Acqua e crimini contro l’umanità


La battaglia politica è totalitarismo contro democrazia. Le SpA che governano i burattini della sedicente democrazia rappresentativa mostrano la loro faccia sulla battaglia dell’acqua, diritto fondamentale  per la vita del pianeta e dell’uomo.

Tre anni or sono, al Convegno promosso dall’Institut international de philosophie sul «fondamento dei diritti dell’uomo», avevo avuto occasione di dire in tono un po’ perentorio, alla fine della mia relazione, che rispetto ai diritti dell’uomo il problema grave del nostro tempo era non già quello di fondarli ma di proteggerli. (Norberto Bobbio, 1965, in L’età dei diritti, Einaudi)

Il Patto sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto sui diritti  civili e politici, adottati entrambi dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 16 dicembre 1966 cominciano così: «tutti i popoli hanno il diritto di autoderminazione»; e proseguono: In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.» L’art. 3 di entrambi i patti incalzando afferma che «gli stati… debbono promuovere l’attuazione del diritto di autoderminazione dei popoli» (Norberto Bobbio, L’età dei diritti, Einaudi pag. 31)

Bobbio è stato profetico infatti il cosiddetto potere invisibile nel corso degli anni ha approvato leggi immorali che consente la gestione di beni demaniali alle SpA. E’ stata fatta un riforma amministrativa che ha introdotto l’uso del diritto privato in ambito pubblico (anni ’90) per arrivare a trarre profitti tramite il controllo diretto dello Stato ed i suoi beni.

Sempre Bobbio scrisse che ormai “il Parlamento è una camera di registrazione di decisioni prese altrove”. L’influenza delle lobby e delle organizzazioni sovranazionali è ben tangibile: delocalizzazioni, privatizzazioni e deregolamentazione cioè: uccidere, rubare e truffare a norma di legge violando sovranità, libertà e diritti umani.

Ricordiamoci che: In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione. I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..

Rispetto a quanto su citato dagli scritti di Bobbio deve apparire evidente che qualsiasi gruppo sovranazionale non rappresentativo dai popoli se compie azioni di lobby (occulta o non) sulle istituzioni pubbliche, perseguendo particolari interessi economici attenta alla sovranità dei popoli, sinonimo dell’autoderminazione. Ecco a cosa arriva il potere invisibile di BIS, BM, FMI, BCE, WTO, Aspen, Bilderberg, Trilaterale: (ANSA) – ROMA, 22 LUG – ”Quel che dice Tremonti e’ corretto: questo referendum non sta in piedi. L’acqua e’ e resta del popolo, ma i principi della gestione dell’acqua sono definiti da una direttiva europea, quindi sono applicazione di un trattato e sui trattati non ci puo’ essere referendum abrogativo.” Cosi’ AcquaLiberAtutti, il comitato contro il referendum sull’acqua, commenta le parole del Ministro dell’economia. ”Siamo lieti che anche il Ministro dell’economia si aggiunga alla lista di politici di entrambi gli schieramenti, Della Vedova, Chiamparino, Cazzola, D’Ubaldo, Formisano, Bassanini, Susta, Pirillo, Treu, Reggi, che aderiscono al ‘no’ al referendum lanciato da AcquaLiberAtutti.” ”In Italia dobbiamo imparare a confrontarci, anche in modo serrato, sulle cose concrete: i referendari devono spiegare dove prenderanno i 60 miliardi di euro necessari per rifare gli acquedotti, e come scaricheranno questi costi sulla collettivita’. Finora hanno cavalcato l’onda della paura, agitando lo spettro di multinazionali che compreranno sorgenti e di costi che aumenteranno a dismisura, ma se personaggi politici di appartenenze cosi’ diverse si espongono su un tema delicato come l’acqua, significa che i referendari hanno mentito e disinformato i cittadini. Questo e’ un boomerang che gli si ritorcera’ contro”. (ANSA).

Eccolo, il solito e vecchio ricatto della cricca (potere invisibile: BCE, FMI, BM, Bilderberg, Trilaterale…), i soldi. Le solite sciocchezze manipolatrici indotte dai proprietari delle banche: lavoro e soldi. La soluzione al problema, se ci fosse realmente un problema, di soldi è banale: stampare moneta pubblica, di proprietà del popolo, libera dal debito e dagli interessi. I dipendenti “eletti” (le persone sedute in Parlamento sono state nominate dai segretari di partito e non eletti) sono gli unici al mondo che non fanno stampare moneta pubblica, altri paesi dell’area euro usano anche monete complementari a tutela dell’economia locale.

“Estratto” da “Qualcosa che non va: Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; JF Kennedy decise di stampare moneta pubblica (ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre ricchezza reale ai popoli. Report, il 30 maggio 2010, nelle Goodnwes ha usato parole “nuove”: moneta complementare trattando il caso della WIR bank attiva dal 1934, in un’inchiesta passata trattò l’esempio della JAK bank. Mediaset in Mistero, 1 giugno 2010, ha denunciato la truffa del signoraggio bancario, ma non c’è nulla di misterioso è sufficiente cliccare sul sito di BankItalia.

C’è un aspetto giuridico molto interessante:”Quel che dice Tremonti e’ corretto: questo referendum non sta in piedi. L’acqua e’ e resta del popolo, ma i principi della gestione dell’acqua sono definiti da una direttiva europea, quindi sono applicazione di un trattato e sui trattati non ci puo’ essere referendum abrogativo.”

Se fosse vero quanto detto da Tremonti allora significherebbe che ci troviamo in un regime totalitario comu-nazi-fascista, cioè l’Unione europea, poiché la sovranità popolare sarebbe stata ceduta ad un’entità terza senza chiedere nulla al sovrano. Qualcuno si ricorda un referendum sul Trattato di Lisbona? Cioè Tremonti lascia intendere che il potere è stato spostato da Roma a Bruxelles e che il popolo non potrebbe intervenire sulle deliberazioni calate dall’alto, l’opposto di quello che dice la nostra Costituzione. La domanda sorge spontanea la nostra Costituzione è ancora in vigore? Se la risposta è SI, allora Tremonti dovrebbe dimettersi poiché egli ha giurato su quella carta che obbligatoriamente deve difendere e diffondere. Il popolo ha il potere di abrogare leggi o parti di esse: referendum abrogativo figlio della sovranità popolare e la raccolta firme abroga leggi italiane e non direttive europee.  Tremonti lascia intendere un altro aspetto giuridico controverso: le direttive europee sono superiori alle leggi italiane. Questa contraddizione giuridica ci riporta al punto di prima: la Costituzione è stata abrogata? Si può abrogare la Costituzione senza che il popolo lo sappia? Un’altra domanda sorge spontanea: Tremonti fa gli interessi delle SpA o del popolo?

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