Manipolare per ordinare ed “orientare”


“estratto” da “Qualcosa” che non va:

Freud e, soprattutto il nipote Edward Bernays fu fra i primi ad insegnare alle corporations SpA[1] come manipolare le menti attraverso la pubblicità e creare bisogni indotti per fare incetta di acquisti, ideò metodi per influenzare il subcosciente (l’inconscio) al fine di manipolare l’opinione pubblica, egli ideò le locuzioni “mente collettiva” e “fabbrica del consenso” come raccontato nel suo libro, Propaganda del 1928. Joseph Paul Goebbels, chiamato Herr Doktor, fu il “Ministro della propaganda” del Terzo Reich che consentì l’ascesa al potere del partito nazista nel 1933. La televisione ha un effetto ipnotico e condiziona i nostri stili di vita. La pubblicità, cioè le multinazionali SpA, “educano” i popoli; la televisione “consiglia” chi votare e non lo fa in maniera oppressiva ma usando la programmazione neuro linguistica (PNL) nel migliore dei modi, con il suono, il colore, il gesto, in maniera inconscia e subdola anche con messaggi subliminali. La pubblicità non ordina cosa fare, manipola e persuade le persone. Le SpA per ottimizzare i profitti assumono psichiatri, psicologi, esperti della comunicazione per condizionarci usando le nostre emozioni e la consapevolezza di come funzioni il nostro cervello. Un popolo che conosce la PNL, riconosce e distingue la propaganda dal messaggio utile.

Il corpo e il cervello sono matrici di frequenze che esistono nelle forma che vediamo solo quando passano attraverso il medesimo sistema di decodificazione. I nostri 5 sensi: occhi, orecchie, naso, lingua, pelle non sono altro che l’espressione fisica (decodificata) di campi di energia. Le orecchie sono evidenti decodificatori di frequenze, poiché il timpano trasforma la vibrazione del suono in segnali elettrici che vengono poi inviati al cervello. Gli occhi trasformano la luce (energie, campi di frequenza) in segnali elettrici che poi il cervello interpreta attraverso la corteccia visiva in una realtà apparentemente tridimensionale. In effetti non è solo il cervello a essere coinvolto nella decodificazione della nostra realtà, ma anche l’intera rete del sistema informatico del DNA.[2] Il mondo fisico è una minuscola gamma di frequenze, o dimensione. Chi conosce le leggi che governano il nostro “programma” può “modificarci”  e condizionarci a suo piacimento.

La filosofia moderna ha in comune con la tradizione filosofica anche il principio della “recettività”, o “passività” del soggetto (o dell’io) rispetto alla realtà esterna. Non solo la realtà vera e propria è esterna alla mente ma è anche attiva sull’apparato percettivo-sensitivo dell’uomo. Si è già visto che questo principio consente a Cartesio di dimostrare l’esistenza, nella realtà in sé, dei corpi.
Già Aristotele aveva inteso la realtà sensibile come motore (causa agente) delle nostre sensazioni. Quando, ad esempio percepiamo un colore o un suono, o avvertiamo una resistenza, i nostri organi di senso sono passivi o recettivi rispetto a una attività esercitata su di essi dalla realtà esterna. Anche il modo in cui la scienza moderna (ad esempio nell’ottica o nell’acustica) spiega il prodursi di una sensazione, conferma questa passività del soggetto rispetto alla realtà esterna.
In questa prospettiva, la passività è propria della sensibilità umana: noi non siamo liberi di sentire o di non sentire, o di sentire diversamente, un certo contenuto sensibile (ad esempio un suono); siamo invece liberi di pensare o di non pensare, o di pensare diversamente ciò che pensiamo. Il contenuto sensibile di impone all’uomo; e gli si impone proprio perché è l’effetto dell’azione della realtà esterna sugli di organi di senso.[3]

Rileggiamo queste testimonianze (Pasolini, Agosti ed Allegri):

«Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.»[4]

«Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore. Bhè, gli effetti sono nel cuore di ognuno, per esempio, il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta.»[5]

