Il nulla governa e si mostra


“Estratto” da “Qualcosa” che non va, giugno 2010 pag. 84.

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. […] Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[1].

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[2].


[1] MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
[2] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81


(Corriere della Sera)Utilizzare il corpo per costruire o facilitare la propria carriera politica?«È assolutamente legittimo», è la replica del deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, ospite di Klauscondicio, a una domanda di Klaus Davi.

(La Repubblica)Stracquadanio: “Legittimo usare corpo se si vuole fare carriera in politica”

(Rainews24) Per Stracquadanio è lecito usare il corpo in politica

« Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla»
( Mork ad Atreiu nel film)

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3 pensieri riguardo “Il nulla governa e si mostra”

  1. Ciao Pepe, sempre a la page. Il tuo stile è altolocato, ma colpisce il segno.

    Mi stavo chiedendo se non ti andrebbe di postare i tuoi articoli anche su questo blog:

    http;//uomonatura.blogspot.com

    Per lo meno potresti farmi conoscere il tuo parere.

  2. […] L’avarizia governa la vita dell’uomo qualunque ed egli non se ne avvede o finge di non accorgersi. Il sistema virtuale delle equazioni matematiche decide la vita del precario di Salerno, di Torino, di Parigi o Madrid. Esiste un pensiero criminale al di sopra della Costituzione perché i cittadini ignorano il controllo e l’efficacia del potere insito in un’idea sostenuta da comportamenti, norme immorali che i dipendenti eletti sostengono ed hanno approvato nel corso degli anni con la complicità dei media. Il valore monetario degli strumenti finanziari (signoraggio al cubo) supera ogni immaginazione. Cosa significa questo? Il cittadino qualunque crede che la moneta compri le cose ma nella realtà è la più grande illusione, il più grande inganno. Si ipotizza che il valore dei derivati sia circa 10 volte il PIL mondiale, oppure che l’importo netto sia 30-40 trilioni di dollari, circa 12,5 volte il PIL del mondo. Broker a servizio delle SpA comprano le cose in tutto il mondo con moneta creata dal nulla, mentre i cittadini che pagano le tasse credendo che l’economia sia tutta li, nel patto fra cittadini e Stato. Nella realtà è la finanza e non l’economia a governare gli Stati inconsapevoli. E’ la finanza (invenzione del debito) che cancella l’economia reale e locale, è la finanza che cancella i diritti umani e cancella gli Stati, Argentina docet. Questa illusione sta in piedi grazie alle finte democrazie rappresentative e la manipolazione della percezione dell’opinione pubblica eseguita da media e dall’istruzione governativa. In questi giorni natalizi dove i consumi aumentano e le famiglie si indebitano gli Stati non esistono più, ormai da tempo, e le opere “socialmente utili” sono proposte dalle SpA che usurpano i beni comuni, rubano valore, rubano  economia reale tramite i mercati internazionali (borse e paradisi fiscali), cioè arene virtuali controllate da giovani broker collegati ai pc delle borse telematiche mondiali pronti a fare nuove scommesse. La vincita di una scommessa può costruire ospedali, risolvere la fame nel mondo, sostituire tutti i motori a combustione con motori elettrici. Ma questi non sono gli obiettivi dell’élite anzi l’invenzione delle borse telematiche serve ad avere un’efficace controllo sui popoli, serve ad opprimerli, serve a conservare l’attuale schiavitù, serve a mantenere il nichilismo, a tenere le persone rinchiuse nella gabbia mentale così come raccontato in 1984 di Orwell. L’idea che l’avarizia sia lo stimolo dell’economia come Adam Smith raccontava è il principio psicologico della religione capitalista, senza questo dogma il capitalismo non potrebbe proliferare. Senza i non valori: immoralità, competitività e senza il fondamento cinico-egoistico l’invenzione del capitalismo e del comunismo non potrebbe avere sostegno e quindi l’aspetto psicologico insieme a quello educativo-ripetitivo rappresentano il mezzo più pervasivo ed efficace. Scuole ed università sono i luoghi di questa programmazione mentale. Se i cittadini venissero a sapere che la schiavitù si fonda su questa religione e che essi, in realtà, sono parte della natura, cioè noi siamo un tutt’uno con l’universo e possiamo vivere meglio grazie alla semplice conoscenza scientifica e tecnologica unita alla coscienza umana, l’élite scomparirebbe domani mattina. Non esistono destra e sinistra, non esiste separazione. […]

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