Salerno e De Luca: psicosi della crescita


Bisogna esser sinceri: il nome della lista civica ideata dal Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca fu “Progressisti per Salerno”. Sin dal 1993 dopo il suo precedente ruolo da vice Sindaco nella prima coalizione di centro sinistra presieduta da Vincenzo Giordano (PSI) la radice culturale da cui l’attuale monarca proviene è sempre la stessa: il “progressismo” e la crescita infinita.

Per cui il nodo politico non è il delirio ideologico di questo personaggio che sin dal suo primo mandato parla di progetti architettonici ed urbanistici faraonici ignorando totalmente le radici culturali della buona (socialmente utile) architettura e lo ribadisco il problema non è l’opinione di un De Luca ma la “cultura” dei cittadini che gli consentono di amministrare sin dal lontano 1993.

Per cui dopo il più grande acquario d’Europa (progetto proposto mai realizzato), «il primo grande parco urbano d’Europa» (imbarazzanti dichiarazioni di De Luca alla presenza dell’allora Capo dello Stato Scalfaro, in occasione dell’inaugurazione del parco del Mercatello, normale e piccolo parco cittadino), la centrale turbo-gas (mai realizzata, per fortuna), l’inceneritore (mai realizzato, per fortuna) ora spuntano il mostro Crescent e la “vela”. Più che promesse o invettive pubbliche, le sue dichiarazioni spesso sembrano vere minacce alla pubblica incolumità, egli terrorizza i cittadini correttamente informati, poiché educati e formati civilmente mentre i suoi fedeli spesso ridono o banalmente volgono lo sguardo perso nel vuoto, quel nulla e quel nichilismo che il monarca locale alimenta poiché è facile addomesticare comunità che non credono a niente.

Il sig. De Luca è stato sempre così, ha sempre sostenuto dichiarazioni pubbliche (attraverso la sua rete di riferimento – Lira TV) senza alcun contraddittorio (assenza di regole democratiche), forti, inadeguate, mai misurate, provocatorie e spesso piene di contraddizioni e di ignoranza con toni a dir poco arroganti che ridicolizzano la sua immagine dimenticando che egli rappresenta anche la città di Salerno. Non che tutto ciò non sia stato fatto notare al personaggio ma con le stesse tecniche oppressive e manipolative delle finte democrazie rappresentative De Luca, dal suo palco televisivo ha potuto occupare spazi mediatici che ogni dittatore della Storia si sogna senza essere contraddetto. La sua aggressività verbale rispecchia in maniera adeguata la violenza nel suo PD. Guerra aperta tra i giovani del Pd la rissa di Salerno finisce in questura: “Prosegue la guerra fra i Giovani democratici, dopo la rissa di martedì al congresso provinciale di Salerno, dove 40 persone hanno impedito a Grimaldi e ai suoi di accedere all’ assemblea.

Per non dimenticare: Alla vigilia di Natale del 2005 la Procura di Salerno notifica all’ex sindaco, ora deputato DS Vincenzo De Luca, per alcune torbide vicende di appalti. I reati vanno dall’associazione per delinquere, dalla truffa allo Stato all’abuso d’ufficio, dal falso alla violenza a corpo pubblico. I pm chiedono anche due volte di arrestarlo, ma il GIP lo lascia a piede libero. Poi invia alla Camera le intercettazioni di alcuni coindagati dell’onorevole, nelle quali compare anche la sua voce: per utilizzarle  in base alla legge Boato del 2003, occorre il permesso di Montecitorio. Ma il 1° febbraio 2006 la Giunta per le autorizzazioni a procedere (destra e sinistra d’accordo) boccia la richiesta del giudice: le intercettazioni indirette su De Luca non valgono, né per lui, né per gli altri.  (Fonte: Gianni Barbacetto, mani sporche, Chiare lettere, pag. 520)

Chi può usare ed abusare del potere mediatico facilmente può autoassolversi nelle tribune asservite con “zerbini microfonati”, il monarca può manipolare la percezione dell’opinione pubblica disinformata ed apatica alla politica. Questo è ciò che accade a Salerno, sprofondata nel passato del peggior feudalesimo medioevale, amministrata da un feudatario e dai suoi vassalli in totale assenza di etica e democrazia.

Il problema, lo ribadisco, sono quei cittadini salernitani che sostengono coalizioni politiche totalitarie: “Progressisti per Salerno” che rispecchiano la non cultura e l’autoritarismo più becero. L’arretratezza culturale della classe politica salernitana rispecchia esattamente l’atteggiamento autoritario di quella maggioranza che ha votato il sig. De Luca e, che vive nel mondo virtuale ed illusionistico delle “luci d’artista” e, che lotta ogni giorni con se stesso nella disoccupazione programmata per ragioni di ricatto politico e, nell’effimera e cinica esistenza dei non valori pronti a consumare i pochi euro messi da parte con fatica in uno dei tanti bar avviati negli ultimi anni.

Le indicazioni delle annuali classifiche nazionali circa “la qualità della vita” dei salernitani li posizionano per ciò che “meritano”, colate di cemento senza valida ragione, inquinamento del mare ed atmosferico e, fuga delle nuove generazioni verso territori migliori (dati ISTAT mostrano un evidente calo demografico). Tutto questo andrà avanti fino a quando cittadini organizzati prenderanno coscienza di dover agire per cambiare il presente e tentare di costruire un futuro sostenibile. Per fare ciò bisogna cambiare il modo di leggere la politica, di informarsi e di ragionare per iniziare a studiare libri diversi dal pensiero dominante che ha distrutto la società umana: “il progressismo”. Tale cultura è figlia di quel capitalismo declinato sia dalla “destra” in maniera più spedita e sia dalla “sinistra”, ma appunto stiamo parlando di quella cultura materialista poggiata sul monetarismo e sul Prodotto Interno Lordo (PIL) come leve psicologiche di ricatto contro i popoli senza tener conto delle reali capacità umane e del contesto in cui viviamo: natura, ambiente, risorse (leggi della fisica).

