Salerno. Rifiuti, “cornuti e mazziati”


Il potere usa due strumenti: controllo ed efficacia. Il controllo dei mezzi di “informazione” e le menzogne diffuse rappresentano un’efficace manipolazione della percezione della realtà. Siamo perfettamente in linea col mondo alla rovescia. Oggi, i cittadini possono svelare tali menzogne anche con pochi click del mouse e valutando attentamente le fonti.

Partiamo dal basso:

Salerno: 510 kg/ab/anno (produzione pro-capite dei rifiuti anno 2008 variazione sul 2007) – Importo annuo 2009 €345

Parma: 569 kg/ab/anno (produzione pro-capite dei rifiuti anno 2008 variazione sul 2007) – Importo annuo 2009 €237

Avete letto bene, secondo i dati forniti da Cittadinanzattiva (dossier rifiuti, dicembre 2010) i cittadini salernitani conferiscono meno rifiuti e pagano molto di più rispetto ad una cittadina di simili dimensioni che ha un reddito procapite superiore. Accade il contrario del principio: chi inquina paga. Perché? Vincenzo De Luca, come ogni Sindaco, “gestisce il consenso” e non si occupa del bene comune. Il numero degli addetti alla raccolta supera le reali necessità perché la logica del voto di scambio è prioritaria[1]. Le SpA monopoliste locali sono la “gestione del consenso”.

La produzione procapite è il dato fondamentale su cui ragionare, e l’UE pose l’obiettivo di 300 kg/ab/anno entro il 2000. Avete letto bene, 300, mentre nel 2010 Salerno è a 510. Altro che successo, stiamo parlando di un fallimento gigantesco. Questo è quanto emerge dai fatti: non applicare i principi delle leggi, gli amministratori di Salerno, cinicamente, fanno credere di esser “virtuosi” (premio “comuni ricicloni”) ma nella realtà stanno penalizzando ed opprimendo tutti i cittadini senza distinguere i comportamenti virtuosi da quelli incivili. Il Comune non applica la misura corretta €/kg conferiti ed usa ancora il criterio improprio e scorretto €/mq/numero persone che per l’appunto non misura lo stile di vita, non importa quanti rifiuti indifferenziati conferisci. Già, da diversi anni esistevano gli impianti (Cons. Bacino SA2 – impianto di biogas) non adeguatamente utilizzati e valorizzati e sia l’ignoranza e sia la sciatteria amministrativa hanno colpevolmente ignorato la gestione ordinaria dei rifiuti (riuso, riciclo) forse perché si è creduto che non producesse consenso. Oggi, poiché l’immagine politica di Napoli è degenerata “conviene” riciclare per produrre consenso. Ancora una volta ciniche logiche nichiliste ed egoistiche prevalgono sulle proposte di buon senso pervenute “dal basso” (rifiuti zero), questo accade perché la riforma amministrativa degli anni ’90 coincide coi sistemi feudali del X secolo basati sui rapporti personali, contraddicendo i principi costituzionali: uguaglianza e trasparenza. Le inchieste giudiziarie hanno dimostrato che la radice del problema è di natura criminale. La maggioranza degli amministratori voleva e vuole “sprecare” soldi attraverso una malsana gestione dei rifiuti. Le SpA volevano bruciarli perché sovvenzionate tramite i Cip6 mentre la malsana “gestione verticale” della filiera (monopolio) garantisce una copertura “tecnica” (conflitto di interessi) per osteggiare la raccolta differenziata a sostegno dell’incenerimento. Questo business ha funzionato per anni e gli impianti di riciclo sono rimasti imballati a danno di tutti i cittadini che oggi pagano gli errori dei loro dipendenti eletti. In questo ambito sembra corretto usare il detto: cornuti e mazziati.

A Salerno, il successo ed il merito dell’alta percentuale di raccolta dei rifiuti non è dell’attuale amministrazione ma solo dei cittadini[2] (gruppo facebook rifiuti zero Salerno[3]), essi differenziano e potevano farlo anni prima[4] che le assunzioni clientelari andassero a gravare sulle tasse. Dopo circa 16 anni di ritardi il Consiglio comunale cambia idea e cambia l’uso di destinazione dei suoli [5]dove era previsto l’inceneritore. E’ noto che il Sindaco Vincenzo De Luca intendeva costruire un inceneritore e che la raccolta differenziata prima del 2008 si aggirava intorno al 12%. E’ noto che i movimenti cittadini nello stesso periodo chiedevano la semplice applicazione della legge e gli stessi proponevano la strategia rifiuti zero in vigore in numerosi Stati e città di tutto il mondo. Ecco l’elenco dei comuni italiani che hanno deliberato per la strategia “Zero Waste”.

Il modello virtuoso da copiare è il Consorzio Priula in provincia di Treviso dove i rifiuti sono pesati attraverso un piccolo chip inserito nel bidoncino dell’utenza ed i cittadini pagano una parte fissa sommata all’indifferenziato conferito. Le raccolte differenziate vanno in un centro di riciclo. Il residuo indifferenziato, meno del 10%, viene studiato da centri di ricerca col fine di recuperarlo.

