del proprio immobile, anche con alcune agevolazioni fiscali o addirittura con l’opportunità di guadagno diventando prosumer: produttore e consumatore di energia. Gli aspetti culturali, tecnici e progettuali sopra descritti tendono ad un obiettivo politico molto importante poiché è possibile transitare da un’economia dipendente dagli idrocarburi (petrolio e gas) ad un’economia dell’eco efficienza, e della sufficienza energetica dove edifici e quartieri costituiscono una rete intelligente di energia (smart grid). Questo obiettivo può essere finanziato con iniziative private (cooperative ad hoc) o tramite fondi europei e nazionali. Gli interventi di ristrutturazione si ripagano da soli grazie al sistema delle ESCo attraverso la qualità del progetto di efficienza energetica. Considerando che il costo delle bollette è in continuo aumento, poiché stiamo vivendo il picco del petrolio, e stiamo pagando i costi delle guerre sull’energia, è ragionevole intervenire prima possibile per eliminare questa dipendenza (idrocarburi).

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Cazzate nucleari

Prima di lasciare un commento, dobbiamo ammettere che noi italiani abbiamo tanti problemi, tutti nelle nostre testoline e che i vergognosi dipendenti eletti ci rappresentano alla grande: bugiardi, corrotti, ignoranti, stupidi e solo in rare occasioni, quasi uniche, troviamo persone oneste che  siedono nelle istituzioni, quasi per caso.

I partiti, che non esistono più da un decennio circa (almeno in Italia, mentre negli USA non esistono partiti politici ma SpA politiche) sostituiti dalle correnti finanziate da banchieri ed organizzate in think tank, sono davvero imbarazzanti per la loro incoerenza ma vanno avanti perché quando i media annunciano una balla è già troppo tardi per spiegare alle masse che stanno manipolando la percezione dell’opinione pubblica (questo dipende dal grado di fiducia che i popoli hanno verso i media ufficiali).

Premessa al punto: la maggioranza degli italiani non sa minimamente come funziona la società – ammettiamolo – e questo viene percepito nelle “gare politiche” come un enorme squilibrio, diciamo che, se fosse una gara di velocità tutti i partiti partono metri avanti rispetto alla linea di partenza dei cento metri contro le probabili liste civiche, quelle vere.

In Italia, sul caso nucleare il PDmenoL si oppone al Governo mentre il PDpiùL conserva la linea intrapresa: nuclearista a prescindere, o interessata a “discutere”. Molte Regioni italiane sono contrarie alle costruzione di nuove centrali nucleari ma i loro sodali di partito, che siedono nell’Unione europea sono favorevoli all’obsoleta fissione nucleare.

Su questa ennesima messa in scena, ancora una volta i cittadini, veramente curiosi, possono giudicare i dipendenti eletti dai fatti (atti pubblici, leggi, delibere) e non dalle chiacchiere da teatro. Già l’11 dicembre 2009 tramite il forum 280 un membro del gruppo – Michele – segnalava che ben 57 parlamentari italiani su 72 avevamo votato a favore di una “strategia europea” (emendamento) che sostiene anche il nucleare.

Oggi, questi attori, dipendenti eletti, si dicono preoccupati dal caso nipponico perché si accorgono che tale tecnologia rappresenta un rischio alla vita umana oltre che per la salute.

Il Giappone rischia di finire al buio se i consumi non saranno ridotti, a causa del calo della produzione di elettricità. Gli elicotteri dell’ esercito giapponese hanno gettato oggi tonnellate d’acqua sui reattori surriscaldati della centrale nucleare giapponese di Fukushima, mentre dagli Stati Uniti viene lanciato un allarme: la situazione è più grave di quella descritta da Tokyo.

