Lettera di De Vivo sul “caso” Bertolaso


Pubblico l’autorevole opinione, tratta da L’Assise di Napoli, del prof. De Vivo circa la vicenda giudiziaria che ha coinvolto indirettamente anche l’immagine della Protezione civile.

Nella vicenda che ha investito negli ultimi giorni Guido Bertolaso, responsabile della Protezione Civile e Sottosegretario del Governo in carica, viene fatto passare il messaggio dai media governativi, che Bertolaso sia l’unico in grado di far funzionare la Protezione Civile in Italia. In questa rappresentazione si continua, tra l’altro, a fare una gran confusione fra le scelte politiche e scienza. Vorrei sottolineare, in particolare, alcuni aspetti sul terremoto di L’Aquila e su vicende Napoletane che mostrano come, sia la presunta bravura che l’unicità del Sottosegretario Bertolaso, siano una leggenda, artatamente costruita dai media governativi, con l’aggravante di dichiarazioni trionfalistiche ed elettoralistiche prive di fondamento scientifico.
A seguito del triste evento del terremoto di L’Aquila, che tanto faceva sorridere chi era già pronto a spartirsi gli affari che la tragedia avrebbe inevitabilmente messo in moto, Bertolaso viene decantato come il superman che ha tirato fuori dalle macerie i moribondi. Viene da chiedersi, ma se la Protezione Civile non avesse fatto come minimo questo, a cosa mai servirebbe una tale poderosa struttura? Ma cosa ha fatto la stessa Protezione Civile per impedire che tanti Aquilani ci finissero sotto le macerie del terremoto? Tutto il dibattito sulle responsabilità del post-terremoto è stato fuorviato da discussioni ed interventi scientifici sulla possibilità di prevedere o meno il terremoto… la risposta scientifica è semplice e scontata. I terremoti con le attuali tecnologie non si possono prevedere. Si può però stabilire con certezza quali siano i luoghi dove un terremoto si può verificare. Si può cioè prevedere il dove, ma non il quando. Nel
caso di L’Aquila, il terremoto non si doveva prevedere, in quanto esso era in atto da mesi… Tra l’altro un Ricercatore, Gioacchino Giuliani, sulla base della registrazione di anomalie di radon, aveva lanciato un allarme di una scossa sismica più forte delle piccole scosse che caratterizzavano lo sciame sismico in atto da tempo. Bertolaso, invece di considerare con attenzione quanto segnalato, per tutta risposta denunciò alla Magistratura Giuliani per procurato allarme e non risulta siano stati presi provvedimenti per mettere in sicurezza quei cittadini che potevano essere salvati… Ma cosa bisognava fare? Evacuare mezzo Abruzzo? Certamente no… bisognava spedire a L’Aquila ingegneri strutturisti che effettuassero controlli sulla stabilità strutturale di almeno quegli edifici pubblici (Ospedale, Casa dello Studente, e altri) e privati, sensibili, in quanto già provati ed “allentati” strutturalmente dalle migliaia di piccole scosse che avevano preceduto l’evento che poi ha provocato la tragedia. Non si doveva evacuare l’intera città, ma almeno quelle verifiche andavano fatte. Bertolaso, invece, supportato dai suoi arroganti Esperti della Commissione Grandi Rischi, dava risposte altrettanto arroganti e supponenti a quanti denunciavano preoccupazione.
Gli stessi presunti Esperti, di cui si circondava e si circonda Bertolaso nella “sua” Protezione Civile, sono poi gli stessi arroganti Professori di “chiara fama” che avallano con il loro silenzio la costruzione del più grande Ospedale dell’Italia Meridionale (Ospedale del Mare) in piena zona a rischio vulcanico a 7,5 km dal cratere del Vesuvio! Bertolaso, nonostante le chiare evidenze scientifiche portate dal Prof. Giuseppe Rolandi e dal sottoscritto, ha sostenuto in diverse interviste e risposte ufficiali, che l’Ospedale del Mare non è ubicato in zona a rischio. La Protezione Civile continua a sostenere palesemente il falso, facendosi scudo del silenzio dei cosiddetti scienziati di chiara fama. Perché nessuna Autorità interviene su tutto questo? Aspettano che si verifichino altre immani tragedie nel prossimo futuro, in modo da consentire a superman Bertolaso di tirare altri morti dalle macerie causati dai flussi piroclastici del Vesuvio? Oppure ci si affida allo stellone, sperando che il Vesuvio stia calmo ancora per molto, lasciando il problema in eredità alle future generazioni? Sul tema dei rifiuti di Napoli, Bertolaso viene presentato con l’aureola di colui che avrebbe risolto i problemi con l’eliminazione dell’immondizia dalle strade di Napoli. Si evita di ricordare che, se per esempio avessero dotato degli stessi poteri straordinari il Dott. De Gennaro, quest’ultimo non sarebbe stato certo meno bravo di Bertolaso nel “risolvere” i problemi. Sempre sul tema dei rifiuti lo stesso Bertolaso ha supportato le dichiarazioni del Presidente Berlusconi secondo il quale l’inceneritore di Acerra sarebbe un “oggetto innocuo”, con un potenziale inquinante inferiore a 3-4 utilitarie. Peccato che tutto questo non abbia alcun fondamento scientifico: basta leggere le autorevoli conclusioni di una commissione di 15 esperti della National Academy of Sciences degli USA (vedi volume “Waste Incineration & Public Health”, National Academy Press, 2000), secondo le quali un inceneritore può contaminare l’ambiente con una serie di agenti tossici (tra i quali, polveri sottili, metalli tossici, diossine, furani, PCB e IPA) che contribuiscono sia al rischio cancro che alla insorgenza di patologie non-cancerogene.

Prof. Benedetto De Vivo
Ordinario di Geochimica Ambientale
Università di Napoli Federico II
e Adjunct Prof. Virginia Tech
Blacksburg, VA, USA

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