«Ragionare con la propria testa e col proprio sentimento e non lasciarsi trascinare dalla propaganda consumista, liberi dal condizionamento delle cose inutili»; analogie fra il fascismo ed oggi, «è molto peggio adesso, sembra che ci sia la libertà. Ti ingannano, ti fanno credere di essere liberi ma siamo dominati completamente dalle multinazionali. Allora (periodo fascista) era più facile fare un ragionamento proprio perché c’era meno confusione».[6]

Il dibattito politico di questo libro ispirato agli appunti del mio diario pubblico (blog) verte su come dovrebbe essere gestita la società. Noi siamo esseri umani, entità biologiche e rispondiamo alle leggi dell’universo. Credo che ormai non ci sia alcun dubbio riguardo al fatto che lo stile di vita della maggioranza degli italiani sia del tutto condizionato dal pensiero dominante e, non sia né uno stile umano e né saggio.

La politica delle SpA agisce per impedire un’evoluzione del pensiero con una comunicazione martellante che propone comportamenti immaturi ed irresponsabili. Condizionare lo stile di vita di un bambino è semplice per le SpA, l’obiettivo è infantilizzare gli adulti e ci stanno riuscendo molto bene, dall’abbigliamento, ai comportamenti quotidiani fino alle scelte politiche immature.

Il fascismo creò l’Istituto Luce a servizio della propaganda con lo scopo di manipolare la percezione dell’opinione pubblica, oggi accade ugualmente ed un articolo di Vladimiro Polchi titola: “la TV italiana cancella la crisi anche se ora fa più paura del crimine”[7]
La propaganda del regime si articola imbrigliando tutte le forme di comunicazione, dalle tradizionali come la stampa e la fotografia ma anche emergenti come la radio ed il cinema. In entrambi gli ambiti porta novità. Per la stampa nascono nuove testate dirette da fascisti. Per la radio si fonda l’EIAR, i cui programmi di intrattenimento sono sviluppati con la supervisione dell’Ufficio per la Stampa e Propaganda prima, dal Ministero della Cultura Popolare poi. Quelli di informazione supportati dalle notizie diramate dalla Agenzia fascistizzata Stefani, a cui d’ora in poi devono attenersi anche i giornali.
Per il cinema si compie una operazione doppiamente innovativa. Si inventa il cinegiornale italiano e fascista, si crea una istituzione che lo produce: l’Istituto Luce, responsabile sia della immagine cinematografica che fotografica di Mussolini, che si raccomanda debba essere centrale in ogni circostanza della realtà. Anzi il Duce può essere fotografato solo in situazioni che lo rendono protagonista, gli danno risalto e lo immergano nel proverbiale bagno di folla.
Gli ordini sono tassativi: evitare immagini poco significative o che addirittura lo vedano in situazioni tragiche, per esempio alluvioni, terremoti, morti, o in momenti in cui compie gesti violenti di rimprovero, tantomeno va ripreso accanto a monache e preti, essendo superstizioso. Tutte le immagini di cui è protagonista devono essere positive. Non solo controllo dell’informazione. Ma anche del cinema di evasione, commerciale, i cui contenuti non devono offendere il fascismo tantomeno alludere indirettamente al suo capo in modo indegno. Al contrario di quanto avviene per Stalin, la propaganda del regime ha la sottigliezza di non produrre alcun film in cui sia presente un attore che interpreta Mussolini.[8]

Gli strumenti informatici di oggi consentono di misurare il livello di propaganda usata dell’èlite, sembrerebbe una contraddizione ma non lo è se pensiamo che la resistenza politica ed armata ai tempi del nazi-fascismo era mossa da una minoranza di cittadini. Oggi la resistenza all’oppressione si svolge anche con la cultura e la tecnologia, più o meno usando gli stessi strumenti dell’èlite. Chiamiamo l’indagine “dittatura test” :
Google è il più grande strumento di ricerca al mondo ed indicizza qualsiasi cosa sia informatizzata. Cioè, se un cittadino vuol ricercare qualcosa scrive una parola chiave e google la trova fornendo un dato: il numero delle volte che la parola viene ripetuta in un sito, una pagina, video, qualsiasi cosa. In questo modo sappiamo quante volte è scritta la parola ricercata oltre a sapere da chi (inteso come sito web, pagina web … ). Con questo semplice strumento un cittadino può sapere se un quotidiano abbia usato quella parola e cercarla al proprio interno (sito web della testata), questo metodo è ottimo per sapere chi la usa. Ora ricordiamoci che la Storia insegna un aspetto determinante circa la manipolazione della percezione dell’opinione pubblica: se i media non parlano di un argomento, non esiste perché appunto la maggioranza degli italiani ha fiducia in quei media e da essi si informa.
Verifichiamo l’esperimento (svolto il 15 giugno 2010), prendiamo in considerazione i siti web dei quotidiani più letti in Italia: Corriere della Sera, La Repubblica ed IlSole24ore:

