Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2010

Cesena, 26 settembre 2010 domenica pomeriggio, dopo le 14:30 circa, si è svolto un incontro promosso del gruppo di Torino fra i meetup e le liste 5 stelle, durato circa 3 ore.
Oggetto dell’incontro è stata la politica del MoVimento 5 stelle: la decrescita felice, un nuovo paradigma culturale, cultura, formazione dei meetup.
A tale incontro hanno partecipato cittadini di tutta Italia, Torino, Milano, Napoli, Cagliari, Parma, Alessandria, Roma, Modena, Cesena, Savona, Voghera e tante altre città, località (mi scuso per aver dimenticato alcune città).
L’incontro autogestito è stato un momento genuino di condivisione e partecipazione dove ogni cittadino ha potuto esprimere in libertà la propria opinione ed evidenziare la propria sensibilità o raccontare la propria esperienza locale circa il mondo dei meetup ed il MoVimento 5 stelle.
Gli argomenti affrontati sono stati tanti e spesso anche ben motivati ed argomentati. La discussione avviata da Davide Bono (Torino) è partita dal progetto culturale della decrescita felice, poi altri temi hanno arricchito il dibattito: comunicazione e come comunicare, editore puro ad azionariato diffuso di proprietà dei cittadini, scuola politica di educazioni civica interna ai gruppi, democrazia diretta, criteri di scelta dei candidati (primarie), etica, ecologia, organizzazione interna, trasparenza, controllo degli eletti, strumenti di partecipazione, rete internet…

Tale assemblea ha consentito a tutti di poter ascoltare le opinioni altrui, in maniera ordinata e serena. L’assemblea non era deliberativa ma tale metodo aiuta la crescita del MoVimento poiché le persone possono vedersi e costruire relazioni di reciprocità secondo le proprie sensibilità.
Sono emersi, ovviamente, anche argomenti critici del MoVimento come: organizzazione interna, trasparenza, scelta e controllo sui candidati, influenza di Grillo sul MoVimento.
Dal mio punto di vista è emerso un atteggiamento critico ma costruttivo, propositivo e soprattutto come emergere in maniera più efficace e come “sconnettere” i cittadini dall’attuale sistema di potere e, come consentire a più cittadini di poter partecipare attivamente al MoVimento 5 stelle.

Alcuni hanno evidenziato come sia importante studiare e conoscere, sia la Costituzione e sia gli strumenti del potere. E’ importante che i cittadini conoscano ed adottino strumenti di controllo sulle amministrazioni e sui dipendenti eletti.

proposta: condivisione, cultura formazione ed editore puro finanziato da una parte degli stipendi dei futuri parlamentari ma gestito da una coop del MoVimento.