Deve essere chiaro a tutti, i rifiuti sono oro sia per chi “illecitamente”, immoralmente e stupidamente li brucia (negando il principio di conservazione dell’energia) recando gravi danni alla salute umana e sia per chi li ricicla, facendo meglio di chi li brucia. Conferire i rifiuti differenziati è come lavorare gratis per le aziende di riciclo; infatti è giusto pagare solo l’indifferenziato e lo stipendio agli addetti della raccolta. Ma gli aspetti oscuri non sono finiti, sapevate che in realtà il costo dello “smaltimento” degli imballi è incluso nel prezzo delle merci? Cosa significa? “Niente”, solo pagare i rifiuti per la quarta volta. 1) Acquisto merce, 2) tassa [tarsu-tia], 3) incenerimento-teleriscaldamento [energia venduta] 4) danni ambientali (scarichi, ceneri incenerimento) e sanitari (farmaci e malattie cardiovascolari, cancro causati dai gas degli inceneritori: nanopolveri)

Report, mostrò un vecchio documentario del 1933 dove a Milano si praticava la raccolta differenziata “porta a porta” col fine di riciclare le materie prime seconde (chiamate rifiuti). Le odierne leggi dello Stato indicano le priorità: 1. prevenzione del rifiuto attraverso politiche di riduzione alla fonte:  a) progettazione con regole di eco design; b) impiego di dispenser ed incentivi a ridurre gli imballaggi anche con giuste tariffe sulla tassa dei rifiuti: pesare e far pagare solo l’indifferenziato. Applicando queste regole elementari diminuisce e si elimina la materia da conferire nel cassonetto e si elimina il rifiuto stesso tendendo alla strategia rifiuti zero.

Infatti i rifiuti non sono un problema ma una risorsa da riutilizzare. L’umido, scarto di alimenti, è natura che può diventare un importante compost per il settore agricolo. Le plastiche sono riutilizzabili, carta e vetro altrettanto. Solo da pochi decenni, a causa di una malsana progettazione industriale è aumentato il peso degli imballaggi poli-accoppiati. Applicando l’eco-design ed introducendo comodi dispenser i cittadini pagheranno solo le merci e l’industria risparmierà il costo dell’imballo. La natura e l’uomo risparmieranno l’impatto ambientale e sanitario causato dagli inutili imballi. Questi utili consigli sono stati introdotti nelle leggi italiane e gli amministratori hanno l’obbligo costituzionale di applicarli per eliminare sprechi ed evitare tasse odiose ed oppressive. Si tratta semplicemente di cambiare alcuni stili di vita tornado al buon senso di circa 30 anni fa, dove le famiglie erano abituate al risparmio e disprezzavano gli stupidi sprechi.

In generale, i cittadini pagano ingiustamente tasse maggiori perché essi stessi insieme ai dipendenti eletti non sanno cosa sia un rifiuto. L’Italia è l’unico Paese europeo che ha manomesso una direttiva per finanziare illecitamente impianti obsoleti ed insalubri: gli inceneritori. Tale manomissione ruba soldi alle fonti energetiche alternative (Cip6).

Gli amministratori della Campania rappresentano un caso paradigmatico di corruzione morale e stupidità forse senza eguali. In essa convivono paradisi naturali (Cilento) e triangoli della morte. Se i cittadini fossero più consapevoli si potrebbe addirittura immaginare una crescita civile introducendo le migliori pratiche amministrative: democrazia diretta, rifiuti zero, indipendenza energetica, sovranità alimentare, monete complementari. L’enorme calo di affluenza al voto alle ultime regionali 2010, dimostra la giusta disaffezione verso gli attuali dipendenti. I cittadini hanno il dovere morale di agire direttamente dibattendo sui temi (moneta, democrazia, energia) e possono introdurre l’etica nella politica (polis, città), partendo da se stessi e studiando le transition town. Bisogna ri-pensare le comunità partendo dai rapporti fra vicini e scambiando conoscenze socialmente utili.


[1] Differenziata: rivendicata la competenza esclusiva del Consorzio. Discariche piene, rischio Emergenza. “Salerno pulita sotto accusa”. Il liquidatore a Barbirotti e Arcieri: «legge non rispettata». A Salerno non è stata rispettata l’ordinanza del Consiglio, che stabiliva che la raccolta differenziata dei rifiuti in Campania era competenza esclusiva dei Consorzi di Bacino. Da febbraio del 2009, Salerno Pulita opera in virtù di una proroga solo perché gli ex dirigenti del Consorzio non hanno chiesto di subentrare. E’ quanto sostiene il commissario liquidatore Corona, che ha criticato la gestione di Barbirotti e annunciato che tra 70 giorni chiuderà la discarica di San Tammaro. […] “Illegale l’uso di Salerno Pulita” (Gianni Giannattasio, in “La Città”, 7 maggio 2010, prima pagina e pag. 11)
[2] Il Comune di Salerno ha appreso, da alcuni volantini e comunicati, che qualcuno proclamatosi Movimento di Lotta per il Lavoro ed il Reinserimento Sociale di Salerno avrebbe intenzione di effettuare nella giornata di sabato 26 gennaio, al Rione Petrosino, una raccolta sperimentale di rifiuti porta a porta. Il Comune di Salerno diffida fortemente gli organizzatori a compiere tale iniziativa ed invita le famiglie ed i cittadini alla massima attenzione ed al diniego riguardo ad un’azione priva di ogni autorizzazione, supporto logistico ed organizzativo da parte degli organismi competenti; 22 gennaio 2008. https://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/02/27/incredibile-ma-vero/
[3] http://www.facebook.com/group.php?gid=66350665352
[4] CAAL, rifiuti: che fare?  Carta geochimica ambientale, Salerno 7 dicembre 2007 http://caal.wordpress.com/2008/04/02/rifiuti-che-fare-e-carta-geochimica-ambientale/
[5] Il Consiglio comunale ha approvato la variante urbanistica che cambia la destinazione d’uso di sei ettari dei diciotto originariamente destinati alla costruzione del termovalorizzatore in localitá Cupa Siglia. In pratica è stata recepita la delibera di Giunta del 15 ottobre scorso.(Gianni Giannattasio, in La Città, 30 dicembre 2010, http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/inceneritore-passa-la-variante-del-sindaco-de-luca/3066970 )

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