digitiamo la parola chiave: “Bilderberg”

in Corriere della Sera: 5 risultati
in La Repubblica: 4 risultati
in IlSole24ore: 8 risultati
nel web in italiano: Circa 2.880.000 risultati (0,30 secondi)

parola chiave: “signoraggio”

in Corriere della Sera: 17 risultati
in La Repubblica: 16 risultati
in IlSole24ore: 42 risultati
nel web italiano: Circa 188.000 risultati (0,12 secondi)

parola chiave: “commissione trilaterale”

in Corriere della Sera: 3 risultati
in La Repubblica: 6 risultati
in IlSole24ore: 9 risultati
nel web italiano: Circa 42.600 risultati (0,21 secondi)

parola chiave: “decrescita felice”

in Corriere della Sera: 7 risultati
in La Repubblica: 2 risultati
in IlSole24ore: 4 risultati
nel web in italiano: Circa 90.400 risultati (0,23 secondi)

Aprendo i collegamenti internet dei risultati legati alla ricerca avanzata svolta con google si scopre che la parola chiave ricercata è stata scritta non da un’inchiesta giornalistica per informare, ma si tratta di un commento che un lettore ha lasciato sotto l’articolo economico, politico. L’evidente disparità fra i risultati ottenuti dai media ed i risultati ottenuti dal web (cittadini) parla chiaro: gli editori non vogliono che si parli di Bilderberg, signoraggio, commissione trilaterale e di decrescita felice mentre i cittadini di internet scrivono e parlano di questi argomenti. Qui sorge il problema e l’evidente, assenza di democrazia poiché il resto dei cittadini italiani, cioè la maggioranza non usa internet ed ha ancora fiducia verso i media tradizionali e da essi trae informazioni per compiere scelte nel momento del voto.

Come scoprire il “segreto di pulcinella” e come verificare la PNL applicata per scopi politici. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) stila ogni anno una relazione[9] ed in questo documento possiamo leggere i contenuti dell’offerta televisiva e come questa si concentri. Ecco un esempio, nella tabella 2.10, in approfondimento, per RAIUNO si possono leggere ben 21 trasmissioni religiose andate in onda sul totale di 32. L’approfondimento, per intenderci, dovrebbe essere il giornalismo di inchiesta come viene fatto da Riccardo Iacona o da un dibattito obiettivo, libero ed indipendente, sui fatti di cronaca. In Italia, l’approfondimento del primo canale televisivo è occupato da argomenti religiosi.

Un carrozzone, forse il più colossale dell’intera storia repubblicana, in cui si aggirano 297 persone fra 12mila metri quadri a Roma e 15mila e passa a Napoli: 9 piani a via Isonzo, nella capitale, e ben 25, da 600 metri quadri ciascuno (esclusi parcheggi e seminterrati), al Centro direzionale partenopeo, nella Torre Francesco di proprietà dei Caltagirone. Lo scandalo delle conversazioni fra Ciancarlo Innoncenzi, uno dei Commissari Agcom, e il premier Silvio Berlusconi, porta oggi alla luce in maniera dirompente quelle verità da tempo sottaciute sul fiume di danaro pubblico versato ogni anno dagli italiani per mantenere l’Autorità che non riesce, di fatto, nemmeno a controllare fino in fondo se stessa. […] Elio Lannutti: «l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è un carrozzone costoso e pletorico, ideato per assecondare, già nella fase delle designazioni spartitorie con il “manuale Cancelli”, gli appetiti dei partiti e degli apparati. L’Agcom non ha mai tutelato diritti ed interessi dei cittadini nella delicata funzione delle difesa del pluralismo dell’informazione, né gli interessi dei consumatori contro truffe, abusi e frodi del settore telefonico, come dimostra l’indagine Fastweb, con milioni di famiglie truffate da telefonate satellitari mai effettuate». Ma l’autentica goccia che ha fatto traboccare il vaso è oggi: «l’indagine avviata dalla Procura di Trani sulle carte di credito revolving a tassi usurai.» Ed è stato proprio a partire da quelle indagini che la Procura Pugliese si è casualmente imbattuta nelle conversazioni telefoniche fra Innocenzi ed il premier finalizzate alla chiusura di Annozero.[10]