Zygmunt Bauman, la società individualizzata, pag. 122

La mia idea è che le forme di violenza specificatamente post-moderne nascano dalla privatizzazione, dalla deregolamentazione e dalla decentralizzazione dei problemi di identità. Lo smantellamento dei contesti collettivi, istituzionalizzati e centralizzati di costruzione dell’identità che ha luogo nel mondo post moderno può avvenire di proposito o implicitamente, può essere gradito o deplorato. Senza dubbio però produce il seguente effetto, recentemente messo in evidenza da Peter Wagner: il luogo da cui un intervento in difesa degli interessi comuni, trascendenti le animosità locali, «potrebbe essere intrapreso [luogo] precedentemente occupato dallo Stato, è considerato inesistente o vuoto». Ciò che serve dice Wagner è un processo di comunicazione che oggi per oggetto quello che i vari gruppi sociali […] hanno in comune in base alle pratiche sociali correnti, per scoprire se essi debbano regolare di comune accordo gli impatti di tali pratiche».
Osserviamo tuttavia che fino a questo momento tale necessità aspira vanamente a raggiungere un punto fermo a causa di quella che Hannah Arendt ha chiamato «vacuità dello spazio politico». Con questo concetto Arendt intende dire che nella nostra epoca non esistono più luoghi naturali del corpo politico da cui possano essere varati interventi significativi ed efficaci sul modo in cui si vive la vita collettiva. Interventi parziali, segmentati, concentrati su singole questioni e limitati nel tempo: di questi certo non c’è carenza. Ma nella maggioranza dei casi essi non compongono una totalità significativa: come ogni altra cosa sono frammentari e discontinui, spesso in conflitto l’uno con l’altro, e nessuno può affermare con certezza di conoscere in anticipo l’esito di tali conflitti. Gli interventi che effettivamente l’uomo intraprende sprofondano gradualmente nelle tortuosità dell’opaco ed impenetrabile «disordine globale», solo per rimbalzare in un secondo momento in una forma che richiama alla mente più le catastrofi naturali che l’agire deliberato. D’altro canto sembra ovvio che – a causa della natura delle scelte che ci troviamo oggi ad affrontare – le iniziative privatizzare e gli interventi deregolamentati non funzioneranno affatto; essi sono, caso mai, parte del problema e non le sue soluzioni. Evidentemente è imperativa un’azione coordinata e concentrata, il cui nome è politica; la promozione di una nuova etica per la nuova era – di cui c’è una tremenda necessità – può essere affrontata solo come problema e compito politico. Il vuoto lasciato dal ripiegamento dello stato-nazione viene colmato dalla sedicenti comunità neotribali , postulate o immaginate: e non se non è riempito da queste rimane un vuoto politico, fittamente popolato da individui disorientati dal fracasso di rumori contraddittori che danno tanto margine alla violenza e poche o nessuna opportunità all’argomentazione.
L’umanità contemporanea parla con molte voci e oggi sappiamo che continuerà a farlo per un tempo lunghissimo. La questione centrale della nostra epoca è come trasformare questa polifonia in armonia e impedire di degenerare in cacofonia. L’armonia non significa uniformità, ma è sempre un’interazione di numerosi motivi differenti, che conservano ciascuno la propria identità distinta e sostengono la melodia risultante attraverso e grazie questa identità. Per Hannah Arendt tale capacità d’interazione era la qualità della polis, luogo in cui possiamo incontrarci da uguali riconoscendo la nostra diversità e postulando il mantenimento di tale diversità come fine precipuo del nostro incontro. Come si può (come possiamo) ottenere questo risultato? Accertandoci che le identità separate non pretendano l’esclusività, non rifiutino di coabitare con altre identità; ciò a sua volta impone l’abbandono della tendenza a sopprimere le altre identità in nome dell’affermazione della propria e l’accettazione, al contrario, del fatto che è proprio la difesa delle altre identità a preservare la diversità in cui può prosperare la nostra unicità. I cittadini che si incontravano negli spazi pubblici della polis tutto sommato riuscivano a far questo abbastanza bene. Essi però si incontravano con l’intento palese di dibattere gli affari pubblici, dei quali essi, e solo essi, erano responsabili: se non avessero provveduto direttamente, le cose non sarebbero state fatte altrove. La “convergenza di opinioni”, quando si verificava, era un risultato comune, non una grazia ricevuta; era un consenso costruito e ricostruito man mano che si incontravano, parlavano, argomentavano. Come dice efficacemente Jeffrey Weeks, «l’umanità non è un’essenza che deve essere realizzata ma una costruzione pragmatica, una prospettiva da sviluppare attraverso l’articolazione della varietà di progetti individuali, di differenze, che costituiscono la nostra umanità nel senso più ampio».

Annunci

Read Full Post »

“Estratto” da “Qualcosa” che non va, giugno 2010 pag. 84.

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. […] Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[1].

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[2].


[1] MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
[2] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81


(Corriere della Sera)Utilizzare il corpo per costruire o facilitare la propria carriera politica?«È assolutamente legittimo», è la replica del deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, ospite di Klauscondicio, a una domanda di Klaus Davi.

(La Repubblica)Stracquadanio: “Legittimo usare corpo se si vuole fare carriera in politica”

(Rainews24) Per Stracquadanio è lecito usare il corpo in politica

« Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla»
( Mork ad Atreiu nel film)

Read Full Post »

Ancora non ci siamo resi conto che questo modello può creare un indotto economico con almeno mezzo milione di nuovi posti di lavori e rendere i cittadini liberi di auto-prodursi energia eliminando la dipendenza (costi ed oppressione politica) da soggetti autoritari ed, i nemici politici che osteggiano questa strategia sono ben noti, si chiamano: ignoranza collettiva, ENI, ENEL e Governi compiacenti.

Vi ricordate il microcogenaratore in Germania? Il motore che fa insieme calore ed elettricità e non fa sprecare niente? Se l’è inventato Mario Palazzetti, ingegnere, più di ottanta brevetti alle sue spalle; negli anni ’70 lavorava al centro ricerche Fiat. E’ in pensione adesso l’ingegnere e abita in Val di Susa.  Il piccolo cogeneratore era un progetto Fiat, si chiamava Totem e fu presentato al Salone delle tecnica di Torino del 1975. «Io mi interessavo dei problemi di fondo – racconta Mario Palazzetti – : riciclo del materiali, energia e mi era balzato all’occhio questo enorme mare di energia che veniva dispersa di fronte alla produzione di energia elettrica e così che avevo coniato slogan “deve c’è una fiamma deve esserci un motore”, ovvero la produzione di energia elettrica.[1]