“estratto” da Qualcosa che non va:

In una società dove regna la logica della truffa per mezzo di malsane idee economiche dove si impone un’idea di profitto data dal “produttivismo contabilmente artificioso” e senza tener conto dei limiti della natura (energia, leggi della fisica) non ci sarà mai democrazia e quindi libertà. Ecco cosa ci dice il prof. Emilio Del Giudice circa le censure avvenute nel corso della storia: «non solo la fusione fredda, molte scoperte già fatte, per esempio Tesla, ottanta anni fa scoprì un modo per trasmettere l’energia elettromagnetica senza fili e questo fu l’origine della sua disgrazia, per le banche che lo finanziavano in quel momento e lo avevano aiutato. Lui è stato il fondatore della Westinghouse, una grande compagnia, le banche gli tagliarono i fondi dalla sera alla mattina perché se uno si mette a trasmettere energia senza fili il contatore dove lo mette? E quella è l’energia adatta per una società che si fonda sul regalo e non sulla vendita..»
La censura avvenuta in Italia e documentata nell’inchiesta RAInews24 circa il famoso “rapporto 41” dimostra che non c’è alcuna volontà politica di lasciare liberi i cittadini di autoprodursi l’energia necessaria. Per tanto la fusione nucleare fredda (zero scorie) viene portata avanti da alcune SpA e non più dallo Stato. La fusione fredda è una fonte attiva e non può essere collegata al concetto di moneta poiché la natura non soggiace a convenzioni arbitrarie dei banchieri. In sostanza l’energia esiste in natura e la conoscenza ci consente di usarla come vogliamo e per tanto viene a decadere il concetto economico e schiavista della “produttività” e del “costo di produzione”. Le piante vivono perché c’è il sole e non perché si scambiano una moneta, non esiste alcun costo.[…]

La “green” economy di Barack Obama punta su nuove centrali nucleari, le prime ad essere costruite negli USA dopo 30 anni, e sinistra e ambientalisti insorgono. Obama è arrivato secondo nel far resuscitare l’inutile fissione nucleare poiché l’UE ha già detto di sostenerla: risoluzione europarlamentare sui cambiamenti climatici, votata il 25 novembre 2009 dove al punto 36 della risoluzione si cita: “Il Parlamento europeo – dice il comma 36 – sottolinea che una transizione internazionale verso un’economia a basse emissioni di carbonio porterà a considerare l’energia nucleare come un elemento importante del “mix energetico” nel medio termine; precisa tuttavia che la questione della sicurezza del ciclo del combustibile nucleare va affrontata in modo adeguato a livello internazionale al fine di garantire il massimo livello possibile di sicurezza”. Ben 57 parlamentari italiani di “destra” e di “sinistra” hanno votato in maniera favorevole contraddicendo la volontà popolare che nel 1987, tramite referendum, chiese di non usare la fissione nucleare.

I cittadini dovrebbero smetterla di dare fiducia a questi attori. I cittadini devono informarsi e partecipare direttamente alla costruzione della propria comunità poiché i dipendenti eletti non sono portatori di interessi comuni ma delle SpA che li pagano tramite il sistema dei paradisi fiscali.

L’Italia non ha bisogno di importare energia ma di eliminare gli attuali sprechi e di usare le fonti alternative per eliminare la dipendenza dagli idrocarburi. L’energia esiste in natura ed è gratis.

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Voglio essere buono col Governo italiano, anche se non lo merita.

Le dichiarazioni deliranti di alcuni esponenti del Governo sulla crisi ambientale e sociale, in corso nel Giappone, sono demenziali.

Da wikipedia:

La demenza è un disturbo acquisito e con base organica delle funzioni intellettive che sono state in precedenza acquisite: memoria (a breve e lungo termine) e almeno una tra pensiero astratto, capacità critica, linguaggio, orientamento spazio temporale, con conservazione dello stato di coscienza vigile.

Non riesco a trovare parole più appropriate per definire l’analisi “politica” del Governo italiano sulla crisi nucleare nipponica causata da un’apocalisse.

A questo bisogna aggiungere il decreto sulle rinnovabili che “sospende” l’indotto lavorativo sugli impianti da fonti alternative e coinvolge anche il settore dell’edilizia che ha investito nel risparmio energetico. Quindi si aggiungono dichiarazioni demenziali, sulla crisi nucleare, a provvedimenti irresponsabili.

Le contestazioni vanno però avanti. «Valuteremo il provvedimento per come verrà pubblicato. Pertanto, aspettiamo di vederlo in Gazzetta ufficiale». Così i legali delle associazioni di imprese che contestano il provvedimento commentano il via libera del Quirinale. Secondo l’avvocato Stefania Piscitelli «la strategia più veloce potrebbe essere di aspettare che un’azienda non riceva l’incentivo in modo da poter sollevare la questione di fronte alla Corte costituzionale». Poi, come «ultimo grado» rivolgersi alla «Corte Ue». Non è escluso – ipotizza la Piscitelli – che siano anche «le regioni a impugnare» il decreto. Le associazioni di settore sono mobilitate contro «un provvedimento che – fanno sapere – ci vedrà scomparire». Giovedì mattina, Assoenergie future, Assosolare e il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (Gifi), hanno indetto una manifestazione pubblica a Roma con collegamenti via web con le realtà locali e le aziende.

Giusto per intenderci stiamo commentando provvedimenti, come molti altri nel passato, che rappresentano un concreto danno economico (mancato incasso) all’indotto delle rinnovabili (circa 15 mila addetti sull’impiantistica e installatori-progettisti in Italia). L’indotto è collegato all’industria edile italiana avviata al rinnovamento culturale e tecnico per la realizzazione di edifici che hanno un ridotto impianto ambientale (qualificazione energetica ed analisi ciclo vita).

Un esempio pratico? Come può esserci credito bancario sulla ristrutturazione-costruzione ex-novo se non vi è più guadagno dalla produzione di energia alternativa? Si torna alla mera speculazione edilizia? Ricordate le virtuose Esco? Cosa accadrà?

Dal 2010 l’energia fotovoltaica costa meno dell’energia nucleare.

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Lo psicologo e filosofo umanista Erich Fromm ricorda il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non rendi questi vizi virtù. In una cultura collettiva, giudizi e ragionamenti si basano su quelle che vengono percepite come le verità del paradigma fondamentale. Di conseguenza, se le credenze paradigmatiche di una cultura fossero false o inesatte, la popolazione che avesse consapevolmente operato secondo quelle credenze fallaci esprimerebbe  collettivamente giudizi e ragionamenti di cattiva qualità. (BRUCE LIPTON, STEVE BHAERMAN, evoluzione spontanea, Macro Edizioni 2010, pag.258)

Leggendo Confessioni di un sicario dell’economia ci si chiede: che differenza c’è tra i boss della camorra e la CIA? Scopi e metodi sono identici, persino l’indifferenza nei confronti delle vittime e la brutalità con la quale si esercita il potere assoluto sono identiche. (LORETTA NAPOLEONI nella profazione di John Perkins, confessioni di un sicario dell’economia, Minimun fax 2010.)

L’affermazione che la crescita economica sia indispensabile per far crescere l’occupazione viene ripetuta come un mantra benché, a differenza del mantra, non abbia lo scopo di liberare la mente dalla realtà illusoria, ma di avvilupparla in una illusione irreale, priva di riscontri empirici e di fondamenti teorici. Dal 1960 al 1998 in Italia il prodotto interno lordo a prezzi costanti si è più che triplicato, passando da 423.828 a 1.416.055 miliardi di lire (valori a prezzi 1990), la popolazione è cresciuta da 48.967.000 a 57.040.000 abitanti, con un incremento del 16,5 per cento, ma il numero degli occupati è rimasto costantemente intorno ai 20 milioni (erano 20.330.000 nel 1960 e 20.435.000 nel 1998). Una crescita così rilevante non solo non ha fatto crescere l’occupazione in valori assoluti, ma l’ha fatta diminuire in percentuale, dal 41,5 al 35,8 per cento della popolazione. (MAURIZIO PALLANTE, “estratto” da Orientare la politica economica e industriale a creare occupazione nelle tecnologie che riducono l’impronta ecologica. Perugia, 9 ottobre 2010)

In un’epoca dove vige il dogma religioso della moneta e della crescita infinita e dove le persone non sono realmente soddisfatte della propria vita poiché intimamente nichiliste, sembra ragionevole decrescere felicemente per spostare le proprie energie mentali sui bisogni reali, essenziali e abbandonando quelli effimeri, cioè figli di capricci indotti dall’ambiente, inteso come sistema di potere invisibile (banche, media, pubblicità…)

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. (MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81)

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