In Italia la televisione domina il panorama informativo. Secondo l’ISTAT nel 2005 solo il 58,1% della popolazione italiana dichiarava di leggere i quotidiani almeno una volta alla settimana. Di questi, solo il 43,9 % degli uomini e il 24,5% delle donne ha dichiarato di leggere quotidiani 5 o più volte a settimana. Al contrario, il 94,5% dichiarava di guardare la TV. […] Un punto importante da sottolineare: lo spartiacque fra l’informazione “seria” e il pettegolezzo è sempre più labile (in alcuni casi inesistente), anche nel caso della TV pubblica, e i programmi istituzionalmente destinati ad informare spesso dedicano tempo ed enfasi esagerate a notizie minori. Al contrario, sempre considerando la percentuale di tempo dedicato alle categorie tematiche, nei telegiornali italiani l’Economia ha uno spazio maggiore solo rispetto alle previsioni del tempo. [11]

Ecco un esempio di comportamento criminoso della cultura dei consumi e della produttività vista come “benessere”. Pensiamo al periodo natalizio e l’invenzione del “Babbo di Natale”, nel mese di dicembre si verifica il massimo picco di consumi e crediamo che siano tutti voluti da noi e indispensabili? Le famiglie affogheranno i bisogni insoddisfatti nell’acquisto compulsivo di merce inutile, a volte tossica, per riempire un senso di vuoto che tornerà il giorno dopo la fine delle vacanze. I bambini diversamente dagli adulti non hanno ancora sviluppato la capacità di discernere il bene dal male, ciò che utile dall’inutile.  E’ noto che le SpA pagano ingenti consulenze a psichiatri e psicologi per studiare metodi sempre più persuasivi col fine di “entrare nella testa” dei bambini che a loro volta “costringeranno” i loro genitori a comprare quel prodotto grazie a piccoli “traumi” indotti. Eppure il codice penale parla chiaro: Circonvenzione di persone incapaci : La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall’art.643 del codice penale. Consiste nell’abusare dei bisogni, passioni o dell’inesperienza di persona minore o in stato d’infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto.

Molte frustrazioni e conflitti interiori possono insorgere fra la coscienza e ciò che noi crediamo. Il popolo italiano sembra essere molto stressato e nervoso quando si parla di politica, spesso ci si lascia divedere, forse anche perché non riesce a distinguere bene le bugie dalla verità. Questa incapacità di valutare è uno degli effetti dell’infantilizzazione degli adulti programmata dalle multinazionali per privare le persone della libertà di scegliere e distinguere. Noi crediamo che ci siano politici degni del nostro consenso e che questo basti a risolvere le questioni ma, forse, la nostra coscienza sa che la verità è altrove e che noi non facciamo abbastanza per il bene comune, forse la nostra coscienza sa che dovremmo cambiare atteggiamento ed essere più critici sulle nostre credenze e verificare i numerosi dubbi che ci inseguono.