La libertà di pensiero ha consentito di far crescere in Giappone ed in Cina il treno a levitazione magnetica[2] molto più efficiente ed ecologico dei treni ad alta velocità progettati prima in Francia e poi diffusi in Spagna ed in Italia. Facciamo un confronto col treno a levitazione magnetica per capire: “[…] esaminiamo brevemente la nozione di tecnologia a “impulso”. L’esempio più noto è il sistema ferroviario Maglev, ampiamente utilizzato in Giappone e Cina, che sfrutta un sistema di propulsione a impulso magnetico: è talmente efficiente che consente ai treni non solo elevate velocità ma anche di scalare pendenze superiori al 10 per cento! I magnetici pulsanti inducono correnti elettriche inverse nelle piastre di alluminio che costituiscono il binario. Le correnti indotte creano i propri campi magnetici opposti a quelli del treno. Tramite l’ausilio di sensori ottici, i campi pulsano in fase “on” proprio quando il magnete passa il punto mediano delle piastre e, per repulsione, sospingono il treno avanti. La tecnologia Maglev opera con questa elettricità pulsata per far procedere il treno, riducendo al minimo la quantità di potenza richiesta.[3]

Esiste una straordinaria opportunità di reale sviluppo per gli esseri umani. Un esempio: il territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (SA), circa 181.000 ettari ormai depopolati poiché con un densità di 84 ab/kmq. Questo territorio potrebbe essere un primo esempio di reale crescita applicando la sovranità alimentare e l’indipendenza energetica con l’uso di fonti alternative e, tutto questo può accadere anche con un piccolo incremento di popolazione, circa 20-30 abitanti provenienti da ogni regione d’Italia o d’Europa per integrare la cultura contadina col know-how di nuovi modelli organizzativi, gestionali e comunicativi (biblioteche civiche comunali, nuove agorà, ESCO, reti libere, autoproduzioni …). L’integrazione culturale può arrestare l’abbandono delle terre e di territori non considerati dalla cultura demolitrice della crescita infinita e dell’ossimoro sviluppo sostenibile. L’integrazione culturale può aiutare gli abitanti locali nel saper conservare e tutelare il territorio alimentando la speranza di comunità non più isolate ma vive, genuine e più felici grazie alla prospettiva di un ritorno a casa di giovani emigrati abbagliati da un finto sviluppo e, più felici per le nascite di nuovi esseri umani in famiglie unite nei reali valori.

Bisogna evidenziare che tale prospettiva ribalta totalmente la cultura dominante che scambia la crescita industriale, materialista, come progresso e disprezza la natura e la vita di campagna. Questa prospettiva indica lo sviluppo fra le piccole comunità, in armonia con la natura ma tecnologicamente avanzate grazie all’uso di un mix-tecnologico e di reti di comunicazione avanzate per scambiarsi e donare le conoscenze socialmente utili. Comunità che vivono la polis e decidono direttamente. Comunità che si alimentano di cibi sicuri ed autoprodotti rispetto ai cittadini-metropolitani che possono essere intossicati da cibi industriali e meno controllabili.


[1] MICHELE BUONO e PIERO RICCARDI, il mondo alla rovescia, Edizioni per la Decrescita felice, 2009, pag. 94
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Treno_a_levitazione_magnetica
[3] J.J. HURTAK PhD  e Desiree Hurtak PhD, propulsione ET e velivoli ad alta frequenza, in Nexus New Times N. 83, 2009 pag. 44

Read Full Post »