Ahimé, il contesto socio-culturale salernitano sembra privo di buon senso e spirito umano, un contesto che immagina l’architetto come strumento classico del costruire e l’impresa come strumento classico del realizzare un nuovo edificio in nuove aree, il laureato in giurisprudenza come avvocato ed il laureato in economia come commercialista e così via…

Sembra quasi un’esistenza piatta priva di immaginazione e creatività. Nessuno sembra avvertire l’evidenza e cioè che viviamo in un pianeta con noti limiti fisici, e che la specie umana dovrebbe essere, a differenza delle altre, quella dotata di maggiore intelletto, bhé la politica salernitana è la dimostrazione scientifica che la ragione non alberga nelle istituzioni locali, lo testimoniano chiaramente il Piano Urbanistico Comunale (PUC) e le numerose dichiarazioni pubbliche dei vari dipendenti eletti.

La vita è come un giostra, fatta di scelte, e si può scegliere di scendere dal treno in corsa che ci sta conducendo all’autodistruzione. Cittadini liberi e consapevoli possono cambiare il corso degli eventi.

Intanto persino neoliberisti convinti come i dipendenti del gruppo editoriale de ilsole24ore iniziano a misurare anche il Benessere Interno Lordo, diverso dallo stupido PIL. Dunque anche nelle roccaforti capitaliste italiane cominciano a cedere granitiche convinzioni ed invece di attendere altre aperture i cittadini possono, liberamente, informarsi circa la filosofia politica della decrescita felice che propone stili di vita ragionevoli, consumi critici, consapevolezza, uso razionale dell’energia, ed altri approcci decisamente innovativi che sostengono il reale sviluppo degli esseri umani.

Contrariamente a quanto immagina il monarca De Luca la crescita di una città non avviene con inutili colate di cemento come il Crescent ma attraverso servizi essenziali (standard) che lui nega ai propri cittadini come la realizzazione di biblioteche civiche efficienti presenti in ogni quartiere, la sicurezza non è comprare manganelli ai vigili urbani ma è la consapevolezza di vivere in spazi urbani dotati di piste ciclabili e verde attrezzato; per esempio, il comfort ambientale è quel concetto di benessere legato anche al vivere in case passive (aria pulita e temperatura ideale) e/o spostarsi a piedi, e non nel gas (micro e nano-polveri) fra il traffico automobilistico. A piedi, dovrebbero bastare 5 minuti per raggiungere la scuola dei propri figli o recarsi al lavoro. Sono semplici regole di eco-densità insegnate nelle università pubbliche e che il sig. De Luca forse ignora ma, sono applicate in numerose città del mondo.

Il sig. De Luca, anziché delirare nelle tv locali dovrebbe applicare la Costituzione a cui ha prestato giuramento e chiedere il risarcimento del danno ambientale al sig. Luigi Pisano condannato per inquinamento ambientale nel 2007 e dovrebbe intervenire con celerità per disinquinare il mare cittadino, ripristinare l’uso efficace del depuratore cittadino trovato mal funzionante dalla Procura negli anni passati con evidenti e documentati danni alla costa e rischi per la salute umana, De Luca dovrebbe adottare un normale piano di mobilità a sostegno dei mezzi non inquinanti (bike e car sharing) ed altro ancora.

Insomma De Luca invece di rendere ridicoli i propri concittadini in azioni politiche irrazionali dovrebbe essere licenziato e sostituito dal buon senso che oggi non c’è e, per far questo ci vogliono cittadini con un minimo di educazione civica, etica, senso e dignità dello Stato.

Alcune città nel mondo, attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa stanno avviando un programma di transizione energetica consapevoli delle risorse finite del pianeta Terra, ovviamente si parla delle fonti fossili (petrolio e gas) e del “picco” di Hubbert. Le città italiane sono mostri energivori per l’ignoranza dei suoi rappresentanti eletti che hanno osteggiato la semplice applicazione di principi e norme di uso razionale in campo energetico. Alcuni Paesi, con un po’ di buon senso stanno adottando programmi pubblici per rendere interi quartieri autosufficienti dal punto di vista energetico. L’eliminazione degli sprechi energetici con l’abbinamento di mezzi di trasporto ecologici stanno facendo liberare importanti risorse economiche e stanno creando indotti lavorativi duraturi nel tempo. Applicare il buon senso significa risparmiare, non inquinare ed avere opportunità di lavoro, l’unico ostacolo, a Salerno, è rappresentato dall’ignoranza collettiva e dal Sindaco.

Molte comunità stanno stampando monete locali pubbliche e quindi libere dal debito per sviluppare l’economia “del posto” che produce beni e non merci.

Il cattivo gusto dei partiti non ha limiti, De Luca candidato per la Regione Campania.

L’idea della resilienza si riferisce alla capacità di qualsiasi sistema, dal singolo individuo a quelli economici, di resistere e di mantenere un proprio funzionamento nonostante un cambiamento o uno shock subito dall’esterno. (Tratto da Rob Hopkins, manuale pratico della transizione, Arianna editrice 2009)

Annunci

Un pensiero riguardo “Salerno e De Luca: psicosi della crescita”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...