Le cattive intenzioni di partiti politici, banchieri ed SpA si manifestano tutti i giorni con strumenti tecnologici sempre più efficienti per l’inumana cultura della sovrapproduzione e della crescita infinita. Da sempre le carte di credito, gli assegni circolari ed i bancomat sono stati inventanti non per una comodità dell’utente ma per tracciare i comportamenti e gli stili di vita, queste informazioni finiscono in una banca dati e “vendute” alle SpA interessate per “consigliare acquisti”. Le banche usano informazioni personali dei correntisti per progettare speculazioni edilizie fino a promuovere piani di marketing di singole merci. Mentre da un lato le SpA educano docenti corrotti ed università facendoli parlare di sciocchezze come competitività e libero mercato, da un altro lato i banchieri, violando il diritto alla privacy dei cittadini, pianificano con i loro architetti addomesticati costruzioni di ogni genere, poiché sanno bene chi può comprare e permettersi un appartamento sull’area che essi immaginano e, conoscono sin dal principio la capacità produttiva e di spesa del cittadino-compratore, ecco come nascono i quartieri ghetto per poveri e per ricchi. L’obiettivo dichiarato di alcuni banchieri e multinazionali è quello di eliminare la moneta di carta per sostituirla con un microchip RFID sottocutaneo[12]. Oggi la tecnologia RFID viene usata per tracciare le merci, è una modernizzazione del codice a barre[13], e per tracciare anche gli animali domestici.

Le multinazionali hanno già realizzato delle simulazioni in alcuni centri commerciali dotati di videocamere e mostrano il funzionamento degli RFID: il segnale invia continuamente informazioni alla banca, in tempo reale, che studia il comportamento del cittadino quando si avvicina alla marce sapendo in anticipo se può comprarlo o meno. E’ lo stesso approccio analitico dei naturalisti con gli animali. Questa volta è una banca che analizza l’uomo-compratore.

Microchip sotto pelle per vivere 120 anni (ANSA) – VENEZIA, 15 GIU – Per sperare di vivere a lungo, anche 120 anni, si potrà andare in giro con un microchip che segnala la comparsa di qualsiasi anomalia. Anche l’anomalia di una sola cellula cancerogena. A quel punto, in qualsiasi parte del mondo si trovi, il paziente verrà avvertito e curato. Parola di don Luigi Verzé, al quale oggi il governatore Luca Zaia ha confermato l’impegno della Regione Veneto per la realizzazione a Lavagno (Verona) di ‘Quo Vadis’, il centro di ricerca nel campo della longevità.[14]


[1] Il secolo del se’: macchine della felicità, http://www.youtube.com/watch?v=N3vAHoJk8H8
[2] DAVID ICKE, guida alla cospirazione globale, Macro edizioni 2009, pag.51
[3] EMANUELE SEVERINO, Razionalismo ed empirismo in La filosofia dai Greci al nostro tempo, BUR 2004, pag. 133
[4] PIERPAOLO PASOLINI, “Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973
[5] SILVANO AGOSTI, discorso tipico dello schiavo, http://www.youtube.com/watch?v=5YANjIKfNEo 9 marzo 2008
[6] PARIDE ALLEGRI, comandante partigiano http://www.youtube.com/watch?v=PdUGmQoUqN4 , 18 aprile 2008
[7] in La Repubblica 5 giugno 2010, pag. 9
[8] LA GRANDE STORIA,  Propaganda, di Enzo Antonio Cicchino in onda su RAITRE, http://www.lagrandestoria.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-07d81f56-20f9-4a6a-bcc0-001654614023.html?refresh_ce
[9] Agcom, relazione annuale attività svolta e suoi programmi di lavoro, 2009, pag. 178 del file pdf condiviso in rete: http://www.agcom.it/Default.aspx?message=viewrelazioneannuale&idRelazione=17
[10] RITA PENNAROLA, la parentopoli, dentro clientele, sprechi e voragini dell’Agcom, in La Voce aprile 2010 pag. 4
[11] Ambrosetti, il sistema (non) decisionale e il ruolo dei media, 2008
[12] KATHERINE ALBRECHT LIZ MCINTYRE, spychips, Arianna editrice 2008
[13] Fonte wikipedia: I codici a barre sono un insieme di elementi grafici a contrasto elevato disposti in modo da poter essere letti da un sensore a scansione e decodificati per restituire l’informazione contenuta.
[14] http://it.notizie.yahoo.com/10/20100615/tod-microchip-sotto-pelle-per-vivere-120-5946e98.html

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3 pensieri riguardo “Manipolare per ordinare ed “orientare””

  1. Al termine del filmato Pillo di risveglio civico 5 si fa riferimento all’e-book QUALCOSA CHE NON VA e è indicato un indirizzo internet dal quale però non si riesce a scaricare.

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