Perché?
Conosco una sola risposta: soldi; avarizia.
Non so chi, tutti possiamo immaginarlo ma facciamo uno sforzo con le nostre coscienze, possiamo farlo, ed ognuno di noi conoscerà meglio la risposta di un mondo alla rovescia. Angelo è stato ucciso per soldi, come tutti gli altri. L’intero sistema socio-politico è progettato affinché i soldi contino più della vita umana. Sembra un’affermazione quasi banale, talmente semplice che non riusciamo a cambiare gli schemi della nostra società? La violenza inaudita è l’effetto di un inganno psicologico costruito sulla consuetudine di schemi mentali progettati dall’attuale potere. Episodi cruenti di questo tipo, purtroppo, diventano il rito degli ipocriti, manifestazioni di menzogne che sostengono la manipolazione della percezione della realtà, confondono le idee ed accelerano una regressione sociale delle coscienze addormentate.
La rassegna stampa che raccoglie voci e testimonianze, a volte contrastanti, mentre si ha l’impressione che inquirenti conoscano la pista da seguire. Ma i cittadini dovrebbero ragionare, dialogare e riflettere sulla domanda più semplice e difficile: perché?
Se ci limitiamo a dirci: perché c’è la camorra, perché lo Stato non c’è, perché aveva dei nemici, ha detto dei no a qualcuno, allora non riusciamo ad estirpare la radice del problema ed Angelo sarà morto invano, come altri. Ragionando per assurdo e, nella migliore delle ipotesi: fra un po’ vengono arrestati i responsabili ed i mandanti, giustizia sarà fatta?
Il Cilento è terra di valori diversi dalle città italiane, diversi dai capoluoghi di provincia dove, possiamo scriverlo senza problemi sapendo che le norme italiane sono scritte anche per delinquere, molti Sindaci chiudono gli occhi, anche nel Cilento o, coincidono col crimine organizzato dalla Lombardia alla Sicilia. In queste ore sfilano anche gli ipocriti del crimine, in giacca e cravatta, per speculare sulla morte di un cittadino normale, un ex-pescatore, non uno statista, a volte brusco ma genuino, un cittadino, divenuto anche a modo suo uno che cercava di tutelare il territorio. I cittadini cilentani scioccati da un evento incredibile, non era mai accaduto un episodio analogo, sono sbattuti in prima pagina ed ancora non hanno metabolizzato l’accaduto.
Ma pensiamoci un attimo, i migliori interessi e crimini finanziari, figli della tecno-finanza, vengono perpetrati tutti giorni a Milano, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Palermo e la magistratura, quella che lavora, fa fatica a star dietro a truffe miliardarie ma nessuno o quasi si sogna di sparare, eccetto in casi particolari documentati negli omicidi eccellenti ed irrisolti della storia italiana.
Invece, in questo caso, il contesto socio-culturale è totalmente diverso, qui non si conosce il significato della parola sub-prime, un Sindaco di una comunità piccolissima viene barbaramente ucciso, ma per cosa? Qual’è il movente? I soldi? Vendetta? Cosa ha spinto la furia omicida? Sarà vero ucciderne uno per educarne ottanta? (ottanta è il numero dei sindaci del Parco).
Qui non siamo in provincia di Milano, Roma, Napoli, Caserta, Bari o Palermo dove la micro-criminalità lascia un certo numero di cadaveri all’anno.
Qualcuno ipotizza un investimento, del crimine (banche-partiti-costruzioni), a medio termine: intimidire gli altri Sindaci, distruggere l’immagine di Pollica (SA), far scendere i prezzi dei suoli e poi distruggere (rendita urbana e fondiaria) il territorio nei prossimi anni.
Qualcuno ipotizza i fondi europei delle energie rinnovabili.
Qualcuno pensa alla mano camorristica per una “torta” da dividere col potere istituzionale.
Qualcuno ipotizza la follia omicida di un pazzo del posto, un suo avversario politico, per lavori o concessioni non date.
Qualcuno ipotizza interessi sui progetti in corso.
Potremmo aggiungere altre congetture ma sono tutte ipotesi riconducibili ai soldi, all’avarizia. Fino a quando la ricchezza verrà misurata con l’attuale sistema è possibile assistere ad altri fatti atroci. Nel mondo la maggior parte dei crimini sono commessi per soldi, carta stampata dal nulla che nella realtà non è ricchezza ma viene attribuita solo perché le persone sono state programmate (scuola, università, cinema, ambiente) per crederlo.
La sopravvivenza degli esseri umani dipende dalla natura e non da pezzi di carta prestati a debito, questo Vassallo, da pescatore, lo sentiva e negli anni la sua comunità cilentana ha saputo conservare i propri saperi ed oggi rappresenta una realtà genuinamente umana capace di auto-alimentarsi anche grazie a cibi auto-prodotti, il riuso delle case di pietre, la valorizzazione dell’architettura locale, e tutti quegli interventi che nel corso degli anni hanno consentito a noi tutti di poter vivere in un luogo dove la natura governa e l’uomo vive dei suoi frutti e non il contrario.

Europarlamento: un minuto di silenzio per Angelo Vassallo

http://it.wikipedia.org/wiki/Pollica
http://sloweb.slowfood.it/sloweb/ita/dettaglio.lasso?cod=C2744B8816256174AFWIvNCC45B0&ln=it#
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=118086&sez=CAMPANIA
http://www.cilentodamare.it/Notizie/A-Pollica-il-centro-formazione-della-Dieta-Mediterranea.html
http://www.cilentoediano.it/adr/index.html

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: